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giovedì 9 dicembre 2021

mercoledì 17 novembre 2010

Alassio: un anno e otto mesi al piromane che incendiò le auto a gennaio

 
 Le auto e lo stabile dopo l'incendio appiccato dal piromane

Un anno e otto mesi di carcere Michelangelo Fatta, 35 anni, il piromane che, nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 gennaio scorso, appiccò il fuoco a un’automobile parcheggiata in via Paganini, causando la distruzione di quattro vetture, il danneggiamento di altre tre macchine e della facciata di un palazzo.  
Il trentacinquenne alassino Michelangelo Fatta, difeso dagli avvocati Graziano Aschero e Carlo Risso, ha patteggiato ieri mattina ad Albenga la pena per incendio doloso davanti al giudice Gianfranco Arnaud nel tribunale di Albenga.

Da www.Savonanews.it  del 17 Novembre 2010

sabato 1 maggio 2010

ALBENGA PRESIDENTE DELL’ASCOM CITTADINA

  Dopo la Fondazione De Mari, Lorenza Giudice 
verso la Oddo srl

ALBENGA - La prima donna ad entrare nel ristretto novero dei consiglieri di  amministrazione della Fondazione Agostino De Mari della Cassa di Risparmio di Savona è una albenganese che proviene dall’associazionismo commerciale. 
Lorenza Giudice è stata recentemente nominata nel nuovo consiglio di amministrazione della prestigioso e potente organismo, raccogliendo in qualche modo un lungo impegno specialistico nel settore della promozione e dell’organizzazione del comparto terziario, essendo da tempo presidente della sezione albenganese della Confcommercio, di cui ricopre anche la carica di vicepresidente provinciale in rappresentanza del Ponente della provincia di Savona.
Dice la presidente dei commercianti ingauni: «Sono onorata per la carica che mi è stata attribuita dalla Fondazione Carisa. Spero in questo nuovo ruolo di saper interpretare le esigenze e le richieste che vengono dalle associazioni del territorio e dalla società civile, con particolare riguardo al Ponente della provincia».
Intanto sembra che Lorenza Giudice stia per essere chiamata anche a ricoprire la carica di presidente della Oddo srl, la società finanziata dal Comune che gestisce palazzo Oddo e organizza molte delle iniziative culturali albenganesi.


Da www.lastampa.it  del 01 Maggio 2010

giovedì 15 aprile 2010

Alassio, convegno sul turismo: meno tasse e più qualità, ecco la sfida

Il dott. Daniele La Corte (in piedi alle spalle dei partecipanti), 
giornalista e presidente dell'Associazione culturale 
"Anche Noi per Alassio", 
mentre coordina i numerosi interventi che si sono succeduti da 
parte degli autorevoli partecipanti all'incontro

Alassio - Il gotha del turismo provinciale ha fatto 
tappa oggi ad Alassio 
per il meeting internazionale dal titolo: 


In prima fila nella metà destra del "parterre" tra i convenuti 
sono riconoscibili da destra: 
il Presidente della Camera di Commercio di Savona, 
Giancarlo Grasso, 
il Presidente dell' Unione Albergatori Provinciali di Savona, 
Angelo Galtieri, 
ed a sinistra il "mitico" Sergio Gaibisso, per lunghi anni 
Presidente della Federazione Italiana Vela   



“Turismo, come uscire dal tunnel. Spagna, Francia, Italia 3 realtà a confronto”, in corso presso il Diana Grand Hotel. 




Presenti molti rappresentanti dell’industria turistica 
spagnola e francese

La crisi spaventa ancora tutti gli operatori del settore, a poche settimane dall’inizio di una stagione estiva dall’esito sicuramente incerto. Il convegno ha portato avanti un’analisi comparativa di tre Paesi a forte vocazione turistica, Italia, Francia a Spagna, mettendo a confronto offerta, servizi e prezzi. 
Proprio sul fronte delle tariffe l’economia delle vacanze che tira di più resta proprio quella spagnola, tuttavia anche la Francia ha messo in campo le prime azioni concrete per allievare le difficoltà di una industria determinante per la crescita economica, ovvero l’abbattimento dell’Iva. 
Un tema sottolineato anche dal presidente dell’Unione Albergatori della Provincia di Savona Angelo Galtieri: “Il problema è proprio che rispetto a nostri più diretti competitors le regole sono diverse, infatti un taglio delle tasse su tutta la filiera turistica darebbe un primo toccasana agli operatori, sprigionando risorse per nuovi investimenti sull’offerta e sulla qualità dell’accoglienza turistica”.

 Il Dott. Franco Amedeo Presidente della Camera di Commercio di Imperia 
ed il giornalista dott. Daniele La Corte, conduttore oltrechè organizzatore 
del convegno durante il rinfresco con buffet sulla 
terrazza del Grand Hotel Diana
“L’importante è che ognuno faccia la propria parte, per il nostro territorio servono le infrastrutture, oltre a sfruttare al meglio tutti i prodotti turistici della nostra offerta, con una proposta completa e differenziata a secondo delle richieste che arrivano dal mercato. Abbiamo tutte le potenzialità per uscire dalla crisi” ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso. 
Quanto ai vantaggiosi prezzi spagnoli e all’abbattimento dell’Iva in Francia: “Noi dobbiamo puntare sulla qualità e le nostre eccellenze – ha aggiunto il presidente Grasso -. Adeguare il prodotto con la qualità e un giusto prezzo. La qualità si paga, ma la strada è questa”.

 Carlo Scrivano segretario dell'Unione Provinciale Albergatori di Savona seduto a fianco dell'imprenditrice Sig.ra Franca Roveraro Capelluto.
La necessità di creare un vero sistema turistico-territoriale per la Provincia di Savona è stato il tema affrontato da Maria Vittoria Ienca, fondatrice dell’associazione alassina “Anche Noi”, che ha organizzato il convegno: “Rimettere in moto la coesione delle forze che operano nel turismo, serve più coordinamento anche tra le isituzioni oltre che tra gli operatori del settore. La promozione deve superara l’attuale campanilismo e lavorare in maniera congiunta. Promozione di sistema per un indotto economico di sistema, per tutto il territorio provinciale: questa una prima ricettab vincente”.
(immagini dall'archivio Alassiofutura)

Federico De Rossi

Da www.Ivg.it  del 15 Aprile 2010

mercoledì 23 dicembre 2009

Albenga : Giudice (Ascom) "regali di Natale a chilometri zero"



Lorenza Giudice, presidente della CONFCOMMERCIO delegazione di Albenga e vicepresidente provinciale, sa il fatto suo. Dal suo studio professionale, che domina sul panorama del nuovo Ospedale S.M. di Misericordia e che si occupa anche di consulenza fiscale, aziendale e finanziamenti alle imprese, la Giudice elabora ogni giorno strategie di pianificazioni, per la ristrutturazione delle imprese che non funzionano. Ha accettato di rilasciare un’intervista a Savonanews, per fare il punto della situazione sulle imprese del territorio albenganese e per precisare alcuni aspetti determinanti per lo sviluppo delle attività produttive.

Che cosa è la CONFCOMMERCIO?

La CONFCOMMERCIO-Imprese per l’Italia è una confederazione di imprese a livello nazionale che, costituita inizialmente solo ed esclusivamente per i commercianti, ormai è diventata la casa di tutti i nuovi imprenditori. È la mamma istituzionale degli imprenditori (professioni, commercio, turismo, artigiani) che fa politica autonoma di impresa ed è assolutamente apartitica. Chiunque abbia una partita iva e operi in qualunque settore può iscriversi a CONFCOMMERCIO. Su Savona saremo più di 8.000 iscritti.

In mezzo a questa crisi economica che stiamo vivendo, come sarà il prossimo Natale?

Ogni anno io acquisto i miei personali regali di Natale sempre sul territorio di Albenga. È vero che la crisi sicuramente c’è e coinvolge la macro e la micro-economia internazionale. Però, a detta dei negozi che ho avuto la possibilità di visitare in questi giorni, qualcosa in più si è mosso nel commercio. Già vivere questo fatto come sensazione è un ottimo presupposto, estremamente positivo. Usano prudenza i commercianti perché i conti si fanno a fine anno, e ciò è assolutamente importante. Come ogni anno, poi, abbiamo fatto la cena di Natale, a cui diamo sempre un titolo preciso. Quest’anno non a caso, per dare un senso di positività al tutto, abbiamo fatto il “Tavolo di Lucullo” che rappresenta proprio l’abbondanza e il buon auspicio economico e che per altro è proprio stato apprezzato come segnale. Alla cena hanno partecipato 104 imprenditori del comprensorio di Albenga e Alassio insieme.

Che cosa pensa in merito all’apertura e alla chiusura dei negozi?

La chiusura e l’apertura dei negozi, in termini di orari, è un argomento molto complesso. Sicuramente c’è anche una normativa regionale che regolamenta l’apertura da un minimo ad un massimo di orario, attraverso la nuova legge regionale sul commercio. Oggi come oggi, poi, il costo del personale è davvero molto alto. Ad Albenga mi piacerebbe si facessero degli sforzi particolari a tenere aperti gli esercizi quando ci sono delle manifestazioni importanti. Visto poi che abbiamo un centro storico molto bello che vogliamo assolutamente cautelare dal punto di vista storico e culturale, sarebbe importante riuscire anche a preservarlo cercando di avere esercizi, bar, che magari fossero aperti negli orari serali. Ciò che tiene la città viva sono le luci delle attività degli esercenti e la città illuminata è una città più sicura. Affiancandoci allo strumento pubblico della sicurezza, con le forze dell’ordine che ci aiutano e con le telecamere della videosorveglianza, sarebbe anche interessante e plausibile che in futuro l’Amministrazione comunale di Albenga rilasciasse nuove licenze per bar, che imponessero un orario anche serale. È questa una richiesta coraggiosa, per certi versi impopolare, ma, ricordiamoci, meno il centro storico è abbandonato e più noi riusciremo ad abbellirlo.

Quanto incide il commercio di Albenga sull’intera economia della provincia di Savona?

Il commercio di Albenga incide tanto sull’economia dell’intera provincia. In termini di PIL, commercio, turismo e servizi incidono molto di più dell’industria e dell’agricoltura. Sia per numero che per quantità. Se poi parliamo di forza lavoro, il numero di addetti a cui il nostro mondo da lavoro è superiore ad ogni altra realtà. In provincia di Savona ci sono 105.000 dipendenti tra stagionali, apprendisti e fissi, per circa 28.000 aziende. Quindi una serie di micro-imprese che ha una media di 3 dipendenti ciascuna. Il terziario produce oltre il 70% del PIL della provincia.

Quali misure dovrebbe varare il Governo per sostenere il commercio?

L’abbattimento dell’Iva, per quanto riguarda il turismo. Poi la defiscalizzazione di alcune realtà. Infine l’accesso al credito. Il credito è fondamentale. Noi ci siamo dotati del credito cooperativo che consente ai nostri soci di accedere ai finanziamenti dove noi, come credito cooperativo, diamo la garanzia del 50%. Abbiamo finanziato davvero tanto, la nostra cooperativa Fidi funziona molto e non ha sofferenze. Il primo servizio che noi diamo con il consorzio Fidi è lo studio per valutare se l’azienda è in grado di affrontare un altro debito, dopo di che noi siamo in grado di fornirgli un percorso di credito agevolato, strumento importantissimo.

C’è un ricambio generazionale nel commercio o ad aprire i negozi prevalgono le aziende in franchising?

Le aziende in franchising tendono ad aprire nelle vie blasonate, perché hanno sicuramente fondi diversi a disposizione. Le altre vie parallele, quelle minori, sono coperte da negozi non in franchising. Per Albenga è una questione diversa, perché la città è in una fase di abitanti in cambiamento. Albenga, con 25.000 abitanti, non è nè un paesino nè una città, è in quella fascia di mezzo che dovrà crescere e che non vede ancora questo aspetto di franchising così importanti. Girando nelle nostre vie più importanti, Viale martiri, Via dei Mille, il centro storico, non si vedono grandi franchising. I nostri commercianti hanno tenuto duro perché tanti sono proprietari dei muri e tanti ci tengono comunque a presidiare con forza la loro posizione premiante. Il fenomeno del franchising, in confronto, è più sviluppato in Alassio che in Albenga. Nel budello i franchising iniziano a farsi sentire, anche perché i costi degli affitti sono alti. Albenga invece ha ancora tantissime potenzialità di crescita. Sicuramente, se verrà realizzato il porto, ci sarebbe il cambio di svolta per tutto il mondo albenganese. Il porto diventerebbe il primo volano importante dell’economia.

Quale augurio di Confcommercio-Albenga agli imprenditori?

Lavorare tanto, in serenità, riuscire a recuperare le emozioni che, quando ci sono problemi di economia, tendono a spegnersi. I nostri volti sono quelli che anche i nostri clienti vedono e percepiscono, insieme alle nostre vetrine. Auguro di riuscire a riacquistare la serenità che i dati di quest’anno ci hanno fatto un po’ perdere.

er. cian.

Da www.Savonanews.it  del 23 Dicembre 2009

venerdì 18 dicembre 2009

Saldi, Confcommercio Albenga risponde al Sindaco di Alassio


Caro Sindaco, premesso che:
- le Associazioni di categoria fanno gli interessi dei propri associati su ogni singolo territorio per essere poi veicolate verso Genova, sede della Regione Liguria
- definire autoreferenziate le Associazioni comporta un ribaltamento concettuale del significato stesso dell’Associazione “che fa riferimento esclusivamente a sé stesso o ai propri bisogni, non curandosi d’altri o d’altro” significato oggi molto noto perché inflazionato sui blog ma lontano dal modus operandi associativo
- nella Tua squadra di maggioranza con delega al commercio gode della Tua personale fiducia uno storico rappresentante di Associazione di Categoria e che la delega affidatagli dovrebbe rispecchiare quanto di più garantibile dovrebbe esserci per la Categoria stessa, proprio per Tua scelta
- il buon lavoro delle Associazioni dovrebbe essere direttamente proporzionale ai referenti di zona nei propri comuni
- che le istanze se non ascoltate in questi anni sia da una conduzione di centro destra che di centro sinistra dovrebbe imporre alcune riflessioni in casa propria
- la Confcommercio è da sempre in prima linea per le istanze, dai saldi alla sicurezza così come si evince dalle documentazione pubblica
- i saldi in una logica di macroeconomia dovrebbero essere aboliti
- inoltre come da articolo datato 17 dicembre Lorenza Giudice dice “non tutta la realtà commerciale ligure, articolata su di una costa di più di 300 chilometri, ha gli stessi interessi. In altre parole, differente è il contesto delle province di Savona e di Imperia rispetto a quello di Genova ovvero di La Spezia”. Da tempo siamo convinti sostenitori della proposta di ‘saldi delocalizzati’ dal momento che aspettative e interessi di un negoziante albenganese o imperiese sono diversi rispetto alle attese di operatori commerciali  di altre aree sia costiere che dell’interno della regione. E’ pertanto necessario articolare le date dei saldi diversificandoli da provincia a provincia, o addirittura da comprensorio a comprensorio subprovinciale. Chiediamo, in altre parole, competenze più ristrette per quanto riguarda la regolamentazione dei saldi. Ritengo che l’assessore Guccinelli possa recepire questa esigenza. Attendiamo, quindi, una risposta che diversifichi la data di inizio dei saldi, sia quelli invernali che quelli estivi”. L’iniziativa alassina è una battaglia giusta, nel comune obiettivo non solo di ottenere un singolo provvedimento, bensì di conquistare una modifica nell’articolazione territoriale delle date dei saldi.”
Pertanto codesta Associazione in costante consultazione anche con il modo dei consumatori tramite Gianluigi Dott. Taboga di ASSOUTENTI mondo fondamentale nelle istanze di questo peso, si rende disponibile, sin d’ora ad una eventuale petizione cui far aderire i consociati, per convincere la Regione alla modifica, fatto salvo appunto, l’obiettivo strategico finale.
Lorenza Giudice
Presidente Confcommercio – Delegazione di Albenga


Da www.actadiurna.it  del 18 Dicembre 2009

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento di Lorenza Giudice, presidente della delegazione di Albenga di Confcommercio, che si rivolge al Sindaco di Alassio Marco Melgrati in merito alla polemica sulla data di inizio dei saldi decisa dalla Regione Liguria.
La Redazione