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martedì 14 febbraio 2012

Alassio - Vignetta "Don Box": riceviamo e pubblichiamo il messaggio ricevuto oggi dall'ing. Andrea SICCO



 
UN PICCOLO E BRUTTO ANATROCCOLO CHE NON HA PAURA DI NESSUNO !



Da umile ospite di “Anche Noi” e “Rivisto”, mi associo alla posizione assunta da parte dei Professori Antonio Tassara e Mimmo Ottonello. 
Anch'io non condivido la vignetta dedicata al “Don Bosco” di Alassio e pubblicata sulla prima pagina del numero di febbraio 2012, in quanto ex allievo  di scuola media e liceo scientifico di un Istituto che mi ha formato non solo a livello intellettuale ma, e soprattutto, come individuo. 
Quanto accaduto conferma la regola e cioè che solamente chi ha conosciuto, compreso e quindi condiviso regole e principi salesiani può riconoscerne la grandezza. 
Non credo che un disegnino possa minimamente sfiorare il prestigio e la qualità di una scuola che, a differenza di altre, è e rimane operativa sul territorio per i tanti giovani di buona volontà. 
Una scuola che continua ad educare ed insegnare in un ambiente sereno, equilibrato, fatto su misura per i giovani, come voleva San Giovanni Bosco. 
In pochi sanno che la divisa dei salesiani consiste anche in una camicia con le maniche risvoltate, così come in pochi sanno che cosa significhi essere ex allievo di un'Opera Salesiana. 
Per me il “Don Bosco” non è stata soltanto una scuola ma una seconda famiglia quando in casa mia regnava il malessere, il disordine e il disagio. 
Come per me anche per altri amici ed ex allievi, con i quali condividevo e trascorrevo interi pomeriggi all'Oratorio di Don Berti. 
I Salesiani hanno saputo parlare al cuore di tanti giovani così come tanti giovani ex allievi hanno imparato a parlare al cuore di tante persone. 
Non posso non ricordare il rigore del Prof. Don Natale Tedoldi, i richiami a maggior responsabilità nelle scelte importanti del Prof. Mimmo Ottonello, la bontà dell'Ing. Edoardo Porro tramite il quale ebbi la fortuna di conoscere l'Ing. Giuseppe Arnaud, l'obiettività dell'Ing. Augusto Galelli poi sostituito dal giovane e tenace Ing. Armando Allaria, la severità ed il sorriso del Prof. Don Igino Berti, l'originalità del Prof. Don Mario Andreoletti,  la chiarezza espositiva del Prof. Antonio Tassara e la cordialità del Prof. Don Giorgio Colajacomo e di tutti i Salesiani che elevano ed hanno elevato questo paese non soltanto con la loro presenza ma con l'impegno e la costanza di chi crede in Dio e nella vita.

Inoltre, ringrazio l'amico nonché ex allievo Gian Luigi Canavese e Fabio Lucchini per la comprensione e per lo spazio offerto a questa mia sui propri e rispettivi Blog, a dimostrazione che il coraggio e la libertà delle proprie idee non si possono censurare né oggi né mai!

                                                                                                                Andrea Sicco

sabato 11 febbraio 2012

Alassio - Vignetta su "Rivisto" gravemente offensiva nei confronti dell’Istituto Salesiano, con la evidente scritta DON BOX e il commento “Alassio, città dei garage”. Il consigliere Regionale Marco Melgrati scrive alla redazione di Rivisto

La vignetta incriminata del grande Maurizio Guido in arte "Gibba" apparsa 
sulla copertina di Rivisto di Febbraio 2012, che ha aperto la via alle polemiche



Sulla copertina del Vostro ultimo numero ho visto, con stupore, una vignetta a firma di Gibba, un “monumento” del mondo dei cartoni animati e della vignetta, gravemente offensiva nei confronti dell’Istituto Salesiano, con la evidente scritta DON BOX e il commento “Alassio, città dei garage”.
Premesso che nulla ho a che dire sulle vignette che mi ritraggono, spesso illustrate sul Vostro giornale, e ritengo che l’ironia e la satira siano il sale della vita, credo che sia veramente una caduta di stile il concetto che sottende ed  esprime questa vignetta che offende l’opera educativa che da forse 100 anni portano avanti i Salesiani ad Alassio.
Io che da Sindaco ho seguito le vicende dell’Istituto Salesiano, le difficoltà a portare avanti la funzione educativa e di formazione culturale e morale di tutti i ragazzi che passano e sono passati dai vari gradi di istruzione delle scuole dell’Istituto, e dall’oratorio, senza nessun contributo da parte dello Stato, posso testimoniare che gli interventi di realizzazione dei box si sono resi necessari per il mero mantenimento e aggiornamento della struttura, che diversamente dovrebbe cessare di esistere, perché non può più mantenersi. Come è utile far notare che, una volta terminati, i servizi di superficie e lo spazio coperto saranno aggiornati e riconsegnati, migliorati, all’uso ludico-educativo propri dell’Istituto Salesiano senza traumi per l’aspetto esterno dei luoghi.

I costi di manutenzione, gli aggiornamenti e gli interventi dovuti alle intervenute normative in materia di prevenzione incendi e di sicurezza comportano costi che un istituto come quello Salesiano non poteva e non può permettersi con la retta degli Studenti, ai quali, soprattutto i meno abbienti, che scelgono questa scuola confessionale, i Padri Salesiani cercano sempre di venire incontro.
Questi interventi da parte dell’Istituto non sono certo improntati alla speculazione, ma al mero finanziamento della struttura, ed alla Sua sopravvivenza.
Per non tacere poi dell’importanza della convenzione con il centro di Alassiosalute, primo in Italia, e esempio per molti che sono nati in seguito sull’onda di questa esperienza positiva, ospitato nei locali dell’Istituto Salesiano.
Diversamente avrebbe chiuso, come rischia di chiudere il Convento dei Cappuccini di Alassio…qualcuno preferirebbe forse la chiusura di questa importante fucina di menti, che ha forgiato ed educato migliaia di uomini, fornendo Loro quel qualcosa in più nella formazione della morale dei ragazzi che magari le scuole pubbliche non sono in grado di dare, per Loro vocazione? Si preferirebbe che l’immobile venisse trasformato in seconde case?
Credo di no, ed io, non come rappresentante eletto delle istituzioni, ma come exallievo, e come padre di un novello allievo di scuola media, sono veramente offeso da questo modo superficiale e fazioso di trattare un argomento così delicato, facendolo scadere nel ridicolo.
Ho ancora negli occhi e nel cuore alcune altissime figure di educatori e di insegnanti, veri esempi di vita, che mi hanno arricchito dal punto di vista culturale, comportamentale e morale, da Don Roberi a Don Colombara, da don Dagna a don Zanghi, a don Cazzola e tanti altri

Il danno di immagine ormai è stato fatto, ma per questo Vi chiedo una profonda riflessione sull’argomento, e di pubblicare questa mia sul prossimo numero della Vostra rivista.

Con ossequi

Marco Melgrati  Consigliere Regionale

lunedì 12 dicembre 2011

Alassio - Furto in chiesa: trafugata la reliquia di San Giovanni Bosco

 

 L'accesso dalla via Aurelia all'Istituto Salesiano Don Bosco di Alassio


Alassio - Furto di reliquie nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, nel centro abitato alassino: una mano ignota ha trafugato un prezioso reliquiario che custodisce un piccolo osso di San Giovanni Bosco, caro alla devozione popolare ed esposto nell’edificio ecclesiastico soltanto durante le festività. Il furto, infatti, è avvenuto nel giorno dell’Immacolata.

E’ stato semplice per il ladro, ammesso che abbia agito da solo, mettere a segno il gesto: poco prima della messa delle cinque si è introdotto nella chiesa e, salendo sull’altare principale, sotto il dipinto raffigurante Don Bosco, si è impadronito del reliquiario aureo, dileguandosi. All’interno è contenuto un frammento osseo del santo fondatore dei Salesiani, uno dei rarissimi che si trovino al di fuori della zona torinese.

Il malintenzionato ha approfittato di un momento di distrazione di padre Giulivo Torri, impegnato nel primo pomeriggio nell’allestimento del presepe.

“E’ stato un furto facile e meschino, intollerabile – afferma don Giulivo – Era un gioco da ragazzi per chiunque entrare in chiesa alla chetichella, portarsi a fianco dell’altare e prendere il reliquiario. Siamo profondamente feriti e amareggiati per questo furto, che colpisce il sentimento religioso e l’affetto di tanti fedeli”.

Appare evidente che l’atto non sia stato compiuto a scopo sacrilego, ma per interessi schietti: se fuso, il reliquiario potrebbe fruttare almeno mezzo chilo d’oro. 
“E’ un oggetto di grande pregio e valore – conferma don Giulivo – Ma, soprattutto e principalmente, la reliquia rara di San Giovanni Bosco aveva ed ha un profondo legame con i sentimenti della nostra comunità”.
Non sarà facile per gli inquirenti che hanno raccolto la denuncia rintracciare l’autore del furto. “Siamo ancor più disgustati – conclude padre Torri – per il fatto che questo gesto è avvenuto nel giorno dell’Immacolata Concezione, la festa che ricorda l’inizio del servizio di don Bosco a favore dei poveri e degli emarginati”.


Da www.Ivg.it  del 12 Dicembre 2011