Claudio Scajola, si prepara ad un grande rientro sulla scena politica
Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di sabato 12 marzo 2011
Partito in fibrillazione Scajola ritorna col botto: ho i numeri per lasciare il Pdl L`ex ministro è pronto a fare gruppi autonomi con i suoi parlamentari per difendere Silvio da Lega ed exAn. L`obiettivo è il rimpasto. Silvio Berlusconi ha evocato lo «spirito dei `94»? Eccolo qua, prende corpo ed è quello di Claudio Scajola. L`ex ministro è uno dei pionieri azzurri. Uno dei protagonisti dell`esordio berlusconiano, la «discesa in campo», che il Cavaliere ricorda con nostalgia, chiedendo ai suoi di recuperare lo slancio e l`entusiasmo della primaora. A tutto ciò Scajola aggiunge anche motivazioni personali: ha dovuto mollare il ministero dello Sviluppo economico per il polverone della casa al Colosseo, vicenda per la quale, rivendica, «non sono mai neanche stato indagato».
S`è fatto un po` di mesi nel retrobottega della politica. Ha cercato volontariamente l`ombra.
Ma adesso ritorna, ha creato una fondazione (si chiama Cristoforo Colombo") alla quale aderiscono 56 parlamentari del Popolo della libertà, lascia trapelare un pensiero hard, la costituzione di gruppi parlamentari autonomi alla Camera e al Senato: i numeri ce li ha.
No, non siamo al battesimo di "Futuro e Scajola", lo scisma limano è l`esatto contrario di quello che ha in testa Claudio. Cioè una milizia iperberlusconiana, i gladiatori di Silvio. Per fare cosa? Lo ha spiegato l`ex ministro ai suoi: «Il premier è stretto nella morsa, pressato dalla Lega e dagli exAn, va difeso». E il compito tocca ai Forza Silvio del`94, la "brigata 27 marzo". Poi non è detto che i gruppi autonomi nascano sul serio, più probabile che la proiezione parlamentare della fondazione Colombo finisca con l`essere un coordinamento. Ma Scajola vuole un «ritorno alla politica» e solo la oldschool azzurra è attrezzata allo scopo. Che in soldoni significa:
il rientro di Scajola al governo (con lo spacchettamento delle deleghe, lui sarebbe ministro dell`Industria e Romani ministro delle Comunicazioni) e uno scajoliano al partito. Magari triumviro al posto di Sandro Bondi, dal momento che il coordinatore, per motivi suoi, ha di fatto abdicato anche al ruolo ricoperto a via dell`Umiltà. Il politico ligure ne parlerà direttamente con Berlusconi, i due si vedranno. C`è chi dice già domenica, ma domani il Cavaliere ha un impegno con il Milan.
Nel frattempo, tanto basta per gettare nel panico governo e partito.
Non solo tra gli exAn: il ritorno di Scajola è vissuto con spirito competitivo da Liberamente, la componente dei ministri Frattini, Gelmini, Prestigiacomo, Carfagna, Romani. In settimana si sono visti per valutare l`onda d`urto dei "colombiani" e prendere le contromisure.
Una cosa è certa: se Scajola e C. chiedono posti al governo allora anche liberamente batterà cassa per i suoi. E gli ex An? Non staranno a guardare.
Ma tanto non c`è trippa per gatti: lo ha spiegato chiaro e tondo Denis Verdini, che ha a che fare tutti i giorni con gli appetiti dei responsabili - vecchi, nuovi e aspiranti. I posti da sottosegretario finiranno a chi aiuta il governo a rimettere a posto i numeri alla Camera, chi sta nel PdL deve riporre nel cassetto le ambizioni. A riposo. Oltretutto Berlusconi non ha alcuna voglia di accelerare. Farà tre ministri - Romano (Politiche agricole), Galan (Beni culturali), Bonaiuti (Politiche comunitarie) - ma senza fretta. E senza rimettere sul "mercato" deleghe appetibili come l`editoria. Toccherà a Gianni Letta. Mani sicure.
Da www.Libero-news.it del 12 Marzo 2011
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