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lunedì 12 ottobre 2020
martedì 6 ottobre 2020
Genova - Scandalo “Spese pazze”: la Corte dei Conti condanna 6 ex consiglieri. Dovranno risarcire oltre 47 mila euro per fatti risalenti ai primi cinque mesi del 2010
I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno condannato a un
risarcimento complessivo di oltre 47 mila euro gli ex consiglieri
regionali: Vincenzo Nesci e Giacomo Conti (Rifondazione
comunista-Sinistra Europa); Carmen Patrizia Muratore (Italia dei
Valori); Vincenzo Plinio e Alessio Saso (Alleanza Nazionale) e Tirreno
Bianchi (Partito comunista italiano-Sinistra Arcobaleno)
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martedì 29 settembre 2020
Liguria - Genova, scandalo "Spese pazze" in Regione, condannati tutti i consiglieri liguri coinvolti nell’inchiesta
Si tratta dell’inchiesta avviata sui consiglieri della legislatura 2005-2010
Qui sotto il video dal Tg 3 regionale della Liguria di questa sera...
giovedì 11 ottobre 2012
sabato 7 aprile 2012
Albenga - Il sindaco Guarnieri: "Bossi si è dimesso per garantire il futuro alla Lega Nord"
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sabato 4 febbraio 2012
Roma - Scandalo dei Fondi della politica: si aggrava la posizione dell'ex tesoriere della Margherita. Lusi si sospende dal Pd, ma rimane senatore. Maxi business immobiliare del senatore Conti l'inchiesta si allarga: nel mirino l'Enpap (Ente previdenziale degli psicologi)
lunedì 26 settembre 2011
Albenga - Rita Fazzari ha chiesto di aprire una discarica di inerti in regione Morteo.
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domenica 27 febbraio 2011
Alassio - Cade un'altra pedina dell'Amministrazione uscente: si è dimesso Corrado Barbero, presidente della SBM "Società Bagni di Mare" ed ex coordinatore cittadino della Lega Nord, sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Savona per lo scandalo spiagge comunali
sabato 5 febbraio 2011
Montecarlo, il broker e i soldi all’uomo di Fini
Nell'immagine piccola l'on. Gianfranco Fini e sullo sfondo la casa dello
scandalo di Montecarlo
Un’inchiesta di Panorama rivela: alcune società legate al finiano doc Proietti Cosimi avrebbero ricevuto 600mila euro dalla Atlantis. Ovvero, la holding del gioco d’azzardo controllata anche da Walfenzao, il regista delle offshore di Tulliani
di Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica
Roma - Ricordate James Walfenzao? È il consulente olandese che l’11 luglio 2008 firma per conto della off-shore Printemps il contratto d’acquisto da An della casa nel Principato, quella che Fini aveva ereditato per la «buona battaglia» dalla contessa Colleoni.
Walfenzao sembrava solo uno dei tanti professionisti (come Tony Izelar e Suzi Beach) coinvolti nell’affaire per creare un sistema di scatole societarie e nascondere il reale acquirente. Ossia quello che secondo le autorità di Saint Lucia (dove Printemps e Timara hanno sede) altri non è che il «cognato» di Fini, Giancarlo Tulliani.
Sempre Walfenzao è l’uomo al cui domicilio di Montecarlo Tulliani, come ha dimostrato il Giornale all’inizio dello scorso autunno, domicilia le bollette delle utenze della casetta monegasca.
Il cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani, mentre lava la sua Ferrari a Montecarlo
Ma il suo ruolo non si ferma qui.
Perché sempre Walfenzao, tramite la stessa società che ha «battezzato» le due off-shore (la Corporate agents St Lucia ltd), controlla la Uk Atlantis holding, plc. che a sua volta controlla parte dell’Atlantis World Group, il colosso dei casinò (e, in Italia, del gioco legale) guidato dall’imprenditore, vicino ad An, Francesco Corallo.
Quando il link è emerso ha subito dato da pensare, anche perché nel 2004 Gianfranco Fini, insieme all’ex moglie Daniela Di Sotto e al fedelissimo segretario (due anni dopo entrato in Parlamento) Francesco Proietti Cosimi, detto «Checchino», andò in vacanza proprio a Saint Marteen, Antille Olandesi, dove la Atlantis ha la sua base, finendo immortalato a cena proprio nel ristorante di uno dei casinò del gruppo.
Possibile che l’apparizione di Walfenzao nella compravendita dell’appartamento, 4 anni dopo, fosse solo un caso? In che modo Tulliani, che Fini stesso indica come colui che reperisce l’acquirente, entra in contatto con il broker dei Paesi Bassi?
Ora le domande si moltiplicano.
Ora le domande si moltiplicano.
Perché nel numero in edicola, il settimanale Panorama racconta come una carrettata di soldi, più o meno 600mila euro, siano transitati tra il 2006 e il 2010 dal gruppo Atlantis a «società e associazioni collegabili al segretario particolare di Fini», ossia «Checchino» Proietti.
Quest’ultimo è stato accostato alla Atlantis non solo per quella cena del 2004, ma anche perché nel 2005 viene intercettato dalla procura di Potenza mentre promette al Gruppo un intervento con il presidente dei monopoli di Stato per sanare il rischio che la società venisse fatta fuori dal business, a causa di problemi tecnici nel mettere online le sue «slot».
Ora saltano fuori anche questi insoliti flussi di denaro ricostruiti dal settimanale.
Nel 2006, secondo Panorama, un bonifico piombato il 20 marzo in una piccola banca di Subiaco è oggetto di una «sos», la segnazione di operazione sospetta.
Si tratta di 120mila euro destinati all’associazione culturale e ambientale «Simbruini», e l’ordinante è l’Atlantis world group of companies.
La causale? Un «contributo organizzazione rassegna gospel». Solo che la rassegna non c’è mai stata, a quanto accertato da Panorama, che ha intervistato il sindaco di Subiaco, all’epoca capo dell’associazione.
L’uomo, Pierluigi Angelucci, ha detto al settimanale che quell’operazione gli era stata richiesta dal segretario di Fini, e di aver consegnato i soldi, dopo averli ritirati in più tranche, proprio a Proietti, «a casa e in via della Scrofa».
La fattura?
Un falso, ammette lo stesso sindaco, per giustificare l’arrivo di quella sommetta. Proietti smentisce tutto, bolla come «assurde» le parole del primo cittadino.
Ma Panorama scova altri finanziamenti, diretti dal gruppo Atlantis alla «Keis Media», società della figlia e del nipote di Checchino.
La Keis, prima di fallire a luglio 2010, aveva prodotto lo spettacolo di Loretta Goggi - Se stasera sono qui - e il musical «Robin Hood». Ricevendo per il primo due bonifici da 120mila euro da Atlantis servizi nel 2008 e nel 2009.
E, per 100 rappresentazioni del secondo, 200mila euro dalla Bplus (nuovo nome della Atlantis servizi) nel 2010.
A che pro quei soldi dal gruppo Corallo al segretario di Fini?
Da www.ilGiornale.it del 05 Febbraio 2011
lunedì 20 dicembre 2010
Abusi sessuali, il Papa: "Responsabilità è nostra, ora serve rinnovamento"
Papa Benedetto XVI benedice i fedeli dalla finestra che affaccia su Piazza San Pietro
Il Papa torna a parlare dello scandalo degli abusi sessuali nei confronti dei minori:
"Se la Chiesa è coperta di polvere la colpa è dei sacerdoti.
Ora dobbiamo essere capaci di penitenza e rinnovamento
perché una tale cosa non possa più succedere"
Roma - "Il volto della Chiesa è coperto di polvere, ed è così che noi l'abbiamo visto. Il suo vestito è strappato, per la colpa dei sacerdoti".
Benedetto XVI non usa mezzi termini per descrivere l'anno che sta per concludersi e che ha visto la Chiesa Cattolica macchiarsi di episodi orribili, dello scandalo degli abusi nei confronti di minori.
"Siamo stati sconvolti quando, proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita", ha detto il Papa in occasione degli auguri natalizi ricevendo in udienza la Curia romana.
- Esame di coscienza. Un attacco duro da cui ripartire e una "umiliazione" da vivere "come una esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento".
Da qui l'invito del Pontefice a "ringraziare di cuore tutti coloro che si impegnano per aiutare le vittime e per ridare loro la fiducia nella Chiesa, la capacità di credere al suo messaggio".
"Dobbiamo chiederci che cosa era sbagliato nel nostro annuncio - si interroga il capo della Chiesa di Roma - dobbiamo trovare una nuova risolutezza nella fede e nel bene. Dobbiamo essere capaci di penitenza. Dobbiamo sforzarci di tentare tutto il possibile, nella preparazione al sacerdozio, perché una tale cosa non possa più succedere".
- I mali del mondo. Poi Benedetto XVI ha lanciato il suo attacco nei confronti degli altri mali che affliggono la società: dal mercato della pornografia, al turismo sessuale e alla droga.
Infine il Pontefice ha allargato lo sguardo alla situazione attuale del mondo e in particolare del nostro Paese: "Il mondo con tutte le sue nuove speranze e possibilità è al tempo stesso angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo, un consenso senza il quale le strutture giuridiche e politiche non funzionano".
Da www.ilGiornale.it del 20 Dicembre 2010
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sabato 28 agosto 2010
DECOLLA L’INCHIESTA DELLA PROCURA : Autofantasma a Sanremo, truffa e peculato
Nel dossier consegnato al pm anche la foto di una coppia
che va al mare con lo scooter del Comune
SANREMO - L’immagine simbolo di un’inchiesta è scattata con il cellulare da un consigliere comunale. Riconosce, in mezzo alla strada, uno degli scooter del Comune. Uno di quei tanti mezzi fantasma assicurati e riforniti dall’amministrazione, ma dei quali s’ignora l’utilizzo. Lo segue per scoprirne la destinazione. Motivi di servizio? Macché. Il conducente se ne va al mare . E in compagnia.
Certo, l’episodio non è la punta dell’iceberg che ha fatto sussultare la città, del mare magnum di sprechi denunciati ora alla procura della Repubblica.
Ma è sempre sintomatico di un andazzo troppo disinvolto, tanto che quello scatto è finito nelle mani dei pm. Allegato, con tanto di relazione, nell’esposto alla magistratura.
La procura apre un’inchiesta per truffa e peculato. Per ora il fascicolo è contro ignoti. Ma presto potrebbero arrivare le prime iscrizioni sul registro degli indagati.
Chi era responsabile della gestione della spesa, afferma il procuratore Roberto Cavallone, avrebbe dovuto rendersi conto delle anomalie.
Nel dossier c’è tutta una serie di episodi clamorosi, nel documento che il consigliere di maggioranza Simone Baggioli ha redatto in cinque mesi di lavoro. Baggioli è un assicuratore, la sua azienda si occupa di perizie.
Perizie nel ramo immobiliare, navale e di Rc d’impresa. Il suo compito all’inizio non sembra tra i più difficili. Deve capire se è possibile risparmiare qualcosa sui contratti con le compagnie stipulati dal Comune e quello è il compito che gli affida il sindaco Maurizio Zoccarato.
«Ma quando arrivo al settore Rc auto racconta Baggioli mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Novanta mezzi mancano all’appello. Non si sa dove siano finiti, chi li utilizzi. Intanto, però noi continuiamo a pagare bollo e assicurazione».Da dubbio nasce dubbio. «Mi viene in mente di fare una ricognizione sui rifornimenti. Prendo tra le mani il primo caso. È quello di un autocompattatore, un camion della nettezza urbana.
Non si capisce nemmeno perché si debba muovere, perché il servizio è oggi appaltato a un’impresa esterna. Invece si è mosso, vengono indicati 400 chilometri di percorrenza. E ha “ingoiato” 1.216 euro di gasolio. Io, durante il servizio militare, ho guidato dei mezzi “pesanti”, che facevano due chilometri con un litro. Ma capisco subito che è uno sproposito».
Conclusione: «Guardo negli occhi l’assessore Alessandro Dolzane gli dico: se questo è il primo, chissà che cosa verrà fuori».
Infatti. Alla fine delle verifiche, il sindaco Zoccarato decide di mandare tutto il dossier alla procura. E parte l’inchiesta per truffa e peculato.
«Meglio così spira Baggioli ho capito di aver toccato qualche interesse strano, mi dispiacerebbe ritrovarmi io triturato in un autocompattatore. Meglio che adesso le indagini le faccia la polizia giudiziaria».
Ma c’è anche il capitolo che riguarda una sprecopoli che non nasconde ruberie, ma solo sciatteria e trascuratezza nell’amministrazione del patrimonio (e dei soldi dei cittadini) nel passato. Si scopre che il Comune ha in carico all’ufficio Ecologia anche un Calafuria, un’imbarcazione di sette metri che nessuno ha mai visto in azione e che nessuno sa spiegare a che cosa serva.
E poi mezzi obsoleti per i quali si continuano però a pagare manutenzionie assicurazioni. Uno scooter di dieci anni fa, con un tagliando da più di mille euro l’anno. Una Vespa del 1990 buona solo per la rottamazione.
Due Apecar del 1991 e del 1995; un escavatore del 1988. Ma il vintage arriva anche più indietro, con un “veicoloOz” del ‘74 e un “rimorchio Gambini”, sempre inutilizzato, del 1991. E intanto il Comune ha continuato a sborsare. Un andazzo ventennale.
E per ogni anno, raccontano le stime degli stessi amministratori, sono andati in fumo fra i tre e i cinquemilioni di euro. Sul piano politico, l’iniziativa di Zoccarato & C, giunta di centrodestra, ottiene per una volta il sostegno dell’opposizione.
«In questi casi afferma Leandro Faraldi, il segretario provinciale del Pd nonc’è da dividersi tra destra e sinistra. Semmai c’è qualche dubbio sul metodo, sul consigliere sceriffo che va a caccia di abusi. La macchina comunale dovrebbe avere ben altri sistemi di verifica, anche perché quel che è successo è davvero incredibile. Comunque sia, ben vengano i controlli e ogni iniziativa che smascheri i disonesti e chi compie dei reati».
La proposta? «Ora ci aspettiamo una relazione dettagliata del segretario generale. È giusto che la procura lavori, ma nel frattempo è la politica che deve capire in fretta che cosa sia accaduto, come sia potuto succedere e come porre rapidamente rimedio».
La proposta? «Ora ci aspettiamo una relazione dettagliata del segretario generale. È giusto che la procura lavori, ma nel frattempo è la politica che deve capire in fretta che cosa sia accaduto, come sia potuto succedere e come porre rapidamente rimedio».
Nel frattempo la crociata antisprechi non si ferma. Prossima tappa? Risulta agli amministratori che interi condomini, a Sanremo, non paghino la Tarsu, l’imposta sulla nettezza urbana. E i controlli incrociati, a tappeto, sono già partiti.
Marco Menduni
Da www.ilSecoloxix.it del 28 Agosto 2010
lunedì 17 maggio 2010
Adnkronos - Scajola smentisce la moglie: ''Falso che non parlo per coprire chi è più coinvolto''
Claudio Scajola, ex responsabile del dicastero dello sviluppo economico
ultimo aggiornamento: 17 maggio, ore 13:57
Roma - (Adnkronos) - L'ex ministro prende le distanze da quanto affermato oggi in un'intervista a 'La Repubblica' dalla consorte Maria Teresa Verda e chiarisce: ''Le uniche persone titolate a rilasciare dichiarazioni siamo io e il mio legale'
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Caso Scajola, la Moglie lo difende su Repubblica. Il ministro la smentisce
L'ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola in compagnia della consorte,
Prof.ssa Maria Teresa Verda
"Se non parla ancora e per non creare problemi
a persone più coinvolte di lui in questa vicenda"
«Se non parla ancora è per non creare problemi a persone più coinvolte di lui in questa vicenda. Abbiamo bisogno di capire. Con calma. Tutte queste presunte fughe di notizie sui giornali non fanno che aumentare la confusione. Mio marito ha seguito i consigli del suo avvocato». Parla così Maria Teresa Verda, moglie dell'ex ministro Claudio Scajola, a proposito dello scandalo che ha travolto il marito, che non ha voluto testimoniare alla procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8.
La moglie dell'ex titolare dello Sviluppo economico spiega che «la posizione di mio marito è quella di un granello rispetto a una tempesta di sabbia».
La moglie dell'ex titolare dello Sviluppo economico spiega che «la posizione di mio marito è quella di un granello rispetto a una tempesta di sabbia».
La signora Scajola difende il premier, che ha preso le distanze dall’ex ministro: «E cos'altro doveva fare? Berlusconi vuole bene a mio marito. Lo ha sempre stimato e continua a farlo. Capisco le sue parole, perchè è giusto in questo momento prendere le distanze dalla vicenda. E lasciare che si faccia chiarezza. Non dimenticate che Claudio si è dimesso proprio per questo».
Ma Maria Teresa si toglie anche qualche sassolino: «Davvero strano - osserva - Tutte le volte che sale in alto, ma veramente in alto, succede qualcosa. Sembra quasi che qualcuno gli voglia male». E avverte: «Ma attenzione perché mio marito è uno capace, uno tosto. Che non molla mai. Lo vedrete anche questa volta».
Ma Maria Teresa si toglie anche qualche sassolino: «Davvero strano - osserva - Tutte le volte che sale in alto, ma veramente in alto, succede qualcosa. Sembra quasi che qualcuno gli voglia male». E avverte: «Ma attenzione perché mio marito è uno capace, uno tosto. Che non molla mai. Lo vedrete anche questa volta».
La smentita del marito - Claudio Scajola smentisce l'intervista rilasciata dalla moglie a Repubblica e precisa di "non condividerne il contenuto", aggiungendo che la decisione di non presentarsi davanti ai Pm non ha nulla a che vedere con la volontà di non creare problemi "a persone molto più coinvolte". Scajola precisa inoltre che "le uniche persone titolate a rilasciare dichiarazioni in merito alla nota vicenda siamo io e il mio legale, avvocato Giorgio Perroni. Prego, pertanto, la stampa di non cercare di ottenere dichiarazioni dai miei familiari, i quali stanno vivendo un momento di comprensibile difficoltà di cui si deve avere rispetto".
17/05/2010
Da www.libero-news.it
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