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lunedì 11 agosto 2025
Italia - Liguria, tra Monterosso e Vernazza, a mezzogiorno due turisti colti da malore
martedì 1 ottobre 2024
Italia - La Spezia, alle Cinque Terre si sporge per fotografare il tramonto: turista precipita dalla Via dell'Amore
Una turista ungherese di cinquant'anni è rimasta ferita lunedì sera lungo la Via dell'Amore alle Cinque Terre
dopo essere precipitata oltre il parapetto nel tentativo di recuperare
il proprio telefono. La donna è caduta su un terrazzamento due metri più
in basso riportando la distorsione di un ginocchio.
mercoledì 28 agosto 2024
Italia - Liguria, Cinque Terre: velista scuffia, si salva aggrappato a scafo
Martedì pomeriggio il diportista stava navigando al largo di Monesteroli quando è stato sorpreso da un forte temporale che si è abbattuto sulla costa ligure e toscana
domenica 14 aprile 2024
Italia - Liguria, caldo fuori stagione, in Riviera i primi tuffi e spiagge prese d'assalto
Dalle Cinque Terre fino a Sanremo spiagge affollate di residenti e turisti per un anticipo d'estate da tutto esaurito in Liguria grazie alle temperatura notevolmente sopra alla media stagionale
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martedì 5 dicembre 2023
Italia - Liguria, Cinque Terre, a Manarola s'illumina il presepe più grande del mondo
È il primo anno del Presepe luminoso di Manarola, alle Cinque Terre, senza il suo ideatore. Mario Andreoli se ne è andato ormai un anno fa, all'età di 94 anni, pochi giorni dopo l'ultima accessione della Natività più grande del mondo.
domenica 22 ottobre 2023
Italia - Liguria, Cinque Terre, la "Via dell'amore" e i lavori di messa in sicurezza sono al 70%: conclusione a luglio 2024
La spesa totale sull'opera è di 21,9 milioni di euro, a cui il ministero dell'Ambiente ha contribuito per 3 milioni e quello della Cultura per 6,9 milioni
martedì 22 agosto 2023
Italia - Liguria, il rigassificatore a Vado Ligure, il governatore Toti: “Turismo record per Cinque Terre e Porto Venere anche se vicine all’impianto di Panigaglia”
Il Governatore e commissario regionale smorza ogni polemica sulle ripercussioni negative per le località turistiche del savonese
domenica 2 luglio 2023
Liguria - Alle Cinque Terre, riaperta la Via dell'Amore: su prenotazione e a pagamento
Da ieri, sabato 1 luglio, la Via dell'Amore, la passeggiata più romantica del mondo, ha riaperto al pubblico dopo 11 anni almeno per un piccolo tratto. Dopo l'inaugurazione, avvenuta nemmeno un mese fa, ecco che i primi 160 metri a partire da Riomaggiore sono nuovamente percorribili con un accesso sperimentale a pagamento e su prenotazione.
giovedì 22 giugno 2023
Italia - Liguria, Cinque Terre, è giallo a Monterosso, trovato cadavere che galleggiava al largo
Le indagini sono ancora in corso. L'uomo, un 63enne milanese in vacanza, potrebbe aver avuto un malore mentre nuotava al largo della spiaggia del Gigante
sabato 8 aprile 2023
Italia - Liguria, Cinque Terre, turista tedesco muore su sentiero tra Vernazza e Monterosso
Ancora non è chiaro se la causa del decesso sia il malore o le ferite riportate durante la caduta
sabato 1 aprile 2023
Italia - Liguria, Lavagna, ecco il battello a idrogeno: farà servizio nelle Cinque Terre
Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sperimentazione. Sono questi i tre principi che hanno guidato la realizzazione del BIIM, il battello ibrido, realizzato presso i Cantieri Navali del Tigullio, che a partire da maggio entrerà nella flotta del Consorzio Cinque Terre Navigazione dei Poeti.
sabato 2 aprile 2022
Italia - Neve, gelo e mareggiate: il maltempo colpisce l'Italia da Nord a Sud
Sardegna imbiancata (e temperature polari) così come le Cinque Terre. Neve sul Vesuvio e mareggiate sul litorale laziale
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lunedì 2 agosto 2021
Italia - Liguria: Cinque Terre, turista resta aggrappato per ore a un muraglione: salvato
Recuperato con l'elicottero durante la notte
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domenica 17 giugno 2012
Liguria - Invasione di turisti il sole spazza via anche la crisi
Ma l'assessore Berlingieri frena: "Sarà una stagione difficile"
di Erica Manna
QUESTA volta non c'è stato bisogno della web-cam. "Consigliamo sempre ai
turisti di chiamarci, o di controllare in tempo reale il meteo sul
nostro sito Internet - ripetono all'ufficio del Turismo di Diano
Marina - perché è un attimo: senti al Tg che danno brutto, e disdici
la prenotazione. È stato così per tutto il mese". Ieri e oggi, invece,
tutti al mare: neanche una camera libera, da Ponente a Levante. Eppure,
qualche nuvola rimane, all'orizzonte.
"La stagione è cominciata
con il barometro che segnava brutto, come il tempo - spiega
l'assessore regionale al Turismo Angelo Berlangieri, in vena di metafore
- gli italiani sono in difficoltà, abbiamo registrato meno persone e
meno presenze. Un po' meglio gli stranieri, ma anche loro, anche i
tedeschi cominciano a sentire la crisi: spendono meno e si fermano di
meno. E poi ci si è messo pure il tempo, di traverso. Questo fine
settimana è molto positivo: le prenotazioni sono in crescita, sembra che
l'estate non andrà male come numeri. Anche se, a fine stagione, la
previsione è che ci ritroveremo comunque con il segno meno: ci sarà
stato molto movimento, ma un fatturato negativo. Perché sono le
abitudini, che stanno cambiando: stanno scomparendo i week-end toccata e
fuga: un po' perché l'Imu ha terrorizzato tutti, un po' per i costi di
autostrada e benzina, un po' per la paura di trovare tempo brutto. Così,
siamo tornati alle origini: alla classica vacanza a luglio o ad agosto.
Dopo tanta fatica per destagionalizzare! Ma più che altro, sono preoccupato per
l'autunno e l'inverno: sarà difficile per molte aziende tenere aperto
tutto l'anno, anche se cercheremo come Regione di mettere in campo
misure di sostegno. Perché la crisi e la recessione sono vere,
tangibili. E nel movimento turistico il 75 per cento è rappresentato da
italiani, per questo l'arrivo di stranieri non riesce a compensare la
flessione".
Vernazza ritorna a vivere
Ieri a Vernazza la gelateria Giannoni di via Roma ha tirato su la saracinesca. Era chiusa da novembre. Pino Giannoni ci si era appoggiato contro, insieme al figlio Valentino, a fare da scudo contro l'onda di piena. E aveva tenuto duro, resistendo a tenere la porta aperta, mentre Valentino raggiungeva la moglie Carly e il figlio Zen di tre anni, intrappolati nel retrobottega. Appena in tempo, prima che l'acqua lo trascinasse via. Ieri Valentino ha riaperto la storica gelateria di suo padre, con le lacrime agli occhi. "Un segnale di speranza - ripetevano in tanti - ripartiamo da qui, da questa bella giornata".
Cinque Terre, i sentieri da riparare
"È il primo fine settimana di bel tempo. Ci voleva proprio" sospirano gli albergatori di Portovenere, che risplende tanto da sembrare finta. A Monterosso c'è la Festa dell'acciuga, a Vernazza registrano la trasmissione Rai Yo Yo per i bambini. "Dobbiamo essere consci che le Cinque Terre possono continuare a evolversi se il turismo va sempre più a braccetto con l'agricoltura. E poi, la prima cosa da fare - ripetono tutti - è il ripristino dei sentieri: sono le nostre industrie, e per lo più a impatto ambientale zero. Bisogna intervenire con i comuni e riportare in luce i sentieri che sono stati danneggiati dall'alluvione. Come il Manarola- Corniglia, ancora interrotto. E poi quelli verticali, che dalle unghie vanno alle nocche, come se fosse una mano".
Il toto-meteo di Ponente
"Un sole meraviglioso e neanche una camera libera": il sole splende su Alassio, sintetizza il presidente dell'Associazione Albergatori Angelo Galtieri. Peccato per il meteo. Non quello vero, visto che qui, ti spiegano, hanno la fortuna di avere le spalle coperte: letteralmente, con le colline a riparare la baia dai temporali. Ma quello dei telegiornali, che, puntualmente, non c'azzeccano. "Ci penalizzano da morire - spiegano all'associazione albergatori - tanto che, qualche anno fa, avevamo invitato qui il colonnello Giuliacci. Per fargli vedere che, nonostante avesse previsto pioggia, qui c'era un sole cocente! ". Così, ci si arrangia.
"Non facciamo altro che stampare le previsioni e appenderle ovunque - ti dicono subito all'Ufficio informazioni turistiche di Diano Marina - non deve fidarsi, controlli sempre la web-cam sul sito visitrivieradeifiori. it o Meteo-France - si accalora l'operatore - ecco, qui ora abbiamo quasi ventotto gradi. Finalmente. Nell'ultimo mese sembrava lo facesse apposta: sempre bello da lunedì a venerdì. E invece, ora iniziano a fioccare le prenotazioni. Per il fine settimana le stanze sono quasi tutte esaurite".
Da www.Repubblica.it del 17 Giugno 2012
domenica 27 novembre 2011
Genova - Solidarietà vietata ai giovani Pdl. I no global: «Fascisti, andatevene»
E pensare che avevano organizzato tutto. Sei macchine cariche di capi
d'abbigliamento da distribuire ieri mattina in piazzale Adriatico agli
alluvionati e a tutti coloro che ne avevano bisogno, dopo che il
nubifragio del 4 novembre scorso ha piegato la città.
Giacche, piumini, felpe, cappotti: mille - mille, non una decina - pezzi nuovi di
pacca fatti recapitare a Genova dalla ditta Canali di Milano. Un gesto
di solidarietà, punto e stop. Senza nessun'altra connotazione.
Invece succede che il gruppo di ragazzi che si era preso la briga di distribuire i vestiti non ha potuto nemmeno iniziare a mettere la merce nel baule. La ragione? Tutta colpa di quel maledetto volantino che si sono messi in testa di distribuire la sera prima - ingenui loro - nel quartiere per pubblicizzare la cosa e sul quale hanno stampato - guai a loro - pure il simbolo della Giovane Italia, il coordinamento cittadino dei giovani del Pdl. Ma siamo impazziti? Il centrodestra che si permette di fare solidarietà in una zona «rossa»? Un affronto, a tal punto da meritarsi una scarica di insulti e minacce dal nemico, ovvero gli antagonisti, ovvero i ragazzi dei centri sociali.
Invece succede che il gruppo di ragazzi che si era preso la briga di distribuire i vestiti non ha potuto nemmeno iniziare a mettere la merce nel baule. La ragione? Tutta colpa di quel maledetto volantino che si sono messi in testa di distribuire la sera prima - ingenui loro - nel quartiere per pubblicizzare la cosa e sul quale hanno stampato - guai a loro - pure il simbolo della Giovane Italia, il coordinamento cittadino dei giovani del Pdl. Ma siamo impazziti? Il centrodestra che si permette di fare solidarietà in una zona «rossa»? Un affronto, a tal punto da meritarsi una scarica di insulti e minacce dal nemico, ovvero gli antagonisti, ovvero i ragazzi dei centri sociali.
Ecco come sono andati i fatti.
«Venerdì sera verso le otto, siamo andati in piazzale Adriatico per mettere le locandine per pubblicizzare la distribuzione degli abiti - racconta A., uno dei ragazzi della “Giovane Italia” -. Sul foglio c'era anche un simbolino del coordinamento. Appena abbiamo appeso i primi cartelli, un paio di ragazzi che erano lì in piazza a fumare, sono andati a leggerli e li hanno strappati. Ci hanno chiesto se eravamo del Pdl, e hanno alzato il pugno per picchiarci. Due ci sono venuti incontro, mentre gli altri chiamavano i rinforzi con i cellulari o al citofono dei palazzi».
Quando gli si parano davanti, i due no global dicono ad A. di far parte del centro sociale «Caos», uno addirittura spiega di essere il fondatore. Lui cerca di calmarli, prova a parlarci e a farli ragionare. In fondo sono tutti coetani, giovani di vent'anni o poco più, e perch´ dovrebbero prendersi a botte per una questione di solidarietà, alla quale nessuno e tantomeno loro, vogliono attribuire un colore politico?
«Gli ho detto di leggere il volantino e che noi avevamo le migliori intenzioni e nessuna voglia di speculare su un fatto come l'alluvione del 4 novembre, ma hanno iniziato ad insultarci, a chiamarci “Fascisti” ed altre offese più pesanti ad una ragazza che era con noi».
Ma non c'è niente da fare: loro, i giovani del Pdl hanno osato mettere la bandiera del partito nel territorio nemico, affiggendo persino dei volantini con quel simbolo. Quindi si meritano una punizione, così la prossima volta capiranno quali sono i confini da non varcare, mai, promettono gli antagonisti.
«Ci hanno detto che se volevamo uscire indenni, dovevamo girare i tacchi e andarcene perch´ tempo due minuti sarebbero arrivati gli altri». E «gli altri», assicurano i simpatizzanti dei centri sociali, son quelli «cattivi», i 40enni duri e puri chiamati dai più giovani a raccolta in piazzale Adriatico, per pestare i fascisti.
«Dopo la discussione - continua a raccontare A. - mi hanno detto che se volevamo fare del bene, potevamo lasciare i capi all'Arci e poi li avrebbero presi loro. Ma che non potevamo darli come Giovane Italia».
A. ha vent'anni e mai si sarebbe aspettato che nel 2011 potessero ancora accadere cose del genere, che ci fosse una città spaccata con delle «zone franche» in cui non fosse tollerata la presenza di simboli di partito diversi rispetto a quello vigente.
«Ieri ho avuto paura, paura vera. Era gente con la bava alla bocca, rabbiosi. Poi siamo riusciti a parlarci, però». Però è stato solo un caso se alla fine con i ragazzi dei centri sociali, non è scoppiata una rissa perch´ era evidente, dice A., che gli antagonisti cercassero soltanto lo scontro. Per fortuna nessuno si è fatto male, e non sono volati pugni, schiaffi o spintoni.
Ma il punto è un altro, ed è che la distribuzione organizzata per ieri mattina dei capi per gli alluvionati è saltata e gli unici a rimetterci sono stati proprio loro, le persone che hanno perso tutto e che in questo momento hanno più bisogno di aiuto. Alla faccia della democrazia e di chi si vanta di esserne un paladino.
«Sinceramente non ci sembrava il caso di regalare gli abiti all'Arci, poi si facevano belli loro con una nostra iniziativa. Ora stiamo pensando di darli agli alluvionati delle Cinque Terre», aggiunge A.
Ieri mattina alla riunione del coordinamento metropolitano del Pdl, il capogruppo in Comune, Matteo Campora ha stigmatizzato quanto è successo che «evidenzia un razzismo politico contro il centrodestra. Chiederemo al consiglio comunale di esprimere solidarietà ai ragazzi, lo stesso che abbiamo fatto noi». Anche il senatore Giorgio Bornacin, coordinatore metropolitano pidiellino è pronto a chiedere un incontro a Prefetto e Questore.
«Venerdì sera verso le otto, siamo andati in piazzale Adriatico per mettere le locandine per pubblicizzare la distribuzione degli abiti - racconta A., uno dei ragazzi della “Giovane Italia” -. Sul foglio c'era anche un simbolino del coordinamento. Appena abbiamo appeso i primi cartelli, un paio di ragazzi che erano lì in piazza a fumare, sono andati a leggerli e li hanno strappati. Ci hanno chiesto se eravamo del Pdl, e hanno alzato il pugno per picchiarci. Due ci sono venuti incontro, mentre gli altri chiamavano i rinforzi con i cellulari o al citofono dei palazzi».
Quando gli si parano davanti, i due no global dicono ad A. di far parte del centro sociale «Caos», uno addirittura spiega di essere il fondatore. Lui cerca di calmarli, prova a parlarci e a farli ragionare. In fondo sono tutti coetani, giovani di vent'anni o poco più, e perch´ dovrebbero prendersi a botte per una questione di solidarietà, alla quale nessuno e tantomeno loro, vogliono attribuire un colore politico?
«Gli ho detto di leggere il volantino e che noi avevamo le migliori intenzioni e nessuna voglia di speculare su un fatto come l'alluvione del 4 novembre, ma hanno iniziato ad insultarci, a chiamarci “Fascisti” ed altre offese più pesanti ad una ragazza che era con noi».
Ma non c'è niente da fare: loro, i giovani del Pdl hanno osato mettere la bandiera del partito nel territorio nemico, affiggendo persino dei volantini con quel simbolo. Quindi si meritano una punizione, così la prossima volta capiranno quali sono i confini da non varcare, mai, promettono gli antagonisti.
«Ci hanno detto che se volevamo uscire indenni, dovevamo girare i tacchi e andarcene perch´ tempo due minuti sarebbero arrivati gli altri». E «gli altri», assicurano i simpatizzanti dei centri sociali, son quelli «cattivi», i 40enni duri e puri chiamati dai più giovani a raccolta in piazzale Adriatico, per pestare i fascisti.
«Dopo la discussione - continua a raccontare A. - mi hanno detto che se volevamo fare del bene, potevamo lasciare i capi all'Arci e poi li avrebbero presi loro. Ma che non potevamo darli come Giovane Italia».
A. ha vent'anni e mai si sarebbe aspettato che nel 2011 potessero ancora accadere cose del genere, che ci fosse una città spaccata con delle «zone franche» in cui non fosse tollerata la presenza di simboli di partito diversi rispetto a quello vigente.
«Ieri ho avuto paura, paura vera. Era gente con la bava alla bocca, rabbiosi. Poi siamo riusciti a parlarci, però». Però è stato solo un caso se alla fine con i ragazzi dei centri sociali, non è scoppiata una rissa perch´ era evidente, dice A., che gli antagonisti cercassero soltanto lo scontro. Per fortuna nessuno si è fatto male, e non sono volati pugni, schiaffi o spintoni.
Ma il punto è un altro, ed è che la distribuzione organizzata per ieri mattina dei capi per gli alluvionati è saltata e gli unici a rimetterci sono stati proprio loro, le persone che hanno perso tutto e che in questo momento hanno più bisogno di aiuto. Alla faccia della democrazia e di chi si vanta di esserne un paladino.
«Sinceramente non ci sembrava il caso di regalare gli abiti all'Arci, poi si facevano belli loro con una nostra iniziativa. Ora stiamo pensando di darli agli alluvionati delle Cinque Terre», aggiunge A.
Ieri mattina alla riunione del coordinamento metropolitano del Pdl, il capogruppo in Comune, Matteo Campora ha stigmatizzato quanto è successo che «evidenzia un razzismo politico contro il centrodestra. Chiederemo al consiglio comunale di esprimere solidarietà ai ragazzi, lo stesso che abbiamo fatto noi». Anche il senatore Giorgio Bornacin, coordinatore metropolitano pidiellino è pronto a chiedere un incontro a Prefetto e Questore.
«Sono stanco di questo strapotere dei centri sociali in città, quello
che è successo è vergognoso. Non si trattava di un volantinaggio
politico, n´ di propaganda. I ragazzi stavano semplicemente distribuendo
gli avvisi nelle caselle di posta dei condomini per dire che l'indomani
avrebbero regalato gli abiti agli alluvionati».
Era stato un abitante del Municipio Medio Levante a procurare il contatto con la ditta di Milano per dare gli abiti agli alluvionati. «Visto che una parte di Genova impedisce gli aiuti, abbiamo deciso di dare tutto alle Cinque Terre - spiega Fabio Orengo, presidente del parlamentino del Medio Levante -. L'altra sera ho chiamato Gianelli (presidente del Municipio Media Val Bisagno, ndr) per raccontargli cosa era successo. Era dispiaciuto anche lui. Gli ho detto che quest'aggressione ledeva il buon nome del suo municipio e anche dell'Arci. La solidarietà è di tutti e non ha colore politico».
Era stato un abitante del Municipio Medio Levante a procurare il contatto con la ditta di Milano per dare gli abiti agli alluvionati. «Visto che una parte di Genova impedisce gli aiuti, abbiamo deciso di dare tutto alle Cinque Terre - spiega Fabio Orengo, presidente del parlamentino del Medio Levante -. L'altra sera ho chiamato Gianelli (presidente del Municipio Media Val Bisagno, ndr) per raccontargli cosa era successo. Era dispiaciuto anche lui. Gli ho detto che quest'aggressione ledeva il buon nome del suo municipio e anche dell'Arci. La solidarietà è di tutti e non ha colore politico».
di Giulia Guerri
Da www.IlGiornale.it del 27 Novembre 2011
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lunedì 31 ottobre 2011
Laigueglia - Volontari della Protezione Civile da tutto il savonese per soccorrere i sopravvissuti all'alluvione nelle Cinque Terre. La Croce Rossa: racconti dall'inferno
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