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venerdì 21 ottobre 2022

mercoledì 20 luglio 2022

Italia - Imperia, Scajola durissimo sulla crisi di governo: “Pagina vergognosa per l’Italia”

“Quanto successo al Senato, con la mancata fiducia al Presidente Draghi, rappresenta una pagina vergognosa per l’Italia. Un uomo che si è prestato, con la sua credibilità, con la sua azione, con la sua intelligenza e con enorme fatica a salvare l’Italia e ad accreditarla in Europa e nel mondo, ha dovuto subire la sfiducia da una squalificata classe dirigente, che tale evidentemente non è, con dichiarazioni del voto dai toni e contenuti oltre ogni limite. Come cittadino e come sindaco mi vergogno per l’indecoroso spettacolo finale offerto oggi in Aula”.  

venerdì 11 febbraio 2022

Italia - Roma, Superbonus, Draghi e Franco: «truffa tra le più grandi della Repubblica»

Una truffa «tra le più grandi che la Repubblica abbia mai visto». Una norma che «prevede pochissimi controlli». Sono durissime le critiche che il premier Mario Draghi e il ministro dell’economia Daniele Franco hanno espresso in conferenza stampa nei confronti del superbonus, un provvedimento che presto sarà modificato attraverso un emendamento da presentare alle Camere perché sia reso più efficiente e perché non si ripetano abusi. E un attacco che proviene da fonti così autorevoli non poteva certo passare sottotono: il M5S, secondo alcune indiscrezioni, vuole chiedere a Franco di riferire in Parlamento: «Attribuire i 2,3 miliardi di frodi al Superbonus è semplicemente una falsità».  

domenica 2 gennaio 2022

mercoledì 30 dicembre 2020

Italia - Roma: Parlamento, così un errore nella manovra del Governo Conte, dimezza il bonus da 100 euro

Ad ammettere l’errore è stato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani. Il passo falso mentre la manovra si avvia ad essere approvata oggi in via definitiva al Senato con il voto di fiducia

martedì 14 dicembre 2010

GOVERNO - Sfiducia respinta, Berlusconi alla Camera vince




Il premier Silvio Berlusconi ha riportato un altro successo con la bocciatura
della sfiducia al governo da lui guidato


La mozione di sfiducia è stata respinta dall'aula di Montecitorio, con 314 no, mentre i voti a favore sono stati 311.  
Ad annunciare il risultato del voto proprio Gianfranco Fini, che ha presieduto il lavori dell'aula. 
Il quarto Governo Berlusconi ha la maggioranza assoluta dei voti solo al Senato (162 voti su 321 senatori), ma non alla Camera dove i voti sono stati 314 su 630 deputati. Decisivi sono stati i voti delle finiane Polidori e Siliquini. 
Con il premier anche Calearo, Scilipoti e Cesario. Moffa di Futuro e Libertà non ha votato. 
Guzzanti contro il governo.
Dai banchi di Pdl e Lega una volta reso noto il risultato si è alzato un coro contro il Presidente della Camera Fini: "dimissioni, dimissioni!".

(qualora il TG in diretta di Sky dovesse disturbare l'ascolto del video, si prega 
voler interrompere Sky sulla colonna di destra, premendo il bottoncino nero sotto il riquadro TV)

venerdì 30 luglio 2010

PDL: il documento votato dall'ufficio politico

 

Il premier Silvio Berlusconi

 E' stato votato questa sera dall'ufficio di presidenza del Pdl

ROMA - L'Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. 
Cosi' esordisce il documento finale votato questa sera dall'ufficio di presidenza del Pdl. L'azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano - e' scritto nel documento- ciascuno nella propria sfera, la risposta piu' efficace alla crisi del Paese. 
Il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica piu' grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti piu' dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall'altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici. 
Con la nascita del Pdl, dall'altra parte, la vita politica italiana ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione e il bipolarismo.   
Occorre aggiungere che, in questi anni, gli elettori hanno sostenuto e premiato sia l'azione del governo che la nuova realta' politica rappresentata dal Pdl.
Immediatamente dopo il nostro congresso fondativo, tuttavia, e soprattutto dopo le elezioni regionali, sono intervenute delle novita' che hanno mutato profondamente la situazione, al punto da richiedere oggi una decisione risolutiva.
Invece di interpretare correttamente la chiara volonta' degli elettori, nella vita politica italiana hanno ripreso vigore mai spente velleita' di dare una spallata al governo in carica attraverso l'uso politico della giustizia e sulla base di una campagna mediatica e scandalistica, indirizzata contro il governo e il nostro partito, che non ha precedenti nella storia di un Paese democratico.  
L'opposizione, purtroppo, non ha cambiato atteggiamento rispetto al passato, preferendo cavalcare l'uso politico delle inchieste giudiziarie e le speculazioni della stampa piuttosto che condurre un'opposizione costruttiva con uno spirito riformista. 
Cio' che non era prevedibile e' il ruolo politico assunto dall'attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l'On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. 
Non si tratta beninteso di mettere in discussione la possibilita' di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilita' che non e' mai stata minimamente limitata o resa impossibile. 
Al contrario, il Pdl si e' contraddistinto dal momento in cui e' stato fondato per l'ampia discussione che si e' svolta all'interno degli organismi democraticamente eletti.   
Le posizioni dell'On. Fini si sono manifestate sempre di piu', non come un legittimo dissenso, bensi' come uno stillicidio di distinguo o contrarieta' nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori.e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio. 
In particolare, l'On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori. 
Sulla legge elettorale, vi e' stata una apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centro-destra e dallo stesso Fini. Persino il tema della legalita' per il quale e' innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalita' di ogni tipo e di riduzione dell'immigrazione clandestina, e' stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. 
Il Pdl proseguira' con decisione nell'opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche. 
Le cronache giornalistiche degli ultimi mesi testimoniano d'altronde - prosegue il documento - meglio di ogni esempio la distanza crescente tra le posizioni del PDL, quelle dell'On. Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno seriamente lavorato per riportare il tutto nell'alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica. 
Tutto cio' e' tanto piu' grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall'On. Fini, un ruolo che e' sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica. 
Mai prima d'ora e' avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico cosi' pronunciato perfino nella polemica di partito e nell'attualita' contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialita' istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarieta' con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre.  
L'unico breve periodo in cui Fini ha ''rivendicato''nei fatti un ruolo super partes e' stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del PDL. 
I nostri elettori non tollerano piu' che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente , spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di piu' da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia. 
Non sono piu' disposti ad accettare una forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando gia' l'esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al PDL.  
I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica, per la quale e' nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori, sulla scelta di un chiaro e definito programma di governo, su una compatta maggioranza di governo e sull'indicazione di un Presidente del Consiglio, in una logica di alternanza fra schieramenti alternativi. 
Questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo che, ripetiamo, nulla ha a che vedere con un dissenso che legittimamente può essere esercitato all'interno del partito, ha gia' creato gravi conseguenze sull'orientamento dell'opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre più sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Pdl e per costruire un nuovo movimento politico unitario di tutti coloro che non si riconoscono in questa sinistra. 
La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri compagni di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare alle Procure della Repubblica, agli organi di stampa e ai nostri avversari politici i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, e' incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà
Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Liberta' quando ci si riconosce nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità.   
Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalita' e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un ''patto criminale'' con quella mafia che mai come in questi due anni e' stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identita'. 
Per queste ragioni questo ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà.  
Di conseguenza - conclude il documento - viene meno, allo stato, anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni.  

Da www.Ansa.it del 29 Luglio 2010

giovedì 31 dicembre 2009

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

(Per ascoltare il messaggio del Presidente della Repubblica, interrompere prima il servizio diretta TV Sky premendo il bottoncino nero sotto la TV nella colonna di destra - grazie)