Italia - Davigo, Di Pietro e gli "arresti facili"? Parla il giudice Salvini: "Ecco come facevano", bomba sulla Procura di Milano
Con Mani Pulite le regole di assegnazione dei fascicoli
nel tribunale di Milano venivano assegnati sempre ad un unico giudice,
pronto ad accogliere con rapidità fulminea tutte le richieste di cattura
spiccate dal pool. Scrive il giudice Guido Salvini,
tuttora gip a Milano: "Era comodo per la Procura avere un unico gip già
sperimentato, per alcuni già "direzionato", e non doversi confrontare
con una varietà di posizioni e di scelte che potevano incontrare
all'interno dell'ufficio gip, formato da una ventina di magistrati.
Andava evitata e prevenuta una possibile variabilità di decisioni dei
giudici che potesse in qualche modo creare "difficoltà" alle indagini (...)
così il pool escogitò un semplice ma efficace trucco costituendo, a
partire dall'arresto di Mario Chiesa, un fascicolo che in realtà non era
tale ma era un "registro" che riguardava centinaia e centinaia di
indagati che nemmeno si conoscevano tra loro e vicende tra loro
completamente diverse unificate solo dall'essere da gestite dal pool".
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