Yemen - Eco-bomba galleggia nel Mar Rosso: potrebbero finire in acqua 1,1 milioni di barili di petrolio
è una bomba ecologica che galleggia nel Mar Rosso, a poche miglia dalla
costa yemenita, circa 300 chilometri ad Ovest di Sana’a e quasi 400 a
Nord dello Stretto di Gibuti. È la FSO Safer,
bloccata in mare aperto per guasti irreparabili, trasformata in
deposito galleggiante e poi abbandonata dal 2015: il suo scafo va
lentamente corrodendosi e così le paratie che trattengono una minaccia
terribile: 1,1 milioni di barili di petrolio. Al momento l’acqua è
entrata nella sala macchine (dal maggio 2020) attraverso una falla e il
sistema antincendio non è operativo. Se lo scafo cedesse, affondando, e i
barili implodessero per la pressione sottomarina, il greggio
inquinerebbe gran parte del Golfo incluse le coste su cui sorgono gli
impianti di desalinizzazione che attualmente forniscono acqua potabile a
milioni di persone. Potrebbe poi verificarsi una fuoriuscita a causa di
una perdita o di un incendio, dovuto a un accumulo di gas volatili a
bordo o ad un attacco armato, dato che attualmente la petroliera è
controllata dai ribelli Houthi. Lo scrive The Guardian in un allarmante reportage che — a soli otto giorni dal disastro della baia di Huntington in California (leggi l’articolo di Pianeta 2021)
e a 32 anni dal caso della Exxon Valdez nel Golfo dell’Alaska — accende
i riflettore su un caso di grave incuria e negligenza che potrebbe
sfociare nel più grande disastro ambientale del secolo.
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