domenica 8 gennaio 2012

Italia - Mario Monti: "Non occorrono altre manovre ma operazioni meno indigeste. Liberalizzazioni per aiutare i giovani"

 

 Il Presidente del Consiglio Mario Monti intervistato da Fabio Fazio 
durante la trasmissione televisiva Rai "Che tempo che fa"

 
La situazione dal punto di vista dei conti pubblici "è tranquilla" quindi non occorrono altre manovre. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervistato a 'Che tempo che fa'. "Spero che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose - ha spiegato - l'abbiamo raggiunta. L'operazione di consolidamento dei conti che il governo ha proposto, il Parlamento votato e gli italiani responsabilmente accettato, è molto grossa anche in base agli standard europei e mette in sicurezza i conti pubblici, conseguendo l'obiettivo che il governo precedente aveva accettato cioè il raggiungimento del bilancio in pareggio nel 2013. Quindi non occorrono altre manovre".


Liberalizzazioni: stop alle corporazioni, agiremo su più fronti - "Stop alle corporazioni e più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani. Lo ha detto Mario Monti sottolineando di sentirsi fiducioso nella riuscita di questo obiettivo anche perché quello da lui presieduto è un "governo strano" esterno a certe geometrie politche. "Quello che occorre e che vedrete succedere nelle prossime settimane - ha sottolineato il premier - sono altre operazioni di politica economica meno indigeste, volte a far crescere di più l'economia. Sono diverse cose: creare più spazi per la concorrenza e il merito in diversi settori"."Si chiamano liberalizzazioni e non ho niente in contrario anche se - ha osservato - può sembrare in parte ideologico. Qui si tratta di ridurre quelle protezioni, i diversi modi in cui ogni categoria in Italia cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è al di fuori. E io credo che, così come nella vita politica degli ultimi mesi abbiamo visto che un certo disarmo bilanciato tra forze politiche che in passato si confrontavano molto aspramente ha consentito di prendere decisioni in modo pacato e condiviso, io credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni di cui viviamo possa consentirci di dare più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani". "E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi. Però la mia fiducia di riuscire a fare questo - ha detto Monti - nasce dal fatto che mentre tradizionalmente una parte politica si prende cura di proteggere una categoria e un'altra parte ne protegge un'altra, un governo strano come quello che ho l'onore di presiedere non fa parte di nessuna di queste geometrie politiche e quindi può permettersi di presentare un disegno al Paese, sperando che sia compreso, e di chiamare un po' tutti a disarmare privilegi che nel breve periodo danno a tutti il senso della sicurezza, ma che nel lungo periodo farebbero affondare la nave Italia".


La ricchezza non va demonizzata ma lotta all'evasione - "Io - ha spiegato Monti - non ho nulla contro la perla delle Dolomiti, ma operazioni come quella di Cortina possono avere un loro significato nell'ambito di una lotta seria contro l'evasione fiscale". "Niente danneggia la qualità della convivenza civile e l'immagine dell'italia all'estero - ha osservato - quanto la percezione che si ha che questo sia un Paese ricco perché la visibilità, per non dire l'esibizione della ricchezza, sia ben nota e d'altra parte con un forte debito pubblico accumulato nel tempo anche a causa dell'evasione". Secondo Monti "bisogna fare due cose che possono sembrare contraddittorie: una è rispettare la ricchezza che è un valore e sbaglia grossolanamente chi ci dice che facendo queste operazioni di contrasto noi rendiamo la ricchezza un demonio. Al contrario la ricchezza è un valore che deve entrare di più nella società, ma a condizione che sia il risultato di un merito e di un talento in condizioni di concorrenza e non una rendita che si forma sulle spalle di altri e che quando si è formata paghi doverosamente i tributi. Vorrei che gli italiani fossero orgogliosi di essere ricchi e che restituissero alla comunità una parte di quello che hanno ricevuto. Al tempo stesso serve una lotta senza quartiere all'evasione"..


Lavoro, articolo 18? Niente è tabù - Affronteremo il mercato del lavoro senza "nessun dogma né intenzione di dividere i sindacati, ma per cercare una condivisione". Parlando della riforma del Lavoro e dell'articolo 18 Monti aggiunge: "Queste materie sono dominate dal diritto del lavoro e da certi simboli, ora però siamo in una fase in cui c'é un disperato bisogno non di simboli, ma di lavoro non precario. Sarà l'impostazione, con l'accordo dei sindacati, a vedere non solo le enunciazioni di principio, ma gli effetti economici sulla competitività e doi veri e durevoli posti di lavoro. Il nostro governo ha un atteggiamento mentale è un'agenda specifica. L'atteggiamento mentale è quello di considerare che niente debba essere considerato un tabù tra le forze civili come il sindacato, il mondo produttivo e il governo pensando al futuro del Paese. In questo senso il mio ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva citato l'articolo 18".


La Rai? Vedrete fra qualche settimana - La Rai "non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività", "ha bisogno di ulteriori passi in avanti", "mi dia ancora qualche settimana".



Riforma elettorale: non decide il governo - "E' un tema che spetta alla politica. La nostra agenda è piena. Più i partiti trovano il modo di dialogare su argomenti squisitamente politici, più il ritrovato clima si riverberà positivamente sul governo".


Provo pena per i politici - Io sento un po' di pena per i politici che sono così trattati male dall'opinione pubblica. Si è creato un tale divario tra classe politica e opinione pubblica - ha aggiunto - che la mia ambizione in questo breve periodo è certamente portare l'Italia fuori dall'emergenza economica, ma anche favorire in questo periodo intercapedine una riconciliazione tra la classe politica e l'opinione pubblica. E noi opinione pubblica, perché io mi metto dalla parte del cittadino non avendo mai fatto politica, dobbiamo riflettere e dire dentro di noi 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io singolo cittadino o gruppo sto facendo il mio dovere?'parte dell'opinione pubblica, dobbiamo riflettere e dire: 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io cittadino sto facendo il mio dovere per fare crescere l'Italia?".


Il mio è un governo strano - Governo pre-politico o politico? "Non lo so e non me lo chiedo. E' un governo strano: le cose si fanno". "E' un governo che di fronte ad un Parlamento così responsabile è riuscito a fare cose" importanti "non per merito nostro, come cambiare il sistema pensionistico".


Rientro dei capitali: accordi da valutare - Un accordo con la Svizzera sui capitali italiani espatriati? "Stiamo guardando a questo argomento" ma "Germania e Gran Bretagna hanno fatto qualcosa che l'Ue non ha gradito: accordi bilaterali". "In Italia l'hanno chiesto alcuni che dicono: 'mai piu' condonì - prosegue il premier - Il mio governo ha detto 'mai piu' condonì ed è stato criticato da chi dice mai più condoni. Sono stato il primo quando ero Commissario europeo nel 1999" ad intervenire sull'argomento. "A nome della Commissione europea sono andato a Berna per avviare il primo duro negoziato con la Svizzera perché accettasse di applicare alcuni principi sulla direttiva della tassazione del risparmio e sono stati fatti passi avanti", spiega il capo del governo. "Se vogliamo gli accordi di Germania e Gran Bretagna sono il risultato ultimo di questo accordo. La pressione sulla Svizzera viene esercitata. La Svizzera non è l'unico Paese al mondo che ha un occhio di riguardo, magari chiuso, sui capitali esteri ma in questi anni la politica nei confronti di questi paradisi fiscali è cambiata. E la Svizzera si è comportata di conseguenza. Non è più come prima


Alla Merkel dirò: Italia responsabile - Nell'incontro di Berlino "mostrerò alla signora Merkel che in realtà anche la Germania trae benefici dall'integrazione europea, dal mercato comune e dall'euro. E' interesse della Germania, come di tutti che altri che, via via che singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, è giusto e doveroso che le decisioni che collettivamente prendiamo in Europa siano tali da dissipare qualsiasi dubbio sulla solidità dell'euro". "La Germania - spiega Monti - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall' euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro"


Rischio default? Le nostre banche sono solide - "Il sistema bancario italiano è tra quelli più stabili sulla comparazione internazionale". Lo ha detto Mario Monti rispondendo a una domanda sul rischio default delle banche. Poi, riferendosi al caso Unicredit ha spiegato che "qualche banca sta sperimentando una spiacevoli diminuzione" ma "questo è molto connesso ad un aumento di capitale".


Aperti sulla Tobin tax - Rispetto alla posizione del governo Berlusconi, sulla Tobin Tax "io ho segnalato una apertura del governo italiano", siamo "disposti a lavorare" a livello Ue, ma "e in questo differisco da Sarkozy, mai e poi mai la applicherei solo all'Italia".


Il premier difende la Lagarde - La signora Lagarde è una brillante francese che ha lavorato in ambienti anglosassoni dove ha acquisto il comune senso dell' understatement: forse intendeva dire che è certa che non c'é preoccupazione" per la tenuta dell'euro. Il premier Mario Monti risponde così al conduttore Fabio Fazio che si mostra preoccupato sulle sorti dell'euro dopo che il direttore generale dell'Fmi ha detto di ritenere "improbabile che l'euro sparisca nel 2012". "Preferiva che dicesse probabile?", scherza il premier.


Ricandidarmi? Ci sono altri valori nella vita - "Io ricandidarmi? Sono molto orgoglioso dei miei ministri e già il fatto di essere chiamato a dare un contributo in questa fase mi sconvolge, vedo anche altri valori nella vita...". 
Il premier Mario Monti risponde così alla domanda di Fabio Fazio se intenda 'ricandidarsi' al termine dell'esperienza dell'attuale governo tecnico

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