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sabato 11 settembre 2010

Scajola annuncia il suo ritorno



Claudio Scajola è pronto al rientro e annuncia:
«Vendo la casa e faccio beneficenza». 

Dopo centoventotto giorni dalle sue dimissioni non c'è ancora il suo successore al ministero dello Sviluppo Economico, ma già l'imperiese Claudio Scajola, in un'intervista al Corriere della Sera, annuncia il suo ritorno.

L'abbandono del dicastero, lo scorso 4 Maggio, dopo l'inchiesta sulla cosiddetta "cricca" e la scoperta della casa al Colosseo pagata, in parte, con soldi dell'imrpenditore Diego Anemone. 

«Se me l'hanno pagata non me ne sono accorto», aveva detto Scajola, che assicura: «So di avere fatto la figura del deficente, ma era vero».

Ora il gesto riparatore: «Vendo l'appartamento, farò beneficenza con i novecentomila euro che fecero versare al posto mio». 

La scorsa settimana Scajola ha incontrato Silvio Berlusconi, e si parla di un suo ritorno sulla scena politica forse come organizzatore della campagna elettorale in caso di elezioni anticipate.   

Lui smentisce: «Ci vuole tempo, devo ritrovare il mio equilibrio».

Il ritorno a Roma e l'incontro con Berlusconi, però, fanno pensare a un ritorno imminente.


Da www.CittàdiGenova.it  del 10 Settembre 2010

martedì 10 agosto 2010

ANSA.IT - Casa An, Scajola si ribella: “Sbagliato paragonarmi a Fini”



 Claudio Scajola

‘Cosa c’entra la mia vicenda con quella di Fini? 


Li’ era lui che firmava, io non ho mai firmato nulla’. E’ la reazione dell’ex ministro Claudio Scajola, dimessosi dopo l’inchiesta sul suo appartamento romano, al paragone con Gianfranco Fini per la questione della casa di Montecarlo di An, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. 
Magari il Presidente della Camera, avrebbe detto Scajola a chi lo ha sentito ieri, ‘non c’entrerà’ nulla con la storia dell’affitto. Per carita’. 
Anche a me dicevano, devi spiegare: ma come faccio a spiegare una cosa che non so? 
Pero’ e’ ben diversa la sua vicenda dalla mia. Non possono accostarle.   
Credo che non abbia nessuna responsabilità, ma se hanno venduto alla società, qualche atto l’avrà dovuto firmare’.
In ogni caso Scajola e’ convinto che ci sia ‘una guerra di dossier. E tutti e due ci siamo finiti dentro’.
‘Dal giorno delle dimissioni – sarebbe stato il suo sfogo – non sono più rientrato nell’appartamento. Perchè se davvero risulterà che e’ stato pagato in parte con soldi non miei non voglio più abitarci’. Peraltro, ‘i giornali’ non hanno scritto che i ‘gravi provvedimenti’ nei miei confronti non sono mai scattati. Nemmeno l’avviso di garanzia. Ma di fronte al casino, per rispetto delle istituzioni, per fare chiarezza io mi sono dimesso, l’ho pagata. 
E non va bene nemmeno così ?  La devo pagare due volte passando per fesso?” 

Da www.Ansa.it

mercoledì 19 maggio 2010

L'ex ministro Scajola invitato all'inaugurazione del nuovo tratto di pista ciclabile a Sanremo



L'ex ministro dello Sviluppo Economico, on. Claudio Scajola

 Appuntamento: Sabato alle 12

Sanremo - Qualora Scajola accettasse l'invito, si tratterebe per lui della prima uscita pubblica, dopo le dimissioni conseguenti alla bufera mediatico-giudiziaria riguardante l'acquisto di una casa al Colosseo.
Anche l'ex ministro Claudio Scajola e' stato invitato, sabato prossimo, all'inaugurazione del nuovo tratto di pista ciclabile di Sanremo da Piazza Bresca, all'Imperatrice, la cui cerimonia e' in programma, dalle 12, nell'ex deposito merci della vecchia stazione ferroviaria. 
All'ormai consueta parata, non mancheranno l'amministrazione comunale di Sanremo, al completo, con in testa il sindaco Maurizio Zoccarato; per proseguire con gli amministratori della Regione e della Provincia. 
Qualora Scajola accettasse l'invito, si tratterebe per lui della prima uscita pubblica, dopo le dimissioni conseguenti alla bufera mediatico-giudiziaria riguardante l'acquisto di una casa vicino al Colosseo, con parte dei soldi versati dal costruttore Anemone.

Fabrizio Tenerelli

Da www.Riviera 24.it  del 19 Maggio 2010

lunedì 17 maggio 2010

Adnkronos - Scajola smentisce la moglie: ''Falso che non parlo per coprire chi è più coinvolto''

 
 
 
Claudio Scajola, ex responsabile del dicastero dello sviluppo economico 
 
ultimo aggiornamento: 17 maggio, ore 13:57
 
Roma - (Adnkronos) - L'ex ministro prende le distanze da quanto affermato oggi in un'intervista a 'La Repubblica' dalla consorte Maria Teresa Verda e chiarisce: ''Le uniche persone titolate a rilasciare dichiarazioni siamo io e il mio legale'
 
 

Caso Scajola, la Moglie lo difende su Repubblica. Il ministro la smentisce

 L'ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola in compagnia della consorte, 
Prof.ssa Maria Teresa Verda
 
"Se non parla ancora e per non creare problemi 
a persone più coinvolte di lui in questa vicenda"


«Se non parla ancora è per non creare problemi a persone più coinvolte di lui in questa vicenda. Abbiamo bisogno di capire. Con calma. Tutte queste presunte fughe di notizie sui giornali non fanno che aumentare la confusione. Mio marito ha seguito i consigli del suo avvocato». Parla così Maria Teresa Verda, moglie dell'ex ministro Claudio Scajola, a proposito dello scandalo che ha travolto il marito, che non ha voluto testimoniare alla procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8.
La moglie dell'ex titolare dello Sviluppo economico spiega che «la posizione di mio marito è quella di un granello rispetto a una tempesta di sabbia».


La signora Scajola difende il premier, che ha preso le distanze dall’ex ministro: «E cos'altro doveva fare? Berlusconi vuole bene a mio marito. Lo ha sempre stimato e continua a farlo. Capisco le sue parole, perchè è giusto in questo momento prendere le distanze dalla vicenda. E lasciare che si faccia chiarezza. Non dimenticate che Claudio si è dimesso proprio per questo».
Ma Maria Teresa si toglie anche qualche sassolino: «Davvero strano - osserva - Tutte le volte che sale in alto, ma veramente in alto, succede qualcosa. Sembra quasi che qualcuno gli voglia male». E avverte: «Ma attenzione perché mio marito è uno capace, uno tosto. Che non molla mai. Lo vedrete anche questa volta».


La smentita del marito -  Claudio Scajola smentisce l'intervista rilasciata dalla moglie a Repubblica e precisa di "non condividerne il contenuto", aggiungendo che la decisione di non presentarsi davanti ai Pm non ha nulla a che vedere con la volontà di non creare problemi "a persone molto più coinvolte". Scajola precisa inoltre che "le uniche persone titolate a rilasciare dichiarazioni in merito alla nota vicenda siamo io e il mio legale, avvocato Giorgio Perroni. Prego, pertanto, la stampa di non cercare di ottenere dichiarazioni dai miei familiari, i quali stanno vivendo un momento di comprensibile difficoltà di cui si deve avere rispetto". 
 
17/05/2010


Da www.libero-news.it 

domenica 16 maggio 2010

A Perugia Scajola sarà richiamato in Procura per testimoniare

 L'ex ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, 
in una foto di qualche mese addietro, 
durante la cerimonia in cui viene insignito della 
Legion d'Onore, alta onorificenza della Francia. 

Entro pochi giorni verrà nuovamente convocato 
dai pm l'ex ministro 
dello Sviluppo economico Claudio Scajola, 

protagonista della vicenda dell’appartamento di fronte al Colosseo acquistato - secondo l’accusa - con assegni riconducibili all’imprenditore edile Diego Anemone.  
Scajola doveva essere sentito già ieri, ma per il suo legale, l’avvocato Giorgio Perroni, dopo le ultime notizie sull’inchiesta sarebbe venuto meno «il rispetto delle garanzie difensive previste» e inoltre i magistrati di Perugia non sarebbero «competenti a occuparsi dell’indagine». 
Aspetto, quest’ultimo, su cui il tribunale gli ha dato torto: «Per commentare bisogna prima conoscere il provvedimento e sapere per quali ragioni il Riesame ha deciso questo. Comunque non ha giudicato il fatto che sembrerebbe attribuito a Scajola», ha commentato a caldo Perroni. Il fatto che l’esponente del Pdl non si è presentato davanti ai magistrati di Perugia per essere interrogato come persona informata dei fatti, ha aggiunto l’avvocato, «è stata una mia scelta e la questione della competenza era assolutamente secondaria: la prima ragione è che Scajola non poteva essere assunto come testimone, sarebbe stato compiuto un atto privo delle garanzie difensive a cui aveva diritto. Noi rimaniamo della posizione che, per il nostro caso, la competenza è di Roma - ha concluso Perroni -, ma bisognerà valutare ciò che il tribunale del Riesame ha detto in relazione a quanto attribuito a Scajola»


Da www.ilGiornale.it del 16 Maggio 2010