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giovedì 11 settembre 2025

Italia - Banche. bonifici "istantanei", dal 9 ottobre verifiche sui beneficiari: ecco come funzioneranno

Il 9 ottobre potrebbe essere uno spartiacque per molti utenti: a partire da questa data, infatti, gli istituti di credito dovranno permettere anche l’emissione di pagamenti istantanei in euro da tutti i conti di pagamento e mediante tutti i canali dispositivi, come home banking, mobile banking, sportelli automatici, terminali self-service, filiali o telefono. Ecco cosa sapere

mercoledì 5 gennaio 2022

Italia - Green pass, dove serve in base al nuovo decreto

Secondo le nuove regole la certificazione verde base sarà necessaria, per esempio, per andare dal parrucchiere e dall’estetista e per entrare in banche, negozi e uffici pubblici. Ecco da quando e fino a quando

venerdì 5 febbraio 2021

Italia - Arriva un'altra bomba sugli statali: perché il Tfr diventa "irraggiungibile"

Continua l'attesa per i lavoratori della Pubblica amministrazinone autorizzati a richiedere un anticipo fino a 45.000 euro sull'indennità di servizio (Tfs/Tfr): solo 4 banche hanno aderito all'iniziativa.

giovedì 1 marzo 2012

Italia - Liberalizzazioni: senza incidenti giù Rc auto. Stangata sulle banche: c\c gratis ai pensionati



Banche e assicurazioni sotto il tiro delle modifiche al dl liberalizzazioni approvate in commissione industria al Senato
Con un rush finale da record sono state infatti inserite una serie di norme che intervengono anche pesantemente sui due settori. Questo anche se le assicurazioni hanno 'incassato' molte norme a loro favore, ad esempio sullo stop alle frodi. L'effetto atteso è un calo dei costi per gli utenti. Per le banche arrivano invece forti limitazioni a pratiche considerate scorrette (le clausole che introducono commissioni sul massimo scoperto, per fare un esempio) e, soprattutto, lamenta l'Abi, dovranno lavorare gratis. Come nel caso dell'apertura e della gestione dei conti correnti per i pensionati fino a 1.500 euro.
Per quanto riguarda le compagnie assicurative le ultime modifiche introdotte sono di grande rilievo: nel caso in cui l'automobilista o il 'centauro' non abbiano incidenti (cioé se sono 'virtuosi') il premio Rc auto dovrà calare automaticamente. E questo "nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel contratto". Ma non é tutto: sempre ai virtuosi dovrà essere riconosciuta la stessa tariffa su tutto il territorio nazionale, evitando penalizzazioni 'geografiche' (vedi gli automobilisti napoletani che pagano premi esorbitanti). E i rimborsi per furto o incendio dovranno essere più veloci. In compenso le assicurazioni incassano un nutrito pacchetto anti-frodi: innanzitutto aumentano le pene. 5 anni di carcere sono un deterrente niente male. Saltano i i rimborsi per le microlesioni non riscontrabili, i cosiddetti colpi di frusta.
Ci sarà poi un registro anche per vittime e testimoni. Contro quelli che di questa attività hanno fatto una professione. Infine un 'controllore' in auto: la 'scatola nera'. Tutte misure che dovrebbero alleviare le assicurazioni dall'attività della 'fiorente' industria delle frodi che, ironia della sorte, ha contato oggi decine di arresti in tutta Italia, da Napoli a Brindisi. E c'é anche un altro vantaggio a favore delle assicurazioni: per il mancato adempimento dell'obbligo da parte dell'agente di fornire almeno tre diverse polizze Rc auto la multa sarà meno salata. Si prevedeva una sanzione dell'Isvap alla compagnia tra i 50.000 e i 100.000 euro. Ora la cifra è stata abbassata tra 1.000 e 10.000. Ma può essere raddoppiata in casi di particolare gravità o di recidiva.
Alle banche va peggio. Non a caso arrivano le proteste dell'Abi che parla di misure anti-concorrenza. Innanzitutto, dopo le norme sulla tracciabilità, dovranno garantire l'apertura e la gestione del conto corrente gratuitamente ai pensionati fino a 1.500 euro. Restano comunque a pagamento gli altri servizi (tipo un bonifico). E ancora: il mutuo sarà 'portabile' e rinegoziabile e non si potrà imporre una polizza vita. Sarà lo stesso cliente a portarsela se ne trova una migliore sul mercato. Sempre in caso di mutuo non sarà obbligatorio aprire un conto corrente. E non si potranno chiedere commissioni sul pieno dell'auto con il bancomat. Ma c'è di più: saranno nulle tutte le clausole "comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito".
La nullità di qualsiasi commissione sulle linee di credito riguarda non solo la concessione della stessa, ma anche "la loro messa a disposizione, il loro mantenimento in essere, il loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido". Infine arriva lo stop agli incroci di cariche tra banche concorrenti. Insomma ce ne è per tutti. Non è detta l'ultima parola: in molti sono pronti a scommettere che nel passaggio a Montecitorio le norme potrebbero 'saltare'. 
Intanto su banche e assicurazioni il Senato batte il Governo 2 a 1.
29 febbraio 2012

Da www.Tiscali.it del 29 Febbraio 2012 

martedì 31 gennaio 2012

Alassio - Convegno degli “amici del Giornale” - Mercoledì 1 Febbraio con Massimiliano Lussana dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", organizzato dai Consiglieri Regionali del P.d.L. Marco Melgrati e Matteo Rosso, con il responsabile sicurezza del P.d.L. regionale Gianni Plinio.








Mercoledì 1 febbraio alle ore 18 presso l'auditorium della Biblioteca Civica Deaglio di Alassio si terrà il Convegno dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", con la partecipazione di Massimiliano Lussana, Direttore della redazione Genovese de "IL GIORNALE", con i consiglieri Regionali Marco Melgrati e Matteo Rosso, e con il responsabile sicurezza del P.d.L. Regionale . Gianni Plinio.

Dopo la “benedizione” del Presidente Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva inviato a Melgrati, Rosso e Plinio un biglietto di ringraziamento per il convegno tenuto a Genova al Teatro della Gioventù alla fine di dicembre, teatro mai tanto gremito dal “popolo” del centro-destra, abbiamo pensato di esportare questa forma di protesta costruttiva contro buona parte delle iniziative del Governo Monti, approvate a suon di decreti, anche nelle altre province Liguri, a cominciare da quella di Savona.

Rivendichiamo la capacità della politica di governare, e soprattutto la sovranità popolare della rappresentanza parlamentare applicata al Governo della Nazione, ad oggi espropriata da un vero e proprio “golpe” dei professori, delle banche, dei poteri forti extraparlamentari.

E’ possibile che non si possa applicare filtri parlamentari alle decisioni di questo Governo, che è stato capace solo di chiedere ai cittadini “lacrime e sangue”, cioè tasse, senza operare la vera rivoluzione nel settore per esempio bancario e assicurativo?

La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento. 

Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i soldi presi a prestito presso la BCE.  
Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.

E’ possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictat di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???

E perché nessuno scende in piazza? Se queste decisioni, impopolari e mai risolutive, non improntate sicuramente alla ripresa economica, le avesse prese Berlusconi, ci sarebbe già la guerra civile!!!

Marco Melgrati  Consigliere Regionale Gruppo P.d.L.

domenica 8 gennaio 2012

Italia - Mario Monti: "Non occorrono altre manovre ma operazioni meno indigeste. Liberalizzazioni per aiutare i giovani"

 

 Il Presidente del Consiglio Mario Monti intervistato da Fabio Fazio 
durante la trasmissione televisiva Rai "Che tempo che fa"

 
La situazione dal punto di vista dei conti pubblici "è tranquilla" quindi non occorrono altre manovre. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervistato a 'Che tempo che fa'. "Spero che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose - ha spiegato - l'abbiamo raggiunta. L'operazione di consolidamento dei conti che il governo ha proposto, il Parlamento votato e gli italiani responsabilmente accettato, è molto grossa anche in base agli standard europei e mette in sicurezza i conti pubblici, conseguendo l'obiettivo che il governo precedente aveva accettato cioè il raggiungimento del bilancio in pareggio nel 2013. Quindi non occorrono altre manovre".


Liberalizzazioni: stop alle corporazioni, agiremo su più fronti - "Stop alle corporazioni e più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani. Lo ha detto Mario Monti sottolineando di sentirsi fiducioso nella riuscita di questo obiettivo anche perché quello da lui presieduto è un "governo strano" esterno a certe geometrie politche. "Quello che occorre e che vedrete succedere nelle prossime settimane - ha sottolineato il premier - sono altre operazioni di politica economica meno indigeste, volte a far crescere di più l'economia. Sono diverse cose: creare più spazi per la concorrenza e il merito in diversi settori"."Si chiamano liberalizzazioni e non ho niente in contrario anche se - ha osservato - può sembrare in parte ideologico. Qui si tratta di ridurre quelle protezioni, i diversi modi in cui ogni categoria in Italia cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è al di fuori. E io credo che, così come nella vita politica degli ultimi mesi abbiamo visto che un certo disarmo bilanciato tra forze politiche che in passato si confrontavano molto aspramente ha consentito di prendere decisioni in modo pacato e condiviso, io credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni di cui viviamo possa consentirci di dare più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani". "E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi. Però la mia fiducia di riuscire a fare questo - ha detto Monti - nasce dal fatto che mentre tradizionalmente una parte politica si prende cura di proteggere una categoria e un'altra parte ne protegge un'altra, un governo strano come quello che ho l'onore di presiedere non fa parte di nessuna di queste geometrie politiche e quindi può permettersi di presentare un disegno al Paese, sperando che sia compreso, e di chiamare un po' tutti a disarmare privilegi che nel breve periodo danno a tutti il senso della sicurezza, ma che nel lungo periodo farebbero affondare la nave Italia".


La ricchezza non va demonizzata ma lotta all'evasione - "Io - ha spiegato Monti - non ho nulla contro la perla delle Dolomiti, ma operazioni come quella di Cortina possono avere un loro significato nell'ambito di una lotta seria contro l'evasione fiscale". "Niente danneggia la qualità della convivenza civile e l'immagine dell'italia all'estero - ha osservato - quanto la percezione che si ha che questo sia un Paese ricco perché la visibilità, per non dire l'esibizione della ricchezza, sia ben nota e d'altra parte con un forte debito pubblico accumulato nel tempo anche a causa dell'evasione". Secondo Monti "bisogna fare due cose che possono sembrare contraddittorie: una è rispettare la ricchezza che è un valore e sbaglia grossolanamente chi ci dice che facendo queste operazioni di contrasto noi rendiamo la ricchezza un demonio. Al contrario la ricchezza è un valore che deve entrare di più nella società, ma a condizione che sia il risultato di un merito e di un talento in condizioni di concorrenza e non una rendita che si forma sulle spalle di altri e che quando si è formata paghi doverosamente i tributi. Vorrei che gli italiani fossero orgogliosi di essere ricchi e che restituissero alla comunità una parte di quello che hanno ricevuto. Al tempo stesso serve una lotta senza quartiere all'evasione"..


Lavoro, articolo 18? Niente è tabù - Affronteremo il mercato del lavoro senza "nessun dogma né intenzione di dividere i sindacati, ma per cercare una condivisione". Parlando della riforma del Lavoro e dell'articolo 18 Monti aggiunge: "Queste materie sono dominate dal diritto del lavoro e da certi simboli, ora però siamo in una fase in cui c'é un disperato bisogno non di simboli, ma di lavoro non precario. Sarà l'impostazione, con l'accordo dei sindacati, a vedere non solo le enunciazioni di principio, ma gli effetti economici sulla competitività e doi veri e durevoli posti di lavoro. Il nostro governo ha un atteggiamento mentale è un'agenda specifica. L'atteggiamento mentale è quello di considerare che niente debba essere considerato un tabù tra le forze civili come il sindacato, il mondo produttivo e il governo pensando al futuro del Paese. In questo senso il mio ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva citato l'articolo 18".


La Rai? Vedrete fra qualche settimana - La Rai "non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività", "ha bisogno di ulteriori passi in avanti", "mi dia ancora qualche settimana".



Riforma elettorale: non decide il governo - "E' un tema che spetta alla politica. La nostra agenda è piena. Più i partiti trovano il modo di dialogare su argomenti squisitamente politici, più il ritrovato clima si riverberà positivamente sul governo".


Provo pena per i politici - Io sento un po' di pena per i politici che sono così trattati male dall'opinione pubblica. Si è creato un tale divario tra classe politica e opinione pubblica - ha aggiunto - che la mia ambizione in questo breve periodo è certamente portare l'Italia fuori dall'emergenza economica, ma anche favorire in questo periodo intercapedine una riconciliazione tra la classe politica e l'opinione pubblica. E noi opinione pubblica, perché io mi metto dalla parte del cittadino non avendo mai fatto politica, dobbiamo riflettere e dire dentro di noi 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io singolo cittadino o gruppo sto facendo il mio dovere?'parte dell'opinione pubblica, dobbiamo riflettere e dire: 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io cittadino sto facendo il mio dovere per fare crescere l'Italia?".


Il mio è un governo strano - Governo pre-politico o politico? "Non lo so e non me lo chiedo. E' un governo strano: le cose si fanno". "E' un governo che di fronte ad un Parlamento così responsabile è riuscito a fare cose" importanti "non per merito nostro, come cambiare il sistema pensionistico".


Rientro dei capitali: accordi da valutare - Un accordo con la Svizzera sui capitali italiani espatriati? "Stiamo guardando a questo argomento" ma "Germania e Gran Bretagna hanno fatto qualcosa che l'Ue non ha gradito: accordi bilaterali". "In Italia l'hanno chiesto alcuni che dicono: 'mai piu' condonì - prosegue il premier - Il mio governo ha detto 'mai piu' condonì ed è stato criticato da chi dice mai più condoni. Sono stato il primo quando ero Commissario europeo nel 1999" ad intervenire sull'argomento. "A nome della Commissione europea sono andato a Berna per avviare il primo duro negoziato con la Svizzera perché accettasse di applicare alcuni principi sulla direttiva della tassazione del risparmio e sono stati fatti passi avanti", spiega il capo del governo. "Se vogliamo gli accordi di Germania e Gran Bretagna sono il risultato ultimo di questo accordo. La pressione sulla Svizzera viene esercitata. La Svizzera non è l'unico Paese al mondo che ha un occhio di riguardo, magari chiuso, sui capitali esteri ma in questi anni la politica nei confronti di questi paradisi fiscali è cambiata. E la Svizzera si è comportata di conseguenza. Non è più come prima


Alla Merkel dirò: Italia responsabile - Nell'incontro di Berlino "mostrerò alla signora Merkel che in realtà anche la Germania trae benefici dall'integrazione europea, dal mercato comune e dall'euro. E' interesse della Germania, come di tutti che altri che, via via che singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, è giusto e doveroso che le decisioni che collettivamente prendiamo in Europa siano tali da dissipare qualsiasi dubbio sulla solidità dell'euro". "La Germania - spiega Monti - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall' euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro"


Rischio default? Le nostre banche sono solide - "Il sistema bancario italiano è tra quelli più stabili sulla comparazione internazionale". Lo ha detto Mario Monti rispondendo a una domanda sul rischio default delle banche. Poi, riferendosi al caso Unicredit ha spiegato che "qualche banca sta sperimentando una spiacevoli diminuzione" ma "questo è molto connesso ad un aumento di capitale".


Aperti sulla Tobin tax - Rispetto alla posizione del governo Berlusconi, sulla Tobin Tax "io ho segnalato una apertura del governo italiano", siamo "disposti a lavorare" a livello Ue, ma "e in questo differisco da Sarkozy, mai e poi mai la applicherei solo all'Italia".


Il premier difende la Lagarde - La signora Lagarde è una brillante francese che ha lavorato in ambienti anglosassoni dove ha acquisto il comune senso dell' understatement: forse intendeva dire che è certa che non c'é preoccupazione" per la tenuta dell'euro. Il premier Mario Monti risponde così al conduttore Fabio Fazio che si mostra preoccupato sulle sorti dell'euro dopo che il direttore generale dell'Fmi ha detto di ritenere "improbabile che l'euro sparisca nel 2012". "Preferiva che dicesse probabile?", scherza il premier.


Ricandidarmi? Ci sono altri valori nella vita - "Io ricandidarmi? Sono molto orgoglioso dei miei ministri e già il fatto di essere chiamato a dare un contributo in questa fase mi sconvolge, vedo anche altri valori nella vita...". 
Il premier Mario Monti risponde così alla domanda di Fabio Fazio se intenda 'ricandidarsi' al termine dell'esperienza dell'attuale governo tecnico

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lunedì 4 ottobre 2010

Trasparenza fiscale, per lo IOR una strada in salita



Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello IOR 
(foto archivio Alassio Futura)

DODICI RIUNIONI CON BANKITALIA E 
NUMEROSI INCONTRI CON L’OCSE
L’ENTE CERTIFICATORE

«Basta misteri», è la parola d’ordine in Vaticano
Ma la richiesta di accesso nella “white list” non è ancora partita

LA DOCUMENTAZIONE necessaria per far aderire lo Ior, la banca vaticana, alla normativa anti-riciclaggio e aniti-terrorismo internazionale, è stata approntata nei giorni scorsi ed è già nella valigia diplomatica diretta alla nunziatura di Parigi; il tutto è avvenuto con l’approvazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

D’altrocanto la volontà del Papa è quella di procedere senza incertezze sulla strada della massima  trasparenza. Dunque, secondo quanto apprende il Secolo XIX da fonti vaticane, la strada per la svolta  è aperta: lo Ior cesserebbe in tempi rapidi di essere lo scrigno dei misteri finanziari ed economici intorno al quale notizie vere, scandali e speculazioni si rincorrono da circa mezzo secolo; l’istituto si aprirebbe all’era dei mercati globali e delle regole.

La capitale francese è il crocevia di questa difficile trattativa. Proprio a Parigi infatti ha sede l’Ocse,  l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presso la quale è ospitato anche il Segretariato del Gafi, il Gruppo di azione finanziaria, l’istituzione che contrasta il riciclaggio del denaro sporco a livello mondiale.

Sono in effetti queste due istituzioni a dover rilasciare allo Ior l’autorizzazione per entrare a far parte della cosiddetta “white list”, l’elenco dei Paesi aderenti alle normative sulla trasparenza fiscale, anti-riciclaggio e anti-terrorismo. 

L’ultimo incontro fra Ocse e Ior si è svolto a Parigi il 6 luglio scorso; da parte vaticana erano presenti Ettore Gotti Tedeschi, il presidente, il direttore generale, Paolo Cipriani e monsignor Antonio Guido Filipazzi della Segreteria di Stato oltre al nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura. 
In quanto all’obiezione fatta dalla Banca d’Italia che i negoziati sull’anti-riciclaggio non procedono speditamente, in Vaticano si fa notare che i tempi sono quelli diplomatici, mentre la questione nel suo insieme è ben presente nell’agenda di Gotti Tedeschi.

Tanto che negli ultimi 12 mesi, si sono svolti ben 12 incontri fra Ior e Banca d’Italia con l’obiettivo di chiarire tutti gli aspetti della vicenda, e ben 10 volte ai colloqui ha preso parte il presidente.
Anche l’Ocse, da parte sua, attraverso Jeffrey Owens, direttore del Centro per la politica fiscale, ha spiegato che fino ad ora il Vaticano non ha compiuto un atto ufficiale per chiedere l’ammissione al gruppo di Paesi che riconoscono la trasparenza finanziaria. «La velocità dei negoziati – ha affermato Owens dipende molto da loro. 
La prima cosa da fare ha aggiunto è quella di assumere un impegno formale per aderire alle norme per lo scambio di informazioni a fini fiscali». 
In ogni caso la Segreteria di Stato vaticana ha da tempo predisposto una commissione che si occupa del nodo trasparenza e l’ha affidata al cardinale Attilio Nicora che ricopre già un doppio incarico: si trova nella commissione di vigilanza dello Ior e guida l’Apsa, il dicastero che si occupa del patrimonio della Santa Sede. 
In seguito, una volta risolto il negoziato internazionale, verrà istituito un secondo organismo che dovrà gestire la fase operativa dell’adeguamento dello Ior alle norme per la trasparenza. Di quest’altra commissione faranno parte, fra gli altri, lo stesso monsignor Filipazzi, il professor Giuseppe Dalla Torre e Marcello Condemi, già funzionario della Banca d’Italia esperto proprio di anti-riciclaggio.
Altro capitolo è quello però che contrappone in questi giorni lo Ior alla procura di Roma. E’noto che nei giorni scorsi la magistratura ha sequestrato, su indicazione di Bankitalia, 23 milioni di euro, 20 dei quali destinati alla JPMorgan di Francoforte.

L’accusa è appunto quella di non aver rispettato la normativa antiriciclaggio.

Gotti Tedeschi e Cipriani sono stati interrogati per 4 ore giovedì scorso, ma sembra che il faccia a faccia con i giudici non abbia risolto il problema. Oggi stesso o martedì l’avvocato Vincenzo Scardamaglia, che difende lo Ior, tornerà in Procura per vedere se da parte dei magistrati c’è l’intenzione di andare avanti con l’indagine o di archiviare.

Nel primo caso la difesa ricorrerà al Tribunale del riesame – i termini scadono il 6 ottobre – e, se sarà necessario, la battaglia giudiziaria proseguirà fino alla Cassazione. La verità è che in Vaticano temono il peggio e ricordano che operazioni analoghe erano state compiute senza che vi fosse nessun intervento da parte di via Nazionale o dei giudici.

Francesco Peloso
Da www.ilSecoloxix.it  del 04 Ottobre 2010

domenica 7 febbraio 2010

ANALISI DALLA LIGURIA AI PAESI D’ORIGINE


Gli immigrati nel 2008 hanno inviato in Patria 
ben 178milioni di euro

Quanto valgono, in termini di rimesse, gli immigrati in Liguria?   Esattamente 173.799.000,00 euro. 
Tanti i soldi che sono stati inviati dalle quattro province verso i Paesi d’origine nel 2008, anno a cui risalgono gli ultimi dati elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, sulla base delle statistiche Istat e di Bankitalia, attraverso banche, Poste, agenzie di money trasfer. Un flusso di denaro che va a comporre il «fiume» che s’è riversato dall’Italia oltreconfine nello stesso anno, 6,3 miliardi di euro, dei quali circa la metà verso l’Asia, soprattutto Cina.

A guidare la classifica ligure c’è la provincia di Genova, con 109 milioni 471 mila euro. È la nona, per valore complessivo d’importo, tra quelle italiane, preceduta nell’ordine da Roma, Milano, Prato, Firenze, Napoli, Torino, Bologna, Brescia. Tornando alla nostra regione, al secondo posto c’è Savona, con 24.690.000,00 euro, cinquantesima. Quindi Imperia, con 22.986.000,00 euro , che la segue in classifica di tre posizioni e, più indietro, La Spezia, con 16.652.000,00 euro .
  
Utile, per avere un quadro più completo, è anche registrare la variazione  dell’importo complessivo, cioè l’incremento della somma che ha preso il volo dall’Italia verso l’estero, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2008: a Genova l’aumento è stato dell’ 1148,2%, a Savona addirittura del 3530,9% (che fa salire la città nella classifica assoluta), a Imperia dell’1657,3% e alla Spezia dell’1891,9%. 

Salta agli occhi, dunque, come sotto la Torretta gli immigrati nel giro di otto anni - probabilmente alla luce di un loro aumento in termini di unità, o comunque di aumento del reddito complessivo - abbiano fatto schizzare in alto le «spedizioni». 
Significativo è, inoltre, l’ammontare delle rimesse pro capite: per Genova 2.286 euro, Savona 1.509 euro, Imperia 1.488, così come per La Spezia
Sono importi di rilievo: basti pensare che Brescia, ottava in classifica generale tra le province, fa segnare rimesse pro capite pari a 990 euro. La media italiana si attesta su 1.859 euro

[FAB.POZ.]

Da www.laStampa.it  del 07 Febbraio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

Regione: interrogazione di Saso (Pdl) su accesso al credito


Il consigliere del PDL alla Regione Liguria, dott. Alessio Saso

Il Consigliere Regionale del Pdl Alessio Saso ha inviato un'interrogazione urgente sull'accesso al credito affinchè l’assessore Guccinelli faccia appello alle banche perchè adottino criteri più elastici nei confronti delle aziende dell’imperiese.

“Se si vuole rimettere in moto l’economica della provincia – ha detto Saso – bisogna che le banche adottino criteri un po’ più morbidi ed elastici nella concessione di finanziamenti alle aziende, che, oltretutto, nella nostra provincia, a causa del maltempo, delle mareggiate, della neve e del gelo, hanno subito danni ingenti tanto da far richiedere lo stato di calamità. Ho presentato una interrogazione urgente all’Assessore allo Sviluppo Economico Guccinelli proprio perché faccia appello alle banche affinché, appunto, allarghino un po’ le 'maglie' dei criteri di concessione crediti, specie in questo momento di particolare sofferenza per l’Imperiese, in modo da andare incontro alle tante piccole aziende dei vari settori che hanno subito danni ingenti ed hanno bisogno di poter accedere a finanziamenti che consentano loro il ripristino dell’attività. Non solo, ho chiesto anche la possibilità che la Regione si faccia garante nei confronti delle banche per quelle aziende che, magari, in passato per qualche ritardato pagamento, si vedono negare la concessione di qualsivoglia finanziamento".

"Gli Istituti di credito che, oltretutto, hanno usufruito di forti finanziamenti dallo Stato proprio per rimettere in moto l’economia, nella realtà non favoriscono affatto la ripresa continuando a dare soldi solo a chi ce l’ha già. E’soltanto andando incontro alle necessità delle tante piccole aziende - conclude il consigliere regionale -, che costituiscono il vero tessuto economico della provincia, che si potrà dar loro polmone, anche nell’attesa che sia data attuazione al meccanismo dei rimborsi per i danni subiti dal maltempo, e, comunque, complessivamente, che si potrà dar vita al ripristino di tante attività e avviare, quindi, l’auspicata ripresa".

C.S.


Da Sanremonews.it  del 08 Gennaio 2010