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sabato 25 settembre 2010

Alassio, sindaco: il Grand Hotel può finalmente aprire i battenti


 

 Una vista prospettica della facciata del Grand Hotel et d'Alassio che affaccia sul golfo


Gianni Aicardi – In data di ieri è stata finalmente rilasciata dal dirigente dell’ufficio tecnico comunale Arch. Silvia Lavagno l’agibilità tecnica alla struttura ricettiva del Grand Hotel alla soc. Fincos.   
Questo era l’ultimo atto amministrativo propedeutico alla apertura dell’Albergo a 5 stelle, che è già completamente arredato da tempo e funzionale al suo utilizzo, dopo che la concessione in sanatoria aveva di fatto dimostrato la bontà delle iniziative urbanistiche ed edilizie intraprese in variante al progetto iniziale dalla Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Melgrati e dalla Fincos.

La prossima settimana il gestore inizierà i colloqui per la selezione del personale del prestigioso Albergo, che costituirà una indubbia piacevole novità nell’offerta turistica di qualità della nostra città, in attesa dell’inaugurazione del centro talassoterapico, che cambierà per sempre in positivo la stessa offerta turistica, prolungando la stagione anche nei mesi invernali con la S.p.a e le terme che utilizzano l’acqua di mare prelevata direttamente dallo specchio acqueo antistante il Grand Hotel.

Dispiace che, per la ottusità e il livore delle minoranze, che hanno avvelenato il clima con esposti alla magistratura, poi rilevatisi infondati, si sono persi più di due anni per l’apertura di questa importante struttura turistica, invertendo un trend che vedeva solo la chiusure di strutture ricettive.

Questa è anche la risposta all’infantile manifesto del Partito Democratico, che ripeteva ossessivamente la frase “quando apre il grand Hotel?”…adesso il Grand Hotel aprirà davvero, e solo un partito di masochisti come il Pd o i suoi esponenti che fanno parte della minoranza, di solito sotto mentite spoglie, potevano gioire del fatto che il Grand Hotel non fosse ancora aperto e funzionante…si tagliavano gli attributi per far dispetto alla moglie, cioè alla città di Alassio;  
 
l’opposizione ha dimostrato con questa e altre vicende che, per loro, il male della maggioranza è prioritario al bene della Città.

* Gianni Aicardi – Sindaco Reggente di Alassio

Da www.AlbengaCorsara.it  del  25 Settembre 2010

sabato 15 maggio 2010

ALASSIO, L’INAUGURAZIONE RISCHIA ANCORA DI SLITTARE

 
 
GRAND HOTEL, LITE SULLA CRESCITA DEI COSTI
IL COMUNE NON SOTTOSCRIVE IL COLLAUDO
 
ALASSIO - Comune e ditta litigano ancora sui soldi, e l’apertura del Grand Hotel potrebbe slittare ancora. Nei giorni scorsi sul lussuoso albergo appena ristrutturato è stato effettuato il cosiddetto collaudo amministrativo, cioè l’ultimo atto formale che dovrebbe concludere la decennale operazione di recupero dello stabile. In realtà, però, le cose stanno andando in modo ben diverso, visto che il collaudatore avrebbe valutato il costo dei lavori effettuati in ben 14,8 milioni di euro, cioè più del doppio di quelle che erano le previsioni.

Il costo del recupero dell’albergo era infatti stato valutato in undici miliardi di lire, cioè 5,6 milioni di euro, che calcolando la rivalutazione e l’aggiornamento del prezzo arriverebbero a 7,2 milioni. In sostanza la cifra (relativa al solo albergo, senza centro thalassoterapico, piazza e autorimessa) sarebbe raddoppiata.

Maggiori costi che la Conicos (poi Fincos) aveva già lamentato chiedendo quindi più soldi all’amministrazione comunale, oppure una concessione più lunga o la trasformazione in piena proprietà di alcune concessioni. Ma non solo, perché la ditta avrebbe già scritto all’amministrazione contestando la perizia e sostenendo che in realtà i costi sostenuti ammonterebbero addirittura a diciannove milioni e mezzo di euro.

Neppure il Comune sarebbe rimasto particolarmente soddisfatto del verdetto dei collaudatori ed anzi sarebbe intenzionato a sua volta a contestarlo, ritenendo ingiustificato un aumento di costi di tale entità. Tra l’altro Gianpiero Dotti, alto commissario nominato dal Comune per la vicenda del Grand Hotel, ha rifiutato di sottoscrivere l’atto di collaudo, dichiarandosi non competente in questioni amministrative, ma solo in quelle tecniche. In realtà la mancata firma di Dotti potrebbe essere un’ulteriore indicazione sulla volontà dell’amministrazione di impugnare il collaudo.

Una disputa sul piano finanziario, che però potrebbe avere delle ricadute anche sui tempi di apertura dell’albergo.

Secondo la minoranza, infatti, senza collaudo non si potrebbe rilasciare l’agibilità della struttura, mentre secondo la maggioranza tutto sarebbe da bloccare in mancanza del collaudo statico, ma non per quello amministrativo. «Senza la formale presa d’atto del Comune, ma anzi addirittura con una contestazione – afferma il consigliere di opposizione Tino Testa – non può esserci agibilità. Purtroppo questa vicenda continua a confermare la leggerezza con cui l’amministrazione tratta queste cose, che poi finiscono per ricadere sui cittadini e sulle loro tasche».
 
L.Reb.
 
Da www.ilSecoloxix.it  del 15 Maggio 2010