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giovedì 17 novembre 2011
Albenga - Oggi il sindaco Guarnieri e gli assessori puliscono l'arenile sul lungomare Colombo dai detriti portati dalle ultime mareggiate
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sabato 12 marzo 2011
Popolo della Libertà - Il quotidiano LIBERO diretto da Maurizio Belpietro anticipa la notizia del rientro in pista di Claudio Scajola
Claudio Scajola, si prepara ad un grande rientro sulla scena politica
Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di sabato 12 marzo 2011
Partito in fibrillazione Scajola ritorna col botto: ho i numeri per lasciare il Pdl L`ex ministro è pronto a fare gruppi autonomi con i suoi parlamentari per difendere Silvio da Lega ed exAn. L`obiettivo è il rimpasto. Silvio Berlusconi ha evocato lo «spirito dei `94»? Eccolo qua, prende corpo ed è quello di Claudio Scajola. L`ex ministro è uno dei pionieri azzurri. Uno dei protagonisti dell`esordio berlusconiano, la «discesa in campo», che il Cavaliere ricorda con nostalgia, chiedendo ai suoi di recuperare lo slancio e l`entusiasmo della primaora. A tutto ciò Scajola aggiunge anche motivazioni personali: ha dovuto mollare il ministero dello Sviluppo economico per il polverone della casa al Colosseo, vicenda per la quale, rivendica, «non sono mai neanche stato indagato».
S`è fatto un po` di mesi nel retrobottega della politica. Ha cercato volontariamente l`ombra.
Ma adesso ritorna, ha creato una fondazione (si chiama Cristoforo Colombo") alla quale aderiscono 56 parlamentari del Popolo della libertà, lascia trapelare un pensiero hard, la costituzione di gruppi parlamentari autonomi alla Camera e al Senato: i numeri ce li ha.
No, non siamo al battesimo di "Futuro e Scajola", lo scisma limano è l`esatto contrario di quello che ha in testa Claudio. Cioè una milizia iperberlusconiana, i gladiatori di Silvio. Per fare cosa? Lo ha spiegato l`ex ministro ai suoi: «Il premier è stretto nella morsa, pressato dalla Lega e dagli exAn, va difeso». E il compito tocca ai Forza Silvio del`94, la "brigata 27 marzo". Poi non è detto che i gruppi autonomi nascano sul serio, più probabile che la proiezione parlamentare della fondazione Colombo finisca con l`essere un coordinamento. Ma Scajola vuole un «ritorno alla politica» e solo la oldschool azzurra è attrezzata allo scopo. Che in soldoni significa:
il rientro di Scajola al governo (con lo spacchettamento delle deleghe, lui sarebbe ministro dell`Industria e Romani ministro delle Comunicazioni) e uno scajoliano al partito. Magari triumviro al posto di Sandro Bondi, dal momento che il coordinatore, per motivi suoi, ha di fatto abdicato anche al ruolo ricoperto a via dell`Umiltà. Il politico ligure ne parlerà direttamente con Berlusconi, i due si vedranno. C`è chi dice già domenica, ma domani il Cavaliere ha un impegno con il Milan.
Nel frattempo, tanto basta per gettare nel panico governo e partito.
Non solo tra gli exAn: il ritorno di Scajola è vissuto con spirito competitivo da Liberamente, la componente dei ministri Frattini, Gelmini, Prestigiacomo, Carfagna, Romani. In settimana si sono visti per valutare l`onda d`urto dei "colombiani" e prendere le contromisure.
Una cosa è certa: se Scajola e C. chiedono posti al governo allora anche liberamente batterà cassa per i suoi. E gli ex An? Non staranno a guardare.
Ma tanto non c`è trippa per gatti: lo ha spiegato chiaro e tondo Denis Verdini, che ha a che fare tutti i giorni con gli appetiti dei responsabili - vecchi, nuovi e aspiranti. I posti da sottosegretario finiranno a chi aiuta il governo a rimettere a posto i numeri alla Camera, chi sta nel PdL deve riporre nel cassetto le ambizioni. A riposo. Oltretutto Berlusconi non ha alcuna voglia di accelerare. Farà tre ministri - Romano (Politiche agricole), Galan (Beni culturali), Bonaiuti (Politiche comunitarie) - ma senza fretta. E senza rimettere sul "mercato" deleghe appetibili come l`editoria. Toccherà a Gianni Letta. Mani sicure.
Da www.Libero-news.it del 12 Marzo 2011
sabato 26 febbraio 2011
Il Giornale - «Colombo, no alle finte privatizzazioni di sinistra»
Egidio Pedrini esperto di logistica, già parlamentare della Margherita
«L’Autorità portuale, diversamente da quello che si dice in questi giorni, anche a sproposito, non ha nessun obbligo di cedere le quote di maggioranza, il 60%, nella società Aeroporto.
Diverso è il discorso se ci riferiamo all’opportunità di stipulare un contratto con un soggetto privato di mestiere, in grado di far crescere lo scalo in termini di passeggeri e merci»: così Egidio Pedrini, esperto di logistica, già parlamentare della Margherita e poi del Gruppo per le Autonomie, ex consigliere di amministrazione di Alitalia e degli aeroporti di Catania, Palermo e dello stesso Cristoforo Colombo, si inserisce nel dibattito in corso sulla privatizzazione dell’aeroscalo di Sestri duramente contestata dai sindacati. «La legge 84/94, con una norma confermata nella Finanziaria 2008, parla chiaro - insiste Pedrini -.
Le Autorità portuali possono costituire ovvero partecipare a società esercenti attività accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali loro affidati, anche ai fini della promozione e dello sviluppo dell’intermodalità, della logistica e delle reti trasportistiche.
Nel caso del Colombo, siamo perfettamente in linea con la normativa vigente. Altro che vendere a tutti i costi!». La scelta indicata da Pedrini è un’altra: Palazzo San Giorgio dovrebbe mantenere la concessione, ma stipulare un contratto di gestione a una società esperta nel settore specifico.
Si eviterebbe il rischio, secondo l’ex parlamentare, di delegare tutto a un concessionario «irrevocabile», mentre con lo strumento del contratto, revocabile in qualsiasi momento se non si raggiungono gli obiettivi prefissati, il «pubblico» è sempre garantito. Quindi «no» al conflitto pubblico-privato.
L’esempio è la ipotizzata privatizzazione di RaiWay, la rete delle «strade della comunicazione», cui a suo tempo Pedrini, fra i pochi nella sinistra parlamentare, si oppose d’accordo con l’allora ministro Maurizio Gasparri: «Io sono un liberale non dell’ultima ora - ci tiene a ricordare -, e non sono contrario a priori al pubblico o al privato.
Mi sta a cuore, come uomo d’azienda, l’efficienza gestionale. E allora posso dire che a Genova, a chi deve decidere, manca una visione strategica della città».
La ricetta? «Resto fedele - conclude Pedrini - a quanto avevo proposto dieci anni fa al governatore Sandro Biasotti e agli amministratori locali: concentrare le forze con le Camere di commercio del Basso Piemonte, favorendo il loro ingresso nell’azionariato dell’Aeroporto e mettendo a sistema la logistica integrata in un’area vasta, affine per interessi economici.
Siamo sempre in tempo per farlo».
Da www.ilGiornale.it del 16 Febbraio 2011
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lunedì 20 settembre 2010
Cristoforo Colombo sbarca ad Ascoli
Cristoforo Colombo
Sta per nascere una nuova associazione vicina al PDL,
secondo i cui sostenitori Berlusconi sarebbe paragonabile
allo storico navigatore
Anche ad Ascoli Piceno si sta costituendo l'associazione Cristoforo Colombo, un centro di riflessione politico-culturale, al quale hanno aderito, a livello nazionale, una sessantina di parlamentari del PDL che hanno fatto parte dell'ex Forza Italia, tra cui gli On.li Claudio Scajola e Antonio Martino.
Tanti ascolani e piceni hanno già manifestato interesse all'iniziativa, che si ispira ai principi di Cristoforo Colombo, condottiero capace di credere fino in fondo alle proprie idee ed ai propri sogni seguendoli senza arrendersi alle difficoltà, che cambiò la storia del genere umano.
Tanti ascolani e piceni hanno già manifestato interesse all'iniziativa, che si ispira ai principi di Cristoforo Colombo, condottiero capace di credere fino in fondo alle proprie idee ed ai propri sogni seguendoli senza arrendersi alle difficoltà, che cambiò la storia del genere umano.
Secondo i promotori del progetto: "il viaggio di Colombo è paragonabile alla discesa in campo del Presidente Berlusconi per cambiare il nostro paese e per un popolo libero ed europeo".
Coloro che fossero interessati ad aderire all'iniziativa possono contattare il numero 3204342555.
Da www.ilQuotidiano.it del 20 Settembre 2010
sabato 7 agosto 2010
Con Colombo Scajola si riporta a casa il Pdl
L'ex ministro Claudio Scajola
Boom di adesioni all’associazione culturale «Cristoforo Colombo». Tutti gli ex Forza Italia annunciano la volontà di entrare, freddi soprattutto gli ex An. Intanto Alfredo Biondi applaude Berlusconi: «Giusto il piano sulla fiducia».
È arrivato poi il comunicato ufficiale del capogruppo Pdl in Regione Matteo Rosso e del vice presidente del consiglio regionale Gino Morgillo che «esprimono la loro soddisfazione per la nascita della Fondazione Cristoforo Colombo.
È nostra intenzione - dicono - portare in Liguria l'esperienza di questa fondazione che vede come referente l'onorevole Claudio Scajola».
Rosso e Morgillo offrono quindi ai promotori della Fondazione Cristoforo Colombo la loro disponibilità al fine di organizzare quanto prima una iniziativa analoga anche in Liguria «dove occorre che Claudio Scajola ritorni ad occuparsi a tempo pieno anche dei problemi della Liguria e del partito». Fissano anche i tempi. Tra settembre e ottobre si potrebbe far nascere la costola ligure «per rilanciare l'iniziativa politica del Pdl in Liguria dopo la sconfitta alle elezioni regionali, iniziando a costruire così un progetto per affrontare i prossimi impegnativi appuntamenti».
Un’adesione parziale, dunque, al progetto Scajola? Macché.
Un’adesione parziale, dunque, al progetto Scajola? Macché.
Anche l’altra «anima» azzurra del Pdl, quella che fa riferimento a Pierluigi Vinai e alla consigliera regionale Raffaella Della Bianca, è di fatto già imbarcata con «Cristoforo Colombo». «Io non ho bisogno di scajolizzarmi, in quanto è una cosa che ho nel dna - ci scherza su il vice presidente della Fondazione Carige - Per questo non sono preoccupato di apparire iscritto a questa cosa».
«Nessun comunicato da parte nostra, ma forse perché non era neppure necessario ribadirlo - aggiunge Della Bianca - Certo che la cosa ci fa piacere e aderiamo con entusiasmo. Ma mi pare che praticamente tutto il gruppo in Regione sia d’accordo». Quel «praticamente» serve a non prendersi la responsabilità di parlare anche a nome di chi non ha ancora deciso.
Tra i più incerti, Alessio Saso («mai contattato né formalmente né informalmente»), ex An, e Franco Rocca, ex biasottiano, che ammette: «Non ne so nulla, devo verificare di cosa si tratti. Nel caso non avrei certo problemi ad aderire».
Decisamente fredda la reazione di un altro ex An, il senatore Giorgio Bornacin, che se non ha aderito alle Fondazione di Fini e Musso, non parte certo lancia in resta per quella di Scajola.
Decisamente fredda la reazione di un altro ex An, il senatore Giorgio Bornacin, che se non ha aderito alle Fondazione di Fini e Musso, non parte certo lancia in resta per quella di Scajola.
«In politica le Fondazioni servono se portano un valore aggiunto - taglia corto - Io il mio punto di riferimento già ce l’ho ed è il Pdl. Peraltro nessuno mi ha invitato».
A proposito dei vari movimenti interni al partito c’è da registrare anche un intervento di Alfredo Biondi. «Come avevo detto forte e chiaro che non era d’accordo con il documento del comitato di presidenza nei confronti di Fini - fa sapere - ora altrettanto chiaramente mi esprimo a favore della decisione di Silvio Berlusconi sul piano sulla fiducia: 4 punti chiari per mettere tutti d’accordo». Per il Pdl il motivetto dell’estate è «no che non m’annoio».
Diego Pistacchi
Da www.ilGiornale.it del 07 Agosto 2010
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