GRAND HOTEL, LITE SULLA CRESCITA DEI COSTI
IL COMUNE NON SOTTOSCRIVE IL COLLAUDO
IL COMUNE NON SOTTOSCRIVE IL COLLAUDO
ALASSIO - Comune e ditta litigano ancora sui soldi, e l’apertura del Grand Hotel potrebbe slittare ancora. Nei giorni scorsi sul lussuoso albergo appena ristrutturato è stato effettuato il cosiddetto collaudo amministrativo, cioè l’ultimo atto formale che dovrebbe concludere la decennale operazione di recupero dello stabile. In realtà, però, le cose stanno andando in modo ben diverso, visto che il collaudatore avrebbe valutato il costo dei lavori effettuati in ben 14,8 milioni di euro, cioè più del doppio di quelle che erano le previsioni.
Il costo del recupero dell’albergo era infatti stato valutato in undici miliardi di lire, cioè 5,6 milioni di euro, che calcolando la rivalutazione e l’aggiornamento del prezzo arriverebbero a 7,2 milioni. In sostanza la cifra (relativa al solo albergo, senza centro thalassoterapico, piazza e autorimessa) sarebbe raddoppiata.
Maggiori costi che la Conicos (poi Fincos) aveva già lamentato chiedendo quindi più soldi all’amministrazione comunale, oppure una concessione più lunga o la trasformazione in piena proprietà di alcune concessioni. Ma non solo, perché la ditta avrebbe già scritto all’amministrazione contestando la perizia e sostenendo che in realtà i costi sostenuti ammonterebbero addirittura a diciannove milioni e mezzo di euro.
Neppure il Comune sarebbe rimasto particolarmente soddisfatto del verdetto dei collaudatori ed anzi sarebbe intenzionato a sua volta a contestarlo, ritenendo ingiustificato un aumento di costi di tale entità. Tra l’altro Gianpiero Dotti, alto commissario nominato dal Comune per la vicenda del Grand Hotel, ha rifiutato di sottoscrivere l’atto di collaudo, dichiarandosi non competente in questioni amministrative, ma solo in quelle tecniche. In realtà la mancata firma di Dotti potrebbe essere un’ulteriore indicazione sulla volontà dell’amministrazione di impugnare il collaudo.
Una disputa sul piano finanziario, che però potrebbe avere delle ricadute anche sui tempi di apertura dell’albergo.
Secondo la minoranza, infatti, senza collaudo non si potrebbe rilasciare l’agibilità della struttura, mentre secondo la maggioranza tutto sarebbe da bloccare in mancanza del collaudo statico, ma non per quello amministrativo. «Senza la formale presa d’atto del Comune, ma anzi addirittura con una contestazione – afferma il consigliere di opposizione Tino Testa – non può esserci agibilità. Purtroppo questa vicenda continua a confermare la leggerezza con cui l’amministrazione tratta queste cose, che poi finiscono per ricadere sui cittadini e sulle loro tasche».
L.Reb.
Da www.ilSecoloxix.it del 15 Maggio 2010

Nessun commento:
Posta un commento