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domenica 5 dicembre 2021
Italia - Alberto Zangrillo disintegra Mario Monti: "In guerra solo con gli idioti", che lezione al Loden
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sabato 13 febbraio 2021
Italia - Il banchiere senza il Loden: chi è (davvero) Mario Draghi
La formazione del governo da Città della Pieve. Il premier e il confronto col predecessore Monti: "Lui ci capisce"
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giovedì 4 febbraio 2021
Italia - "Ecco perché Mario Draghi non ha nulla a che vedere con Mario Monti"
Giulio Sapelli, economista e professore, spiega le enormi differenze tra due figure che in comune hanno solo lo stesso nome
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domenica 17 gennaio 2021
Italia - A volte purtroppo tornano... Monti, piano horror per Conte. Così ci svuotano il portafoglio
L'ex premier detta le condizioni a Giuseppi per la fiducia. Spunta una lista da incubo di tasse. Chi rischia il salasso
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mercoledì 6 gennaio 2021
Italia - Roma: "Conte leader del centrosinistra? Farebbe la fine di Monti"
Se il premier lascia Palazzo Chigi, il progetto zingarettiano di creare un Ulivo 2.0 guidato da Giuseppe Conte muore definitivamente. Se l'avvocato del popolo 'scende in campo', rischia di fare la fine di Mario Monti
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giovedì 28 febbraio 2013
Liguria - Marco Melgrati presidente del Gruppo Consiliare PdL in Regione Liguria ricorda quando insieme al collega Matteo Rosso e all'ex consigliere regionale Gianni Plinio organizzavano i convegni anti-Monti e le gerarchie del PdL irridevano " il Giornale " per questa presa di posizione controcorrente: ora si vede che non era sbagliato opporsi ad una gestione Monti che ha distrutto il tessuto connettivo industriale e civile prosciugando le tasche di cittadini e aziende con tasse e provvedimenti senza aver saputo assolutamente guardare al futuro e allo SVILUPPO in maniera ragionata e coerente
mercoledì 27 febbraio 2013
Italia - Elezioni Politiche 2013 - I dati definitivi giunti dal Ministero dell'Interno
domenica 26 febbraio 2012
Alassio - Il Giornale e i «pierini» azzurri danno la parola ai cittadini
Un folto pubblico ha preso parte a «La parola ai cittadini», convegno
organizzato dal consigliere regionale Marco Melgrati in collaborazione
con Matteo Rosso, Gianni Plinio e Massimiliano Lussana, venerdì
pomeriggio nella biblioteca «Deaglio» di Alassio.
Dopo il successo riscosso dall'analoga iniziativa tenutasi a Genova lo scorso
dicembre, un auditorium gremito ha accolto i relatori, a conferma della
grande preoccupazione provata dalla gente nei riguardi dell'operato del
Governo Monti.
Primo a intervenire è stato il padrone di casa Marco
Melgrati, già sindaco di Alassio, che ha esordito con una analisi
fortemente critica, senza pietà, delle scelte del governo tecnico,
dall'aumento indiscriminato delle tasse alla introduzione dell'Imu,
manovre «che non contemperano lo sviluppo, ma solo un ulteriore
innalzamento della pressione fiscale in un momento di recessione». Alla
prima offensiva del granatiere Melgrati, che senza timore ha definito
«un golpe delle banche e di alcuni poteri forti» l'ascesa al potere di
Monti, è seguita l'opinione degli altri tre partecipanti, più pacata nei
toni, ma non nei contenuti.
Con grande partecipazione dei presenti, in
un continuo e garbato dialogo tra platea e pubblico, il consigliere
regionale del Pdl Rosso, il veterano di mille battaglie Plinio e il
direttore de «il Giornale» di Genova Lussana hanno sottolineato le
carenze di un esecutivo non eletto dal popolo, ma agevolato
dall'insolita asse Napolitano-Merkel, e al tempo stesso non hanno
risparmiato di fare emergere le infinite contraddizioni dei diversi
partiti: le difficoltà del Pd (e della Cgil) di fronte all'articolo 18,
la politica dei due forni dell'Udc, le ambiguità di Fli, senza
dimenticare lo stesso Pdl, alle prese con la difficile fase di
riorganizzazione interna, che ufficialmente appoggia il governo, ma che
ha nostalgia di Silvio Berlusconi e non nasconde una certa inquietudine
di fondo. E la base, i cittadini, gli elettori - «quelli che alla fine,
con il loro voto, decidono le cose, a prescindere dai congressi e dalle
campagne tesseramenti», come ha notato Lussana - erano quelli presenti
al convegno, carichi di malcontento, anche rabbia. Tra loro c'era anche
Pietro Martino, anziano signore della frazione di Moglio: gli hanno
cancellato la corsa dell'autobus a quell'ora, ma ha voluto esserci
comunque, ad ogni costo. Per far sentire la propria voce, per dire anche
lui basta ad un governo che nessuno ha votato.
Da www.ilGiornale.it del 26 Febbraio 2012
sabato 25 febbraio 2012
Alassio - Convegno sul tema “ LA PAROLA AI CITTADINI " di Venerdì 24 febbraio 2012: intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati
Da sinistra: Massimiliano Lussana direttore de Il Giornale redazione ligure,
Marco Melgrati consigliere regionale, Gianni Plinio responsabile Sicurezza del PdL,
Matteo Rosso consigliere regionale
Si è svolto ieri pomeriggio ad Alassio presso la Biblioteca Civica
Renzo Deaglio il convegno organizzato dal Consigliere regionale Marco
Melgrati in collaborazione con Matteo Rosso, Gianni Plinio e
Massimiliano Lussana.
“Sono molto soddisfatto – dichiara Melgrati – non
mi aspettavo una così grande affluenza di pubblico.
Non solo alassini,
ma tanti cittadini della Val Bormida e del Savonese hanno partecipato
all’incontro, segno che le tematiche trattate, ovvero le ricadute delle
manovre del Governo Monti sui cittadini, stanno davvero a cuore a molti.
Tanti gli argomenti affrontati in un dialogo continuo con la platea che
ha partecipato più che attivamente. Insieme al mio collega Consigliere
Matteo Rosso, al responsabile Sicurezza Pdl Gianni Plinio e al Dott. Massimiliano Lussana, direttore del Giornale, edizione della Liguria, stiamo già
lavorando per organizzare un altro convegno analogo nello spezzino.
La
parola ai cittadini, vogliamo sentire che cosa ne pensano e vogliamo
anche manifestare loro la nostra vicinanza in questo momento molto
delicato della vita politica, economica e sociale del Paese.
Si allega il testo dell’intervento.
Intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Convegno ad Alassio sul tema “LA PAROLA AI CITTADINI di Venerdì 24 febbraio 2012.
Questo
convegno è stato promosso da noi, Marco Melgrati, Matteo Rosso e Gianni
Plinio, con la collaborazione degli Amici de “Il Giornale” e del
Direttore della Redazione Genovese de “Il Giornale” il dott.
Massimiliano Lussana, dopo il successo avuto nell’analoga iniziativa a
Genova presso il teatro della Gioventù, con più di 400 partecipanti;
abbiamo derciso di esportare questa iniziativa nelle altre tre province
liguri, Savona, La spezia e Imperia, cominciando con Alassio.
La
nostra è una voce fuori del coro, critica, pur rimanendo all’interno del
P.d.L., che rivendica un maggior controllo dei partiti sulle decisioni
di questo governo tecnico. Ma proprio per questo vogliamo confrontarci
con la Gente, e ascoltare le Loro idee.
Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”, una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce, forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella.
Bersani oggi è orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola “dimissioni”, come sono orfani gli “agenti all’Avana” della sinistra, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Nei
giorni scorsi questo Governo parla di portare l’Iva al 23 per cento e
si tace, Ma se lo avesse fatto Berlusconi? Dove saremmo oggi? Dove
sarebbe la Sinistra? Sarebbero tutti in piazza a manifestare, con sindacati, pensionati della Cgil, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi,
invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai
applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro
colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50%
già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta
su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe
manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con la connivenza e l’appoggio incondizionato della Sinistra. E
come risponderanno gli elettori del P.d. alla cancellazione
dell’art.18, dopo che solo ieri il ministro Fornero ha dichiarato: “con o
senza i partiti andremo avanti lo stesso? Qualcosa sta cambiando, il
governo ieri è stato battuto due volte su due provvedimenti…
Con
Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la
colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con
Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel
mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è sempre alto, le
Borse sono in picchiata, c’è stata una ripresina, ma di solito
facciamo dei bagni di sangue con le Borse, bruciamo milioni e milioni di
finanza virtuale, che poi si riflette però nelle borse di chi ha
investito. E allora? Il PD appoggia questo Governo. Voi mi direte: anche il PDL.
Avete
ragione. Premesso che da parte mia, e non solo da parte mia, perché
abbiamo promosso, insieme al mio amico Rosso e all’amico Gianni Plinio,
con il Direttore del Giornale della edizione di Genova, Massimiliano
Lussana, un convegno che dava voce a quello che è il comune sentire
della gente, e oggi lo ripetiamo qui ad Alassio, e andremo anche in
Provincia di Imperia e di La Spezia, perchè la gente è incazzata
per queste manovre, che non contemperano lo sviluppo, ma solo aumento
delle tasse, in un momento di recessione acclarata!!!
Dicevo
che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un
partito che ha dato delle direttive, non ho portato il cervello
all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è
un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche e di altri
poteri forti.
Questo non l’ho detto solo io, lo dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura di dirlo.
Partecipazione numerosa di cittadini a seguire l'incontro che si è tenuto nell'Auditorium "Badassarre" della Biblioteca civica R. Deaglio
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione.
Personalmente
sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in tarda
primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento
dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio
dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa
manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con
mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
La
reintroduzione indiscriminata dell’Imu…gli hanno cambiato nome, e hanno
peggiorato una tassa, l’Ici, che Berlusconi, a prezzo di sofferenze,
soprattutto delle finanze dei Comuni, aveva eliminato, per venire
incontro alle famiglie.
E c’è anche la
rivalutazione indiscriminata del 60% delle rendite catastali…e pazienza
per quelle case che non hanno mai subito variazioni, e magari sono
fronte mare…ma quelli che hanno modificato con il nuovo accatastamento
le rendite catastali, aggiornandole, perché hanno fatto dei lavori,
ristrutturato, modificato, frazionato, negli ultimi anni, a cui il
catasto ha già fatto una ulteriore rivalutazione?
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo e dell’economia per la ripresa, perché
qui non si è ancora visto niente, e allora si può andare alle elezioni e
ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i cittadini danno
alla politica per fare quello che devono fare, cioè le leggi, cioè la
manovra, cioè governare questo Paese.
Noi chiediamo coerenza politica, coerenza politica che il Centro-sinistra non ha e non può avere, Centro-sinistra che sarà danneggiati nelle scelte e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono Cassandra, è una mia previsione: voi di sinistra che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva.
Mario Monti… governo Tecnico con l’appoggio del P.d.L., dei comunisti del P.d., dei moderati dell’U.d.c., quelli
che a secondo delle loro convenienze usano la politica dei 2 forni, in
Liguria quella dei 2 posti, uno per Monteleone e uno per l’assessore, e degli infami del F.l.i, quelli che hanno girato le spalle a Silvio Berlusconi;
la gente non capisce…io stesso faccio fatica a comprendere…Si parla dopo le amministrative di un nuovo soggetto politico, di riferimento al Partito Popolare Europeo, la nuova casa dei moderati…ma ci possiamo fidare ad accogliere Fini e i suoi voltagabbana????
O
gli uomini di Lombardo, che pur di fare gli affari suoi ha stretto in
Sicilia alleanza con il P.D., dopo essere stato eletto in Regione con il
centrodestra???
Oggi lo spread è come prima, o quasi, la
situazione economica è peggiorata; immaginate se un ministro del Governo
Berlusconi avesse solo accennato alla eliminazione dell’art. 18…cosa
sarebbe successo? Le sinistre avrebbero portato in piazza milioni di
italiani…e invece ora niente…
Io personalmente spero che almeno
questo governo riesca a portare a casa tre cose, che Berlusconi ha
proposto e non è riuscito, a volte per l’opposizione della Lega, a volte
per la mancanza dei numeri, con la posizione di distinguo e poi il
tradimento di Fini: modifica dell’Art.18, esteso ai dipendenti
pubblici (oggi solo il 50% dei lavoratori è protetto dall’art. 18…e
l’altro 50% chi sono, cittadini di serie B??? … riduzione del
numero dei parlamentari … nuova legge elettorale, possibilmente con le
preferenze…il popolo deve scegliere gli eletti, basta nominati!!!
Monti, quello che dice che i giovani si devono abituare a non avere un posto fisso, che anzi è monotono, il posto fisso…
ma un lavoro fisso contro la precarietà, questo sì…può essere un diritto! ma chi lo ha votato Monti???
Ma
che gli frega a Monti della di chi non ha un posto fisso, della povera
gente, Lui che guadagna un milione e mezzo di euro l’anno????
Questo governo che è un esproprio della democrazia, una delega in bianco ai poteri forti, ai professori, alle banche.
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento.
Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da
dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i
soldi presi a prestito presso la BCE. Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
Le
stesse banche che con i derivati spazzatura ci hanno trascinato in
questa situazione di crisi economica, le stesse che hanno ricevuto
dall’Europa 500 miliardi di euro per ridistribuire alle piccole aziende e
agli artigiani…provate ad andare a chiedere un mutuo…lo sapete quali
sono i parametri di Basilea 3?
E che dire delle presunte
liberalizzazioni, dell’esproprio delle licenze ai taxisti, dell’obbligo
di servirsi di carrozzerie “gradite” alle compagnie di assicurazioni,
senza un cenno alle tariffe assicurative, vero cancro sociale? E il
proliferare delle farmacie? E lo smantellamento degli ordini
professionali? E della tracciabilità dei contanti sopra i mille euro? Siamo sicuri che siano ricette valide per il rilancio dell’economia?
E’
possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictac
di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
Mario Monti, che nessuno di noi, nessuno di Voi, ma nemmeno degli “altri”, ha mai votato!!!
Marco Melgrati - Consigliere Regionale P.d.L.
martedì 21 febbraio 2012
Italia - Governo e trasparenza, su Internet i redditi dei ministri: resi pubblici stipendi, beni e azioni
I ministri del Governo con il premier Mario Monti (Ansa)
Da oggi gli introiti dei ministri e dei
sottosegretari compariranno su Internet in ossequio ai criteri di
trasparenza annunciati dal premier Monti. La decisione è stata resa nota
dal ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione Filippo
Patroni Griffi che in aggiunta ha chiesto alle amministrazioni “di
divulgare con tempestività informazioni precise circa i trattamenti
economici corrisposti a dipendenti e collaboratori che superano il
limite del trattamento spettante al Primo Presidente della Corte di
cassazione, pari ad euro 304.951,95 per l'anno 2011". Vediamo allora i
dati resi pubblici.
Il ministro dell'Interno Cancellieri,
68 anni, dichiara un compenso annuo lordo pari a 183.084,35 euro. Tra i
beni immobili, figurano due appartamenti di proprietà a Milano e
l'abitazione principale a Roma. Il ministro dichiara la proprietà tre
box, due a Milano e uno a Roma. Un fabbricato (negozio) in comproprietà
(al 50%), un magazzino (2,5%) sempre a Milano e un fabbricato
(appartamento) in comproprietà (50%) a Palazzolo Acreide (Sr) e
fabbricati in comproprietà (20%) per attività agricola.
Corrado Passera (Sviluppo Economico) -
Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha
avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha
pagato 1,4 milioni di tasse. E' quanto emerge dalla posizione
patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da
ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio
figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente
derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una
casa a Parigi e una Mercedes. Come annunciato ieri dal premier Mario
Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il
proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal
ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro,
con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella
dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a
Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa),
detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una
Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli
strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa,
pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore
patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della
Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri
depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle
azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro,
titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28
milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro
Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per
l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con
il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit
Lyonnais.
Paola Severino (Giustizia) -
Il ministro della giustizia Paola Severino ha totalizzato nel 2011
(redditi riferiti al 2010) un imponibile netto di 7.005.649,00 di euro
ed ha versato tasse, contributi ed imposte per 4.017.761,00 di euro. Il
compenso annuo lordo per l'attività ministeriale sarà pari a 195.225,20
euro. Il ministro risulta proprietario di due appartamenti a Roma e di
uno a Cortina d'Ampezzo (gravato di mutuo); possiede due autovetture e
una imbarcazione (in leasing); ha in portafoglio 4.576 azioni Generali e
500 azioni Gbm; e obbligazioni (compresi Btp) per un valore nominale di
oltre quattro milioni di euro. Noto avvocato, il ministro Severino è
anche professore ordinario alla Luiss di Roma, ma ora non riceve
compensi essendo in aspettativa.
Giampaolo Di Paola (Difesa). Il
ministro della Difesa Giampaolo di Paola per il suo incarico percepirà
199 mila euro lordi nel 2012 (25 mila nel 2011). Nel 2011 ha ricevuto
inoltre 314 mila euro di pensione provvisoria e 29 mila per servizio
all'estero. Di Paola risulta proprietario al 50% di una casa a Livorno
di 130 mq. Ha due auto, una Mercedes Classe B e una Volkswagen Polo CV.
Ed è titolare di azioni Enel, Finmeccanica, Deutesche Telekom. E di
Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza assicurativa Generali di 85.000
euro e obbligazioni per 655.000 euro. Per quanto riguarda le azioni, il
ministro ne possiede 398 di Enel, 68 di Finmeccanica e 14 di Deutesche
Telekom. Possiede inoltre alcune quote di fondi comuni di investimento:
1.468 di Pioneer Paesi Emergenti, pari a 15mila euro, e 5.877 di Pioneer
SSF Euro, pari a 30mila euro.
Francesco Profumo (Istruzione) - E'
di 199.778 euro lo stipendio lordo che percepirà nel 2012 il ministro
Francesco Profumo. In calo rispetto al reddito lordo dichiarato per il
2010, prima di ricevere l'incarico di governo: 227.512 euro. Il ministro
dell'Istruzione ha la proprietà di una casa a Savona, mentre possiede
al 50% altri due appartamenti, uno a Torino, l'altro a Salina (Messina).
Nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero
compaiono inoltre tre garage in comproprietà al 50% a Torino e un
appartamento e un garage in comproprietà al 25% ad Albissola Mare
(Savona). Profumo dichiara inoltre 894 azioni di Intesa San Paolo, 1.210
azioni di Monte dei Paschi di Siena e 5.199 di Unicredit, 250 azioni De
Longhi e 262 Enel, 3.630 azioni di Telecom Italia, 137 di Finmeccanica,
250 di Delclima spa. Il ministro ha anche una quota nel fondo comune di
investimento Pioneer euro governativo breve termine. E la gestione di
un portafoglio di investimento Pioneer Investment Management SGRpA, del
valore di 42.070,38 euro.
Filippo Patroni Griffi (Funzione Pubblica) -
Per il 2010 il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi
ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta
netta di 208.743 euro. E' quanto si legge nella dichiarazione dei
redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito. Nel 2012 il reddito con
l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso annuo
lordo sarà di 205.915 euro. Il ministro, secondo quanto si legge sulla
posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di
un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un
terreno ha una nuda proprietà condivisa.
Giulio Terzi di Sant'Agata (Esteri) -
Il ministro Giulio Terzi di Santagata percepirà nel 2012 uno stipendio
di 203.653,44 euro. Nel 2010 il suo reddito è stato di 123.643 euro, cui
si deve aggiungere un'indennità non reddituale di 214.939,41 euro,
percepita per il servizio all'estero come Ambasciatore d'Italia a
Washington. Attualmente Terzi non riveste altri incarichi oltre a quello
di ministro e non riceve altri compensi. Non ha nessun investimento in
strumenti finanziari. Ma ha cinque immobili, tra proprietà e
comproprietà. E' titolare al 100% di circa 30 mila mq di terreni
agricoli a Curno (Bergamo) e Brembate (Bergamo). Inoltre ha la proprietà
di una villa con pertinenze e annesso giardino a Brembate di Sopra
(Bergamo) e un garage a Bergamo. Sono invece in comproprietà,
rispettivamente al 75% e al 50%, i due appartamento del ministro a Roma e
a New York.
Mario Catania (Politiche agricole) -
Il reddito 2010 (dichiarazione 2011) del ministro delle politiche
agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, ammonta a 213.700 euro,
interamente ascrivibili alla retribuzione da lavoro dipendente presso
il dicastero. E' quanto rileva la pubblicazione della dichiarazione dei
redditi pubblicata online. La retribuzione annua lorda del 2011,
precedente alla nomina quale ministro, è pari a 280.600 euro. Per
effetto della nomina la retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46
euro. Catania, si legge, è proprietario dell'appartamento in cui vive a
Roma (circa 120 mq) ed è proprietario inoltre del 50% di una abitazione
monofamiliare nel comune di Manciano (GR) di circa 120 metri quadrati.
Possiede una Volkswagen Golf 1600 cc. del 2004. Non possiede barche né
aeromobili. Non possiede, inoltre, quote e azioni societarie, quote di
fondi comuni, attività patrimoniali di cui sono titolari terzi,
patrimoni destinati a uno specifico affare, obbligazioni, gestioni
patrimoniali, gestioni di portafogli di investimento. I risparmi sono
investiti in titoli di Stato (450.000 euro).
Piero Gnudi (Turismo e sport) -
Reddito 2010 milionario anche per l'attuale ministro del Turismo e
dello Sport, Piero Gnudi, che nella dichiarazione dello scorso anno
ammontava a circa 1,7 milioni di imponibile, con imposte per oltre
700mila euro. Come ministro Gnudi ha dichiarato tra indennità e
stipendio circa 199mila euro lordi (53.238,51 euro di stipendio,
11.309,22 euro di indennità integrativa speciale, 135.230,52 euro di
indennità per i ministri non parlamentari). L'ex presidente dell'Enel
possiede due auto (una Fiat Stilo del 2003 e un'Audi A3 del 2008) e un
gozzo Aprea Mare 10 del 2005 in leasing. Ricco il portafoglio azionario,
tra cui: 342mila titoli Intesa Sanpaolo, 207mila titoli Unicredit, di
cui è stato consigliere, 337mila azioni Telecom risparmio, 152mila
titoli Enel, 100mila di Enel Greenpower e 14mila di Eni. Gnudi inoltre
possiede Ctz per 1,22 milioni.
Andrea Riccardi (Cooperazione) -
Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi percepirà nel 2012 per
il suo incarico 199.778,25 euro. Dal marzo 2011 riceve inoltre una
pensione da professore universitario di 81.154,58 euro. Per un totale di
circa 280 mila euro. Nel 2010 Riccardi dichiarava invece un reddito
lordo di 120.309 euro. Il ministro possiede un appartamento e un terreno
a Trevi (Pg) e la nuda proprietà di un appartamento a Roma, in
usufrutto alla madre. E due depositi titoli presso Unicredit e Monte dei
Paschi di Siena.
Corrado Clini (Ambiente)
- Nel 2011 il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato
redditi per 173.383 euro come compenso annuo lordo percepito nel 2010
per la qualifica di direttore generale del Ministero, per la quale ora è
collocato in aspettativa senza assegni. Il trattamento economico come
ministro per il 2012 ammonta invece a 199.778,25 euro. Tra i beni
immobili, Clini possiede il 50% di un fabbricato a Mirano, in provincia
di Venezia. Tra i beni mobili risulta una Fiat 500 immatricolata nel
2010.
Pietro Giarda (Rapporti con il Parlamento)
- "Il reddito 2012 dipenderà dalla durata del governo". Questa la nota
sulla dichiarazione patrimoniale di Pietro Giarda. Il ministro per i
rapporti con il Parlamento percepisce un compenso mensile lordo di
16.234 euro. Mentre nel 2010 dichiarava redditi per 262.288 euro. Giarda
risulta proprietario di 10 immobili, tra cui quattro baite (il ministro
allega foto) un pascolo e un terreno sulle Alpi, ad Alagna Valsesia.
Auto: una Seat Ibiza del 2002. E inoltre 501.411 euro di attività
finanziarie.
Renato Balduzzi (Salute) -
Il ministro della Salute Renato Balduzzi guadagnerà quest'anno 199.778
euro, contro i 143.750 dichiarati nel 2010. Lo rende noto nella
dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero. Balduzzi
dichiara 11 immobili, in proprietà e comproprietà, ad Alessandria,
Molino dé Torti (Al), Avise (Ao) e Bordighera (Im): tra gli altri anche
una cantina. Tre le auto del ministro, tutte del 2006: una Subaru B9
Tribeca, una Fiat Multipla e una Fiat Panda. Numerose le azioni
possedute.
Il sottosegretario Catricalà -
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà nel
2010 ha percepito e dichiarato un reddito di 740mila euro lordi. Lo ha
reso noto nella documentazione patrimoniale pubblicata nella sua pagina
web sul sito del governo. Mentre "per l'anno in corso il reddito che
prevedo di percepire ammonta a circa 200mila euro lordi", ha precisato
Catricalà, con dichiarazione integrativa datata 14 febbraio 2012. La
documentazione online pubblicata dal Sottosegretario alla Presidenza
contiene una dichiarazione all'Antitrust, la dichiarazione per la
pubblicità della situazione patrimoniale trasmessa al Senato e una
dichiarazione integrativa in cui Catricalà oltre al reddito dichiarato
nel 2010 e a quello che prevede di percepire nel 2012, ha dichiarato di
non possedere azioni, obbligazioni o altri titoli, "neanche
fiduciariamente intestati a terzi, con esclusione di Bot per un valore
di 20mila euro". E di "avere un mutuo ventennale per acquisto casa di
1500 euro al mese". Nessun accenno al reddito del 2011. Dalla
dichiarazione sul patrimonio fatta poi al Parlamento Catricalà risulta
comproprietario al 50% di quattro fabbricati a Roma - una è l'abitazione
principale - di uno a Castiglione della Pescaia (Grosseto) e del 25% di
un fabbricato a Catanzaro dove possiede anche il 3,10% di due terreni
aventi ciascuno un reddito dominicale di 8 euro e agrario di 5 euro. Il
Sottosegretario possiede anche una Mercedes Ml del 2001 e un motoscafo
Sessa Key largo '28 del 2008. Catricalà si è sospeso dalla Consulta per
l'emissione delle carte valori postali e la filatelia, dall'incarico di
professore a contratto alla Luiss e alla Scuola superiore di
amministrazione pubblica. Oltre a essere collocato fuori ruolo da
presidente di sezione del Consiglio di Stato.
Vittorio Grilli - Il
viceministro all'Economia Vittorio Grilli riceve un compenso annuo per
il suo incarico di 197.709,85 euro. Lo si apprende dalle dichiarazioni
patrimoniale pubblicata sul sito del ministero, nella quale non
compaiono i redditi percepiti negli anni scorsi. Grilli è proprietario
unico a Roma di un appartamento di 310 metri quadrati, con cantina e due
posti auto, su cui pende un mutuo venticinquennale. Tre le auto: una
Rover 200 KW del 2009, una Jaguar 221,08 KW del 1994 e una Volkswagen 41
KW del 1975. Il viceministro possiede inoltre una imbarcazione da
diporto di 9,6 metri, immatricolata nel 2004. Grilli è infine titolare
di una polizza di assicurazione Intesa Vita, del valore attuale di
134.000 euro. Non detiene invece quote né azioni societarie.
Il sottosegretario all'Interno, con delega alla pubblica sicurezza, Carlo De Stefano,
dichiara un compenso annuo lordo pari a 172.175,00 euro. Tra i beni
immobili, la comproprietà (50%) di un fabbricato di 160 mq con box; la
comproprietà (50%) di un fabbricato di 90mq, con posto auto; di un
fabbricato (50%) di 65 mq, tutti a Roma e della comproprietà di un
terreno di 900 mq a Diamante (cs). Due le auto in uso: una Audi A5 e una
Honda C (altre due autovettura sono in uso al coniuge e alla figlia del
sottosegretario).
Saverio Ruperto - E' più
o meno dello stesso importo il compenso lordo dichiarato dagli altri
due sottosegretari del Viminale. E di 175,175,01 euro, infatti, quello
indicato dal prof. Saverio Ruperto, che ha sospeso il trattamento
economico dim professore ordinario alla Universita La Sapienza dopo aver
assunto l'incarico al ministero. Ruperto dichiara inoltre la proprietà
di ua abitazione (principale), di un fabbricato (in locazione
all'usufruttario) e di un negozio a Roma. E' cointestatario (al 50%) di
quote di fondi comuni di investimento Pioneer Cim Eu Fix (per circa
20.572,32 euri) e Pf Obligaz. Per un controvalore attuale di 76.325,22
euro. Tra le cariche attualmente ricoperte Ruperto indica quella di
membro del comitato di sorveglianza (ex art.45 d.lgs. 270/99) delle
seguenti procedure: Gda spa in A.S.; ITEA spa in A.S; Cirio Del Monte
spa in A.S.
Il sottosegretario Ferrara dichiara
un compenso lordo pari a 172.175,01 euro. E' proprietario di un
fabbricato di 90 mq a Terracina e di una Mercedes B del 2008.
Paolo Peluffo (Sottosegretario presidenza Consiglio)
- Nel 2011 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo
Peluffo ha percepito dalla Corte dei Conti (di cui nel 2006 è stato
nominato consigliere) 130.846,49 euro mentre in qualità di consulente
del presidente del Consiglio per le celebrazioni dei 150 anni 79.555,55
euro. E' quanto emerge nella dichiarazione online pubblicata sul sito
del governo da parte di Peluffo. In qualità di Sottosegretario, inoltre,
Peluffo dichiara di percepire 53.639,39 di euro a cui somma ancora il
compenso della Corte dei Conti di 130mila euro. Il Sottosegretario con delega all'Editoria possiede
un appartamento a Roma di 180 mq con un mutuo ventennale con capitale
residuo da rimborsare di 156mila euro; una cantina di 36mq; un
appartamento a Savona 90 di mq cointestato con il fratello al 50% in uso
gratuito alla madre; un garage a Savona da asse ereditario (quota di
proprietà 12,50%); una cantina di pertinenza dell'appartamento ereditato
(quota di proprietà 12,50%); un appartamento a Limone Piemonte da asse
ereditario di 30 mq (quota 33,33%); un posto auto sempre a Limone
Piemonte di 10 mq da asse ereditario (quota proprietà 33,33%); un
appartamento a Procida di 40 mq cointestao al 50% con il coniuge; un
terreno a Savona da asse ereditario (quota propietà di 1,04% servitù del
condominio); un terreno a Stella da asse ereditario (quota proprietà
12,50%) di 2.500 mq. Peluffo possiede poi una Fiat Multipla
immatricolata nel 2000. Il Sottosegretario dichiara diverse quote di
fondi comuni per un valore di poco più di 5600 euro (nello specifico: EC
AZ INTERNAZ. Carico 2.949,49 - valore attuale 3.106,66; EC AZ:PAESI
EMERGENTI carico 2.199,95 - valore attuale 2.003,45; EC OBBL.EURO NOL
Carico 599,98 - valore attuale 612,03). E altri depositi di circa 50mila
euro tra cui 7.397 euro su un conto corrente bancario, BTP-01MZ20 4,25%
D10 Carico 14.670,24 per un valore attuale di 13.141,10 euro, BTPI
15ST17 2,10% Carico 16.432,00 per un valore attuale di 12.647,97 euro,
ITALY FRN 99/2019 Carico 14.734,23 per un valore attuale di 10.898,26
euro.
Giampaolo D'Andrea - Il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giampaolo D'Andrea
dichiara un compenso lordo annuo di 188.868,91 euro (al lordo della
contribuzione previdenziale e delle ritenute erariale) e un reddito
complessivo 2010 di 245.691 euro (comprensivo del Trattamento
pensionistico Inpdap-Universita). E' quanto emerge dalla dichiarazione
patrimoniale pubblicata online sul sito del governo. Il Sottosegretario è
proprietario di un Alfa Romeo 145 del 1996 e possiede a Potenza in
comproprietà al al 50% un appartamento e relative pertinenze di
complessivi 200mq circa e, sempre in comproprietà al 2,08%, un piano
negozi di mq 250. A Roma dichiara un appartamento in comproprietà al 50%
(gravato da ipoteca a garanzia mutuo in scadenza al 2036) di 147mq.
Quanto ai beni finanziari D'Andrea possiede obbligazioni per un
controvalore di 4.787 euro e Fondi Sicav-flessibili per un controvalore
di 10.028 euro. Dall'1 dicembre 2011 è stata sospesa l`erogazione
dell`assegno da parte del Senato della Repubblica ed è stata richiesta
la sospensione del vitalizio corrisposto dalla Regione Basilicata, pur
non essendo prevista dalle normative vigenti. Il 2 dicembre 2011 è stata
operata la rinuncia al contratto di insegnamento di Storia Economica
presso la Facoltà di Economia dell`Università degli Studi della
Basilicata e al compenso maturato.
Tetto anche per i manager.
Dopo il tetto agli stipendi dei dipendenti pubblici, il governo varerà
entro maggio un decreto per regolamentare le retribuzioni dei manager
delle società partecipate dallo Stato. Spiega Patroni Griffi: "Sulle
società c'è un'altra norma, un altro atto del governo le regolerà, un
decreto che verrà emanato entro il 31 maggio", riferendosi a misure di
trasparenza su stipendi e patrimoni.
Da www.Tiscali.it del 21 Febbraio 2012
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martedì 31 gennaio 2012
Alassio - Convegno degli “amici del Giornale” - Mercoledì 1 Febbraio con Massimiliano Lussana dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", organizzato dai Consiglieri Regionali del P.d.L. Marco Melgrati e Matteo Rosso, con il responsabile sicurezza del P.d.L. regionale Gianni Plinio.
Mercoledì 1 febbraio alle ore 18
presso l'auditorium della Biblioteca Civica Deaglio di Alassio si terrà
il Convegno dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", con la
partecipazione di Massimiliano Lussana, Direttore della redazione
Genovese de "IL GIORNALE", con i consiglieri Regionali Marco Melgrati e
Matteo Rosso, e con il responsabile sicurezza del P.d.L. Regionale .
Gianni Plinio.
Dopo la “benedizione” del Presidente
Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva inviato a Melgrati, Rosso
e Plinio un biglietto di ringraziamento per il convegno tenuto a Genova
al Teatro della Gioventù alla fine di dicembre, teatro mai tanto
gremito dal “popolo” del centro-destra, abbiamo pensato di esportare
questa forma di protesta costruttiva contro buona parte delle iniziative
del Governo Monti, approvate a suon di decreti, anche nelle altre
province Liguri, a cominciare da quella di Savona.
Rivendichiamo
la capacità della politica di governare, e soprattutto la sovranità
popolare della rappresentanza parlamentare applicata al Governo della
Nazione, ad oggi espropriata da un vero e proprio “golpe” dei
professori, delle banche, dei poteri forti extraparlamentari.
E’
possibile che non si possa applicare filtri parlamentari alle decisioni
di questo Governo, che è stato capace solo di chiedere ai cittadini
“lacrime e sangue”, cioè tasse, senza operare la vera rivoluzione nel
settore per esempio bancario e assicurativo?
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento.
Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da
dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i
soldi presi a prestito presso la BCE.
Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
E’
possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictat
di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
E
perché nessuno scende in piazza? Se queste decisioni, impopolari e mai
risolutive, non improntate sicuramente alla ripresa economica, le avesse
prese Berlusconi, ci sarebbe già la guerra civile!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale Gruppo P.d.L.
venerdì 27 gennaio 2012
Italia - Napolitano nel Giorno della Memoria "Stroncare subito rigurgiti antisemiti"
Il premier Mario Monti
Il Capo dello Stato: «Vigilare contro il negazionismo».
Monti
«Attenti alla xenofobia, Europa
unita antidoto all'intolleranza»
Roma
"Una scuola di memoria. Questo impegno rappresenta
il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di
intolleranza a di violenza che per quanto marginali sono da stroncare
sul nascere". Lo afferma Giorgio Napolitano, intervenendo alla cerimonia
del "Giorno della memoria" al Quirinale.
Nel suo discorso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dedicato un sostanzioso passaggio alle parole pronunciate ieri "in una importante intervista" dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Merkel, ha detto il presidente della Repubblica, ha parlato "in termini che condivido e apprezzo, della sua visione dell'Europa come unione politica".
E di Europa ha parlato questa mattina anche Mario Monti. L'unità dell'Europa, quell'Europa immaginata da De Gasperi e dagli altri padri fondatori, è , secondo il presidente del Consiglio, il vero antidoto al fascismo e al nazismo e ad ogni altra forma di autoritarismo antidemocratico.
''Durante l'anno appena trascorso l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni e' stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunita' ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti. Con il nuovo anno -afferma Monti nel suo messaggio per il Giorno della Memoria - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunita' ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalita' nazista che ha generato la tragedia della Shoah''.
''Così come il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia, secondo le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e' stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza civile e sulla credibilita' delle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio offre l'occasione -scrive Monti- per ancor piu' ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo''.
''E' proprio nell'Europa unita che Alcide de Gasperi e i Padri fondatori hanno visto l'unica possibilita' di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l'avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani. Per approfondire questi aspetti la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane hanno organizzato insieme una Tavola Rotonda sul tema: La Shoah e l'identità europea. Non a caso -afferma ancora Monti- molti altri Paesi europei celebrano il 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, che l'Italia onora con le sue massime Istituzioni e con la partecipazione corale della società civile".
Nel suo discorso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dedicato un sostanzioso passaggio alle parole pronunciate ieri "in una importante intervista" dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Merkel, ha detto il presidente della Repubblica, ha parlato "in termini che condivido e apprezzo, della sua visione dell'Europa come unione politica".
E di Europa ha parlato questa mattina anche Mario Monti. L'unità dell'Europa, quell'Europa immaginata da De Gasperi e dagli altri padri fondatori, è , secondo il presidente del Consiglio, il vero antidoto al fascismo e al nazismo e ad ogni altra forma di autoritarismo antidemocratico.
''Durante l'anno appena trascorso l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni e' stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunita' ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti. Con il nuovo anno -afferma Monti nel suo messaggio per il Giorno della Memoria - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunita' ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalita' nazista che ha generato la tragedia della Shoah''.
''Così come il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia, secondo le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e' stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza civile e sulla credibilita' delle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio offre l'occasione -scrive Monti- per ancor piu' ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo''.
''E' proprio nell'Europa unita che Alcide de Gasperi e i Padri fondatori hanno visto l'unica possibilita' di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l'avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani. Per approfondire questi aspetti la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane hanno organizzato insieme una Tavola Rotonda sul tema: La Shoah e l'identità europea. Non a caso -afferma ancora Monti- molti altri Paesi europei celebrano il 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, che l'Italia onora con le sue massime Istituzioni e con la partecipazione corale della società civile".
Da www.laStampa.it del 27 Gennaio 2012
domenica 8 gennaio 2012
Italia - Mario Monti: "Non occorrono altre manovre ma operazioni meno indigeste. Liberalizzazioni per aiutare i giovani"
Il Presidente del Consiglio Mario Monti intervistato da Fabio Fazio
durante la trasmissione televisiva Rai "Che tempo che fa"
La situazione dal punto di vista dei conti pubblici "è tranquilla" quindi non occorrono altre manovre. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervistato a 'Che tempo che fa'. "Spero che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose - ha spiegato - l'abbiamo raggiunta. L'operazione di consolidamento dei conti che il governo ha proposto, il Parlamento votato e gli italiani responsabilmente accettato, è molto grossa anche in base agli standard europei e mette in sicurezza i conti pubblici, conseguendo l'obiettivo che il governo precedente aveva accettato cioè il raggiungimento del bilancio in pareggio nel 2013. Quindi non occorrono altre manovre".
Liberalizzazioni: stop alle corporazioni, agiremo su più fronti - "Stop alle corporazioni e più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani. Lo ha detto Mario Monti sottolineando di sentirsi fiducioso nella riuscita di questo obiettivo anche perché quello da lui presieduto è un "governo strano" esterno a certe geometrie politche. "Quello che occorre e che vedrete succedere nelle prossime settimane - ha sottolineato il premier - sono altre operazioni di politica economica meno indigeste, volte a far crescere di più l'economia. Sono diverse cose: creare più spazi per la concorrenza e il merito in diversi settori"."Si chiamano liberalizzazioni e non ho niente in contrario anche se - ha osservato - può sembrare in parte ideologico. Qui si tratta di ridurre quelle protezioni, i diversi modi in cui ogni categoria in Italia cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è al di fuori. E io credo che, così come nella vita politica degli ultimi mesi abbiamo visto che un certo disarmo bilanciato tra forze politiche che in passato si confrontavano molto aspramente ha consentito di prendere decisioni in modo pacato e condiviso, io credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni di cui viviamo possa consentirci di dare più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani". "E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi. Però la mia fiducia di riuscire a fare questo - ha detto Monti - nasce dal fatto che mentre tradizionalmente una parte politica si prende cura di proteggere una categoria e un'altra parte ne protegge un'altra, un governo strano come quello che ho l'onore di presiedere non fa parte di nessuna di queste geometrie politiche e quindi può permettersi di presentare un disegno al Paese, sperando che sia compreso, e di chiamare un po' tutti a disarmare privilegi che nel breve periodo danno a tutti il senso della sicurezza, ma che nel lungo periodo farebbero affondare la nave Italia".
La ricchezza non va demonizzata ma lotta all'evasione - "Io - ha spiegato Monti - non ho nulla contro la perla delle Dolomiti, ma operazioni come quella di Cortina possono avere un loro significato nell'ambito di una lotta seria contro l'evasione fiscale". "Niente danneggia la qualità della convivenza civile e l'immagine dell'italia all'estero - ha osservato - quanto la percezione che si ha che questo sia un Paese ricco perché la visibilità, per non dire l'esibizione della ricchezza, sia ben nota e d'altra parte con un forte debito pubblico accumulato nel tempo anche a causa dell'evasione". Secondo Monti "bisogna fare due cose che possono sembrare contraddittorie: una è rispettare la ricchezza che è un valore e sbaglia grossolanamente chi ci dice che facendo queste operazioni di contrasto noi rendiamo la ricchezza un demonio. Al contrario la ricchezza è un valore che deve entrare di più nella società, ma a condizione che sia il risultato di un merito e di un talento in condizioni di concorrenza e non una rendita che si forma sulle spalle di altri e che quando si è formata paghi doverosamente i tributi. Vorrei che gli italiani fossero orgogliosi di essere ricchi e che restituissero alla comunità una parte di quello che hanno ricevuto. Al tempo stesso serve una lotta senza quartiere all'evasione"..
Lavoro, articolo 18? Niente è tabù - Affronteremo il mercato del lavoro senza "nessun dogma né intenzione di dividere i sindacati, ma per cercare una condivisione". Parlando della riforma del Lavoro e dell'articolo 18 Monti aggiunge: "Queste materie sono dominate dal diritto del lavoro e da certi simboli, ora però siamo in una fase in cui c'é un disperato bisogno non di simboli, ma di lavoro non precario. Sarà l'impostazione, con l'accordo dei sindacati, a vedere non solo le enunciazioni di principio, ma gli effetti economici sulla competitività e doi veri e durevoli posti di lavoro. Il nostro governo ha un atteggiamento mentale è un'agenda specifica. L'atteggiamento mentale è quello di considerare che niente debba essere considerato un tabù tra le forze civili come il sindacato, il mondo produttivo e il governo pensando al futuro del Paese. In questo senso il mio ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva citato l'articolo 18".
La Rai? Vedrete fra qualche settimana - La Rai "non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività", "ha bisogno di ulteriori passi in avanti", "mi dia ancora qualche settimana".
Riforma elettorale: non decide il governo - "E' un tema che spetta alla politica. La nostra agenda è piena. Più i partiti trovano il modo di dialogare su argomenti squisitamente politici, più il ritrovato clima si riverberà positivamente sul governo".
Provo pena per i politici - Io sento un po' di pena per i politici che sono così trattati male dall'opinione pubblica. Si è creato un tale divario tra classe politica e opinione pubblica - ha aggiunto - che la mia ambizione in questo breve periodo è certamente portare l'Italia fuori dall'emergenza economica, ma anche favorire in questo periodo intercapedine una riconciliazione tra la classe politica e l'opinione pubblica. E noi opinione pubblica, perché io mi metto dalla parte del cittadino non avendo mai fatto politica, dobbiamo riflettere e dire dentro di noi 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io singolo cittadino o gruppo sto facendo il mio dovere?'parte dell'opinione pubblica, dobbiamo riflettere e dire: 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io cittadino sto facendo il mio dovere per fare crescere l'Italia?".
Il mio è un governo strano - Governo pre-politico o politico? "Non lo so e non me lo chiedo. E' un governo strano: le cose si fanno". "E' un governo che di fronte ad un Parlamento così responsabile è riuscito a fare cose" importanti "non per merito nostro, come cambiare il sistema pensionistico".
Rientro dei capitali: accordi da valutare - Un accordo con la Svizzera sui capitali italiani espatriati? "Stiamo guardando a questo argomento" ma "Germania e Gran Bretagna hanno fatto qualcosa che l'Ue non ha gradito: accordi bilaterali". "In Italia l'hanno chiesto alcuni che dicono: 'mai piu' condonì - prosegue il premier - Il mio governo ha detto 'mai piu' condonì ed è stato criticato da chi dice mai più condoni. Sono stato il primo quando ero Commissario europeo nel 1999" ad intervenire sull'argomento. "A nome della Commissione europea sono andato a Berna per avviare il primo duro negoziato con la Svizzera perché accettasse di applicare alcuni principi sulla direttiva della tassazione del risparmio e sono stati fatti passi avanti", spiega il capo del governo. "Se vogliamo gli accordi di Germania e Gran Bretagna sono il risultato ultimo di questo accordo. La pressione sulla Svizzera viene esercitata. La Svizzera non è l'unico Paese al mondo che ha un occhio di riguardo, magari chiuso, sui capitali esteri ma in questi anni la politica nei confronti di questi paradisi fiscali è cambiata. E la Svizzera si è comportata di conseguenza. Non è più come prima
Alla Merkel dirò: Italia responsabile - Nell'incontro di Berlino "mostrerò alla signora Merkel che in realtà anche la Germania trae benefici dall'integrazione europea, dal mercato comune e dall'euro. E' interesse della Germania, come di tutti che altri che, via via che singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, è giusto e doveroso che le decisioni che collettivamente prendiamo in Europa siano tali da dissipare qualsiasi dubbio sulla solidità dell'euro". "La Germania - spiega Monti - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall' euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro"
Rischio default? Le nostre banche sono solide - "Il sistema bancario italiano è tra quelli più stabili sulla comparazione internazionale". Lo ha detto Mario Monti rispondendo a una domanda sul rischio default delle banche. Poi, riferendosi al caso Unicredit ha spiegato che "qualche banca sta sperimentando una spiacevoli diminuzione" ma "questo è molto connesso ad un aumento di capitale".
Aperti sulla Tobin tax - Rispetto alla posizione del governo Berlusconi, sulla Tobin Tax "io ho segnalato una apertura del governo italiano", siamo "disposti a lavorare" a livello Ue, ma "e in questo differisco da Sarkozy, mai e poi mai la applicherei solo all'Italia".
Il premier difende la Lagarde - La signora Lagarde è una brillante francese che ha lavorato in ambienti anglosassoni dove ha acquisto il comune senso dell' understatement: forse intendeva dire che è certa che non c'é preoccupazione" per la tenuta dell'euro. Il premier Mario Monti risponde così al conduttore Fabio Fazio che si mostra preoccupato sulle sorti dell'euro dopo che il direttore generale dell'Fmi ha detto di ritenere "improbabile che l'euro sparisca nel 2012". "Preferiva che dicesse probabile?", scherza il premier.
Ricandidarmi? Ci sono altri valori nella vita - "Io ricandidarmi? Sono molto orgoglioso dei miei ministri e già il fatto di essere chiamato a dare un contributo in questa fase mi sconvolge, vedo anche altri valori nella vita...".
Il premier Mario Monti risponde così alla domanda di Fabio Fazio se intenda 'ricandidarsi' al termine dell'esperienza dell'attuale governo tecnico
.
lunedì 26 dicembre 2011
Italia - Torna Berlusconi: «Io resto sempre in pista, anche per il futuro»
Al telefono con la Comunità Incontro di Pierino Gelmini
«Bisogna subito cambiare l'architettura istituzionale»
E attacca la manovra di Monti: «È recessiva»
AMELIA (TERNI) - «Davvero abbiamo bisogno di un grande
cambiamento, una grande riforma dell'architettura istituzionale per
potere rendere governabile il nostro Paese»: lo ha detto Silvio
Berlusconi, intervenendo telefonicamente lunedì pomeriggio alla Comunità
Incontro di Pierino Gelmini, l'ex sacerdote fondatore della Comunità. «Se riusciremo a farlo in questo tempo che ci divide dalla
fine della legislatura - ha aggiunto - potremo veramente dire che
abbiamo fatto qualcosa di grande e di importante».
Berlusconi passeggia in centro a Milano (Fotogramma)
IL FUTURO - Silvio Berlusconi assicura i suoi sostenitori che non
abbandonerà la scena politica, anzi: «Sono sempre impegnato per la
nostra forza di libertà, resto sempre in pista anche per il futuro»,
dice l'ex premier in un collegamento telefonico con la comunità di
Gelmini.
Ha parlato di un Pdl in ottima forma l'ex presidente del
Consiglio. Presenti, fra gli altri, Maurizio Gasparri e Carlo
Giovanardi. «Voglio ricordare a noi stessi - ha detto Berlusconi - che
siamo sempre il partito di maggioranza in parlamento e che i sondaggi ci
danno in forte anzi fortissima ricrescita perché gli italiani sono
preoccupati».
LA MANOVRA - Berlusconi attacca poi duramente la manovra varata
dal governo Monti e votata anche dal Pdl in Parlamento: rischia di
portare in recessione l'economia, dice l'ex premier .
«Fino all'estate
scorsa - rivendica Berlusconi - abbiamo sempre tenuto i conti in ordine
tagliando le spese invece di aumentare le imposte. Ora però con le nuove
tasse si finirà per comprimere i consumi e portare in recessione
l'economia».
Una situazione che fa sì che gli «italiani siano sempre più
preoccupati».
Berlusconi poi tiene a «ricordare prima di tutto a noi
stessi che siamo sempre il partito di maggioranza in Parlamento e anzi i
sondaggi ci danno in fortissima ripresa» proprio perché «gli italiani
sono sempre più preoccupati».
Detto questo, il leader del Pdl assicura
che «restiamo vigili per fare il bene del nostro Paese» anche se la
soluzione alla crisi «deve venire dall'Europa perchè è l'Europa che deve
cambiare».
Redazione Online
Da www.Corriere.it del 26 Dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
Italia - Monti ecco il decreto salva-Italia. Il mondo ci osserva. Il Ministro Fornero si commuove durante l'incontro pubblico, pensando ai pesanti sacrifici che attendono la gente comune
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