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mercoledì 1 aprile 2026
Italia - Lampedusa, il naufragio: morti 19 migranti, altri cinque gravissimi, tra cui un bambino
venerdì 14 giugno 2024
Italia - Isola d'Elba, Stefania Craxi e il marito salvati dalla Guardia Costiera: la loro barca è affondata dopo un incendio
La coppia e il capitano dell'imbarcazione dopo aver tentato di spegnere il rogo che è divampato dal vano motore hanno dato immediatamente l'allarme calandosi in mare sullo zatterino di salvataggio e aspettando i soccorsi
mercoledì 10 aprile 2024
Grecia - Migranti, naufragio al largo dell'isola greca di Chios: morte tre bambine
La madre delle piccole si è salvata, è stata rinvenuta su una spiaggia assieme ad altre 18 persone
giovedì 15 giugno 2023
Grecia - Migranti, il naufragio una delle più gravi tragedie nel Mediterraneo - Un sopravvissuto: "Nella stiva 100 bimbi"
La barca è affondata a circa 80 chilometri a sud-ovest di Pylos. Dichiarati tre giorni di lutto
venerdì 28 aprile 2023
Italia - Sardegna, Asinara, il naufragio, si infittisce il mistero: diversi traumi sul corpo della vittima
Davide Calvia è stato trovato morto dieci giorni dopo che l'imbarcazione è affondata nel tratto di mare tra Stintino e Porto Torres. Salvo il cugino che era con lui
sabato 22 aprile 2023
Italia - Asinara, naufragio, trovato un cadavere in mare: è il sub scomparso 10 giorni fa
E' di Davide Calvia il corpo ritrovato al largo del golfo: era uscito con il cugino Giovannino Pinna, 35, per una battuta di pesca al largo di Stintino
sabato 8 aprile 2023
Tunisia - Migranti, un altro naufragio in mare: 35 i morti annegati
Sul barcone c'erano 49 persone: solo 17 sono state tratta in salvo. Intanto è in corso il ricollocamento dei sopravvissuti di Cutro
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martedì 15 febbraio 2022
Canada - Affonda peschereccio spagnolo: si temono molti morti. A bordo erano in 24
Il Villa de Pitanxo, natante d'altura galiziano di 50 metri, è naufragato al largo dell’isola di Terranova. Tre marinai sono stati trovati in vita. Sono in corso ricerche per trovare eventuali altri superstiti sulle scialuppe
lunedì 27 dicembre 2021
Italia - Isola del Giglio: per il naufragio al largo dell’isola, Costa Crociere dovrà risarcire un naufrago con 92mila euro
Anche per i danni da stress post-traumatico
lunedì 14 maggio 2012
Albenga - Un nuovo cippo ricorda la tragica morte di 44 bambini morti nel naufragio dell'Annamaria
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sabato 14 aprile 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
Isola del Giglio - Naufragio Concordia: trovati altri quattro corpi all'interno della nave, c'è anche quello della piccola Dayana
La Costa Concordia adagiata sulle rocce di fronte all'isola del Giglio, con i soccorritori nuovamente in azione dopo l'individuazione di altri 4 corpi di dispersi
Altri quattro corpi sono stati trovati
nella parte sommersa della nave Concordia naufragata davanti all'Isola
del Giglio. Lo comunica la struttura del Commissario delegato per
l`emergenza naufragio spiegando che il ritrovamento è stato effettuato
dal personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco all'interno del
ponte 4, dove sono iniziate nella tarda mattinata di oggi le attività di
ricerca in assetto da palombaro leggero. Tra i corpi individuati c'è
anche quello di Dayana Arlotti, 5 anni, di Rimini che si trovava in
crociera con il padre.
Recupero lungo e difficoltoso
- Sono in corso le operazioni di recupero, i cui tempi - spiega la
struttura commissariale - non sono ancora stati stimati a causa delle
difficili condizioni di operatività. Le ricerche all'interno del Ponte 4
erano state avviate in seguito alle testimonianze dei sopravvissuti che
avevano indicato i punti dove si sarebbero potuti trovare l'ultima
volta che erano stati visti alcuni dei dispersi. Dal naufragio del 13
gennaio, mancavano all'appello 15 persone.
Continuano lavori per consentire l’accesso a ponte 4 - Il recupero di altri corpi era nell’aria da giorni, da quando cioè è diventato accessibile il ponte 4
grazie ai lavori del parte dei vigili del fuoco per allestire il
cantiere che consente ai palombari di proseguire nelle ricerche dei
dispersi in corrispondenza della parte sommersa.
Ferme le operazioni di recupero carburante -
Martedì era stata temporaneamente sospesa ogni attività di pompaggio
del carburante: i venti forti e il mare mosso hanno infatti impedito ai
tecnici della Smit neri di avviare la seconda fase dell'attività, lo
svuotamento dei serbatoi a poppa della nave naufragata davanti al
Giglio.
Procura verso nuovi indagati -
Intanto, dopo intense riunioni-fiume dei pm, tenutesi da venerdì scorso
ad oggi, la procura di Grosseto ha raggiunto un nuovo chiarimento del
quadro investigativo sul naufragio. Un chiarimento che potrà portare
entro breve all'iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati,
oltre ai nomi già noti del comandante Francesco Schettino e del suo
vice in plancia Ciro Ambrosio. Le lunghe riunioni tra il procuratore
Francesco Verusio, i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e
Stefano Pizza, e gli investigatori della polizia giudiziaria sono durate
giornate intere, e si sono rese necessarie sia alla luce delle nuove
testimonianze raccolte nelle ultime tre settimane, sia in vista
dell'imminente incidente probatorio sulla scatola nera della nave, che
comincerà il 3 marzo al Teatro Moderno di Grosseto.
Indagini anche di carattere nautico
- I pm avrebbero chiarito una serie di punti, soprattutto di carattere
nautico, emersi dai racconti dei testi e ritenuti decisivi anche per il
proseguimento dell'inchiesta, senza 'passi falsi' e possibilmente
eliminando punti oscuri e contraddizioni dall'analisi incrociata delle
testimonianze. I nuovi indagati, secondo alcune indiscrezioni,
potrebbero riguardare il personale di terra della Costa spa, ma
probabilmente anche altre figure già presenti nell'inchiesta.
Forse nuovi profili di reato
- Non si esclude che potrebbero essere contestati profili di reato
diversi da quelli contestati finora a vario titolo, cioè l'omicidio
plurimo colposo, il naufragio, l'abbandono dei passeggeri (per Schettino
l'abbandono della nave). In ambienti giudiziari si evidenzia comunque
che eventuali, nuovi indagati, partecipando all'incidente probatorio
potranno esercitare i propri diritti di difesa, nominando consulenti di
parte e contando in udienza sui propri avvocati difensori.
L'allargamento dell'inchiesta ad altre possibili responsabilità del
disastro del Giglio, è anche un modo per evitare che l'incidente
probatorio debba ripetersi una seconda volta, pregiudicando i tempi del
procedimento.
Da www.Tiscali.it del 22 Febbraio 2012
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sabato 21 gennaio 2012
Isola del Giglio - Naufragio Costa Concordia - Trovato il corpo di una donna
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mercoledì 18 gennaio 2012
Isola del Giglio - Costa Concordia - Il comandante Schettino: " Il naufragio ? Ho sbagliato io"
martedì 17 gennaio 2012
Isola del Giglio - Un'immagine emblematica della Costa Concordia, somigliante ad una gigantesca balena spiaggiata sugli scogli dell'isola. Per ora 6 vittime e ben 29 dispersi
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lunedì 16 gennaio 2012
Genova - Naufragio Costa " Concordia ", Foschi: "Monitoriamo l'emergenza ambientale"
Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa
Crociere, parla in conferenza stampa del rischio ambientale causato dal
naufragio della Costa Concordia
Isola del Giglio - Naufragio della Costa " Concordia " : recuperata nella notte la sesta vittima su un ponte della nave e fuori dalla zona allagata. Domani interrogatorio del comandante Schettino e analisi della " scatola nera ". Mancano ancora 17 persone all'appello
domenica 15 gennaio 2012
Isola del Giglio - Naufragio della Concordia al Giglio, trovati altri 2 corpi. Salvi 2 coreani e il commissario di bordo: 15 i dispersi
Un'immagine spettacolare: due persone osservano il relitto della Costa "Concordia"
Individuati altri due cadaveri all'interno
del Concordia, sono i corpi di due uomini anziani. Secondo quanto si
apprende, sono stati ritrovati in una cabina con indosso i giubbotti
salvagente. E' intanto corsa contro il tempo per cercare chi manca
ancora all'appello. La nave era a soli 150 metri dalla riva. Una
distanza incredibilmente vicina. "Stiamo facendo anche accertamenti
satellitari per stabilirla con esattezza" ha riferito il procuratore
capo di Grosseto, Francesco Verusio, che coordina le indagini. Il
procuratore Verusio ha commentato anche che, dove la Concordia ha urtato
lo scoglio, "il fondale è irregolare, molto scosceso, non è piatto, né
sabbioso ma denso di rocce e scogli. Quindi molto pericoloso da
transitare". Anche per questo, è stato spiegato, l'inchiesta intende
approfondire eventuali elementi di negligenza da parte del capitano
della nave. Lo scoglio colpito dalla Concordia è conosciuto dai marinai
come Le Scole.
In queste ore si stanno studiando anche le informazioni contenute dalla scatola nera. “La scatola nera della nave Costa Concordia sta già parlando”. L'ha riferito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, rendendo noto che l'esame della scatola è in corso e sarà completato in un paio di giorni. Emergerebbe una differenza di un'ora tra l'impatto alle 21 e 45 e l'allarme alla Guardia costiera circa delle 22 e 43. Il procuratore Verusio ha detto che la scatola nera è "importante in particolare sia per conoscere i comandi dati dal comandante della nave dal momento dell'impatto contro lo scoglio in poi, sia per sapere quali comunicazioni ci sono state tra la nave e la capitaneria di porto di Livorno dopo l'incidente".
La scatola nera sta cominciando a raccontare - La scatola nera è all'esame degli specialisti della Guardia Costiera ed è considerata dagli investigatori un punto di partenza dell'inchiesta. Secondo il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ''verifiche incrociate stanno riducendo il numero delle persone disperse. Nell'ultima riunione mi hanno comunicato che all'appello mancherebbero 11 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio''. Intanto il capitano Francesco Schettino è stato fermato per pericolo di fuga e possibile inquinamento delle prove. Stamattina due giapponesi, un uomo e una donna, che erano sul traghetto, si sono presentati, in mattinata, in un commissariato di polizia a Roma, sani e salvi. I due giapponesi, ha spiegato il prefetto di Grosseto, si sono presentati con altri due connazionali: evidentemente ieri erano riusciti a salire a bordo dei pullman senza essere identificati, come era stato fatto per i compagni di viaggio.
La guardia costiera al comandante: risalga sulla nave - Sarebbe stato più volte invitato a risalire sulla nave dal personale della guardia costiera Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia. Lo si apprende da fonti qualificate. Quando i militari convogliati all'isola del Giglio dalla Capitaneria di porto di Livorno hanno individuato Schettino giù dalla nave (intorno a mezzanotte e trenta, secondo quanto si apprende), secondo quanto appreso gli hanno ricordato le proprie responsabilità e la gravità del suo comportamento in qualità di comandante, invitandolo a risalire a bordo per coordinare le procedure di evacuazione, come prevede la legge. Schettino, sempre secondo quanto appreso, avrebbe assicurato che sarebbe risalito a bordo della 'Concordia', ma questo non è mai avvenuto.
Ricoverato il commissario eroe. Stanno bene gli sposini - E' stato ricoverato nel reparto di rianimazione, "a scopo precauzionale", all'ospedale di Grosseto il capo commissario di bordo, Marrico Giampietroni, salvato dai vigili del fuoco che lo hanno trovato nel ristorante del ponte 3 della Nave Concordia. I medici gli hanno diagnosticato "una 'crush syndrome', una sindrome da schiacciamento, che rendono necessario un controllo accurato per almeno 36 ore, ma non è in pericolo di vita". Lo ha detto il direttore del dipartimento emergenza urgenza della Asl 9, e primario del pronto soccorso del Misericordia di Grosseto, Mauro Breggia. Attualmente i naufraghi feriti e ancora ricoverati a Grosseto sono complessivamente nove, 12 quelli che si trovano nel reparto di osservazione del pronto soccorso. Altri 5 sono ricoverati all'ospedale di Orbetello, "ma sono numeri in continua evoluzione - spiega ancora Breggia - perché alcuni potrebbero essere dimessi mentre per qualcuno di coloro che si trovano in osservazione potrebbe rendersi necessario il ricovero". Un altro ferito, il più grave, è da ieri all'ospedale Le Scotte di Siena dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico per una grave trauma spinale, mentre altre 4 persone erano state trasferite già ieri all'ospedale di Tarquinia (Viterbo). Stanno bene ed hanno già lasciato l'ospedale di Orbetello alla volta di Roma due sposini coreani di 29 anni, in crociera in luna di miele. La coppia é stata tratta in salvo nella notte all'interno della nave.
Sono state censite 4.191 persone - In sostanza tutti i passeggeri salvati sono transitati o identificati a Porto Santo Stefano. Nell'ispezione si procede anche facendo un confronto fra l'elenco dei nominativi e delle rispettive assegnazioni delle cabine, rispetto ai presunti dispersi di cui si ha conoscenza in questo momento. Le vittime accertate restano tre, due turisti francesi e un marinaio peruviano. Sentiti altri rumori. Proseguono senza sosta in mare e sulla stessa nave le ricerche per individuare sulla Costa Concordia i dispersi. Si teme, come riferiscono fonti vicine alla Costa Crociere, che ad aver avuto la peggio sia parte dell'equipaggio. Per lo più, personale di bordo, di varie nazionalità, che lavorano nelle cucine e nelle lavanderie. Si trovavano infatti nella parte della nave rimasta più a contatto col fondo marino. In mattinata riprenderanno anche le immersioni in acqua dei subacquei. Intanto sono stati sentiti alcuni rumori. Un elicottero dei vigili del fuoco è posizionato sopra la nave e servirà per portare l'uomo, che avrebbe riportato una frattura a una gamba, in ospedale, forse a Cecina.
Omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono della nave- La Procura di Grosseto Verusio ha confermato le gravi accuse (omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono della nave) al comandante Francesco Schettino che ha trascorso la prima notte in carcere e rischia fino a 15 anni di carcere per aver condotto la nave fuori rotta a ridosso dell'isola causando il tragico incidente e aver abbondanato la nave senza sovraintendere alle operazioni di soccorso. Ulteriori elementi per gli sviluppi dell'inchiesta sono attesi dalla scatola nera della nave, rinvenuta ieri. Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia naufragata ieri nei pressi dell'Isola del Giglio, "non è stato l'ultimo ad abbandonare la nave", come invece sostenuto dallo stesso Schettino nell'interrogatorio sostenuto davanti alla Capitaneria di Porto. Lo ha detto Francesco Verusio, procuratore capo di Grosseto, intervistato da Sky Tg24 precisando: "La manovra della nave non doveva essere quella. Inoltre purtroppo devo confermare che il comandante non è stato l'ultimo ad abbandonare la nave". "Stiamo valutando - ha poi aggiunto - eventuali altre responsabilità". Schettino è stato arrestato ieri sera con le accuse di abbandono della nave, omicidio colposo plurimo e disastro.
Qual sarà il destino della Costa Concordia? - Tra le fonti della Costa Crociere e le autorità portuali circolano prevalentemente due ipotesi. La più preferibile è che sia possibile "tirare su" la nave, sia pur lunga 293 metri. Riparare la falla, pompare via l'acqua anche dalle parti stagne, raddrizzare la Costa Concordia e, a quel punto, farla rimorchiare, sarebbe un'operazione difficile ma tutt'altro che impossibile. D'altra parte, spiegano alcuni tecnici portuali, "bisogna vedere se si è aperta una falla anche sul fianco destro, che è quello che poggia sul fondo". Altrimenti? "Altrimenti c'è l'altra ipotesi di smontarla pezzo per pezzo, ma sarebbe un'operazione estremamente più lunga e complessa. E rischiosa: quando c'è grecale o scirocco sarebbe pericolosa per gli addetti, una eventuale operazione di questo genere".
In queste ore si stanno studiando anche le informazioni contenute dalla scatola nera. “La scatola nera della nave Costa Concordia sta già parlando”. L'ha riferito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, rendendo noto che l'esame della scatola è in corso e sarà completato in un paio di giorni. Emergerebbe una differenza di un'ora tra l'impatto alle 21 e 45 e l'allarme alla Guardia costiera circa delle 22 e 43. Il procuratore Verusio ha detto che la scatola nera è "importante in particolare sia per conoscere i comandi dati dal comandante della nave dal momento dell'impatto contro lo scoglio in poi, sia per sapere quali comunicazioni ci sono state tra la nave e la capitaneria di porto di Livorno dopo l'incidente".
La scatola nera sta cominciando a raccontare - La scatola nera è all'esame degli specialisti della Guardia Costiera ed è considerata dagli investigatori un punto di partenza dell'inchiesta. Secondo il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ''verifiche incrociate stanno riducendo il numero delle persone disperse. Nell'ultima riunione mi hanno comunicato che all'appello mancherebbero 11 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio''. Intanto il capitano Francesco Schettino è stato fermato per pericolo di fuga e possibile inquinamento delle prove. Stamattina due giapponesi, un uomo e una donna, che erano sul traghetto, si sono presentati, in mattinata, in un commissariato di polizia a Roma, sani e salvi. I due giapponesi, ha spiegato il prefetto di Grosseto, si sono presentati con altri due connazionali: evidentemente ieri erano riusciti a salire a bordo dei pullman senza essere identificati, come era stato fatto per i compagni di viaggio.
La guardia costiera al comandante: risalga sulla nave - Sarebbe stato più volte invitato a risalire sulla nave dal personale della guardia costiera Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia. Lo si apprende da fonti qualificate. Quando i militari convogliati all'isola del Giglio dalla Capitaneria di porto di Livorno hanno individuato Schettino giù dalla nave (intorno a mezzanotte e trenta, secondo quanto si apprende), secondo quanto appreso gli hanno ricordato le proprie responsabilità e la gravità del suo comportamento in qualità di comandante, invitandolo a risalire a bordo per coordinare le procedure di evacuazione, come prevede la legge. Schettino, sempre secondo quanto appreso, avrebbe assicurato che sarebbe risalito a bordo della 'Concordia', ma questo non è mai avvenuto.
Ricoverato il commissario eroe. Stanno bene gli sposini - E' stato ricoverato nel reparto di rianimazione, "a scopo precauzionale", all'ospedale di Grosseto il capo commissario di bordo, Marrico Giampietroni, salvato dai vigili del fuoco che lo hanno trovato nel ristorante del ponte 3 della Nave Concordia. I medici gli hanno diagnosticato "una 'crush syndrome', una sindrome da schiacciamento, che rendono necessario un controllo accurato per almeno 36 ore, ma non è in pericolo di vita". Lo ha detto il direttore del dipartimento emergenza urgenza della Asl 9, e primario del pronto soccorso del Misericordia di Grosseto, Mauro Breggia. Attualmente i naufraghi feriti e ancora ricoverati a Grosseto sono complessivamente nove, 12 quelli che si trovano nel reparto di osservazione del pronto soccorso. Altri 5 sono ricoverati all'ospedale di Orbetello, "ma sono numeri in continua evoluzione - spiega ancora Breggia - perché alcuni potrebbero essere dimessi mentre per qualcuno di coloro che si trovano in osservazione potrebbe rendersi necessario il ricovero". Un altro ferito, il più grave, è da ieri all'ospedale Le Scotte di Siena dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico per una grave trauma spinale, mentre altre 4 persone erano state trasferite già ieri all'ospedale di Tarquinia (Viterbo). Stanno bene ed hanno già lasciato l'ospedale di Orbetello alla volta di Roma due sposini coreani di 29 anni, in crociera in luna di miele. La coppia é stata tratta in salvo nella notte all'interno della nave.
Sono state censite 4.191 persone - In sostanza tutti i passeggeri salvati sono transitati o identificati a Porto Santo Stefano. Nell'ispezione si procede anche facendo un confronto fra l'elenco dei nominativi e delle rispettive assegnazioni delle cabine, rispetto ai presunti dispersi di cui si ha conoscenza in questo momento. Le vittime accertate restano tre, due turisti francesi e un marinaio peruviano. Sentiti altri rumori. Proseguono senza sosta in mare e sulla stessa nave le ricerche per individuare sulla Costa Concordia i dispersi. Si teme, come riferiscono fonti vicine alla Costa Crociere, che ad aver avuto la peggio sia parte dell'equipaggio. Per lo più, personale di bordo, di varie nazionalità, che lavorano nelle cucine e nelle lavanderie. Si trovavano infatti nella parte della nave rimasta più a contatto col fondo marino. In mattinata riprenderanno anche le immersioni in acqua dei subacquei. Intanto sono stati sentiti alcuni rumori. Un elicottero dei vigili del fuoco è posizionato sopra la nave e servirà per portare l'uomo, che avrebbe riportato una frattura a una gamba, in ospedale, forse a Cecina.
Omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono della nave- La Procura di Grosseto Verusio ha confermato le gravi accuse (omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono della nave) al comandante Francesco Schettino che ha trascorso la prima notte in carcere e rischia fino a 15 anni di carcere per aver condotto la nave fuori rotta a ridosso dell'isola causando il tragico incidente e aver abbondanato la nave senza sovraintendere alle operazioni di soccorso. Ulteriori elementi per gli sviluppi dell'inchiesta sono attesi dalla scatola nera della nave, rinvenuta ieri. Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia naufragata ieri nei pressi dell'Isola del Giglio, "non è stato l'ultimo ad abbandonare la nave", come invece sostenuto dallo stesso Schettino nell'interrogatorio sostenuto davanti alla Capitaneria di Porto. Lo ha detto Francesco Verusio, procuratore capo di Grosseto, intervistato da Sky Tg24 precisando: "La manovra della nave non doveva essere quella. Inoltre purtroppo devo confermare che il comandante non è stato l'ultimo ad abbandonare la nave". "Stiamo valutando - ha poi aggiunto - eventuali altre responsabilità". Schettino è stato arrestato ieri sera con le accuse di abbandono della nave, omicidio colposo plurimo e disastro.
Qual sarà il destino della Costa Concordia? - Tra le fonti della Costa Crociere e le autorità portuali circolano prevalentemente due ipotesi. La più preferibile è che sia possibile "tirare su" la nave, sia pur lunga 293 metri. Riparare la falla, pompare via l'acqua anche dalle parti stagne, raddrizzare la Costa Concordia e, a quel punto, farla rimorchiare, sarebbe un'operazione difficile ma tutt'altro che impossibile. D'altra parte, spiegano alcuni tecnici portuali, "bisogna vedere se si è aperta una falla anche sul fianco destro, che è quello che poggia sul fondo". Altrimenti? "Altrimenti c'è l'altra ipotesi di smontarla pezzo per pezzo, ma sarebbe un'operazione estremamente più lunga e complessa. E rischiosa: quando c'è grecale o scirocco sarebbe pericolosa per gli addetti, una eventuale operazione di questo genere".
Il Presidente del Consiglio Mario Monti esprime Cordoglio
- Monti "a nome del governo italiano e suo personale il profondo
cordoglio alle famiglie delle vittime e vivi auguri per una pronta
guarigione ai feriti colpiti nella sciagura della nave di crociera
'Concordia' affondata ieri di fronte all'Isola del Giglio". Lo afferma
una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente questa sera ha telefonato al
Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e ai sindaci dei
Comuni di Monte Argentario Arturo Cerulli e dell' Isola del Giglio
Sergio Ortelli per ringraziarli dell' impegno e della solidarietà
dimostrata nei soccorsi. Il Presidente ha annunciato che proporrà al
Presidente della Repubblica di concedere la medaglia al valore civile
alla popolazione dei due Comuni per il loro encomiabile comportamento.
sabato 14 gennaio 2012
Isola del Giglio - Il naufragio della Costa Concordia. Tragedia all'Isola del Giglio, mancano in quaranta. Arrestato il comandante: "E' omicidio colposo". I superstiti: "Come sul Titanic"
Affonda una nave, tragedia al Giglio. All'appello mancano in quaranta
I 4229 passeggeri della Costa Concordia sorpresi durante
la cena: «Sembrava il Titanic».
L'isola soccorre i superstiti,
ma finiscono le scorte medicinali.
Almeno tre le vittime accertate:
2 turisti francesi e un peruviano
La Costa Concordia ormai coricata su un fianco
GRAZIA LONGO
inviata a Porto Santo Stefano
Tre morti (due francesi e un peruviano) per
annegamento, decine di feriti e dispersi. Si aggrava il bilancio della
tragedia nelle acque toscane dell’isola del Giglio, dove ieri sera la
nave da crociera Costa Concordia si è incagliata a ridosso degli scogli
nella secca di Punta Gabbianara. Dopo una notte di paura e soccorsi,
adesso si indaga sui motivi della tragedia. Il comandante Francesco
Schettino è in stato di fermo: secondo gli investigatori si sarebbe
avvicinato alla riva per salutare. Ecco i nomi delle vittime: Francis
Servel, Jean-Pierre Micheaud, entrambi di nazionalità francese, e Thomas
Alberto Costiglia Mendoza, di nazionalità peruviana.
La dinamica
La Concordia era salpata alle 19 da Civitavecchia con 4.229 persone a bordo: oltre tremila ospiti e 1023 tra camerieri e componenti dell’equipaggio. Le lancette si sono fermate neanche tre ore dopo, alle 21,40, quando la chiglia si è incastrata provocando un forte scossone mentre i passeggeri erano alla cena inaugurale. Il botto terribile, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.
La grande paura
Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: in molti sono caduti in acqua, qualcuno forse, mentre lo scafo si piegava sempre più, sull’onda del panico si è addirittura gettato e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, né si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.
Incastrata nella secca
La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività, era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», è rimasta incastrata nella secca nei pressi della punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub. Proprio dall’isola sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i superstiti. Ora l'emergenza si è spostata sul fronte scorte mediche, quasi esaurite, ha fatto sapere il vicesindaco.
Il trasferimento
Più tardi è cominciato, per tutti loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano. «Sappiamo che sono arrivate a terra 4165 persone su quante erano presenti sulla nave - ha sottolineato il capo ufficio relazioni esterne delle Capitanerie di porto, il comandante Filippo Marini - Tutti dati che stiamo verificando, serve prudenza, alcuni infatti sono stati trasferiti in elicottero». In pochi minuti la nave ha cominciato ad imbarcare acqua da una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. «Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra», hanno raccontato i passeggeri precisando che all’inizio è stato detto che si trattava solo di un guasto elettrico. «Scene da Titanic», commenta la giornalista Mara Parmegiani, sulla Concordia perché organizzatrice di una serie di workshop e sfilate di abiti vintage rarissimi e firmati dai più grandi stilisti di sempre, ora probabilmente già distrutti dall’acqua.
Mentre si cerca di evitare il disastro ambientale tenendo sotto controllo le oltre duemila tonnellate di gasolio presenti nei serbatoi, sono molti gli interrogativi sulla dinamica iniziale dell’incidente: secondo alcuni passeggeri la nave sarebbe stata fuori rotta di alcune miglia. Sicuro l’impatto con uno scoglio, forse prima con un banco di sabbia, anche se non si conoscono ancora le cause: errore umano o tecnico.
Certo è che la manovra del comandante Francesco Schettino, che ha prontamente portato la Costa Concordia nei pressi del porticciolo del Giglio, ha facilitato di molto i soccorsi consentendo a oltre 4 mila persone di essere salvate. Anche perchè, se la nave fosse affondata in alto mare, le condizioni ambientali sarebbero state ben differenti e molto più difficili.
Le polemiche
Ma non sono mancate le polemiche, anche aspre, da parte dei sopravvissuti per il carenze dei soccorsi a bordo della nave da crociera.
Le inchieste
Due le inchieste aperte sul naufragio, amministrativa e penale, mentre il comandante e alcuni membri dell’equipaggio sono stati lungamente interrogati dai carabinieri e dal Pm di Grosseto.
Sono centinaia le persone, soprattutto straniere già rimpatriate grazie anche alle procedure d’urgenza messe in atto dalla polizia di frontiera italiana, visto che la maggior parte dei croceristi ha perso praticamente tutto nel naufragio, documenti compresi.
La dinamica
La Concordia era salpata alle 19 da Civitavecchia con 4.229 persone a bordo: oltre tremila ospiti e 1023 tra camerieri e componenti dell’equipaggio. Le lancette si sono fermate neanche tre ore dopo, alle 21,40, quando la chiglia si è incastrata provocando un forte scossone mentre i passeggeri erano alla cena inaugurale. Il botto terribile, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.
La grande paura
Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: in molti sono caduti in acqua, qualcuno forse, mentre lo scafo si piegava sempre più, sull’onda del panico si è addirittura gettato e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, né si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.
Incastrata nella secca
La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività, era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», è rimasta incastrata nella secca nei pressi della punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub. Proprio dall’isola sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, «qualsiasi cosa abbia un tetto» e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i superstiti. Ora l'emergenza si è spostata sul fronte scorte mediche, quasi esaurite, ha fatto sapere il vicesindaco.
Il trasferimento
Più tardi è cominciato, per tutti loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano. «Sappiamo che sono arrivate a terra 4165 persone su quante erano presenti sulla nave - ha sottolineato il capo ufficio relazioni esterne delle Capitanerie di porto, il comandante Filippo Marini - Tutti dati che stiamo verificando, serve prudenza, alcuni infatti sono stati trasferiti in elicottero». In pochi minuti la nave ha cominciato ad imbarcare acqua da una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. «Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra», hanno raccontato i passeggeri precisando che all’inizio è stato detto che si trattava solo di un guasto elettrico. «Scene da Titanic», commenta la giornalista Mara Parmegiani, sulla Concordia perché organizzatrice di una serie di workshop e sfilate di abiti vintage rarissimi e firmati dai più grandi stilisti di sempre, ora probabilmente già distrutti dall’acqua.
Mentre si cerca di evitare il disastro ambientale tenendo sotto controllo le oltre duemila tonnellate di gasolio presenti nei serbatoi, sono molti gli interrogativi sulla dinamica iniziale dell’incidente: secondo alcuni passeggeri la nave sarebbe stata fuori rotta di alcune miglia. Sicuro l’impatto con uno scoglio, forse prima con un banco di sabbia, anche se non si conoscono ancora le cause: errore umano o tecnico.
Certo è che la manovra del comandante Francesco Schettino, che ha prontamente portato la Costa Concordia nei pressi del porticciolo del Giglio, ha facilitato di molto i soccorsi consentendo a oltre 4 mila persone di essere salvate. Anche perchè, se la nave fosse affondata in alto mare, le condizioni ambientali sarebbero state ben differenti e molto più difficili.
Le polemiche
Ma non sono mancate le polemiche, anche aspre, da parte dei sopravvissuti per il carenze dei soccorsi a bordo della nave da crociera.
Le inchieste
Due le inchieste aperte sul naufragio, amministrativa e penale, mentre il comandante e alcuni membri dell’equipaggio sono stati lungamente interrogati dai carabinieri e dal Pm di Grosseto.
Sono centinaia le persone, soprattutto straniere già rimpatriate grazie anche alle procedure d’urgenza messe in atto dalla polizia di frontiera italiana, visto che la maggior parte dei croceristi ha perso praticamente tutto nel naufragio, documenti compresi.
Da www.laStampa.it del 14 gennio 2012
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mercoledì 20 aprile 2011
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