martedì 12 ottobre 2021

Yemen - Eco-bomba galleggia nel Mar Rosso: potrebbero finire in acqua 1,1 milioni di barili di petrolio

è una bomba ecologica che galleggia nel Mar Rosso, a poche miglia dalla costa yemenita, circa 300 chilometri ad Ovest di Sana’a e quasi 400 a Nord dello Stretto di Gibuti. È la FSO Safer, bloccata in mare aperto per guasti irreparabili, trasformata in deposito galleggiante e poi abbandonata dal 2015: il suo scafo va lentamente corrodendosi e così le paratie che trattengono una minaccia terribile: 1,1 milioni di barili di petrolio. Al momento l’acqua è entrata nella sala macchine (dal maggio 2020) attraverso una falla e il sistema antincendio non è operativo. Se lo scafo cedesse, affondando, e i barili implodessero per la pressione sottomarina, il greggio inquinerebbe gran parte del Golfo incluse le coste su cui sorgono gli impianti di desalinizzazione che attualmente forniscono acqua potabile a milioni di persone. Potrebbe poi verificarsi una fuoriuscita a causa di una perdita o di un incendio, dovuto a un accumulo di gas volatili a bordo o ad un attacco armato, dato che attualmente la petroliera è controllata dai ribelli Houthi. Lo scrive The Guardian in un allarmante reportage che — a soli otto giorni dal disastro della baia di Huntington in California (leggi l’articolo di Pianeta 2021) e a 32 anni dal caso della Exxon Valdez nel Golfo dell’Alaska — accende i riflettore su un caso di grave incuria e negligenza che potrebbe sfociare nel più grande disastro ambientale del secolo. 

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