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martedì 23 marzo 2010

Sanità, Obama firma la riforma sanitaria

Il Presidente degli Stati Uniti d'America mentre appone la firma alla 

storica legge per la riforma sanitaria

"L'ho fatto anche per mia madre"

 

Il presidente Usa, Barack Obama, ha firmato la legge sulla storica riforma della sanità. "Oggi, dopo quasi un secolo di tentativi, oggi, dopo un anno di dibattito, oggi dopo che tutti i voti sono stati contati, la riforma delle assicurazioni sanitarie diventa legge degli Stati Uniti d'America", ha detto il leader della Casa Bianca tra gli applausi. "Firmo questa legge per mia madre che è morta litigando con le assicurazioni", ha aggiunto Obama.
Obama, tra applausi e cori da stadio da parte del pubblico di democratici, ha aperto il suo discorso alla  cerimonia di firma della legge di riforma sanitaria approvata domenica alla Camera. Il presidente Usa ha anche ricordato le storie dei tanti americani, alcuni presenti alla cerimonia, che in questi mesi gli hanno raccontato nelle loro lettere storie di sofferenze e di morte per la mancanza di assicurazione sanitaria.

Obama ha firmato la legge nella East Room della Casa Bianca, alla presenza di gran parte dei parlamentari democratici del Congresso che hanno approvato la storica legislazione, compresa la speaker della Camera Nancy Pelosi ("una delle migliori Speaker che la Camera abbia mai avuto") e il leader democratico del Senato Harry Reid. Alla cerimonia erano stati invitati anche numerosi congiunti del senatore Ted Kennedy, morto in agosto dopo avere fatto della riforma sanitaria la causa della sua vita: la vedova Vicki, il figlio Patrick, la nipote Caroline Kennedy (figlia di John Kennedy). Alla firma erano presenti, oltre che a rappresentanti dei medici e delle infermiere, anche alcuni personaggi simbolo delle ingiustizie dell'attuale sistema di copertura sanitaria.

Obama ha detto che la legge ''apre una nuova era negli Stati Uniti'' facendo diventare realtà ''una riforma per cui diverse generazioni di americani hanno combattuto''.

Il figlio di Ted Kennedy: "Papà, il tuo lavoro è completato"
"Papà, il lavoro è stato portato a termine". Nel giorno in cui Barack Obama ha firmato la riforma sanitaria il figlio del senatore Kennedy ha deposto questo biglietto sulla tomba del padre,   considerato il fautore ed il principale ispiratore della riforma che non è riuscito a vedere realizzata.

Patrick Kennedy, deputato del Rhode Island che ha annunciato pochi mesi fa la sua intenzione di non ricandidarsi a novembre, una mossa che dal prossimo anno lascerà, per la prima volta in oltre mezzo secolo il Congresso senza nessun membro della più importante famiglia democratica, ha partecipato ad una piccola cerimonia che si è svolta di fronte alla semplice croce bianca che contrassegna la tomba del senatore all'Arlington National Cemetery.

Durante la cerimonia della firma, alla quale hanno partecipato Patrick, la vedova del senatore Vicki Kennedy e la nipote Caroline, Obama ha ricordato espressamente l'impegno del senatore che è stato uno degli sponsor più importanti della sua candidatura alla presidenza. "Mi ricordo di aver visto Ted entrare da quella porta un anno fa, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche - ha detto del senatore scomparso lo scorso agosto - per lui era difficile farcela, ma era convinto noi avremmo fatto la cosa giusta".

Da www.Tgcom.Mediaset.com  del 23 Marzo 2010

lunedì 28 dicembre 2009

Plinio: "Copertura sanitaria piena anche a emigranti liguri"


Il Dott. Gianni Vincenzo Plinio, consigliere Regionale del PDL in Regione Liguria  
 
Gianni Plinio, consigliere Regionale Pdl, ha presentato un'interpellanza al presidente della Regione Claudio Burlando per chiedere di fornire una copertura sanitaria integrativa agli emigranti liguri iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) che rientrano in temporaneo soggiorno in Italia. "E' giusto e doveroso garantire la piena assistenza sanitaria agli emigranti liguri iscritti all'AIRE - afferma Plinio. Attualmente la copertura assistenziale è, infatti, limitata a 90 giorni per un anno solare e soltanto per cure urgenti ed indifferibili. Alcune regioni, con appositi provvedimenti, già garantiscono un'assistenza sanitaria più ampia nei confronti dei propri cittadini emigrati."
 
Da www.Primocanale.it  del 28 Dicembre 2009