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domenica 5 dicembre 2021

Italia - Alberto Zangrillo disintegra Mario Monti: "In guerra solo con gli idioti", che lezione al Loden

A tutto campo, Alberto Zangrillo, il primario del San Raffaele di Milano e medico personale di Silvio Berlusconi, definizione che, spiega, non gli dà fastidio "a meno che non venga detto in modo riduttivo per strumentalizzare". Zangrillo, neo-presidente del Genoa americano, si confida in una lunga intervista a Il Giorno. E parla di tutto: ovviamente di Covid, di variante Omicron, di calcio, del Cavaliere ovviamente.

sabato 13 febbraio 2021

giovedì 4 febbraio 2021

mercoledì 6 gennaio 2021

Italia - Roma: "Conte leader del centrosinistra? Farebbe la fine di Monti"

Se il premier lascia Palazzo Chigi, il progetto zingarettiano di creare un Ulivo 2.0 guidato da Giuseppe Conte muore definitivamente. Se l'avvocato del popolo 'scende in campo', rischia di fare la fine di Mario Monti

domenica 26 febbraio 2012

Alassio - Il Giornale e i «pierini» azzurri danno la parola ai cittadini



Un folto pubblico ha preso parte a «La parola ai cittadini», convegno organizzato dal consigliere regionale Marco Melgrati in collaborazione con Matteo Rosso, Gianni Plinio e Massimiliano Lussana, venerdì pomeriggio nella biblioteca «Deaglio» di Alassio

Dopo il successo riscosso dall'analoga iniziativa tenutasi a Genova lo scorso dicembre, un auditorium gremito ha accolto i relatori, a conferma della grande preoccupazione provata dalla gente nei riguardi dell'operato del Governo Monti. 
Primo a intervenire è stato il padrone di casa Marco Melgrati, già sindaco di Alassio, che ha esordito con una analisi fortemente critica, senza pietà, delle scelte del governo tecnico, dall'aumento indiscriminato delle tasse alla introduzione dell'Imu, manovre «che non contemperano lo sviluppo, ma solo un ulteriore innalzamento della pressione fiscale in un momento di recessione». Alla prima offensiva del granatiere Melgrati, che senza timore ha definito «un golpe delle banche e di alcuni poteri forti» l'ascesa al potere di Monti, è seguita l'opinione degli altri tre partecipanti, più pacata nei toni, ma non nei contenuti
Con grande partecipazione dei presenti, in un continuo e garbato dialogo tra platea e pubblico, il consigliere regionale del Pdl Rosso, il veterano di mille battaglie Plinio e il direttore de «il Giornale» di Genova Lussana hanno sottolineato le carenze di un esecutivo non eletto dal popolo, ma agevolato dall'insolita asse Napolitano-Merkel, e al tempo stesso non hanno risparmiato di fare emergere le infinite contraddizioni dei diversi partiti: le difficoltà del Pd (e della Cgil) di fronte all'articolo 18, la politica dei due forni dell'Udc, le ambiguità di Fli, senza dimenticare lo stesso Pdl, alle prese con la difficile fase di riorganizzazione interna, che ufficialmente appoggia il governo, ma che ha nostalgia di Silvio Berlusconi e non nasconde una certa inquietudine di fondo. E la base, i cittadini, gli elettori - «quelli che alla fine, con il loro voto, decidono le cose, a prescindere dai congressi e dalle campagne tesseramenti», come ha notato Lussana - erano quelli presenti al convegno, carichi di malcontento, anche rabbia. Tra loro c'era anche Pietro Martino, anziano signore della frazione di Moglio: gli hanno cancellato la corsa dell'autobus a quell'ora, ma ha voluto esserci comunque, ad ogni costo. Per far sentire la propria voce, per dire anche lui basta ad un governo che nessuno ha votato
Da www.ilGiornale.it  del 26 Febbraio 2012

sabato 25 febbraio 2012

Alassio - Convegno sul tema “ LA PAROLA AI CITTADINI " di Venerdì 24 febbraio 2012: intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati

 

Da sinistra: Massimiliano Lussana direttore de Il Giornale redazione ligure, 
Marco Melgrati consigliere regionale, Gianni Plinio responsabile Sicurezza del PdL, 
Matteo Rosso consigliere regionale


Si è svolto ieri pomeriggio ad Alassio presso la Biblioteca Civica Renzo Deaglio il convegno organizzato dal Consigliere regionale Marco Melgrati in collaborazione con Matteo Rosso, Gianni Plinio e Massimiliano Lussana. 
“Sono molto soddisfatto – dichiara Melgrati – non mi aspettavo una così grande affluenza di pubblico
Non solo alassini, ma tanti cittadini della Val Bormida e del Savonese hanno partecipato all’incontro, segno che le tematiche trattate, ovvero le ricadute delle manovre del Governo Monti sui cittadini, stanno davvero a cuore a molti. 
Tanti gli argomenti affrontati in un dialogo continuo con la platea che ha partecipato più che attivamente. Insieme al mio collega Consigliere Matteo Rosso, al responsabile Sicurezza Pdl Gianni Plinio e al Dott. Massimiliano Lussana, direttore del Giornale, edizione della Liguria, stiamo già lavorando per organizzare un altro convegno analogo nello spezzino. 
La parola ai cittadini, vogliamo sentire che cosa ne pensano e vogliamo anche manifestare loro la nostra vicinanza in questo momento molto delicato della vita politica, economica e sociale del Paese.
Si allega il testo dell’intervento.

Intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Convegno ad Alassio sul tema “LA PAROLA AI CITTADINI di Venerdì 24 febbraio 2012.
Questo convegno è stato promosso da noi, Marco Melgrati, Matteo Rosso e Gianni Plinio, con la collaborazione degli Amici de “Il Giornale” e del Direttore della Redazione Genovese de “Il Giornale” il dott. Massimiliano Lussana, dopo il successo avuto nell’analoga iniziativa a Genova presso il teatro della Gioventù, con più di 400 partecipanti; abbiamo derciso di esportare questa iniziativa nelle altre tre province liguri, Savona, La spezia e Imperia, cominciando con Alassio.
La nostra è una voce fuori del coro, critica, pur rimanendo all’interno del P.d.L., che rivendica un maggior controllo dei partiti sulle decisioni di questo governo tecnico. Ma proprio per questo vogliamo confrontarci con la Gente, e ascoltare le Loro idee.
Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”, una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce, forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella.
Bersani oggi è orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola “dimissioni”, come sono orfani gli “agenti all’Avana” della sinistra, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Nei giorni scorsi questo Governo parla di portare l’Iva al 23 per cento e si tace, Ma se lo avesse fatto Berlusconi? Dove saremmo oggi?  Dove sarebbe la Sinistra? Sarebbero tutti  in piazza a manifestare, con sindacati, pensionati della Cgil, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi, invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50% già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con la connivenza e l’appoggio incondizionato della Sinistra. E come risponderanno gli elettori del P.d. alla cancellazione dell’art.18, dopo che solo ieri il ministro Fornero ha dichiarato: “con o senza i partiti andremo avanti lo stesso? Qualcosa sta cambiando, il governo ieri è stato battuto due volte su due provvedimenti…
Con Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è sempre alto, le Borse sono in picchiata, c’è stata una ripresina, ma di solito facciamo dei bagni di sangue con le Borse, bruciamo milioni e milioni di finanza virtuale, che poi si riflette però nelle borse di chi ha investito.  E allora? Il PD appoggia questo Governo. Voi mi direte: anche il PDL.
Avete ragione. Premesso che da parte mia, e non solo da parte mia, perché abbiamo promosso, insieme al mio amico Rosso e all’amico Gianni Plinio, con il Direttore del Giornale della edizione di Genova, Massimiliano Lussana, un convegno che dava voce a quello che è il comune sentire della gente, e oggi lo ripetiamo qui ad Alassio, e andremo anche in Provincia di Imperia e di La Spezia, perchè la gente è incazzata per queste manovre, che non contemperano lo sviluppo, ma solo aumento delle tasse, in un momento di recessione acclarata!!!
Dicevo che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un partito che ha dato delle direttive, non ho portato il cervello all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche e di altri poteri forti.
Questo non l’ho detto solo io, lo dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura di dirlo.
 

Partecipazione numerosa di cittadini a seguire l'incontro che si è tenuto nell'Auditorium "Badassarre" della Biblioteca civica R. Deaglio 
 
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione.
Personalmente sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in tarda primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
La reintroduzione indiscriminata dell’Imu…gli hanno cambiato nome, e hanno peggiorato una tassa, l’Ici, che Berlusconi, a prezzo di sofferenze, soprattutto delle finanze dei Comuni, aveva eliminato, per venire incontro alle famiglie.
E c’è anche la rivalutazione indiscriminata del 60% delle rendite catastali…e pazienza per quelle case che non hanno mai subito variazioni, e magari sono fronte mare…ma quelli che hanno modificato con il nuovo accatastamento le rendite catastali, aggiornandole, perché hanno fatto dei lavori, ristrutturato, modificato, frazionato, negli ultimi anni, a cui il catasto ha già fatto una ulteriore rivalutazione?
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo e dell’economia per la ripresa, perché qui non si è ancora visto niente, e allora si può andare alle elezioni e ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i cittadini danno alla politica per fare quello che devono fare, cioè le leggi, cioè la manovra, cioè governare questo Paese. 
Noi chiediamo coerenza politica, coerenza politica che il Centro-sinistra non ha e non può avere, Centro-sinistra che sarà danneggiati nelle scelte e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono Cassandra, è una mia previsione: voi di sinistra che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva. 
Mario Monti… governo Tecnico con l’appoggio del P.d.L., dei comunisti del P.d., dei moderati dell’U.d.c., quelli che a secondo delle loro convenienze usano la politica dei 2 forni, in Liguria quella dei 2 posti, uno per Monteleone e uno per l’assessore, e degli infami del F.l.i, quelli che hanno girato le spalle a Silvio Berlusconi;
la gente non capisce…io stesso faccio fatica a comprendere…Si parla dopo le amministrative di un nuovo soggetto politico, di riferimento al Partito Popolare Europeo, la nuova casa dei moderati…ma ci possiamo fidare ad accogliere Fini e i suoi voltagabbana????
O gli uomini di Lombardo, che pur di fare gli affari suoi ha stretto in Sicilia alleanza con il P.D., dopo essere stato eletto in Regione con il centrodestra???
Oggi lo spread è come prima, o quasi, la situazione economica è peggiorata; immaginate se un ministro del Governo Berlusconi avesse solo accennato alla eliminazione dell’art. 18…cosa sarebbe successo? Le sinistre avrebbero portato in piazza milioni di italiani…e invece ora niente…
Io personalmente spero che almeno questo governo riesca a portare a casa tre cose, che Berlusconi ha proposto e non è riuscito, a volte per l’opposizione della Lega, a volte per la mancanza dei numeri, con la posizione di distinguo e poi il tradimento di Fini: modifica dell’Art.18, esteso ai dipendenti pubblici (oggi solo il 50% dei lavoratori è protetto dall’art. 18…e l’altro 50% chi sono, cittadini di serie B??? … riduzione del numero dei parlamentari … nuova legge elettorale, possibilmente con le preferenze…il popolo deve scegliere gli eletti, basta nominati!!!
Monti, quello che dice che i giovani si devono abituare a non avere un posto fisso, che anzi è monotono, il posto fisso
ma un lavoro fisso contro la precarietà, questo sì…può essere un diritto! ma chi lo ha votato Monti???
Ma che gli frega a Monti della di chi non ha un posto fisso, della povera gente, Lui che guadagna un milione e mezzo di euro l’anno????
Questo governo che è un esproprio della democrazia, una delega in bianco ai poteri forti, ai professori, alle banche.
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento. Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i soldi presi a prestito presso la BCE. Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
Le stesse banche che con i derivati spazzatura ci hanno trascinato in questa situazione di crisi economica, le stesse che hanno ricevuto dall’Europa 500 miliardi di euro per ridistribuire alle piccole aziende e agli artigiani…provate ad andare a chiedere un mutuo…lo sapete quali sono i parametri di Basilea 3?
E che dire delle presunte liberalizzazioni, dell’esproprio delle licenze ai taxisti, dell’obbligo di servirsi di carrozzerie “gradite” alle compagnie di assicurazioni, senza un cenno alle tariffe assicurative, vero cancro sociale? E il proliferare delle farmacie? E lo smantellamento degli ordini professionali? E della tracciabilità dei contanti sopra i mille euro? Siamo sicuri che siano ricette valide per il rilancio dell’economia?
E’ possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictac di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
Mario Monti, che nessuno di noi, nessuno di Voi, ma nemmeno degli “altri”, ha mai votato!!!


Marco Melgrati  - Consigliere Regionale P.d.L.

martedì 21 febbraio 2012

Italia - Governo e trasparenza, su Internet i redditi dei ministri: resi pubblici stipendi, beni e azioni

 




I ministri del Governo con il premier Mario Monti (Ansa)
 
 
 
Da oggi gli introiti dei ministri e dei sottosegretari compariranno su Internet in ossequio ai criteri di trasparenza annunciati dal premier Monti. La decisione è stata resa nota dal ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione Filippo Patroni Griffi che in aggiunta ha chiesto alle amministrazioni “di divulgare con tempestività informazioni precise circa i trattamenti economici corrisposti a dipendenti e collaboratori che superano il limite del trattamento spettante al Primo Presidente della Corte di cassazione, pari ad euro 304.951,95 per l'anno 2011". Vediamo allora i dati resi pubblici.
Il ministro dell'Interno Cancellieri, 68 anni, dichiara un compenso annuo lordo pari a 183.084,35 euro. Tra i beni immobili, figurano due appartamenti di proprietà a Milano e l'abitazione principale a Roma. Il ministro dichiara la proprietà tre box, due a Milano e uno a Roma. Un fabbricato (negozio) in comproprietà (al 50%), un magazzino (2,5%) sempre a Milano e un fabbricato (appartamento) in comproprietà (50%) a Palazzolo Acreide (Sr) e fabbricati in comproprietà (20%) per attività agricola.
Corrado Passera (Sviluppo Economico) -  Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. E' quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes. Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais.
Paola Severino (Giustizia) - Il ministro della giustizia Paola Severino ha totalizzato nel 2011 (redditi riferiti al 2010) un imponibile netto di 7.005.649,00 di euro ed ha versato tasse, contributi ed imposte per 4.017.761,00 di euro. Il compenso annuo lordo per l'attività ministeriale sarà pari a 195.225,20 euro. Il ministro risulta proprietario di due appartamenti a Roma e di uno a Cortina d'Ampezzo (gravato di mutuo); possiede due autovetture e una imbarcazione (in leasing); ha in portafoglio 4.576 azioni Generali e 500 azioni Gbm; e obbligazioni (compresi Btp) per un valore nominale di oltre quattro milioni di euro. Noto avvocato, il ministro Severino è anche professore ordinario alla Luiss di Roma, ma ora non riceve compensi essendo in aspettativa.
Giampaolo Di Paola (Difesa). Il ministro della Difesa Giampaolo di Paola per il suo incarico percepirà 199 mila euro lordi nel 2012 (25 mila nel 2011). Nel 2011 ha ricevuto inoltre 314 mila euro di pensione provvisoria e 29 mila per servizio all'estero. Di Paola risulta proprietario al 50% di una casa a Livorno di 130 mq. Ha due auto, una Mercedes Classe B e una Volkswagen Polo CV. Ed è titolare di azioni Enel, Finmeccanica, Deutesche Telekom. E di Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza assicurativa Generali di 85.000 euro e obbligazioni per 655.000 euro. Per quanto riguarda le azioni, il ministro ne possiede 398 di Enel, 68 di Finmeccanica e 14 di Deutesche Telekom. Possiede inoltre alcune quote di fondi comuni di investimento: 1.468 di Pioneer Paesi Emergenti, pari a 15mila euro, e 5.877 di Pioneer SSF Euro, pari a 30mila euro.
Francesco Profumo (Istruzione) - E' di 199.778 euro lo stipendio lordo che percepirà nel 2012 il ministro Francesco Profumo. In calo rispetto al reddito lordo dichiarato per il 2010, prima di ricevere l'incarico di governo: 227.512 euro. Il ministro dell'Istruzione ha la proprietà di una casa a Savona, mentre possiede al 50% altri due appartamenti, uno a Torino, l'altro a Salina (Messina). Nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero compaiono inoltre tre garage in comproprietà al 50% a Torino e un appartamento e un garage in comproprietà al 25% ad Albissola Mare (Savona). Profumo dichiara inoltre 894 azioni di Intesa San Paolo, 1.210 azioni di Monte dei Paschi di Siena e 5.199 di Unicredit, 250 azioni De Longhi e 262 Enel, 3.630 azioni di Telecom Italia, 137 di Finmeccanica, 250 di Delclima spa. Il ministro ha anche una quota nel fondo comune di investimento Pioneer euro governativo breve termine. E la gestione di un portafoglio di investimento Pioneer Investment Management SGRpA, del valore di 42.070,38 euro.
Filippo Patroni Griffi (Funzione Pubblica) - Per il 2010 il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro. E' quanto si legge nella dichiarazione dei redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito. Nel 2012 il reddito con l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso annuo lordo sarà di 205.915 euro. Il ministro, secondo quanto si legge sulla posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha una nuda proprietà condivisa.
Giulio Terzi di Sant'Agata (Esteri) - Il ministro Giulio Terzi di Santagata percepirà nel 2012 uno stipendio di 203.653,44 euro. Nel 2010 il suo reddito è stato di 123.643 euro, cui si deve aggiungere un'indennità non reddituale di 214.939,41 euro, percepita per il servizio all'estero come Ambasciatore d'Italia a Washington. Attualmente Terzi non riveste altri incarichi oltre a quello di ministro e non riceve altri compensi. Non ha nessun investimento in strumenti finanziari. Ma ha cinque immobili, tra proprietà e comproprietà. E' titolare al 100% di circa 30 mila mq di terreni agricoli a Curno (Bergamo) e Brembate (Bergamo). Inoltre ha la proprietà di una villa con pertinenze e annesso giardino a Brembate di Sopra (Bergamo) e un garage a Bergamo. Sono invece in comproprietà, rispettivamente al 75% e al 50%, i due appartamento del ministro a Roma e a New York.
Mario Catania (Politiche agricole) -  Il reddito 2010 (dichiarazione 2011) del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, ammonta a 213.700 euro, interamente ascrivibili alla retribuzione da lavoro dipendente presso il dicastero. E' quanto rileva la pubblicazione della dichiarazione dei redditi pubblicata online. La retribuzione annua lorda del 2011, precedente alla nomina quale ministro, è pari a 280.600 euro. Per effetto della nomina la retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46 euro. Catania, si legge, è proprietario dell'appartamento in cui vive a Roma (circa 120 mq) ed è proprietario inoltre del 50% di una abitazione monofamiliare nel comune di Manciano (GR) di circa 120 metri quadrati. Possiede una Volkswagen Golf 1600 cc. del 2004. Non possiede barche né aeromobili. Non possiede, inoltre, quote e azioni societarie, quote di fondi comuni, attività patrimoniali di cui sono titolari terzi, patrimoni destinati a uno specifico affare, obbligazioni, gestioni patrimoniali, gestioni di portafogli di investimento. I risparmi sono investiti in titoli di Stato (450.000 euro).
Piero Gnudi (Turismo e sport) - Reddito 2010 milionario anche per l'attuale ministro del Turismo e dello Sport, Piero Gnudi, che nella dichiarazione dello scorso anno ammontava a circa 1,7 milioni di imponibile, con imposte per oltre 700mila euro. Come ministro Gnudi ha dichiarato tra indennità e stipendio circa 199mila euro lordi (53.238,51 euro di stipendio, 11.309,22 euro di indennità integrativa speciale, 135.230,52 euro di indennità per i ministri non parlamentari). L'ex presidente dell'Enel possiede due auto (una Fiat Stilo del 2003 e un'Audi A3 del 2008) e un gozzo Aprea Mare 10 del 2005 in leasing. Ricco il portafoglio azionario, tra cui: 342mila titoli Intesa Sanpaolo, 207mila titoli Unicredit, di cui è stato consigliere, 337mila azioni Telecom risparmio, 152mila titoli Enel, 100mila di Enel Greenpower e 14mila di Eni. Gnudi inoltre possiede Ctz per 1,22 milioni.
Andrea Riccardi (Cooperazione) - Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi percepirà nel 2012 per il suo incarico 199.778,25 euro. Dal marzo 2011 riceve inoltre una pensione da professore universitario di 81.154,58 euro. Per un totale di circa 280 mila euro. Nel 2010 Riccardi dichiarava invece un reddito lordo di 120.309 euro. Il ministro possiede un appartamento e un terreno a Trevi (Pg) e la nuda proprietà di un appartamento a Roma, in usufrutto alla madre. E due depositi titoli presso Unicredit e Monte dei Paschi di Siena.
Corrado Clini (Ambiente) - Nel 2011 il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato redditi per 173.383 euro come compenso annuo lordo percepito nel 2010 per la qualifica di direttore generale del Ministero, per la quale ora è collocato in aspettativa senza assegni. Il trattamento economico come ministro per il 2012 ammonta invece a 199.778,25 euro. Tra i beni immobili, Clini possiede il 50% di un fabbricato a Mirano, in provincia di Venezia. Tra i beni mobili risulta una Fiat 500 immatricolata nel 2010.
Pietro Giarda (Rapporti con il Parlamento) - "Il reddito 2012 dipenderà dalla durata del governo". Questa la nota sulla dichiarazione patrimoniale di Pietro Giarda. Il ministro per i rapporti con il Parlamento percepisce un compenso mensile lordo di 16.234 euro. Mentre nel 2010 dichiarava redditi per 262.288 euro. Giarda risulta proprietario di 10 immobili, tra cui quattro baite (il ministro allega foto) un pascolo e un terreno sulle Alpi, ad Alagna Valsesia. Auto: una Seat Ibiza del 2002. E inoltre 501.411 euro di attività finanziarie.
Renato Balduzzi (Salute) - Il ministro della Salute Renato Balduzzi guadagnerà quest'anno 199.778 euro, contro i 143.750 dichiarati nel 2010. Lo rende noto nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero. Balduzzi dichiara 11 immobili, in proprietà e comproprietà, ad Alessandria, Molino dé Torti (Al), Avise (Ao) e Bordighera (Im): tra gli altri anche una cantina. Tre le auto del ministro, tutte del 2006: una Subaru B9 Tribeca, una Fiat Multipla e una Fiat Panda. Numerose le azioni possedute.
Il sottosegretario Catricalà - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà nel 2010 ha percepito e dichiarato un reddito di 740mila euro lordi. Lo ha reso noto nella documentazione patrimoniale pubblicata nella sua pagina web sul sito del governo. Mentre "per l'anno in corso il reddito che prevedo di percepire ammonta a circa 200mila euro lordi", ha precisato Catricalà, con dichiarazione integrativa datata 14 febbraio 2012. La documentazione online pubblicata dal Sottosegretario alla Presidenza contiene una dichiarazione all'Antitrust, la dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale trasmessa al Senato e una dichiarazione integrativa in cui Catricalà oltre al reddito dichiarato nel 2010 e a quello che prevede di percepire nel 2012, ha dichiarato di non possedere azioni, obbligazioni o altri titoli, "neanche fiduciariamente intestati a terzi, con esclusione di Bot per un valore di 20mila euro". E di "avere un mutuo ventennale per acquisto casa di 1500 euro al mese". Nessun accenno al reddito del 2011. Dalla dichiarazione sul patrimonio fatta poi al Parlamento Catricalà risulta comproprietario al 50% di quattro fabbricati a Roma - una è l'abitazione principale - di uno a Castiglione della Pescaia (Grosseto) e del 25% di un fabbricato a Catanzaro dove possiede anche il 3,10% di due terreni aventi ciascuno un reddito dominicale di 8 euro e agrario di 5 euro. Il Sottosegretario possiede anche una Mercedes Ml del 2001 e un motoscafo Sessa Key largo '28 del 2008. Catricalà si è sospeso dalla Consulta per l'emissione delle carte valori postali e la filatelia, dall'incarico di professore a contratto alla Luiss e alla Scuola superiore di amministrazione pubblica. Oltre a essere collocato fuori ruolo da presidente di sezione del Consiglio di Stato.
Vittorio Grilli - Il viceministro all'Economia Vittorio Grilli riceve un compenso annuo per il suo incarico di 197.709,85 euro. Lo si apprende dalle dichiarazioni patrimoniale pubblicata sul sito del ministero, nella quale non compaiono i redditi percepiti negli anni scorsi. Grilli è proprietario unico a Roma di un appartamento di 310 metri quadrati, con cantina e due posti auto, su cui pende un mutuo venticinquennale. Tre le auto: una Rover 200 KW del 2009, una Jaguar 221,08 KW del 1994 e una Volkswagen 41 KW del 1975. Il viceministro possiede inoltre una imbarcazione da diporto di 9,6 metri, immatricolata nel 2004. Grilli è infine titolare di una polizza di assicurazione Intesa Vita, del valore attuale di 134.000 euro. Non detiene invece quote né azioni societarie.
Il sottosegretario all'Interno, con delega alla pubblica sicurezza, Carlo De Stefano, dichiara un compenso annuo lordo pari a 172.175,00 euro. Tra i beni immobili, la comproprietà (50%) di un fabbricato di 160 mq con box; la comproprietà (50%) di un fabbricato di 90mq, con posto auto; di un fabbricato (50%) di 65 mq, tutti a Roma e della comproprietà di un terreno di 900 mq a Diamante (cs). Due le auto in uso: una Audi A5 e una Honda C (altre due autovettura sono in uso al coniuge e alla figlia del sottosegretario).
Saverio Ruperto - E' più o meno dello stesso importo il compenso lordo dichiarato dagli altri due sottosegretari del Viminale. E di 175,175,01 euro, infatti, quello indicato dal prof. Saverio Ruperto, che ha sospeso il trattamento economico dim professore ordinario alla Universita La Sapienza dopo aver assunto l'incarico al ministero. Ruperto dichiara inoltre la proprietà di ua abitazione (principale), di un fabbricato (in locazione all'usufruttario) e di un negozio a Roma. E' cointestatario (al 50%) di quote di fondi comuni di investimento Pioneer Cim Eu Fix (per circa 20.572,32 euri) e Pf Obligaz. Per un controvalore attuale di 76.325,22 euro. Tra le cariche attualmente ricoperte Ruperto indica quella di membro del comitato di sorveglianza (ex art.45 d.lgs. 270/99) delle seguenti procedure: Gda spa in A.S.; ITEA spa in A.S; Cirio Del Monte spa in A.S.
Il sottosegretario Ferrara dichiara un compenso lordo pari a 172.175,01 euro. E' proprietario di un fabbricato di 90 mq a Terracina e di una Mercedes B del 2008.
Paolo Peluffo (Sottosegretario presidenza Consiglio) - Nel 2011 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Peluffo ha percepito dalla Corte dei Conti (di cui nel 2006 è stato nominato consigliere) 130.846,49 euro mentre in qualità di consulente del presidente del Consiglio per le celebrazioni dei 150 anni 79.555,55 euro. E' quanto emerge nella dichiarazione online pubblicata sul sito del governo da parte di Peluffo. In qualità di Sottosegretario, inoltre, Peluffo dichiara di percepire 53.639,39 di euro a cui somma ancora il compenso della Corte dei Conti di 130mila euro. Il Sottosegretario con delega all'Editoria possiede un appartamento a Roma di 180 mq con un mutuo ventennale con capitale residuo da rimborsare di 156mila euro; una cantina di 36mq; un appartamento a Savona 90 di mq cointestato con il fratello al 50% in uso gratuito alla madre; un garage a Savona da asse ereditario (quota di proprietà 12,50%); una cantina di pertinenza dell'appartamento ereditato (quota di proprietà 12,50%); un appartamento a Limone Piemonte da asse ereditario di 30 mq (quota 33,33%); un posto auto sempre a Limone Piemonte di 10 mq da asse ereditario (quota proprietà 33,33%); un appartamento a Procida di 40 mq cointestao al 50% con il coniuge; un terreno a Savona da asse ereditario (quota propietà di 1,04% servitù del condominio); un terreno a Stella da asse ereditario (quota proprietà 12,50%) di 2.500 mq. Peluffo possiede poi una Fiat Multipla immatricolata nel 2000. Il Sottosegretario dichiara diverse quote di fondi comuni per un valore di poco più di 5600 euro (nello specifico: EC AZ INTERNAZ. Carico 2.949,49 - valore attuale 3.106,66; EC AZ:PAESI EMERGENTI carico 2.199,95 - valore attuale 2.003,45; EC OBBL.EURO NOL Carico 599,98 - valore attuale 612,03). E altri depositi di circa 50mila euro tra cui 7.397 euro su un conto corrente bancario, BTP-01MZ20 4,25% D10 Carico 14.670,24 per un valore attuale di 13.141,10 euro, BTPI 15ST17 2,10% Carico 16.432,00 per un valore attuale di 12.647,97 euro, ITALY FRN 99/2019 Carico 14.734,23 per un valore attuale di 10.898,26 euro.
Giampaolo D'Andrea - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giampaolo D'Andrea dichiara un compenso lordo annuo di 188.868,91 euro (al lordo della contribuzione previdenziale e delle ritenute erariale) e un reddito complessivo 2010 di 245.691 euro (comprensivo del Trattamento pensionistico Inpdap-Universita). E' quanto emerge dalla dichiarazione patrimoniale pubblicata online sul sito del governo. Il Sottosegretario è proprietario di un Alfa Romeo 145 del 1996 e possiede a Potenza in comproprietà al al 50% un appartamento e relative pertinenze di complessivi 200mq circa e, sempre in comproprietà al 2,08%, un piano negozi di mq 250. A Roma dichiara un appartamento in comproprietà al 50% (gravato da ipoteca a garanzia mutuo in scadenza al 2036) di 147mq. Quanto ai beni finanziari D'Andrea possiede obbligazioni per un controvalore di 4.787 euro e Fondi Sicav-flessibili per un controvalore di 10.028 euro. Dall'1 dicembre 2011 è stata sospesa l`erogazione dell`assegno da parte del Senato della Repubblica ed è stata richiesta la sospensione del vitalizio corrisposto dalla Regione Basilicata, pur non essendo prevista dalle normative vigenti. Il 2 dicembre 2011 è stata operata la rinuncia al contratto di insegnamento di Storia Economica presso la Facoltà di Economia dell`Università degli Studi della Basilicata e al compenso maturato.
Tetto anche per i manager. Dopo il tetto agli stipendi dei dipendenti pubblici, il governo varerà entro maggio un decreto per regolamentare le retribuzioni dei manager delle società partecipate dallo Stato. Spiega Patroni Griffi: "Sulle società c'è un'altra norma, un altro atto del governo le regolerà, un decreto che verrà emanato entro il 31 maggio", riferendosi a misure di trasparenza su stipendi e patrimoni.
 
 
Da www.Tiscali.it  del 21 Febbraio 2012

martedì 31 gennaio 2012

Alassio - Convegno degli “amici del Giornale” - Mercoledì 1 Febbraio con Massimiliano Lussana dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", organizzato dai Consiglieri Regionali del P.d.L. Marco Melgrati e Matteo Rosso, con il responsabile sicurezza del P.d.L. regionale Gianni Plinio.








Mercoledì 1 febbraio alle ore 18 presso l'auditorium della Biblioteca Civica Deaglio di Alassio si terrà il Convegno dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", con la partecipazione di Massimiliano Lussana, Direttore della redazione Genovese de "IL GIORNALE", con i consiglieri Regionali Marco Melgrati e Matteo Rosso, e con il responsabile sicurezza del P.d.L. Regionale . Gianni Plinio.

Dopo la “benedizione” del Presidente Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva inviato a Melgrati, Rosso e Plinio un biglietto di ringraziamento per il convegno tenuto a Genova al Teatro della Gioventù alla fine di dicembre, teatro mai tanto gremito dal “popolo” del centro-destra, abbiamo pensato di esportare questa forma di protesta costruttiva contro buona parte delle iniziative del Governo Monti, approvate a suon di decreti, anche nelle altre province Liguri, a cominciare da quella di Savona.

Rivendichiamo la capacità della politica di governare, e soprattutto la sovranità popolare della rappresentanza parlamentare applicata al Governo della Nazione, ad oggi espropriata da un vero e proprio “golpe” dei professori, delle banche, dei poteri forti extraparlamentari.

E’ possibile che non si possa applicare filtri parlamentari alle decisioni di questo Governo, che è stato capace solo di chiedere ai cittadini “lacrime e sangue”, cioè tasse, senza operare la vera rivoluzione nel settore per esempio bancario e assicurativo?

La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento. 

Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i soldi presi a prestito presso la BCE.  
Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.

E’ possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictat di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???

E perché nessuno scende in piazza? Se queste decisioni, impopolari e mai risolutive, non improntate sicuramente alla ripresa economica, le avesse prese Berlusconi, ci sarebbe già la guerra civile!!!

Marco Melgrati  Consigliere Regionale Gruppo P.d.L.

venerdì 27 gennaio 2012

Italia - Napolitano nel Giorno della Memoria "Stroncare subito rigurgiti antisemiti"

Il premier Mario Monti

Il Capo dello Stato: «Vigilare contro il negazionismo». 

Monti «Attenti alla xenofobia, Europa
unita antidoto all'intolleranza»

Roma


"Una scuola di memoria. Questo impegno rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza a di violenza che per quanto marginali sono da stroncare sul nascere". Lo afferma Giorgio Napolitano, intervenendo alla cerimonia del "Giorno della memoria" al Quirinale.

Nel suo discorso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dedicato un sostanzioso passaggio alle parole pronunciate ieri "in una importante intervista" dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Merkel, ha detto il presidente della Repubblica, ha parlato "in termini che condivido e apprezzo, della sua visione dell'Europa come unione politica".

E di Europa ha parlato questa mattina anche Mario Monti. L'unità dell'Europa, quell'Europa immaginata da De Gasperi e dagli altri padri fondatori, è , secondo il presidente del Consiglio, il vero antidoto al fascismo e al nazismo e ad ogni altra forma di autoritarismo antidemocratico.

''Durante l'anno appena trascorso l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni e' stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunita' ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti. Con il nuovo anno -afferma Monti nel suo messaggio per il Giorno della Memoria - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunita' ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalita' nazista che ha generato la tragedia della Shoah''.

''Così come il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia, secondo le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e' stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza civile e sulla credibilita' delle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio offre l'occasione -scrive Monti- per ancor piu' ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo''.

''E' proprio nell'Europa unita che Alcide de Gasperi e i Padri fondatori hanno visto l'unica possibilita' di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l'avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani. Per approfondire questi aspetti la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane hanno organizzato insieme una Tavola Rotonda sul tema: La Shoah e l'identità europea. Non a caso -afferma ancora Monti- molti altri Paesi europei celebrano il 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, che l'Italia onora con le sue massime Istituzioni e con la partecipazione corale della società civile".

Da www.laStampa.it del 27 Gennaio 2012

 

domenica 8 gennaio 2012

Italia - Mario Monti: "Non occorrono altre manovre ma operazioni meno indigeste. Liberalizzazioni per aiutare i giovani"

 

 Il Presidente del Consiglio Mario Monti intervistato da Fabio Fazio 
durante la trasmissione televisiva Rai "Che tempo che fa"

 
La situazione dal punto di vista dei conti pubblici "è tranquilla" quindi non occorrono altre manovre. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervistato a 'Che tempo che fa'. "Spero che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose - ha spiegato - l'abbiamo raggiunta. L'operazione di consolidamento dei conti che il governo ha proposto, il Parlamento votato e gli italiani responsabilmente accettato, è molto grossa anche in base agli standard europei e mette in sicurezza i conti pubblici, conseguendo l'obiettivo che il governo precedente aveva accettato cioè il raggiungimento del bilancio in pareggio nel 2013. Quindi non occorrono altre manovre".


Liberalizzazioni: stop alle corporazioni, agiremo su più fronti - "Stop alle corporazioni e più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani. Lo ha detto Mario Monti sottolineando di sentirsi fiducioso nella riuscita di questo obiettivo anche perché quello da lui presieduto è un "governo strano" esterno a certe geometrie politche. "Quello che occorre e che vedrete succedere nelle prossime settimane - ha sottolineato il premier - sono altre operazioni di politica economica meno indigeste, volte a far crescere di più l'economia. Sono diverse cose: creare più spazi per la concorrenza e il merito in diversi settori"."Si chiamano liberalizzazioni e non ho niente in contrario anche se - ha osservato - può sembrare in parte ideologico. Qui si tratta di ridurre quelle protezioni, i diversi modi in cui ogni categoria in Italia cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è al di fuori. E io credo che, così come nella vita politica degli ultimi mesi abbiamo visto che un certo disarmo bilanciato tra forze politiche che in passato si confrontavano molto aspramente ha consentito di prendere decisioni in modo pacato e condiviso, io credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni di cui viviamo possa consentirci di dare più spazio al merito, alla concorrenza e ai giovani". "E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi. Però la mia fiducia di riuscire a fare questo - ha detto Monti - nasce dal fatto che mentre tradizionalmente una parte politica si prende cura di proteggere una categoria e un'altra parte ne protegge un'altra, un governo strano come quello che ho l'onore di presiedere non fa parte di nessuna di queste geometrie politiche e quindi può permettersi di presentare un disegno al Paese, sperando che sia compreso, e di chiamare un po' tutti a disarmare privilegi che nel breve periodo danno a tutti il senso della sicurezza, ma che nel lungo periodo farebbero affondare la nave Italia".


La ricchezza non va demonizzata ma lotta all'evasione - "Io - ha spiegato Monti - non ho nulla contro la perla delle Dolomiti, ma operazioni come quella di Cortina possono avere un loro significato nell'ambito di una lotta seria contro l'evasione fiscale". "Niente danneggia la qualità della convivenza civile e l'immagine dell'italia all'estero - ha osservato - quanto la percezione che si ha che questo sia un Paese ricco perché la visibilità, per non dire l'esibizione della ricchezza, sia ben nota e d'altra parte con un forte debito pubblico accumulato nel tempo anche a causa dell'evasione". Secondo Monti "bisogna fare due cose che possono sembrare contraddittorie: una è rispettare la ricchezza che è un valore e sbaglia grossolanamente chi ci dice che facendo queste operazioni di contrasto noi rendiamo la ricchezza un demonio. Al contrario la ricchezza è un valore che deve entrare di più nella società, ma a condizione che sia il risultato di un merito e di un talento in condizioni di concorrenza e non una rendita che si forma sulle spalle di altri e che quando si è formata paghi doverosamente i tributi. Vorrei che gli italiani fossero orgogliosi di essere ricchi e che restituissero alla comunità una parte di quello che hanno ricevuto. Al tempo stesso serve una lotta senza quartiere all'evasione"..


Lavoro, articolo 18? Niente è tabù - Affronteremo il mercato del lavoro senza "nessun dogma né intenzione di dividere i sindacati, ma per cercare una condivisione". Parlando della riforma del Lavoro e dell'articolo 18 Monti aggiunge: "Queste materie sono dominate dal diritto del lavoro e da certi simboli, ora però siamo in una fase in cui c'é un disperato bisogno non di simboli, ma di lavoro non precario. Sarà l'impostazione, con l'accordo dei sindacati, a vedere non solo le enunciazioni di principio, ma gli effetti economici sulla competitività e doi veri e durevoli posti di lavoro. Il nostro governo ha un atteggiamento mentale è un'agenda specifica. L'atteggiamento mentale è quello di considerare che niente debba essere considerato un tabù tra le forze civili come il sindacato, il mondo produttivo e il governo pensando al futuro del Paese. In questo senso il mio ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva citato l'articolo 18".


La Rai? Vedrete fra qualche settimana - La Rai "non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività", "ha bisogno di ulteriori passi in avanti", "mi dia ancora qualche settimana".



Riforma elettorale: non decide il governo - "E' un tema che spetta alla politica. La nostra agenda è piena. Più i partiti trovano il modo di dialogare su argomenti squisitamente politici, più il ritrovato clima si riverberà positivamente sul governo".


Provo pena per i politici - Io sento un po' di pena per i politici che sono così trattati male dall'opinione pubblica. Si è creato un tale divario tra classe politica e opinione pubblica - ha aggiunto - che la mia ambizione in questo breve periodo è certamente portare l'Italia fuori dall'emergenza economica, ma anche favorire in questo periodo intercapedine una riconciliazione tra la classe politica e l'opinione pubblica. E noi opinione pubblica, perché io mi metto dalla parte del cittadino non avendo mai fatto politica, dobbiamo riflettere e dire dentro di noi 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io singolo cittadino o gruppo sto facendo il mio dovere?'parte dell'opinione pubblica, dobbiamo riflettere e dire: 'siamo sempre pronti a dare la colpa ai politici, ma io cittadino sto facendo il mio dovere per fare crescere l'Italia?".


Il mio è un governo strano - Governo pre-politico o politico? "Non lo so e non me lo chiedo. E' un governo strano: le cose si fanno". "E' un governo che di fronte ad un Parlamento così responsabile è riuscito a fare cose" importanti "non per merito nostro, come cambiare il sistema pensionistico".


Rientro dei capitali: accordi da valutare - Un accordo con la Svizzera sui capitali italiani espatriati? "Stiamo guardando a questo argomento" ma "Germania e Gran Bretagna hanno fatto qualcosa che l'Ue non ha gradito: accordi bilaterali". "In Italia l'hanno chiesto alcuni che dicono: 'mai piu' condonì - prosegue il premier - Il mio governo ha detto 'mai piu' condonì ed è stato criticato da chi dice mai più condoni. Sono stato il primo quando ero Commissario europeo nel 1999" ad intervenire sull'argomento. "A nome della Commissione europea sono andato a Berna per avviare il primo duro negoziato con la Svizzera perché accettasse di applicare alcuni principi sulla direttiva della tassazione del risparmio e sono stati fatti passi avanti", spiega il capo del governo. "Se vogliamo gli accordi di Germania e Gran Bretagna sono il risultato ultimo di questo accordo. La pressione sulla Svizzera viene esercitata. La Svizzera non è l'unico Paese al mondo che ha un occhio di riguardo, magari chiuso, sui capitali esteri ma in questi anni la politica nei confronti di questi paradisi fiscali è cambiata. E la Svizzera si è comportata di conseguenza. Non è più come prima


Alla Merkel dirò: Italia responsabile - Nell'incontro di Berlino "mostrerò alla signora Merkel che in realtà anche la Germania trae benefici dall'integrazione europea, dal mercato comune e dall'euro. E' interesse della Germania, come di tutti che altri che, via via che singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, è giusto e doveroso che le decisioni che collettivamente prendiamo in Europa siano tali da dissipare qualsiasi dubbio sulla solidità dell'euro". "La Germania - spiega Monti - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall' euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro"


Rischio default? Le nostre banche sono solide - "Il sistema bancario italiano è tra quelli più stabili sulla comparazione internazionale". Lo ha detto Mario Monti rispondendo a una domanda sul rischio default delle banche. Poi, riferendosi al caso Unicredit ha spiegato che "qualche banca sta sperimentando una spiacevoli diminuzione" ma "questo è molto connesso ad un aumento di capitale".


Aperti sulla Tobin tax - Rispetto alla posizione del governo Berlusconi, sulla Tobin Tax "io ho segnalato una apertura del governo italiano", siamo "disposti a lavorare" a livello Ue, ma "e in questo differisco da Sarkozy, mai e poi mai la applicherei solo all'Italia".


Il premier difende la Lagarde - La signora Lagarde è una brillante francese che ha lavorato in ambienti anglosassoni dove ha acquisto il comune senso dell' understatement: forse intendeva dire che è certa che non c'é preoccupazione" per la tenuta dell'euro. Il premier Mario Monti risponde così al conduttore Fabio Fazio che si mostra preoccupato sulle sorti dell'euro dopo che il direttore generale dell'Fmi ha detto di ritenere "improbabile che l'euro sparisca nel 2012". "Preferiva che dicesse probabile?", scherza il premier.


Ricandidarmi? Ci sono altri valori nella vita - "Io ricandidarmi? Sono molto orgoglioso dei miei ministri e già il fatto di essere chiamato a dare un contributo in questa fase mi sconvolge, vedo anche altri valori nella vita...". 
Il premier Mario Monti risponde così alla domanda di Fabio Fazio se intenda 'ricandidarsi' al termine dell'esperienza dell'attuale governo tecnico

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lunedì 26 dicembre 2011

Italia - Torna Berlusconi: «Io resto sempre in pista, anche per il futuro»

Al telefono con la Comunità Incontro di Pierino Gelmini

«Bisogna subito cambiare l'architettura istituzionale»
E attacca la manovra di Monti: «È recessiva»

Berlusconi passeggia in centro a Milano (Fotogramma)AMELIA (TERNI) - «Davvero abbiamo bisogno di un grande cambiamento, una grande riforma dell'architettura istituzionale per potere rendere governabile il nostro Paese»: lo ha detto Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente lunedì pomeriggio alla Comunità Incontro di Pierino Gelmini, l'ex sacerdote fondatore della Comunità. «Se riusciremo a farlo in questo tempo che ci divide dalla fine della legislatura - ha aggiunto - potremo veramente dire che abbiamo fatto qualcosa di grande e di importante».

Berlusconi passeggia in centro a Milano (Fotogramma)

IL FUTURO - Silvio Berlusconi assicura i suoi sostenitori che non abbandonerà la scena politica, anzi: «Sono sempre impegnato per la nostra forza di libertà, resto sempre in pista anche per il futuro», dice l'ex premier in un collegamento telefonico con la comunità di Gelmini

Ha parlato di un Pdl in ottima forma l'ex presidente del Consiglio. Presenti, fra gli altri, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. «Voglio ricordare a noi stessi - ha detto Berlusconi - che siamo sempre il partito di maggioranza in parlamento e che i sondaggi ci danno in forte anzi fortissima ricrescita perché gli italiani sono preoccupati».
 
LA MANOVRA - Berlusconi attacca poi duramente la manovra varata dal governo Monti e votata anche dal Pdl in Parlamento: rischia di portare in recessione l'economia, dice l'ex premier .
 
«Fino all'estate scorsa - rivendica Berlusconi - abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di aumentare le imposte. Ora però con le nuove tasse si finirà per comprimere i consumi e portare in recessione l'economia». 
 
Una situazione che fa sì che gli «italiani siano sempre più preoccupati». 
 
Berlusconi poi tiene a «ricordare prima di tutto a noi stessi che siamo sempre il partito di maggioranza in Parlamento e anzi i sondaggi ci danno in fortissima ripresa» proprio perché «gli italiani sono sempre più preoccupati». 
 
Detto questo, il leader del Pdl assicura che «restiamo vigili per fare il bene del nostro Paese» anche se la soluzione alla crisi «deve venire dall'Europa perchè è l'Europa che deve cambiare». 
 
Redazione Online
 
Da www.Corriere.it  del 26 Dicembre 2011