Riportiamo qui di seguito la lettera del Presidente del Gruppo PdL in Regione Liguria Marco Melgrati e la risposta del Direttore de Il Secolo XIX Umberto La Rocca
Marco Melgrati mentre discute con un collega di schieramento nell'aula
del Consiglio Regionale
La lettera di Marco Melgrati
Caro Direttore,
ancora una volta Le devo scrivere per
contestare una locandina apparsa
oggi sul territorio del comprensorio Alassino, recante il titolo “resa
dei conti nel P.d.L attacco a Melgrati”; ma quale resa dei conti, ma
quale attacco a Melgrati! Nulla di più falso, al limite sono io che ho
attaccato
Bussalai! Ovviamente il titolo della locandina si
riferisce al civile, anche se intenso, dibattito avvenuto giovedì sera
nel Direttivo Provinciale del P.d.L.; devo dire che invece l’articolo,
pur dando troppa importanza ai “deliri” di un esponente savonese, per
altro assessore provinciale in quota ex AN, può parzialmente fotografare
l’accaduto.
Infatti Bussalai, di questi si tratta, da me
pesantemente contraddetto, invece di capire che il risultato elettorale
inferiore in
Liguria alla media Nazionale del P.d.L. è da
attribuire allo scontro tra il Coordinamento Regionale, più volte
sfiduciato dalla stragrande maggioranza del partito, e dalla scarsa
rappresentatività del territorio delle liste per Camera e Senato, con
paracadutati in posizione apicale e riempilista con scarso peso
elettorale e ridotta visibilità sul territorio, ha tentato, mostrando
completa malafede, di attribuire apoditticamente le colpe del non
brillante risultato ligure ai consiglieri Regionali
Morgillo e
Saso per
la campagna giornalistica denominata dal Suo giornale “spese pazze”. Io
credo che il sig. Bussalai, quando parla di consiglieri capaci,
efficienti e presenti sul territorio come Saso e Morgillo, si debba più
volte sciacquare la bocca, e non permettersi populismi senza
approfondire accuse e soprattutto senza conoscere le vicende. Poi è vero
che il successo del movimento di Grillo è dovuto anche e soprattutto
alla crisi economica (quando si fa fatica ad arrivare alla fine del mese
la gente è incazzata, preoccupata e delusa), alla mancanza di risposte
che
la classe politica non ha saputo dare in questi anni, ai
costi della politica, al numero e ai privilegi dei parlamentari, ad una
legge elettorale vergognosa, che non permette l’ elezione da parte dei
cittadini del proprio rappresentante sul territorio, ad un finanziamento
pubblico dei partiti che i cittadini avevano già bocciato con un
referendum, agli scandali degli ultimi tempi legati ai partiti
tradizionali, di destra, di centro e di sinistra…
Anche se credo
che questa inchiesta, per certi versi vergognosa, condotta dal Suo
giornale, che è riuscita ad equiparare il milione e quattrocento mila
euro
“distratti” da “er Batman” in Regione Lazio, o la vicenda di
Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Italia dei Valori, sempre nel
Lazio, arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di peculato, che
si sarebbe appropriato di circa un milione di euro provenienti dai fondi
destinati al partito, con il dettaglio che aggiunge indignazione,
trattandosi di soldi dei contribuenti, che dalle indagini della Procura è
emerso che 100-120mila euro sarebbero stati bruciati alle
slot machine,
passione di Maruccio, a due scontrini, il primo da 150 euro e il
secondo da 80 euro, con la dicitura “civetta” per favorire l’equivoco di
Terme, di
Acqui e di
Vinadio. Non c’è stata proporzione, si è fatta demagogia e populismo becero.
Il
Suo giornale ha messo alla berlina tutti i Capigruppo in Regione per
più di venti giorni, con le fotografie in prima pagina come se fossimo
tanti “mostri di Scandicci” o affiliati alla mafia, con una operazione
di sputtanamento mediatico senza precedenti. E per cosa? Per avere la
“pruderie” di analizzare
gli scontrini delle ricevute. E una
volta soddisfatta questa morbosa curiosità, l’inchiesta si è smontata
come neve al sole, risolta in un nulla di fatto. Soprattutto si è fatto
di ogni erba un fascio, offrendo ai cittadini una immagine di disgusto e
di bengodi ben lontana dalla realtà.
E come mai il Suo giornale
non ha dato lo stesso risalto quando il Consiglio Regionale ha ridotto i
fondi ai gruppi o ha cancellato il vitalizio??? E
dove era il Suo giornale
quando il Gruppo del P.d.L., all’ inizio di questa legislatura,
proponeva l’azzeramento degli assessori esterni (6, il massimo
possibile, quelli assegnati da Burlando, con il festival dei trombati),
che avrebbe consentito un risparmio, con annessi e connessi, di quasi un
milione di euro all’anno, e l’azzeramento del listino, con la
eliminazione di 7 consiglieri, altro milione risparmiato, che non
vengono votati dai cittadini, ma scelti dal candidato Presidente della
Regione, con il manuale Cencelli??? Perché allora non ha fatto questa
battaglia al nostro fianco???
E che fine hanno fatto gli ultimi tre
capigruppo irriducibili
nell’intenzione di non consegnare gli scontrini di spesa dei rispettivi
gruppi alla “libera” stampa, apparsi per l’ultima volta mercoledì 20
febbraio sulla prima pagina del Suo giornale??? Forse non fa più
audience, o forse perché rappresentano tre esponenti della Sinistra che
appoggia Burlando, e quindi la gogna solo di sinistra non è per Lei
politicamente corretta????
E allora si senta, caro Direttore,
correo e responsabile se più di un cittadino su quattro ha scelto il
voto di protesta. Con la Sua linea editoriale Lei è stato uno dei più
grandi sponsor della campagna elettorale di
Grillo in Liguria. Ne sia consapevole.
Spero che non abbia da pentirsene.
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Il Direttore de il Secolo XIX dott. Umberto La Rocca
La risposta di Umberto La Rocca, direttore del Secolo XIX
Caro Melgrati,
non entro nel merito delle piccole beghe tra lei e
altri esponenti del Pdl che, sia detto fra parentesi, hanno dato,
quelle si’, una bella mano al successo del movimento di Grillo e alla
frana del suo partito. Capisco che la
rabbia e lo
sbigottimento per
il risultato elettorale la facciano straparlare ma cerchi di recuperare
lucidità: non c’era nessuna pruderie nella nostra inchiesta ma soltanto
la difesa di un principio di banale igiene pubblica che la classe
politica alla quale lei appartiene ha ignorato per anni. E cioè: gli
amministratori eletti sono tenuti a spiegare ai cittadini come spendono
i soldi che sono stati loro affidati.
Cerco di essere più chiaro: quei soldi non sono vostri e non potete
usarli come vi pare. Capisco che le dispiaccia, ma in tutto il mondo
civile le democrazie funzionano cosi’ e solo politici di paese pensano
che il ruolo della stampa non sia quello di controllare i
l comportamento degli amministratori pubblici.
Quanto alle foto in prima pagina sarebbe stato semplicissimo evitarle:
sarebbe bastato mostrare subito ai cittadini le ricevute delle vostre
mutande, gite, regali e cibo per gatti invece di barricarvi dietro un
ridicolo richiamo al diritto alla privacy. Diritto alla privacy di come
spendete i nostri soldi? Ma scherziamo? Chi ha favorito il
Movimento 5 Stelle,
Melgrati: voi che gestite da decenni la cosa pubblica come se fosse
cosa vostra o noi che denunciamo questi comportamenti? Mi creda, lasci
stare le farneticazioni e pensi a correre ai ripari, altrimenti saranno
gli elettori la prossima volta a spazzarvi via definitivamente. Anche
senza l’aiuto del Secolo XIX.
Da www.ilSecoloxix.it del 10 Marzo 2013