ALASSIO - NON PASSA PIÙ LO STRANIERO
E LE PRENOTAZIONI SONO COL CONTAGOCCE
E LE PRENOTAZIONI SONO COL CONTAGOCCE
ALASSIO. Il ponte lungo, anzi lunghissimo, provocato dalla vicinanza tra le elezioni e le vacanze pasquali non sembra aiutare il turismo rivierasco, che anzi si attende una Pasqua in tono minore.
Nonostante una decina di giorni di chiusura delle scuole, gli alberghi stanno ricevendo le prenotazioni con il contagocce, e per periodi brevissimi, al massimo di tre giorni. E come se non bastasse in questa strana primavera mancheranno completamente (o quasi) i turisti stranieri. Ma com’è possibile che allungandosi le vacanze scolastiche le ferie si accorcino? «Anzitutto la vacanza lunga riguarda gli studenti, ma se i genitori lavorano il fatto che i figli siano a casa non basta comunque per andare in ferie – spiega Angelo Galtieri, presidente provinciale degli albergatori, e bisogna tenere conto del fatto che la vacanza lunga riguarda solo chi ha figli che vanno alla scuola pubblica, quindi non le fasce economicamente più elevate.
In un momento di crisi generale come questo non è immaginabile che in molti decidano di fare una vacanza lunga in questa stagione».
Qualcuno, però, in vacanza ci va, ma sceglie la crociera o mete estere. «Questo è uno dei principali problemi in cui si dibatte il nostro turismo da dieci anni a questa parte.
Allora non c’era una così grande concorrenza da parte delle destinazioni straniere, e tutto sommato i nostri prezzi erano concorrenziali con quelli di quei mercati ancora non organizzati come oggi. Adesso i grossi tour operator tendono a portare i loro clienti dove hanno strutture proprie o dove riescono a trovare prezzi più bassi. Se poi aggiungiamo il fattore climatico che in questo momento non ci è favorevole, ecco che il quadro è completo, visto che da noi il caldo non è ancora arrivato e in montagna c’è ancora la neve.
Allora non c’era una così grande concorrenza da parte delle destinazioni straniere, e tutto sommato i nostri prezzi erano concorrenziali con quelli di quei mercati ancora non organizzati come oggi. Adesso i grossi tour operator tendono a portare i loro clienti dove hanno strutture proprie o dove riescono a trovare prezzi più bassi. Se poi aggiungiamo il fattore climatico che in questo momento non ci è favorevole, ecco che il quadro è completo, visto che da noi il caldo non è ancora arrivato e in montagna c’è ancora la neve.
Per le crociere vale più o meno lo stesso discorso. È un mercato che attrae i turisti con prezzi molto bassi, perché l’obiettivo è quello di avere persone a bordo che poi devono per forza spendere sulla nave. Questo discorso vale per tutti i turisti, e in particolare per quelli del bacino centroeuropeo».
Ma non sarà solo una questione di prezzi o di clima. «No, naturalmente. C’è anche un problema di servizi. Nei villaggi turistici o sulle navi da crociera tu hai la tua tesserina che ti dà diritto a tutti i servizi, mentre qui da noi questo non esiste». Bisognerebbe tirarsi su le maniche e provvedere a realizzare qualcosa di simile. «Non si realizzano cose del genere in dieci minuti, e non si inverte il trend del mercato turistico in dieci minuti. Per affrontare seriamente il problema del calo delle presenze e la questione della concorrenza di mete nordafricane o di altre zone oggi più vicine di un tempo, è necessario far nascere una forte sinergia tra pubblico e privato. Un singolo imprenditore, o un gruppo di albergatori o anche un singolo comune non possono creare un sistema del genere da soli, né risolvere da soli problemi complessi come quello della depurazione delle acque.
Ci vuole l’impegno di tutti: non possiamo più assistere a balletti come quello che vediamo sui depuratori e lasciare che le fogne finiscano in mare. Se si continua con le liti di campanile o di parte politica non si risolve nulla».
Luca Rebagliati
Da www.ilSecoloxix.it del 25 Marzo 2010

Nessun commento:
Posta un commento