Depuratore, nuovo braccio di ferro con la Provincia
Ma Vaccarezza ammette: alla fine l’impianto si farà
VILLANOVA. È ancora scontro tra Provincia e Depuratore Ingauno, e adesso c’è il rischio che la vicendaimbocchi le vie legali, anche se alla fine è sempre più probabile che l’impianto di Villanova si faccia.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
«Noi cerchiamo il dialogo e non vogliamo imporre niente a nessuno – afferma il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza – e ripetiamo da sempre la stessa cosa, chiedendo di non accelerare le procedure e diverificarle tutti assieme. Purtroppo gli amministratori della Depuratore Ingauno hanno voluto affrettare i tempi di una gara su cui abbiamo delle perplessità, soprattutto per quanto riguarda il piano economico che secondo noi presenta costi elevati che rischiano di far salire vertiginosamente il costo dell’acqua per gli albenganesi.
Da presidente non posso accettare operazioni che vanno a scapito dei miei amministrati, e in questo caso dei cittadini albenganesi ».
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
IL COMMENTOPURCHÈ NON SIA
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
Da definire rimane la gestione dell’intera filiera, la vera partita in gioco. Pare di capire che il cda unico per i depuratori di Borghetto e Albenga sarà il punto di caduta. Finalmente. Purchè non rimanga solo una faccenda di poltrone.
AN.GRAN.
Lo stesso Vaccarezza, però, ammette che probabilmente il depuratore di Villanova si farà.
«Secondo le verifiche che abbiamo effettuato potrebbe risultare più conveniente fare il depuratore a Villanova che andare tutti a Borghetto, ma perché sia così bisogna valutare bene come farlo. Collegare Andora a Villanova ad esempio, costa otto milioni di euro.
Non mi sembra uno scandalo valutare se ci sia la possibilità tecnica e la convenienza economica per portaregli scarichi di Andora verso l’imperiese. Poi c’è la questione della gestione, che non può essere separata da quella del depuratore di Borghetto. Bisogna ragionare in termini di comprensorio e di servizio pubblico, nessuno può considerare il depuratore come un suo possedimento personale».
In realtà sulla gestione anche il presidente Pietro Balestra e il vice Franco Floris si sono mostrati estremamente possibilisti, purché non venga messa in discussione la realizzazione del depuratore.
Le aperture reciproche, però, non sembrano sufficienti a svelenire un po’ il clima e a far andare d’accordo le due parti, e la sensazione è che l’assemblea fissata per fine mese per approvare il bilancio si possa trasformare in una sorta di resa dei conti.
Da www.ilSecoloxix.it del 16 Maggio 2010

Nessun commento:
Posta un commento