Marco Melgrati consigliere regionale e comunale di opposizione
Alassio - “Cancellare tutti i dehor di via Dante,
eliminare i parcheggi per far luogo ad una pista ciclabile, in un
contesto già saturo e privo di posti auto, nella zona centrale,
tradizionalmente oggetto di shopping da parte dei turisti e residenti, è
una scelta scellerata, priva di buon senso, che mira a far parlare di
sé, nell’ottica di tutte le scelte di Avogadro”. Così il consigliere
regionale del Pdl e consigliere comunale di minoranza Marco Melgrati
critica l’amministrazione comunale alassina.
“Prima si risolve il problema dei parcheggi e poi si può pensare a
piste ciclabili; nella vita sociale ed economica di una città ci sono
delle priorità e questa non la è sicuramente, anzi… L’eliminazione dei
dehor, necessaria per lo sviluppo e la sopravvivenza delle attività
commerciali di tipo bar e ristorante, è un grave attacco alla struttura
economica e sociale del paese; la scelta poi di, forse, riconfermarne
alcuni ed altri no, sta nell’ottica di questa amministrazione che premia
gli “amici” e stanga i nemici, o presunti tali…” aggiunge Melgrati.
“Inoltre, la pista ciclabile in senso inverso a quello di marcia è
proibita per legge, al di sopra di un certo flusso di traffico, e
sconsigliata comunque… Fare poi una pista ciclabile a monte della via
Dante è un assurdo, in quanto tutte le intersezioni con le strade che
portano all’Aurelia sono appunto a monte, e la svolta delle auto
attraverserebbe la pista ciclabile, con tutti i problemi di sicurezza
che comporta… Esiste anche il problema del numero degli stalli di sosta a
pagamento concessi in gara ad una società di gestione…”.
“Prima o poi ci sarà una sollevazione popolare e che i cittadini
promuoveranno autonomamente una manifestazione sotto il Comune per
protestare contro tutte quelle scelte che li penalizzano: su tutte lo
spostamento del mercato e l’eliminazione dei dehor per fare la pista
ciclabile.
Vedremo i cittadini esasperati sotto il Comune con i forconi,
e io sarò in prima linea con loro.
Non si può pensare di amministrare
una cittadina facendo qualunque cosa salta in mente di notte al primo
cittadino e alla sua cricca di compagni, che rappresentano
elettoralmente una ristretta minoranza, il 36% dei votanti, contro il
64% di altri cittadini che non li volevano e non li vogliono…” conclude
Melgrati.
Da www.Ivg.it del 25 Gennaio 2012
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