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domenica 23 gennaio 2011

Alassio - Grand Hotel, Melgrati: “Una risposta a chi ci ha messo il bastone fra le ruote…”

 
 L'ex sindaco di Alassio Marco Melgrati, oggi consigliere regionale

Alassio. Dispiaciuto per non indossare la fascia tricolore nel giorno più atteso, quella dell’inaugurazione della struttura che è stata uno dei suoi cavalli di battaglia di questi anni. 

L’ex sindaco di Alassio e ora consigliere regionale del Pdl, Marco Melgrati, si dice felice per il nuovo Grand Hotel alassino: “Certo mi dispiace non aver tagliato il nastro da sindaco, d’altronde ho seguito l’avvio dell’opera fin da quando ero assessore…”.
“E’ stato un iter sofferto – ricorda Melgrati -, c’è stato l’intervento della magistratura, doverso certo, ma che si è risolto positivamente nonostante sia ancora pendente la possibilità di un rinvio a giudizio. Credo che aver avuto la concessione edilizia in sanatoria tagli la testa al toro… . Abuso edilizio non c'è stato e comunque siamo pronti ad affrontare anche un eventuale processo sicuri delle nostre azioni”.

Nel corso del suo dicorso l’ex primo cittadino alassino non si è lasciato scappare l’occasione per levarsi qualche sassolino dalle scarpe, rovolgendo un duro attacco alla minoranza rea di aver cercato di bloccare il progetto del nuovo Grand Hotel: “Hanno usato tutti gli strumenti a disposizione, dagli esposti alla magistratura, sequestri e dissequestri, fiumi di carta… . 
Ed ecco che la struttura è stata inaugurata con due anni di ritardo rispetto alla naturale conclusione dei lavori.
E invece la verità è che l’opera è stata fatta in buona fede, nell’interesse del turismo e della città di Alassio…” conclude Melgrati.


Da www.Ivg.it  del 23 Gennaio 2011

sabato 22 gennaio 2011

Alassio: il sindaco Aicardi "benedice" il nuovo Grand Hotel

 
 La targa all'ingresso del Grand Hotel Alassio

Il 23 gennaio è un giorno importante per la nostra città, un giorno che rimarrà segnato nella storia…  

Dopo oltre 43 anni dalla data del 1968, anno di chiusura del Grand Hotel e della acquisizione a patrimonio del Comune da parte dell’allora sindaco Sisto Pelle dell’immobile, riapre il Gran Hotel, quello che era stato promesso dalla nostra amministrazione è diventato realtà.  
Sono passati 43 anni, nei quali il Grand Hotel ha avuto per un breve periodo una funzione di istituto scolastico, alcuni ragazzi alassini che oggi sono adulti sono passati sui banchi di scuola nella sede del Grand Hotel. 
Dopo questo utilizzo l’albergo è stato chiuso definitivamente per lunghi anni bui, le finestre sprangate, l’edera ha invaso i suoi muri; anni in cui questa splendida struttura liberty è rimasta un monumento all’immobilismo, all’inefficienza e all’incapacità di prendere decisioni da parte delle amministrazioni che si sono susseguite ad Alassio, una ferita aperta sotto gli occhi di tutti, turisti e residenti.
Oggi, finalmente, è il sole che illumina il Grand Hotel di Alassio e il Centro Talasso-Terapico che, insieme alla spiaggia del Grand Hotel, riqualificata e pronta per la prossima estate, con il caratteristico gazebo, va a completare un complesso che offrirà una risposta a 5 stelle ai turisti. 
In particolare il Centro Termale Talasso-Terapico, che è già operativo e sotto gli occhi di tutti, costituisce oggi un’eccellenza e una opportunità irripetibile per tutta la città, un volano economico per tutti gli alberghi e per tutta la ricettività turistica e commerciale della città di Alassio e del suo comprensorio. 
Avere una risorsa come questa, dove l’acqua di mare, prelevata dallo specchio acqueo antistante, viene convogliata nella piscina e nelle vasche di trattamento, riscaldata per le cure termali, è sicuramente un motivo di orgoglio, di soddisfazione ma anche un’opportunità di lavoro per tutti gli alberghi e gli ospiti delle seconde case che può estendere la stagione anche al periodo invernale; questo è il modo giusto per fare turismo, questo è l’unico modo per imporsi al mondo come meta ideale per le vacanze tutto l’anno. 
Un ringraziamento particolare alla soc. Conicos oggi Fincos, che ha saputo e voluto portare a termine una operazione così complessa, affrontando tutte le difficoltà e i problemi, tecnici, organizzativi e giuridici. 
Dobbiamo essere e siamo certamente tutti orgogliosi dell’apertura di un hotel a 5 stelle che mancava, il “Grand Hotel et Alassio”, come si chiamava, che ha fatto la storia del turismo ad Alassio e cambierà per sempre la storia dell’offerta turistica della nostra città!!!”. 

Il Sindaco Gianni Aicardi 

Da www.Savonanews.it  del 22 Gennaio 2011

venerdì 22 ottobre 2010

ALASSIO - NUOVI PROBLEMI PER IL COMPLESSO DEL GRAND HOTEL

 
 
Il centro talassoterapico costa molto più del previsto
                    La previsione iniziale di spesa era di circa                       due milioni e mezzo di euro 
Si è arrivati a tredicimilioni
 
ALASSIO. Il centro talassoterapico costerà cinque volte più del previsto. 
È questa la stima effettuata dai tecnici incaricati per il cosiddetto “collaudo statico”, cioè la verifica che di fatto conclude la procedura del project financing. 
Un passo decisivo verso l’apertura del lussuoso complessoturistico che ha al centro il Grand Hotel, ma che al tempo stesso è destinato a far discutere proprio per l’impennata dei costi. 
Secondo i collaudatori il costo del centro termale è valutabile in oltre 13milioni di euro, a fronte di una previsione che era di poco meno di cinquemiliardi di lire, cioè 2 milioni e mezzo di euro.
Una cifra che l’amministrazione comunale ritiene eccessiva e che per contro la Fincos-Conicos  ritiene insufficiente, al punto che entrambe le parti presenteranno ricorsi. 
Pare comunque certo che la città di Alassio dovrà sborsare (o compensare attraverso prolungamenti delle concessioni) ben più dei 2 milioni e mezzo previsti. Un po’ come succederà anche per il Grand Hotel, collaudato per un importo di 14,8 milioni a fronte di una previsione di meno di sei, e anche in questo caso la ditta pretenderebbe ancora di più, cioè 19 milioni e mezzo. Tenendo per buoni i valori stabiliti dai collaudatori, tra albergo e centro talassoterapico il costo complessivo ammonta già a 28 milioni, a fronte dei poco più di 5 previsti.
Ma non basta, perché presto arriveranno anche i conti definitivi per piazza Partigiani (spesa prevista poco più di 800 mila euro) e per i garage (quasi 9 milioni e mezzo di euro), lavori per i quali è prevedibile un aumento dei costi percentualmente simile a quello per l’albergo, visto che la ditta ha dovuto modificare la tecnica di intervento per salvaguardare gli edifici circostanti. Se così fosse il costo complessivo dell’intero intervento arriverebbe a sfiorare i 60 milioni, ma anche ipotizzando che i costi di garage e piazza non salgano, siarriverebbe comunque a quota quaranta.
Come dire che il complesso costerà ad ogni cittadino alassino tra i 3 mila e i 5mila euro. «Ci auguriamo che questi aumenti non vadano a ricadere sui cittadini ignari di tutto», afferma il consigliere di opposizione Tino Testa. «I costi effettivi saranno stabiliti da un arbitrato – taglia corto il sindaco vicario Gianni Aicardi perché non siamo disposti ad accettare di sborsare queste cifre. Vanno bene gli aumenti Istat o quelli dovuti a opere in più richieste da noi, ma mi pare che certe cifre siano davvero esagerate ».
 
Luca Rebagliati
Da www.ilSecoloxix.it  del 22 Ottobre 2010
 

lunedì 5 luglio 2010

Alassio - Grand Hotel, l’ultima lite fa slittare l’apertura


Una veduta della facciata a mare del Grand Hotel et d'Alassio 
con la fascia di arenile antistante

ALASSIO, PROBLEMI ANCHE PER LA GESTIONE
DELLA SPIAGGIA

La ditta costruttrice chiede cinquemilioni in più. 
Il Comune: non siamo disposti a concedere oltre il dovuto
 
ALASSIO - Spiaggia e aumento dei costi continuano a dividere Comune e Fincos sulla vicenda del Grand Hotel, che non aprirà i battenti al pubblico se non per fine anno. È possibile in realtà che qualche turista arrivi già in estate con formule“ a invito”, ma per arrivare all’apertura del grande e lussuoso albergo alassino bisognerà attendere che si risolvano le beghe tra ditta e amministrazione.
In particolare bisogna risolvere la questione dei costi, che secondo la Fincos sarebbero raddoppiati negli anni, a causa di problematiche strutturali e di varianti decise dal Comune. La perizia effettuata dai tecnici incaricati dalla ditta indicherebbe il costo complessivo dell’operazione in quasi quindici milioni di euro, contro i poco più di sette previsti inizialmente, comprensivi della rivalutazione.  
L’amministrazione comunale sarebbe anche disponibile a riconoscere due o tremilioni in più, ma la differenza tra le stime effettuate dalle due parti rimane ancora grande: circa cinque milioni di euro che la Fincos vorrebbe ma che l’amministrazione non pare intenzionata a concedere.
«Gli alti commissari per la vigilanza nominati dal Comune hanno sempre replicato puntualmente ai rilievi sollevati dalla ditta e non siamo disposti a concedere più di quanto dovuto – spiega l’assessore al bilancio Fabrizio Calò. 
In ogni caso bisognerà incontrarsi al più presto e trovare una soluzione per chiudere definitivamente la vicenda ». 
Una soluzione che potrebbe essere quella di tramutare in una cessione definitiva in proprietà la concessione novantanovennale dei garage interrati, anche se la cosa potrebbe scatenare polemiche da parte della minoranza e riportare d’attualità la fitta rete di questioni (in svariati casi di rilevanza giudiziaria) che si sono aperte in questi anni attorno al Grand Hotel.
Nel frattempo c’è un’altra grana da risolvere: quella riguardante la spiaggia.   
Nei giorni scorsi la Fincos ha richiesto formalmente la concessione del tratto antistante l’albergo, ma ha fatto sapere esplicitamente di volere anche il tratto più a levante, che invece appartiene alla Bagni di Mare (l’erede della Gescomare), cioè al Comune. 
«Mi pare che la convenzione parli del tratto prospiciente l’albergo, che è quello che è stato concesso» taglia corto Calò.
La Fincos, però, sembra intenzionata a ricorrere addirittura ai giudici per avere quei sedici metri lineari di spiaggia in più, che ad Alassio hanno pur sempre un certo valore.
A palazzo comunale la questione sembra in contrare pareri e opinioni differenti anche all’interno della stessa maggioranza, visto che c’è chi vorrebbe “sacrificare” la concessione alla società pubblica per chiudere tutte le controversie e chi invece non digerisce l’idea di dover cedere anche un solo granello di sabbia in più. Ma c’è anche un’altra questione che fa discutere, ed è quella relativa alla piazza. La soprintendenza ha chiesto da tempo una serie di lavori, riguardanti tra l’altro la sistemazione del verde, ma sino ad ora non è stato fatto nulla. 
«Cosa aspetta l’amministrazione a fare ciò che deve? Trovi subito i soldi per adeguare la piazza alle indicazioni della soprintendenza, perché si è già perso troppo tempo, con il consueto pressapochismo di questa amministrazione»,  ha tuonato nell’ultimo consiglio comunale il consigliere di minoranza Tino Testa.
Si tratterebbe di circa duecentomila euro, che il sindaco Gianni Aicardi e l’assessore Fabrizio Calò devono  trovare nelle pieghe del bilancio.


Luca Rebagliati
Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Lugliio 2010

sabato 15 maggio 2010

ALASSIO, L’INAUGURAZIONE RISCHIA ANCORA DI SLITTARE

 
 
GRAND HOTEL, LITE SULLA CRESCITA DEI COSTI
IL COMUNE NON SOTTOSCRIVE IL COLLAUDO
 
ALASSIO - Comune e ditta litigano ancora sui soldi, e l’apertura del Grand Hotel potrebbe slittare ancora. Nei giorni scorsi sul lussuoso albergo appena ristrutturato è stato effettuato il cosiddetto collaudo amministrativo, cioè l’ultimo atto formale che dovrebbe concludere la decennale operazione di recupero dello stabile. In realtà, però, le cose stanno andando in modo ben diverso, visto che il collaudatore avrebbe valutato il costo dei lavori effettuati in ben 14,8 milioni di euro, cioè più del doppio di quelle che erano le previsioni.

Il costo del recupero dell’albergo era infatti stato valutato in undici miliardi di lire, cioè 5,6 milioni di euro, che calcolando la rivalutazione e l’aggiornamento del prezzo arriverebbero a 7,2 milioni. In sostanza la cifra (relativa al solo albergo, senza centro thalassoterapico, piazza e autorimessa) sarebbe raddoppiata.

Maggiori costi che la Conicos (poi Fincos) aveva già lamentato chiedendo quindi più soldi all’amministrazione comunale, oppure una concessione più lunga o la trasformazione in piena proprietà di alcune concessioni. Ma non solo, perché la ditta avrebbe già scritto all’amministrazione contestando la perizia e sostenendo che in realtà i costi sostenuti ammonterebbero addirittura a diciannove milioni e mezzo di euro.

Neppure il Comune sarebbe rimasto particolarmente soddisfatto del verdetto dei collaudatori ed anzi sarebbe intenzionato a sua volta a contestarlo, ritenendo ingiustificato un aumento di costi di tale entità. Tra l’altro Gianpiero Dotti, alto commissario nominato dal Comune per la vicenda del Grand Hotel, ha rifiutato di sottoscrivere l’atto di collaudo, dichiarandosi non competente in questioni amministrative, ma solo in quelle tecniche. In realtà la mancata firma di Dotti potrebbe essere un’ulteriore indicazione sulla volontà dell’amministrazione di impugnare il collaudo.

Una disputa sul piano finanziario, che però potrebbe avere delle ricadute anche sui tempi di apertura dell’albergo.

Secondo la minoranza, infatti, senza collaudo non si potrebbe rilasciare l’agibilità della struttura, mentre secondo la maggioranza tutto sarebbe da bloccare in mancanza del collaudo statico, ma non per quello amministrativo. «Senza la formale presa d’atto del Comune, ma anzi addirittura con una contestazione – afferma il consigliere di opposizione Tino Testa – non può esserci agibilità. Purtroppo questa vicenda continua a confermare la leggerezza con cui l’amministrazione tratta queste cose, che poi finiscono per ricadere sui cittadini e sulle loro tasche».
 
L.Reb.
 
Da www.ilSecoloxix.it  del 15 Maggio 2010

domenica 31 gennaio 2010

Alassio: caso Grand Hotel, Avogadro risponde a Melgrati

 
Un scorcio prospettico della facciata lato mare del Grand Hotel di Alassio
L'ex sindaco di Alassio Roberto Avogadro 
interviene sul caso Grand Hotel rispondendo 
alle dichiarazioni dell'attuale primo 
cittadino Marco Melgrati
"Intendo evidenziare alcune inesattezze frutto probabilmente di “smemoratezza pre elettorale” - scrive in una nota Avogadro
 
In particolare volevo sottolineare che la decisione di mettere mano a questo storico progetto, tutta la procedura per l’individuazione della ditta a cui affidare i lavori del Grand Hotel e l’affidamento alla Conicos della struttura e il successivo inizio dei lavori avvenne sotto l’amministrazione da me guidata. E che a firmare il contratto con la Conicos fu il mio vice sindaco Roberto La Florio.
Quindi se ci sono dei meriti da prendere quelli sono riservati a me e alla mia amministrazione di allora.

 
Il sindaco di Alassio Marco Melgrati
 
A quelle successive va certamente il merito di aver ingarbugliato le cose e allungato i tempi dei lavori a livelli biblici, sommando intoppi burocratici a intoppi giudiziari. 
Vedo anche molto ottimistica l’affermazione di Melgrati di voler essere il sindaco che inaugurerà il Grand Hotel, se i tempi saranno quelli che abbiamo visto fin’ora lo dubito fortemente. 
Ho l’impressione che a fare questa inaugurazione saranno quelle stesse persone che hanno dato inizio ai lavori… e questo è anche un augurio per Alassio e gli Alassini".

r.c.

Da www.Savonanews.it  del 31 Gennaio 2010

mercoledì 16 dicembre 2009

ALASSIO : INCHIESTA SUI PRESUNTI ABUSI AL GRAND HOTEL


Il Municipio di Alassio
Gli assessori sotto inchiesta saranno ascoltati venerdì e sabato.


Verranno ascoltati questo fine settimana gli assessori di Alassio in merito all’avviso di garanzia riguardante i lavori del Grand Hotel. Di fronte agli agenti della guardia di finanza di Albenga sfileranno uno a uno gli assessori, tra venerdì e sabato. Con loro anche l’avvocato Franco Vazio, difensore di tutti.
«Siamo sereni, abbiamo fiducia nella magistratura», hanno detto i rappresentanti della giunta. Il primo cittadino era già stato raggiunto da un analogo avviso di garanzia, insieme al dirigente dell’ufficio tecnico l’ingegner Lagasio, e al responsabile dell’alta sorveglianza Giampiero Dotti. «Sono sereno, come ho già detto al Procuratore della Repubblica, perché ho sempre agito, e con me la giunta con tutti gli assessori, nel supremo interesse del Comune, con trasparenza e nella piene legalità. Che la Procura indaghi, ma che lo faccia serenamente e con giustizia, come l’immagine della bilancia, che ne è il simbolo, suggerisce», ha detto il sindaco Marco Melgrati nel momento in cui ha appreso la notizia che tutta la sua giunta era stata indagata.
Per gli assessori l’accusa sarebbe quella di aver consentito i lavori di variante del Grand Hotel, in zona di vincolo ambientale, e di aver autorizzato la ditta che li esegue, ad effettuare le varianti (oggi realizzate). Nella querela si parla di delibere risalenti al 2003, 2004 e 2007. Al momento fuori dall’inchiesta è rimasto Domenico Giraldi, anche lui in giunta negli anni a cui si riferisce l’inchiesta.

B.T.


Da www.laStampa.it  del 16 Dicembre 2009

sabato 12 dicembre 2009

ALASSIO : Ristrutturazione hotel, indagata giunta



12/12/2009 17:51    

Sette assessori della giunta comunale di Alassio, Giovanni Aicardi, Marco Salvo, Piero Rocca, Loretta Zavaroni, Monica Zioni, Fabrizio Calò e Rocco Invernizzi, sono stati indagati dalla Procura di Savona, in concorso con il sindaco Marco Melgrati, per aver consentito i lavori di variante della ristrutturazione del Grand Hotel di Alassio in zona di vincolo ambientale. Il sindaco Marco Melgrati aveva già ricevuto nei mesi scorsi uninformazione di garanzia ed era già stato interrogato dal procuratore capo Francantonio Granero, insieme a due ingegneri del Comune pure loro raggiunti da avviso di garanzia.  



"Sono orgoglioso - ha commentato il sindaco - di poter portare a termine un'opera come il Grand Hotel, che quando sarà aperto, cioé per la stagione estiva 2010, dopo quaranta anni di abbandono, di occupazione di topi, scarafaggi e di abitazione abusiva di extracomunitari e di drogati, che ha costituito la vergogna di questa città e degli amministratori che si sono succeduti dal 1968 al 1993, sarà il vanto della nostra città". "Devo dire che sono sereno - ha aggiunto Melgrati - perché ho sempre agito, e con me la Giunta con tutti gli assessori, nel supremo interesse del Comune, con trasparenza e nella piena legalità ".

Da www.Primocanale.it

Alassio: avvisi di garanzia per il Grand Hotel, Melgrati siamo sereni


 Il Sindaco di Alassio Arch. Marco Melgrati

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del sindaco di Alassio Marco Melgrati sugli avvisi di garanzia per il Grand Hotel:

La Procura di Savona ha consegnato a tutta la giunta comunale della città del muretto l’avviso di garanzia per le opere relative al Grand Hotel di Alassio; escluso dal provvedimento il Sindaco, ma solo per il fatto che lo aveva già ricevuto nel recente passato, ed addirittura già interrogato dal Procuratore Capo Francantonio Granero, insieme al dirigente Ing. Lagasio e al responsabile dell’alta sorveglianza, Ing. Giampiero Dotti, entrambi già raggiunti da avviso di garanzia.

L’accusa sarebbe quella di, in concorso con il sindaco, aver consentito i lavori di variante del Grand Hotel di Alassio in zona di vincolo ambientale, ed aver autorizzato, in linea tecnica, la Conicos, oggi Fincos, a effettuare le varianti che di fatto poi sono state realizzate.

Premesso che io sono orgoglioso di poter portare a termine un’opera come il Grand Hotel, che quando sarà aperto, cioè per la stagione estiva 2010, dopo quaranta anni di abbandono, di occupazione di topi, scarafaggi e di abitazione abusiva di extracomunitari e di drogati, che ha costituito la vergogna di questa città e degli amministratori che si sono succeduti dal 1968 al 1993, sarà il vanto della nostra città, unica struttura a 5 stelle del Ponente, e traino per tutta l’economia cittadina, con un centro termale che sarà il più grande d’Europa per la cura con la Talassoterapia.

Devo dire che sono sereno, come ho già detto al Procuratore della Repubblica, perché ho sempre agito, e con me la Giunta con tutti gli Assessori, nel supremo interesse del Comune, con trasparenza e nella piene legalità. Che la Procura indaghi, ma che lo faccia serenamente e con giustizia, come la immagine della bilancia, che ne è il simbolo, suggerisce.

Ma veniamo ai fatti: la Conferenza dei servizi deliberante del 13 febbraio u.s. ha definitivamente approvato le varianti al progetto che comprendono un piano in più di parcheggi non pertinenziali, l’ampliamento del parcheggio pertinenziale riservato ai clienti dell’albergo, l’ampliamento del centro Termale Talassoterapico sotto il sedime di via Gramsci, per rendere ancora più accogliente e funzionale la Spa di nuova concezione a servizio della Città di Alassio, e l’incremento del volumetto tecnico all’ultimo piano, nonché tutte le modifiche interne: e questo con il parere favorevole di tutti gli enti interessati, dalla Provincia alla Regione alla Soprintendenza. Si è dimostrato quello che, pur con i miei limiti culturali, vado sostenendo da anni e che ho più volte dichiarato in Consiglio Comunale, e cioè che queste modifiche non rappresentavano variante ma bensì aggiornamento al Piano Urbanistico Comunale, e quindi chiaramente non variante essenziale, come sostiene la Procura, ma come smentito da tutti gli enti presenti in Conferenza dei Servizi (Provincia, che era ancora a di sinistra, , Regione, Sopraintendenza).

Il parere della Sopraintendenza ha dimostrato la conformità paesaggistica ex ante e ex post, cioè prima e dopo l’intervento, ancorché in zona di vincolo ambientale; d’altronde si tratta di opere completamente interrate.

Tutte le delibere di giunta, ancorché in linea tecnica, sono state prese con il parere scritto favorevole dei dirigenti, sempre supportate dal parere legale preventivo non di un azzeccagarbugli qualsiasi, ma di un luminare del diritto amministrativo e docente universitario quale il Prof. Alberti, che ne ha sancito la correttezza dal punto di vista legale e soprattutto amministrativo.

Ma veniamo a cosa è una delibera in linea tecnica… si approva una delibera in linea tecnica quando la stessa non si può approvare a titolo definitivo, perché la si condivide nella sostanza ma mancano degli elementi, che possono essere economici, urbanistici o di copertura contabile. Si approva per esempio in linea tecnica un progetto di massima di opere pubbliche, perché si condivide il progetto, ma non si può approvare definitivamente perché manca il progetto definitivo ed esecutivo, la copertura economica di bilancio e l’approvazione urbanistica. Di fatto serve a dare l’avvallo “politico-amministrativo” ad un progetto, rimandando l’approvazione definitiva una futura delibera di Giunta quando si saranno ottenuti i permessi urbanistici, per esempio nel caso del Grand Hotel, perché le questioni finanziarie economiche, da convenzione, dovranno essere verificate al collaudo finale.

Le varianti proposte sono andate nella direzione di, in qualche maniera, risarcire la Conicos dei maggiori costi derivati dai problemi costruttivi, ma ad assoluto vantaggio del Comune perché sono tutte opere in diritto di superficie, ma di proprietà del Comune di Alassio, e questo vale per il piano in più di parcheggi non pertinenziali, l’ampliamento del parcheggio pertinenziale riservato ai clienti dell’albergo, l’ampliamento del centro Termale Talassoterapico sotto il sedime di via Gramsci, e per l’incremento del volumetto tecnico all’ultimo piano,

Credo che la Fincos non abbia tratto vantaggi economici da questa operazione, e sicuramente non ne abbiamo tratto vantaggi economici né io né i miei colleghi assessori, Solo la solidità di una grande azienda come la Fincos ha permesso di arrivare al fondo di questa operazione; con qualunque altra ditta noi oggi ci troveremmo con un buco al posto della piazza dei Partigiani, una staccionata a delimitare il cantiere fermo e un Grand Hotel ancora fatiscente, ma questo capisco che alla Procura non può e non deve interessare. Ma interessa a me, ai miei assessori, che abbiamo a cuore il bene e lo sviluppo economico della nostra città e dei nostri concittadini.

Già una volta siamo stati Indagati per una delibera di discussione, aborto giuridico amministrativo. Come si può giudicare un atto che non è un atto, ma solo una semplice discussione politica? Anche questa volta sono fiducioso che i Pm si chiariscano che cosa è una delibera in linea tecnica, e si arrivi ad una completa e veloce archiviazione del procedimento, anche se qualcosa mi fa sospettare che non sarà così, dato il clima che si respira recentemente nei rapporti con i palazzi di giustizia, specialmente da chi milita nel Centro-Destra.

Comunque, io e i miei assessori siamo sereni, consci di aver bene operato per il bene della città, in onestà e trasparenza, risolvendo, pur tra mille difficoltà, un problema che per anni ha rappresentato il cancro e la vergogna di 40 anni di amministrazioni; ora però comincio a capire perché nessuno si voleva assumere questa responsabilità!

c.s.

Da www.Savonanews.it  del 12 Dicembre 2009