#inAlassio
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martedì 31 maggio 2022
sabato 16 giugno 2012
Alassio - DEPURATORE: il Consigliere di Maggioranza Scarpati felice per i “soli” 223.000 euro che dovrà pagare il Comune di Alassio…certo che è felice, non li dovrà pagare Lui!!! E mancano ancora i soldi del progetto di Acqua Azzurra!!!!
Un impianto di depurazione
Sentenza del Tar che condanna il Comune di Alassio al pagamento di 223.000 euro…Scarpati esulta, e lo possiamo anche capire…lui non è membro della Giunta Comunale, e quindi non sarà chiamato, pro quota, dalla Corte dei Conti, a pagare i 223.000 euro che il Comune dovrà rifondere alla Severn Trent…sono 37.170 euro per ognuno dei membri di giunta presenti alla Deliberazione che annullava il progetto del depuratore di Sant’Anna.
E non è finita qui…infatti mancano all’appello i 450.000
euro spesi dalla soc. Acqua Azzurra per realizzare il progetto presentato
all’atto di impulso del Project Financing; avrebbero dovuto essere pagati
dalla Soc. Severn Trent alla aggiudicazione del bando; ora saranno a carico del
Comune. E sono altri 75.000 euro per ogni Assessore e per il
Sindaco!!!
Anche perché, appena in possesso della
sentenza del T.a.r., sarà nostra premura trasmettere tutto alla Corte dei
Conti,
per appurare la responsabilità della Giunta in questa scelta, dettata non già
dall’amore per la Città ma da meri motivi politici di adesione al progetto
di Villanova, targato PD.
E’ inutile ricordare che la scelta del Depuratore a
Sant’Anna era stata fatta dall’allora Sindaco Avogadro, oggi “pentito”,
perché il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni
di Alassio e Laigueglia, situato in
Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un
progetto per un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai
realizzato perché l’amministrazione Provinciale di Sinistra in allora ci
avvertì con toni minacciosi circa
l’impossibilità di dare il nulla
osta allo scarico a mare del pretrattamento, di competenza Provinciale, se
non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva
la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3
millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del
liquame e, secondo me, per un Comune che non ha impianti industriali, era più
che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio.
Impianto da 2.000.000 di euro, che oggi si pensa di
sostituire con un “impiantino” da 200.000 euro, con i problemi annessi e
connessi di odore (puzza), trasporto alla discarica speciale dei rifiuti
derivati ecc…
Quanto previsto dal Piano Regionale della Depurazione era
stato traslato nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale, che prevedeva 3
depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga,
con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad Andora insieme a Testico
e Stellanello.
In seguito a
quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ATO provinciale il Comune di Alassio aveva deciso di avviare una gara in project
financing per realizzare il depuratore.
Ora i nodi vengono al pettine, ma chi pagherà
per questa decisione? i Cittadini di Alassio? Non credo proprio, a
pagare sarà la giunta di Alassio che sarà chiamata dalla Corte dei Conti
a rispondere di questa decisione dettata dalla politica e non dal buon senso… E
intanto il depuratore di Villanova ha perso i finanziamenti Fas Regionali
(almeno per ora), e il progetto è in alto mare, se non da rifare come il
bando….
E intanto la M…a va a bagno, con i
risultati che tutti, in estate, possono apprezzare negativamente.
Marco Melgrati Consigliere Regionale
lunedì 21 maggio 2012
Villanova d'Albenga - Parafrasando il noto slogan pubblicitario... "No Martini, no Party" si può dire... "No depuratore, No Bandiere Blu" . Preoccupazione per il commissario al Depuratore Pietro Balestra che vuole a tutti i costi accelerare i tempi di questo progetto perchè consapevole che ogni ulteriore ritardo o lungaggine burocratica si riverserà negativamente sul Turismo locale. Difatti niente Bandiere Blu quest'anno da Ceriale ad Andora
sabato 14 aprile 2012
Villanova d'Albenga - Pietro Balestra, vice-sindaco della cittadina, commissario per il Depuratore nominato dalla Regione invita a smettere le polemiche ed a trovare una soluzione comune
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giovedì 12 aprile 2012
sabato 29 maggio 2010
Alassio: depuratore ingauno, l'intervento di Melgrati
L'ex sindaco di Alassio Marco Melgrati oggi consigliere regionale
È necessario fare chiarezza in merito alla proposta
di depurazione relativa ad Alassio,
in qualche modo collegato alla querelle
del depuratore consortile Ingauno
Nel 1993, quando assunsi la carica di assessore ai Lavori Pubblici della Città di Alassio, il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni di Alassio e Laigueglia, situato in Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un progetto di un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai realizzato perché l’amministrazione Provinciale di Sinistra mi avvertì in toni minacciosi circa l’impossibilità di dare il nulla osta allo scarico a mare del prettrattamento, di competenza Provinciale, se non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3 millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del liquame, e secondo me, per un comune che non ha impianti industriali, era più che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio.
Quanto previsto dal Piano Regionale della depurazione era stato traslato nell’ATO provinciale, che prevedeva 3 depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga, con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad Andora insieme a Testico e Stellanello.
In seguito a quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ ATO provinciale il Comune di Alassio ha deciso di avviare una gara in project financing per realizzare il depuratore.
Questa gara è arrivata oggi a conclusione con unica partecipante la società multinazionale “Sever Trent”, unica ad aver garantito con fideiussione i 9milioni e 600mila euro già previsti come finanziamento nell’accordo Stato-Regione e poi volatilizzati.
Appunto per quanto attiene al finanziamento, era stato previsto dal Governo Berlusconi con il Ministro Matteoli, Presidente della Regione Biasotti, nella conferenza Stato-Regioni, un importo pari a 9milioni e 600mila euro. Con l’avvento di Prodi e del Governo dei “Rossi” (insieme al Governatore Burlando) il finanziamento è stato cancellato senza giustificazione alcuna.
Nel frattempo veniva ad essere modificata la composizione della giunta di Laigueglia e quindi il nuovo Sindaco e il Comune di Laigueglia decideva di non conferire più i liquami reflui della fognatura ad Alassio con la motivazione addotta che le tubazioni avrebbero dovuto attraversare tutto il territorio di Laigueglia, in quanto il grigliatore che convoglia tutta la fognatura di Laigueglia è posto all’estremo ponente della città e i tubi avrebbero attraversato il territorio comunale con un troppo pieno che in caso di rottura avrebbe sversato in mare libero.
Questa la giustificazione della nuova giunta.
Per quanto attiene al costo della tariffa, la tariffa oggi prevista nel depuratore di Borghetto dovrebbe essere portata a regime a € 0,80 .
La tariffa prevista nell’asseverazione bancaria del piano economico finanziario proposto dalla Saver Trent e verificato nell’ultimo periodo porta una tariffa di 0,97 senza contributo da parte del Comune o di organi superiori, oppure in alternativa di € 0,82 con 3milioni di euro di investimento o del Comune o di altri enti sovraordinati.
In un primo tempo esisteva un previsione, anch’essa in oggi modificata, di 2 milioni e 400 mila litri/mc. di reflui che dovevano scaricare in mare, anche perché era prevista la quota di depurazione dei reflui di Laigueglia.
Venuta a mancare la depurazione di Laigueglia è stata modificata questa previsione con una cifra congrua data dai valori di acqua consumata nel comune di Alassio che porta a 1 milione e 600 mila litri/mc. all’anno, quindi una cifra assolutamente realistica.
È ovvio che se anche Laigueglia conferisse i suoi reflui, probabilmente i 3 milioni di euro non si renderebbero più necessari per abbassare la tariffa, o perlomeno non tutta la cifra, in quanto ci sarebbe il conferimento dei reflui di Laigueglia con un abbassamento della tariffa standard di € 0,93 , tariffa che con esattezza comunque che non è possibile ad oggi quantificare, in questa sede, perché non abbiamo il dato del consumo a Laigueglia.
L’aspetto simpatico, se vogliamo, o meglio fariseo, della vicenda, vede l’amministrazione comunale di Laigueglia dire NO all’ipotesi di depurare con Alassio per una motivazione “logistica” ossia per l’attraversamento del proprio territorio con tubazioni, la stessa criticità si ripresenta oggi con l’adesione di Laigueglia al depuratore ingauno.
I fondi europei che sono stati destinati dalla regione al comune di Villanova o al depuratore consortile devono servire alla depuratore dell’intero ponente perché la Regione vincola il conferimento di questi fondi al sistema di depurazione completo del ponente. È quanto meno singolare che tutti i finanziamenti che coprono questo asse vengano destinati esclusivamente al depuratore di Villanova e non, ad esempio, anche al depuratore di Alassio che aveva già un progetto approvato e finanziato, finanziamento che è stato ingiustamente e sorprendentemente cancellato dallo stesso Burlando e dal governo di sinistra di Prodi.
Altra singolarità dell’intervento di Villanova che si riverbera sul progetto alassino è che quando l’amministrazione di Alassio insisteva per realizzare il depuratore (previsto sia dal piano di depurazione regionale sia dall’A.T.O.), anche perché riteniamo che la depurazione sia fondamentale e irrinunciabile per una città turistica come quella di Alassio e comunque per tutto il comparto del Ponente, la maggioranza di sinistra in Provincia sosteneva che Alassio potesse realizzare il proprio impianto ma pagandolo esclusivamente con la tariffa e quindi con i soldi dei cittadini Alassini;
oggi invece si è creata questa situazione paradossale in cui la tariffa del depuratore ingauno, che sembrerebbe nettamente superiore sia a quelle già citate per il depuratore di Alassio stabilite dall’asseverazione bancaria sia alla tariffa del depuratore consortile di Borghetto, ebbene, questa tariffa dovrebbe essere spalmata per ridurre il costo dell’acqua su tutto l’A.T.O. di Ponente, quindi anche su Alassio, Borghetto, Loano, Pietra insomma su tutte quelle città che sono virtuose e che hanno una depurazione.
Questo è assolutamente inaccettabile.
Oltretutto è bene ricordare che l’impianto ingauno ha un sistema di tubi che attraversa tre volte l’alveo dei due torrenti che affluiscono nella parte terminale nel fiume Centa.
Se questi tubi si danneggiassero, il liquame andrebbe ad inquinare i due torrenti che sfociano nel Centa dove esistono le stazioni di pompaggio per il prelevamento dell’acqua di Alassio e di Albenga quindi con conseguenze gravissime e catastrofiche dal punto di vista igienico-sanitario per le falde acquifere che servono le città di Alassio e Albenga.
Quindi questo progetto è preoccupante non solo per l’aspetto economico finanziario (che non sta in piedi, come sosteniamo da anni) ma soprattutto dal punto di vista della salute dei cittadini.
Marco Melgrati
Da www.Savonanews.it del 29 Maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
PALAZZO NERVI ”RICHIAMA” IL CDA, CHE SI RIVOLGE A UN LEGALE
Depuratore, nuovo braccio di ferro con la Provincia
Ma Vaccarezza ammette: alla fine l’impianto si farà
VILLANOVA. È ancora scontro tra Provincia e Depuratore Ingauno, e adesso c’è il rischio che la vicendaimbocchi le vie legali, anche se alla fine è sempre più probabile che l’impianto di Villanova si faccia.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
«Noi cerchiamo il dialogo e non vogliamo imporre niente a nessuno – afferma il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza – e ripetiamo da sempre la stessa cosa, chiedendo di non accelerare le procedure e diverificarle tutti assieme. Purtroppo gli amministratori della Depuratore Ingauno hanno voluto affrettare i tempi di una gara su cui abbiamo delle perplessità, soprattutto per quanto riguarda il piano economico che secondo noi presenta costi elevati che rischiano di far salire vertiginosamente il costo dell’acqua per gli albenganesi.
Da presidente non posso accettare operazioni che vanno a scapito dei miei amministrati, e in questo caso dei cittadini albenganesi ».
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
IL COMMENTOPURCHÈ NON SIA
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
Da definire rimane la gestione dell’intera filiera, la vera partita in gioco. Pare di capire che il cda unico per i depuratori di Borghetto e Albenga sarà il punto di caduta. Finalmente. Purchè non rimanga solo una faccenda di poltrone.
AN.GRAN.
Lo stesso Vaccarezza, però, ammette che probabilmente il depuratore di Villanova si farà.
«Secondo le verifiche che abbiamo effettuato potrebbe risultare più conveniente fare il depuratore a Villanova che andare tutti a Borghetto, ma perché sia così bisogna valutare bene come farlo. Collegare Andora a Villanova ad esempio, costa otto milioni di euro.
Non mi sembra uno scandalo valutare se ci sia la possibilità tecnica e la convenienza economica per portaregli scarichi di Andora verso l’imperiese. Poi c’è la questione della gestione, che non può essere separata da quella del depuratore di Borghetto. Bisogna ragionare in termini di comprensorio e di servizio pubblico, nessuno può considerare il depuratore come un suo possedimento personale».
In realtà sulla gestione anche il presidente Pietro Balestra e il vice Franco Floris si sono mostrati estremamente possibilisti, purché non venga messa in discussione la realizzazione del depuratore.
Le aperture reciproche, però, non sembrano sufficienti a svelenire un po’ il clima e a far andare d’accordo le due parti, e la sensazione è che l’assemblea fissata per fine mese per approvare il bilancio si possa trasformare in una sorta di resa dei conti.
Da www.ilSecoloxix.it del 16 Maggio 2010
sabato 20 marzo 2010
BALESTRA: L’ACQUA NON HA COLORE POLITICO FLORIS : DICO NO A SCORRETTEZZE E SOPRUSI
VILLANOVA. «Andiamo tutti a depurare ad Alassio.
Visto che la Provincia ha indicato quella di
Sant’Anna come una delle alternative al nostro
depuratore andiamo tutti là».
Franco Floris, sindaco di Andora e vicepresidente del Depuratore Ingauno sceglie la via della provocazione.
Floris ricorda bene le parole pronunciate qualche giorno fa dall’assessore alassino Marco Salvo, che ha detto inequivocabilmente che il depuratore di Sant’Anna, sebbene modulare, non potrebbe mai essere ampliato così tanto da accogliere i liquami di una decina di comuni.
«Dicono cose senza senso per motivazioni elettorali – attacca Floris quando dovrebbero invece pensare a lavorare.
Abbiamo la banda larga che continua a non arrivare, la fusione tra Sar e Acts che non va avanti, le strade che sono nelle condizioni peggiori di sempre, e invece di pensare a risolvere questi problemi pensano a chiacchierare sul depuratore.
Abbiamo il presidente della provincia che in veste di sindaco di Loano è il maggiore azionista del depuratore di Borghetto, l’assessore che mi risulta esserne il legale e mezza provincia in campagna elettorale. In questo quadro le parole non contano nulla, e l’unica cosa che conta è che faremo il depuratore».
Altrettanto arrabbiato è il presidente Pietro Balestra, candidato alle regionali nella lista Pdl e non contento di essere in mezzo alle critiche di Vaccarezza e Marson al centrosinistra. «La pulizia e la qualità dell’acqua non hanno colore politico – contrattacca Balestra. La verità è che il depuratore deve essere fatto e che andremo avanti indipendentemente dal colore politico degli enti che ne sono soci o interlocutori. Questo territorio ha finalmente la possibilità di avere un depuratore che migliori la qualità della vita e del turismo, e lo avrà in base a un mandato che abbiamo ricevuto dalla Provincia e dall’Ato». Però secondo la Provincia i costi del vostro progetto sarebbero superiori. «Non capisco da dove prendano questi dati privi di riscontro e in contrasto con quelli dello studio che loro stessi si sono fatti fare, che peraltro arrivano alle stesse conclusioni tecniche ed economiche di quello della precedente amministrazione provinciale, cioè che realizzare il nostro impianto costa meno che ampliare quello di Borghetto». E il discorso delle tariffe più alte?
Floris ricorda bene le parole pronunciate qualche giorno fa dall’assessore alassino Marco Salvo, che ha detto inequivocabilmente che il depuratore di Sant’Anna, sebbene modulare, non potrebbe mai essere ampliato così tanto da accogliere i liquami di una decina di comuni.
«Dicono cose senza senso per motivazioni elettorali – attacca Floris quando dovrebbero invece pensare a lavorare.
Abbiamo la banda larga che continua a non arrivare, la fusione tra Sar e Acts che non va avanti, le strade che sono nelle condizioni peggiori di sempre, e invece di pensare a risolvere questi problemi pensano a chiacchierare sul depuratore.
Abbiamo il presidente della provincia che in veste di sindaco di Loano è il maggiore azionista del depuratore di Borghetto, l’assessore che mi risulta esserne il legale e mezza provincia in campagna elettorale. In questo quadro le parole non contano nulla, e l’unica cosa che conta è che faremo il depuratore».
Altrettanto arrabbiato è il presidente Pietro Balestra, candidato alle regionali nella lista Pdl e non contento di essere in mezzo alle critiche di Vaccarezza e Marson al centrosinistra. «La pulizia e la qualità dell’acqua non hanno colore politico – contrattacca Balestra. La verità è che il depuratore deve essere fatto e che andremo avanti indipendentemente dal colore politico degli enti che ne sono soci o interlocutori. Questo territorio ha finalmente la possibilità di avere un depuratore che migliori la qualità della vita e del turismo, e lo avrà in base a un mandato che abbiamo ricevuto dalla Provincia e dall’Ato». Però secondo la Provincia i costi del vostro progetto sarebbero superiori. «Non capisco da dove prendano questi dati privi di riscontro e in contrasto con quelli dello studio che loro stessi si sono fatti fare, che peraltro arrivano alle stesse conclusioni tecniche ed economiche di quello della precedente amministrazione provinciale, cioè che realizzare il nostro impianto costa meno che ampliare quello di Borghetto». E il discorso delle tariffe più alte?
«Noi abbiamo fatto la gara in base alle tariffe che ci sono state comunicate dalla Provincia e dall’Ato. Anzi, la tariffa reale potrebbe rivelarsi addirittura inferiore, visto che abbiamo ancora la gara in atto e che la busta con i ribassi non è stata ancora aperta». Però se quel finanziamento da 12 milioni non arrivasse il piano finanziario sballerebbe.
«Se quel finanziamento già concesso dalla Regione all’Ato savonese e finalizzato alla costruzione del depuratore ingauno venisse dirottato altrove – interviene Floris chi dovesse fare una scelta del genere se ne dovrebbe assumere la responsabilità di fronte a tutti i cittadini. Sarebbe una scorrettezza ed un sopruso. A me le beghe politiche non interessano, ma mi interessano solo i fatti; noi li stiamo facendo e se altri non ci riescano non vengano a mettere i bastoni tra le ruote a noi».
L.REB.Da www.ilSecoloxix.it del 20 Marzo 2010
giovedì 18 marzo 2010
Alassio - Avogadro: "Sul depuratore perseverare è diabolico"
Il Prof. Roberto Avogadro, già sindaco di Alassio e senatore
della Repubblica italiana
Roberto Avogadro prende posizione sul tema del
depuratore di Alassio, e lapidariamente afferma:
“Errare è umano, perseverare è diabolico,
non c’è altro modo per stigmatizzare la posizione
di Alassio riguardo al depuratore.
Di fronte a un progetto comprensoriale che va avanti è assurdo intestardirsi a voler realizzare a tutti i costi un proprio depuratore, fingendo di ignorare che questa realizzazione oltre al bagno di sangue economico andrà anche a deturpare l’ultimo angolo incontaminato del litorale alassino. Un accanimento inspiegabile che fa sorgere qualche dubbio…"
"Da parte mia", prosegue Avogadro, "che con la mia amministrazione avevo iniziato l’iter per la realizzazione del depuratore di Sant’Anna, acquisendo, tra le altre cose, l’area del camping, ho già più volte e in sedi diverse espresso il mio totale ripensamento riguardo a questo progetto che, all’epoca della sua prima ideazione non aveva altre alternative. Oggi l’alternativa c’è e sarebbe criminale non approfittarne, portando, una volta tanto Alassio a cooperare con le altre comunità circostanti e non schierandola sempre e solo in antagonismi campanilistici propri di altri tempi".
"Una scelta quella dell’adesione al depuratore comprensoriale troppo importante e epocale per la collettività alassina che non può essere presa da un’amministrazione come l’attuale ormai in disarmo, divisa da lotte di successione, disattenta ai problemi della Città.
"Da parte mia", prosegue Avogadro, "che con la mia amministrazione avevo iniziato l’iter per la realizzazione del depuratore di Sant’Anna, acquisendo, tra le altre cose, l’area del camping, ho già più volte e in sedi diverse espresso il mio totale ripensamento riguardo a questo progetto che, all’epoca della sua prima ideazione non aveva altre alternative. Oggi l’alternativa c’è e sarebbe criminale non approfittarne, portando, una volta tanto Alassio a cooperare con le altre comunità circostanti e non schierandola sempre e solo in antagonismi campanilistici propri di altri tempi".
"Una scelta quella dell’adesione al depuratore comprensoriale troppo importante e epocale per la collettività alassina che non può essere presa da un’amministrazione come l’attuale ormai in disarmo, divisa da lotte di successione, disattenta ai problemi della Città.
Alassio ha aspettato tanto, troppo, di risolvere il problema depuratore ma penso che questa volta valga la pena fermarsi ad aspettare l’ormai prossimo rinnovo del Consiglio Comunale alassino, mettendo questa adesione o meno al depuratore comprensoriale come uno dei punti fondanti di quegli schieramenti che si presenteranno alle elezioni. Solo così si avrà la certezza di fare una cosa condivisa dagli Alassini e non imposta con un colpo di coda da un’amministrazione asfittica", conclude Avogadro.
Da www.Savonanews.it del 18 Marzo 2010
c.s.
giovedì 11 marzo 2010
ANDORA - LA REGIONE HA DATO IL VIA LIBERA AI LAVORI
Il porto di Andora prende il largo
Grande albergo di lusso,
centro congressi da 600 posti,
centro congressi da 600 posti,
nuova piazza e passeggiata
ANDORA. Il porto cambia volto, e la città dà una svolta alla sua economia turistica con un grande albergo eun centro congressi. Martedì mattina la Regione ha dato il via libera definitivo alla prima parte dei lavori di ristrutturazione del porto di Andora, cioè alla realizzazione della nuova passeggiata, della nuova piazza e delgrande complesso turistico. Insomma, presto potranno partire i lavori per quelle che vengono chiamate “opere a terra” previste dal progetto di ampliamento del porto turistico andorese.
Un progetto nato nel 2004, fortemente voluto dal sindaco Franco Floris, con l’intento tra l’altro di incrementare la finora ridottissima offerta alberghiera in quella che è la capitale delle seconde case. Al termine dei lavori, infatti, Andora avrà un albergo di lusso con una sessantina di stanze, un residence dotato di 13 appartamenti e una sala congressi capace di ospitare 600 persone, oltre alla piazza a gradoni che servirà anche da teatro all’aperto, una passeggiata interna ed il prolungamento di quella esistente, che unirà il porto a capo Mele.
Un’operazione da 20milioni, che però sarà realizzata a stralci e con il concorso dei privati per quanto riguarda le strutture turistiche, attraverso un appalto di costruzione e gestione. «Se non ci fosse il patto di stabilità e si rispettassero i diritti dei comuni – attacca il sindaco Franco Floris saremmo in grado di fare tutto da soli, subito e pagando in contanti, visto che abbiamo non solo una capacità di fare mutui praticamente illimitata, ma anche gran parte di quella cifra in cassa.Solo che non possiamo spenderla per colpa di queste regole indegne di uno stato democratico». Così si comincerà con le passeggiate, che costeranno circa 600mila euro, quindi partirà la gara per la costruzione e gestione dell’albergo e del residence, infine si realizzeranno la piazza e i nuovi negozi.
«Sappiamo di affrontare un progetto impegnativo in un momento di grande crisi economica – prosegue Floris, ma speriamo che ci sia qualche imprenditore che sappia investire per guadagnare nel tempo. Un albergo sul mare, nel porto, in una zona dove la richiesta è maggiore dell’offerta è un investimento sicuro. Se potessi lo farei con i soldi del Comune e poi lo affitterei, perché credo che sarebbe molto redditizio».
«Sappiamo di affrontare un progetto impegnativo in un momento di grande crisi economica – prosegue Floris, ma speriamo che ci sia qualche imprenditore che sappia investire per guadagnare nel tempo. Un albergo sul mare, nel porto, in una zona dove la richiesta è maggiore dell’offerta è un investimento sicuro. Se potessi lo farei con i soldi del Comune e poi lo affitterei, perché credo che sarebbe molto redditizio».
Ma se nessuno si facesse avanti ci sarebbe già pronta una carta di riserva, visto che c’è da ampliare il porto vero e proprio, che dagli attuali 850 posti barca dovrebbe arrivare a circa 1.100. «Se non riusciremo a far partire la costruzione dell’albergo attraverso la gara d’appalto lo inseriremo nel progetto di ampliamento a mare. Chi vorrà realizzare e magari anche gestire i 250 posti barca dovrà realizzare anche il complesso turistico».
Da www.ilSecoloxix.it del 11 Marzo 2010
venerdì 5 febbraio 2010
Pdl, decisi gli ultimi candidati e via libera al nome di Biasotti
PDL - Sandro Biasotti candidato presidente alle elezioni regionali della Liguria
Ultime ore per l’ufficializzazione di tutte le scelte
Ma le liste del Pdl sono praticamente fatte
E anche i nodi che hanno portato qualche ritardo per i problemi di «abbondanza» sono stati risolti. In particolare i tasselli degli ultimi nomi nelle province di La Spezia e Savona hanno trovato gli spazi giusti. A meno di clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, alla Spezia sarà confermatissima la discesa in campo dell’ex assessore regionale Giacomo Gatti.
Un nome forte, in linea con la scelta del partito di evitare candidature di bandiera per favorire la corsa di qualche candidato.
Meglio una sfida all’ultimo voto che porti fieno alla causa comune, per una vittoria del presidente Sandro Biasotti, giovedì a colazione con il ministro Claudio Scajola. In questo senso dovrebbe trovare spazio nel «listino» degli otto consiglieri automaticamente in caso di vittoria della coalizione il coordinatore provinciale Andrea Costa.
A proposito di «listino», l’incontro avvenuto venerdì sera con i vertici romani ha portato anche alla definizione dei posti disponibili.
A proposito di «listino», l’incontro avvenuto venerdì sera con i vertici romani ha portato anche alla definizione dei posti disponibili.
Cinque saranno infatti assegnati a rappresentanti del Popolo della Libertà, due alla Lega Nord e uno sarà riservato alla scelta del presidente Biasotti. Che ieri tra l’altro ha diffuso il risultato del test antidroga cui si è sottoposto al contrario di molti colleghi parlamentari e che conferma la sua estraneità a qualsiasi uso di stupefacente. A livello nazionale, il Pdl si riserva di decidere almeno un paio di nomi del listino. «Più precisamente ci sarà un vaglio finale, come è giusto e normale che sia, per non sbagliare nulla - precisa il coordinatore regionale Michele Scandroglio - Il partito in Liguria ha poi una personalità come il ministro Scajola che rappresenta anche il partito nazionale».
L’altro nodo da sciogliere riguardava la provincia di Savona, dove dovrebbe essere cosa fatta l’inserimento di Rosavio Bellasio nella lista del Pdl con esclusione di Pietro Balestra o Graziano Falciani. Ma il «sacrificato» potrebbe eventualmente anche trovare posto nella lista civica a sostegno di Biasotti. Così come l’altro grande escluso, Matteo Marcenaro. Per loro occorre infatti una esplicita deroga alla regola che esclude la presenza di esponenti del Pdl nella lista civica. Nella quale verrà infatti candidato anche l’ex presidente della Provincia Marco Bertolotto, che però non può certo essere considerato interno al partito. «Potrebbe essere una soluzione, aspettiamo l’ufficialità», osserva Scandroglio, mentre Marcenaro si dice «disposto a qualsiasi cosa gli venga chiesto per aiutare Biasotti».
Se Imperia ha la lista completa, Genova aspetta solo la risposta per l’ultimo posto tenuto aperto. «Si tratta di un esponente della società civile», è l’unica concessione di Michele Scandroglio.
Se Imperia ha la lista completa, Genova aspetta solo la risposta per l’ultimo posto tenuto aperto. «Si tratta di un esponente della società civile», è l’unica concessione di Michele Scandroglio.
Non un politico, dunque per completare una lista che in molti vedono già fin troppo «forte» di candidati acchiappavoti, che finirà inevitabilmente per lasciare fuori dal consiglio qualcuno. Infine lo stesso ministro Scajola ha confermato il via libera all’inserimento del nome di Biasotti nel simbolo della lista civica d’appoggio. «L’unico veto sarebbe se fosse un partito caratterizzato dal candidato presidente», chiosa ancora il coordinatore regionale Pdl. No insomma al vecchio movimento arancione. Ma una forza civica che sia identificabile nel sostegno a Biasotti.
Da www.ilGiornale.it del 05 Febbraio 2010
Da www.ilGiornale.it del 05 Febbraio 2010
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