giovedì 5 agosto 2021

Italia - Lega, i 49 milioni? Ecco la perizia che scagiona Matteo Salvini: incassati e spesi prima che diventasse leader

Libero è in grado di anticipare in esclusiva la perizia che scagiona la Lega da qualsiasi accusa nel procedimento iscritto contro ignoti dalla Procura di Genova per la sparizione dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali ricevuti dal partito tra il 2010 e il 2013. 

L’inchiesta si indirizza verso l’archiviazione, per manifesta inconsistenza della tesi incriminatrice e assoluta mancanza di prove. 

L'indagine era nata zoppa e odorava di processo politico da chilometri di distanza, ma ciononostante, o forse proprio per questo, la sinistra e i suoi giornali ci hanno sguazzato per anni. La tesi è che questi 49 milioni, che non si trovano da nessuna parte per il semplice motivo che sono stati spesi prima dell'avvento di Salvini alla segreteria del partito, nel dicembre 2013, sarebbero stati fatti spostare da Matteo all'estero, nel paradiso fiscale del Lussemburgo, per utilizzarli come fondi neri. 

Per mesi la PwC, la più importate società di revisione contabile al mondo, ha esaminato i conti della Lega e i flussi di denaro, in entrata e in uscita, per arrivare a elaborare la perizia che vi anticipiamo. 

Si tratta di un documento che ricostruisce tutti i movimenti di denaro del partito dal 2010 al 2017, quando il tribunale, alla ricerca dei fantomatici milioni scomparsi, sequestrò tutti i conti, sui quali ai tempi erano versati poco più di tre milioni di euro.

È il provvedimento alla base dell'accordo con cui il Carroccio si è impegnato a versare 600mila euro l'anno allo Stato fino a raggiungere la cifra di 49 milioni. A ben vedere, si tratta di una vicenda tra il paradossale e il beffardo. 

Anzitutto, va chiarito che la Lega Nord ha ricevuto i 49 milioni perché ne aveva diritto in virtù del meccanismo di rimborso legato ai voti espressi dagli elettori in favore del Carroccio.

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