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sabato 1 luglio 2023

Italia - Roma, Primavalle, l'omicidio di Michelle Causo, la madre "L' ultima sera era preoccupata e piangeva"

Daniela Bertoneri: "Penso che era tutto premeditato. Lui l’ha chiamata al telefono due volte mercoledì, il giorno in cui è morta. E non l'ha trucidata per un debito di pochi euro". Il padre della ragazza: "Senza lo Stato c'è la giustizia della strada"

martedì 24 gennaio 2023

Italia - Genova, aumento pedaggi, Rixi: "Siano calmierati daI gestori, non dallo Stato"

"È evidente che oggi se lo Stato ci mette delle risorse, che sono sempre soldi dei cittadini, non calmierebbe i pedaggi ma pagherebbe solo una annualità col rischio negli anni successivi di aumentare sempre di più i pedaggi". Così il viceministro per le infrastrutture Edoardo Rixi a margine della cerimonia per l'omicidio di Guido Rossa all'ex Ilva di Cornigliano (LEGGI QUI).

mercoledì 26 maggio 2021

Italia - Moriremo marxisti inconsapevoli...

Tutte le economie del mondo vivono in un delicato compromesso tra mercato e Stato, tra privato e pubblico. Non c'è mercato senza leggi, non esiste Stato senza individui. L'Italia sta prendendo una brutta piega

sabato 1 gennaio 2011

CAPODANNO: SAVONA, DUE FERITI PER BOTTI, CASSONETTI INCENDIATI - Ad Alassio rischio annegamento per un Torinese alticcio

 
 
(AGI) - Savona, 1 gen. - Due ragazzini sono rimasti feriti, fortunatamente in maniera non grave, la scorsa notte a seguito dei botti di Capodanno.
I fatti si sono verificati ad Albenga, nel ponente savonese, e a Savona. I due giovani hanno riportato ustioni alle mani. 
Sempre a causa dei petardi alcuni cassonetti sono stati bruciati nel ponente della provincia savonese, a Calvisio, Ceriale e Andora. 
Ad Alassio, un torinese di 25 anni, ha rischiato di annegare in mare perche' ubriaco ed e' stato colto da malore. Soccorso dagli amici e' stato trasportato all'ospedale
Infine, la Polizia Stradale ha denunciato ad Albenga la prima persona nel 2011 per guida in stato di ebbrezza. 


(AGI) Sv1/Eli

giovedì 14 gennaio 2010

Ridata la scorta a Capitano Ultimo


Nel 1993 arrestò il boss Riina

Gli avevano tolto la scorta qualche mese fa, senza un motivo apparente. 120 carabinieri si erano offerti di vigilare su di lui nel loro tempo libero e ora il comitato per la sicurezza personale ha fatto marcia indietro. Capitano Ultimo, l’uomo che nel 1993 ha arrestato Totò Riina, ha riavuto la sua scorta e ora non sarà più costretto a girare per strada da solo.

La notizia della nuova scorta per il colonnello Sergio De Caprio arriva da Studio Aperto, il telegiornale di Italia Uno diretto da Mario Giordano, che in un servizio esclusivo firmato da Enrico Fedocci ha mandato in onda il testo dell’ordinanza firmata dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.

"L'ufficio centrale interforze per la sicurezza personale - si legge nella circolare - ha disposto per il colonnello Sergio De Caprio l'istituzione della misura della scorta su autovettura di servizio, con decorrenza immediata". Era stato lo stesso tg di Italia Uno a denunciare ai primi di ottobre che all’ufficiale dei carabinieri era stata revocata la sicurezza. I giornali ripresero la notizia e scoppiò un caso. A tal punto che 120 carabinieri di Palermo si offrirono volontari per scortare l’ufficiale nel loro tempo libero e con le auto private.

Una patata bollente per il Comando Generale dell'Arma dei carabinieri che fra mille imbarazzi non commentò la notizia. Grande soddisfazione è stata espressa dall’onorevole Fabrizio Cicchitto, portavoce del Pdl, che ha detto che questa "è una decisione molto positiva", e dall'onorevole Nino Germanà, del Pdl, firmatario assieme a decine di colleghi di una interrogazione parlamentare: “E’ una vittoria dello Stato, Capitano Ultimo è un eroe che va tutelato”, ha sottolineato.