La Costa Concordia adagiata sulle rocce di fronte all'isola del Giglio, con i soccorritori nuovamente in azione dopo l'individuazione di altri 4 corpi di dispersi
Altri quattro corpi sono stati trovati
nella parte sommersa della nave Concordia naufragata davanti all'Isola
del Giglio. Lo comunica la struttura del Commissario delegato per
l`emergenza naufragio spiegando che il ritrovamento è stato effettuato
dal personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco all'interno del
ponte 4, dove sono iniziate nella tarda mattinata di oggi le attività di
ricerca in assetto da palombaro leggero. Tra i corpi individuati c'è
anche quello di Dayana Arlotti, 5 anni, di Rimini che si trovava in
crociera con il padre.
Recupero lungo e difficoltoso
- Sono in corso le operazioni di recupero, i cui tempi - spiega la
struttura commissariale - non sono ancora stati stimati a causa delle
difficili condizioni di operatività. Le ricerche all'interno del Ponte 4
erano state avviate in seguito alle testimonianze dei sopravvissuti che
avevano indicato i punti dove si sarebbero potuti trovare l'ultima
volta che erano stati visti alcuni dei dispersi. Dal naufragio del 13
gennaio, mancavano all'appello 15 persone.
Continuano lavori per consentire l’accesso a ponte 4 - Il recupero di altri corpi era nell’aria da giorni, da quando cioè è diventato accessibile il ponte 4
grazie ai lavori del parte dei vigili del fuoco per allestire il
cantiere che consente ai palombari di proseguire nelle ricerche dei
dispersi in corrispondenza della parte sommersa.
Ferme le operazioni di recupero carburante -
Martedì era stata temporaneamente sospesa ogni attività di pompaggio
del carburante: i venti forti e il mare mosso hanno infatti impedito ai
tecnici della Smit neri di avviare la seconda fase dell'attività, lo
svuotamento dei serbatoi a poppa della nave naufragata davanti al
Giglio.
Procura verso nuovi indagati -
Intanto, dopo intense riunioni-fiume dei pm, tenutesi da venerdì scorso
ad oggi, la procura di Grosseto ha raggiunto un nuovo chiarimento del
quadro investigativo sul naufragio. Un chiarimento che potrà portare
entro breve all'iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati,
oltre ai nomi già noti del comandante Francesco Schettino e del suo
vice in plancia Ciro Ambrosio. Le lunghe riunioni tra il procuratore
Francesco Verusio, i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e
Stefano Pizza, e gli investigatori della polizia giudiziaria sono durate
giornate intere, e si sono rese necessarie sia alla luce delle nuove
testimonianze raccolte nelle ultime tre settimane, sia in vista
dell'imminente incidente probatorio sulla scatola nera della nave, che
comincerà il 3 marzo al Teatro Moderno di Grosseto.
Indagini anche di carattere nautico
- I pm avrebbero chiarito una serie di punti, soprattutto di carattere
nautico, emersi dai racconti dei testi e ritenuti decisivi anche per il
proseguimento dell'inchiesta, senza 'passi falsi' e possibilmente
eliminando punti oscuri e contraddizioni dall'analisi incrociata delle
testimonianze. I nuovi indagati, secondo alcune indiscrezioni,
potrebbero riguardare il personale di terra della Costa spa, ma
probabilmente anche altre figure già presenti nell'inchiesta.
Forse nuovi profili di reato
- Non si esclude che potrebbero essere contestati profili di reato
diversi da quelli contestati finora a vario titolo, cioè l'omicidio
plurimo colposo, il naufragio, l'abbandono dei passeggeri (per Schettino
l'abbandono della nave). In ambienti giudiziari si evidenzia comunque
che eventuali, nuovi indagati, partecipando all'incidente probatorio
potranno esercitare i propri diritti di difesa, nominando consulenti di
parte e contando in udienza sui propri avvocati difensori.
L'allargamento dell'inchiesta ad altre possibili responsabilità del
disastro del Giglio, è anche un modo per evitare che l'incidente
probatorio debba ripetersi una seconda volta, pregiudicando i tempi del
procedimento.
Da www.Tiscali.it del 22 Febbraio 2012

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