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mercoledì 22 febbraio 2012

Isola del Giglio - Naufragio Concordia: trovati altri quattro corpi all'interno della nave, c'è anche quello della piccola Dayana


La Costa Concordia adagiata sulle rocce di fronte all'isola del Giglio, con i soccorritori nuovamente in azione dopo l'individuazione di altri 4 corpi di dispersi

 
Altri quattro corpi sono stati trovati nella parte sommersa della nave Concordia naufragata davanti all'Isola del Giglio. Lo comunica la struttura del Commissario delegato per l`emergenza naufragio spiegando che il ritrovamento è stato effettuato dal personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco all'interno del ponte 4, dove sono iniziate nella tarda mattinata di oggi le attività di ricerca in assetto da palombaro leggero. Tra i corpi individuati c'è anche quello di Dayana Arlotti, 5 anni, di Rimini che si trovava in crociera con il padre.
Recupero lungo e difficoltoso - Sono in corso le operazioni di recupero, i cui tempi - spiega la struttura commissariale - non sono ancora stati stimati a causa delle difficili condizioni di operatività. Le ricerche all'interno del Ponte 4 erano state avviate in seguito alle testimonianze dei sopravvissuti che avevano indicato i punti dove si sarebbero potuti trovare l'ultima volta che erano stati visti alcuni dei dispersi. Dal naufragio del 13 gennaio, mancavano all'appello 15 persone.
Continuano lavori per consentire l’accesso a ponte 4 - Il recupero di altri corpi era nell’aria da giorni, da quando cioè è diventato accessibile il ponte 4 grazie ai lavori del parte dei vigili del fuoco per allestire il cantiere che consente ai palombari di proseguire nelle ricerche dei dispersi in corrispondenza della parte sommersa.
Ferme le operazioni di recupero carburante - Martedì era stata temporaneamente sospesa ogni attività di pompaggio del carburante: i venti forti e il mare mosso hanno infatti impedito ai tecnici della Smit neri di avviare la seconda fase dell'attività, lo svuotamento dei serbatoi a poppa della nave naufragata davanti al Giglio.
Procura verso nuovi indagati - Intanto, dopo intense riunioni-fiume dei pm, tenutesi da venerdì scorso ad oggi, la procura di Grosseto ha raggiunto un nuovo chiarimento del quadro investigativo sul naufragio. Un chiarimento che potrà portare entro breve all'iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati, oltre ai nomi già noti del comandante Francesco Schettino e del suo vice in plancia Ciro Ambrosio. Le lunghe riunioni tra il procuratore Francesco Verusio, i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza, e gli investigatori della polizia giudiziaria sono durate giornate intere, e si sono rese necessarie sia alla luce delle nuove testimonianze raccolte nelle ultime tre settimane, sia in vista dell'imminente incidente probatorio sulla scatola nera della nave, che comincerà il 3 marzo al Teatro Moderno di Grosseto.
Indagini anche di carattere nautico - I pm avrebbero chiarito una serie di punti, soprattutto di carattere nautico, emersi dai racconti dei testi e ritenuti decisivi anche per il proseguimento dell'inchiesta, senza 'passi falsi' e possibilmente eliminando punti oscuri e contraddizioni dall'analisi incrociata delle testimonianze. I nuovi indagati, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero riguardare il personale di terra della Costa spa, ma probabilmente anche altre figure già presenti nell'inchiesta.
Forse nuovi profili di reato - Non si esclude che potrebbero essere contestati profili di reato diversi da quelli contestati finora a vario titolo, cioè l'omicidio plurimo colposo, il naufragio, l'abbandono dei passeggeri (per Schettino l'abbandono della nave). In ambienti giudiziari si evidenzia comunque che eventuali, nuovi indagati, partecipando all'incidente probatorio potranno esercitare i propri diritti di difesa, nominando consulenti di parte e contando in udienza sui propri avvocati difensori. L'allargamento dell'inchiesta ad altre possibili responsabilità del disastro del Giglio, è anche un modo per evitare che l'incidente probatorio debba ripetersi una seconda volta, pregiudicando i tempi del procedimento.
 
Da www.Tiscali.it  del 22 Febbraio 2012

sabato 14 gennaio 2012

Isola del Giglio - Il naufragio della Costa Concordia. Tragedia all'Isola del Giglio, mancano in quaranta. Arrestato il comandante: "E' omicidio colposo". I superstiti: "Come sul Titanic"

Affonda una nave, tragedia al Giglio. All'appello mancano in quaranta

I 4229 passeggeri della Costa Concordia sorpresi durante
la cena: «Sembrava il Titanic». 

L'isola soccorre i superstiti,
ma finiscono le scorte medicinali. 

Almeno tre le vittime accertate:
2 turisti francesi e un peruviano

La Costa Concordia ormai coricata su un fianco 
GRAZIA LONGO
inviata a Porto Santo Stefano
Tre morti (due francesi e un peruviano) per annegamento, decine di feriti e dispersi. Si aggrava il bilancio della tragedia nelle acque toscane dell’isola del Giglio, dove ieri sera la nave da crociera Costa Concordia si è incagliata a ridosso degli scogli nella secca di Punta Gabbianara. Dopo una notte di paura e soccorsi, adesso si indaga sui motivi della tragedia. Il comandante Francesco Schettino è in stato di fermo: secondo gli investigatori si sarebbe avvicinato alla riva per salutare. Ecco i nomi delle vittime: Francis Servel, Jean-Pierre Micheaud, entrambi di nazionalità francese, e Thomas Alberto Costiglia Mendoza, di nazionalità peruviana.

La dinamica
La Concordia era salpata alle 19 da Civitavecchia con 4.229 persone a bordo: oltre tremila ospiti e 1023 tra camerieri e componenti dell’equipaggio. Le lancette si sono fermate neanche tre ore dopo, alle 21,40, quando la chiglia si è incastrata provocando un forte scossone mentre i passeggeri erano alla cena inaugurale. Il botto terribile, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.

La grande paura
Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: in molti sono caduti in acqua, qualcuno forse, mentre lo scafo si piegava sempre più, sull’onda del panico si è addirittura gettato e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, né si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.

Incastrata nella secca
La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività, era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», è rimasta incastrata nella secca nei pressi della punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub. Proprio dall’isola sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i superstiti. Ora l'emergenza si è spostata sul fronte scorte mediche, quasi esaurite, ha fatto sapere il vicesindaco.

Il trasferimento
Più tardi è cominciato, per tutti loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano. «Sappiamo che sono arrivate a terra 4165 persone su quante erano presenti sulla nave - ha sottolineato il capo ufficio relazioni esterne delle Capitanerie di porto, il comandante Filippo Marini - Tutti dati che stiamo verificando, serve prudenza, alcuni infatti sono stati trasferiti in elicottero». In pochi minuti la nave ha cominciato ad imbarcare acqua da una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. «Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra», hanno raccontato i passeggeri precisando che all’inizio è stato detto che si trattava solo di un guasto elettrico. «Scene da Titanic», commenta la giornalista Mara Parmegiani, sulla Concordia perché organizzatrice di una serie di workshop e sfilate di abiti vintage rarissimi e firmati dai più grandi stilisti di sempre, ora probabilmente già distrutti dall’acqua.

Mentre si cerca di evitare il disastro ambientale tenendo sotto controllo le oltre duemila tonnellate di gasolio presenti nei serbatoi, sono molti gli interrogativi sulla dinamica iniziale dell’incidente: secondo alcuni passeggeri la nave sarebbe stata fuori rotta di alcune miglia. Sicuro l’impatto con uno scoglio, forse prima con un banco di sabbia, anche se non si conoscono ancora le cause: errore umano o tecnico.

Certo è che la manovra del comandante Francesco Schettino, che ha prontamente portato la Costa Concordia nei pressi del porticciolo del Giglio, ha facilitato di molto i soccorsi consentendo a oltre 4 mila persone di essere salvate. Anche perchè, se la nave fosse affondata in alto mare, le condizioni ambientali sarebbero state ben differenti e molto più difficili.

Le polemiche
Ma non sono mancate le polemiche, anche aspre, da parte dei sopravvissuti per il carenze dei soccorsi a bordo della nave da crociera.

Le inchieste
Due le inchieste aperte sul naufragio, amministrativa e penale, mentre il comandante e alcuni membri dell’equipaggio sono stati lungamente interrogati dai carabinieri e dal Pm di Grosseto.

Sono centinaia le persone, soprattutto straniere già rimpatriate grazie anche alle procedure d’urgenza messe in atto dalla polizia di frontiera italiana, visto che la maggior parte dei croceristi ha perso praticamente tutto nel naufragio, documenti compresi.
Da www.laStampa.it  del 14 gennio 2012