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mercoledì 7 marzo 2012
Andora - Ilario Simonetta si dimette per protesta contro la nomina di Cibien neocoordinatore Pdl
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giovedì 16 febbraio 2012
Andora - Park di Colla Micheri: indagato il sindaco Franco Floris insieme a funzionari e imprenditori. Il terreno fu donato dall'esploratore norvegese Thor Heyerdhal
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domenica 29 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Andora - Il sindaco Franco Floris spara a zero contro il suo predecessore Pierluigi Pesenti nella vicenda del palazzo blu di via Caboto
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giovedì 22 dicembre 2011
Andora - Blitz della Polizia Giudiziaria su ordine della Procura per sequestrare 5 ville a Pinamare
sabato 29 ottobre 2011
Andora - Sul Depuratore intervento del Sindaco Floris: non siamo disposti a pagare per ritardi generati da altri
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sabato 10 settembre 2011
Andora - Il sindaco Floris critica il "patto di stabilità" : 'chiudiamo in attivo, perchè non spendere? '
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venerdì 12 agosto 2011
Andora - Il sindaco Franco Floris vanta un bilancio sano e candida la sua città ad ospitare un ministero
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mercoledì 22 giugno 2011
lunedì 20 giugno 2011
domenica 19 giugno 2011
Andora - Il sindaco Floris: quello che non accetto è il sospetto di infiltrazioni mafiose
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domenica 4 luglio 2010
DEPURATORE INGAUNO - Marson: «Necessario cambiare il progetto»
L'assessore della Provincia di Savona, avv. Paolo Marson
«La Provincia dice no all’impianto villanovese»
VILLANOVA - La Provincia ribadisce il suo no al depuratore di Villanova, almeno secondo l’attuale progetto, e sulla vicenda lo scontro si fa più che mai aspro.
«Non abbiamo pregiudiziali su un impianto di depurazione e riutilizzo delle acque reflue a Villanova, ma non così come è stato impostato e presentato – spiega l’assessore Paolo Marson.
«Non abbiamo pregiudiziali su un impianto di depurazione e riutilizzo delle acque reflue a Villanova, ma non così come è stato impostato e presentato – spiega l’assessore Paolo Marson.
Noi siamo disponibili a una soluzione tecnica, operativa e finanziaria sostenibile, per risolvere la questione della depurazione nel ponente».
La richiesta del sindaco di Andora Franco Floris di liquidare la società costringe a scelte rapide e chiare.
La richiesta del sindaco di Andora Franco Floris di liquidare la società costringe a scelte rapide e chiare.
«È chiaro che lo scenario che si prospetta complica le cose – ammette Marson - tuttavia bisogna trovare le risorse per completare la depurazione secondo il piano regionale, e troveremo la giusta sinergia tra le esigenzedel ponente, l’impianto già operativo a Borghetto così come per lo stesso depuratore di Alassio. Aspettiamo di vedere come andrà l’incontro del 25 luglio, cosa deciderà l’assemblea e se davvero si arriverà alla liquidazione della società».
Intanto partono accuse e contraccuse di incompatibilità.
«Mi risulta che Marson sia stato fino a poco tempo fa, e non so se lo sia ancora, il legale della Servizi Ambientali – afferma Floris società di cui l’assessore Silvano Montaldo mi pare sia o sia stato revisore dei conti e di cui sono azionisti i comuni di Loano e Borghetto, di cui sono sindaci il presidente della provincia Angelo Vaccarezza e il consigliere provinciale Santiago Vacca».
«L’unico conflitto di interesse di cui sono a conoscenza – replica il sindaco di Albenga Rosalia Guarnieri – è quello dell’ex assessore provinciale Enrico Paliotto, che era consulente di una ditta del settore».
Ma nei confronti di Guarnieri arriva una bordata da parte del sindaco di Villanova, Domenico Cassiano, le cui proteste erano state bollate dalla zarina leghista come « lo sfogo di un bambino colto con le mani nella marmellata». «A fare la marmellata saranno i cittadini di Albenga, quando grazie alle politiche della sua amministrazione comunale e di quella provinciale di cui fa parte avranno permesso al cuneo salino di penetrare ulteriormente verso l’interno rendendo impossibili le coltivazioni di pregio – afferma Cassiano -.
Intanto partono accuse e contraccuse di incompatibilità.
«Mi risulta che Marson sia stato fino a poco tempo fa, e non so se lo sia ancora, il legale della Servizi Ambientali – afferma Floris società di cui l’assessore Silvano Montaldo mi pare sia o sia stato revisore dei conti e di cui sono azionisti i comuni di Loano e Borghetto, di cui sono sindaci il presidente della provincia Angelo Vaccarezza e il consigliere provinciale Santiago Vacca».
«L’unico conflitto di interesse di cui sono a conoscenza – replica il sindaco di Albenga Rosalia Guarnieri – è quello dell’ex assessore provinciale Enrico Paliotto, che era consulente di una ditta del settore».
Ma nei confronti di Guarnieri arriva una bordata da parte del sindaco di Villanova, Domenico Cassiano, le cui proteste erano state bollate dalla zarina leghista come « lo sfogo di un bambino colto con le mani nella marmellata». «A fare la marmellata saranno i cittadini di Albenga, quando grazie alle politiche della sua amministrazione comunale e di quella provinciale di cui fa parte avranno permesso al cuneo salino di penetrare ulteriormente verso l’interno rendendo impossibili le coltivazioni di pregio – afferma Cassiano -.
Non so quale futuro si prospetti per il ponente, ma Villanova non rimarrà con le mani in mano e troverà presto una nuova destinazione per il sito che è stato individuato nel nostro Comune per il depuratore».
Anche l’opposizione di palazzo Nervi è in subbuglio. «Purtroppo Vaccarezza e Marson e poi la Guarnieri, da quando si sono insediati hanno rotto il clima collaborativo che aveva permesso di arrivare a un passo dalla realizzazione di un’opera importante – affermano il capogruppo Pd in provincia Marco Russo e il vicesegretario regionale Giovanni Lunardon.
Anche l’opposizione di palazzo Nervi è in subbuglio. «Purtroppo Vaccarezza e Marson e poi la Guarnieri, da quando si sono insediati hanno rotto il clima collaborativo che aveva permesso di arrivare a un passo dalla realizzazione di un’opera importante – affermano il capogruppo Pd in provincia Marco Russo e il vicesegretario regionale Giovanni Lunardon.
L’ostruzionismo sta portando alla liquidazione della società pubblica e dunque all’azzeramento della gara già conclusa» .
Luca Rebagliati
Da www.ilSecoloxix.it del 04 Luglio 2010
sabato 29 maggio 2010
Depuratore ingauno: il parere di Floris e l’affondo di Melgrati
Andora/Alassio. “Mi sembra che ieri sia prevalsa la voglia di andare avanti e continuare in piena collaborazione questa grande esperienza che rappresenta una grande opportunità per tutti i comuni del ponente ligure”. E’ questo il commento di Franco Floris, sindaco di Andora, sull’incontro che si è tenuto ieri sul depuratore ingauno.
“C’è la volontà di stare assieme e lavorare per fare il depuratore. Cercheremo di gestire alcuni servizi in comune per migliorare, dove è possibile, il progetto nella speranza di ritrovare anche un’unione d’intenti con il Comune di Alassio. Un aspetto che a mio parere chiuderebbe il cerchio. Nella prossima assemblea dovrà essere definita anche la ricapitalizzazione, un elemento necessario per poter andare avanti nell’operazione”.
Da www.Ivg.it del 29 Maggio 2010
n.d.r : per quanto attiene "l'affondo" di Marco Melgrati è possibile leggerne il testo nel precedente post, per cui abbiamo ritenuto ovvio non ripetere quanto riportato specularmente del comunicato dell'ex sindaco di Alassio.
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domenica 16 maggio 2010
PALAZZO NERVI ”RICHIAMA” IL CDA, CHE SI RIVOLGE A UN LEGALE
Depuratore, nuovo braccio di ferro con la Provincia
Ma Vaccarezza ammette: alla fine l’impianto si farà
VILLANOVA. È ancora scontro tra Provincia e Depuratore Ingauno, e adesso c’è il rischio che la vicendaimbocchi le vie legali, anche se alla fine è sempre più probabile che l’impianto di Villanova si faccia.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
L’ultimo atto dell’eterna sfida è una lettera che l’amministrazione provinciale ha inviato nei giorni scorsi ai consiglieri d’amministrazione della società, spiegando di non essere disposta ad assumersi alcuna responsabilità soprattutto sull’aspetto finanziario dell’operazione. Negli ambienti della Depuratore Ingauno la missiva non è stata presa bene, soprattutto perché arrivata proprio mentre la gara d’appalto per la costruzione dell’impianto comprensoriale volge ormai al termine.
Gli amministratori del Depuratore avrebbero anzi già inviato la lettera e tutta la documentazione ad un noto studio legale per valutare se ci siano i margini per un’azione nei confronti della Provincia, non solo per questo ultimo atto ma un po’ per tutte le dichiarazioni, le lettere e le prese di posizione dei mesi scorsi, che secondo i vertici societari avrebbero avuto (o potuto avere) un influsso negativo sulla gara.
Tra l’altro la società contesta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla Regione e affidati alla Provincia per il depuratore comprensoriale.
«Noi cerchiamo il dialogo e non vogliamo imporre niente a nessuno – afferma il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza – e ripetiamo da sempre la stessa cosa, chiedendo di non accelerare le procedure e diverificarle tutti assieme. Purtroppo gli amministratori della Depuratore Ingauno hanno voluto affrettare i tempi di una gara su cui abbiamo delle perplessità, soprattutto per quanto riguarda il piano economico che secondo noi presenta costi elevati che rischiano di far salire vertiginosamente il costo dell’acqua per gli albenganesi.
Da presidente non posso accettare operazioni che vanno a scapito dei miei amministrati, e in questo caso dei cittadini albenganesi ».
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
IL COMMENTOPURCHÈ NON SIA
SOLO UNA FACCENDA
DI POLTRONE
••• TANTO PER CAPIRSI: la vicenda kafkiana del depuratore ingauno sembra vivere gli ultimi fuochi incrociati, prima del grande accordo. Aggiungiamo: è assai auspicabile che le cose stiano davvero così, perché il depuratore serve all’economia turistica savonese più di qualunque altra operazione.
Scavalcate le elezioni regionali, l’opzione dell’impianto ad Alassio assurda economicamente e tecnicamente sembra avviata agli archivi.
Da definire rimane la gestione dell’intera filiera, la vera partita in gioco. Pare di capire che il cda unico per i depuratori di Borghetto e Albenga sarà il punto di caduta. Finalmente. Purchè non rimanga solo una faccenda di poltrone.
AN.GRAN.
Lo stesso Vaccarezza, però, ammette che probabilmente il depuratore di Villanova si farà.
«Secondo le verifiche che abbiamo effettuato potrebbe risultare più conveniente fare il depuratore a Villanova che andare tutti a Borghetto, ma perché sia così bisogna valutare bene come farlo. Collegare Andora a Villanova ad esempio, costa otto milioni di euro.
Non mi sembra uno scandalo valutare se ci sia la possibilità tecnica e la convenienza economica per portaregli scarichi di Andora verso l’imperiese. Poi c’è la questione della gestione, che non può essere separata da quella del depuratore di Borghetto. Bisogna ragionare in termini di comprensorio e di servizio pubblico, nessuno può considerare il depuratore come un suo possedimento personale».
In realtà sulla gestione anche il presidente Pietro Balestra e il vice Franco Floris si sono mostrati estremamente possibilisti, purché non venga messa in discussione la realizzazione del depuratore.
Le aperture reciproche, però, non sembrano sufficienti a svelenire un po’ il clima e a far andare d’accordo le due parti, e la sensazione è che l’assemblea fissata per fine mese per approvare il bilancio si possa trasformare in una sorta di resa dei conti.
Da www.ilSecoloxix.it del 16 Maggio 2010
sabato 20 marzo 2010
BALESTRA: L’ACQUA NON HA COLORE POLITICO FLORIS : DICO NO A SCORRETTEZZE E SOPRUSI
VILLANOVA. «Andiamo tutti a depurare ad Alassio.
Visto che la Provincia ha indicato quella di
Sant’Anna come una delle alternative al nostro
depuratore andiamo tutti là».
Franco Floris, sindaco di Andora e vicepresidente del Depuratore Ingauno sceglie la via della provocazione.
Floris ricorda bene le parole pronunciate qualche giorno fa dall’assessore alassino Marco Salvo, che ha detto inequivocabilmente che il depuratore di Sant’Anna, sebbene modulare, non potrebbe mai essere ampliato così tanto da accogliere i liquami di una decina di comuni.
«Dicono cose senza senso per motivazioni elettorali – attacca Floris quando dovrebbero invece pensare a lavorare.
Abbiamo la banda larga che continua a non arrivare, la fusione tra Sar e Acts che non va avanti, le strade che sono nelle condizioni peggiori di sempre, e invece di pensare a risolvere questi problemi pensano a chiacchierare sul depuratore.
Abbiamo il presidente della provincia che in veste di sindaco di Loano è il maggiore azionista del depuratore di Borghetto, l’assessore che mi risulta esserne il legale e mezza provincia in campagna elettorale. In questo quadro le parole non contano nulla, e l’unica cosa che conta è che faremo il depuratore».
Altrettanto arrabbiato è il presidente Pietro Balestra, candidato alle regionali nella lista Pdl e non contento di essere in mezzo alle critiche di Vaccarezza e Marson al centrosinistra. «La pulizia e la qualità dell’acqua non hanno colore politico – contrattacca Balestra. La verità è che il depuratore deve essere fatto e che andremo avanti indipendentemente dal colore politico degli enti che ne sono soci o interlocutori. Questo territorio ha finalmente la possibilità di avere un depuratore che migliori la qualità della vita e del turismo, e lo avrà in base a un mandato che abbiamo ricevuto dalla Provincia e dall’Ato». Però secondo la Provincia i costi del vostro progetto sarebbero superiori. «Non capisco da dove prendano questi dati privi di riscontro e in contrasto con quelli dello studio che loro stessi si sono fatti fare, che peraltro arrivano alle stesse conclusioni tecniche ed economiche di quello della precedente amministrazione provinciale, cioè che realizzare il nostro impianto costa meno che ampliare quello di Borghetto». E il discorso delle tariffe più alte?
Floris ricorda bene le parole pronunciate qualche giorno fa dall’assessore alassino Marco Salvo, che ha detto inequivocabilmente che il depuratore di Sant’Anna, sebbene modulare, non potrebbe mai essere ampliato così tanto da accogliere i liquami di una decina di comuni.
«Dicono cose senza senso per motivazioni elettorali – attacca Floris quando dovrebbero invece pensare a lavorare.
Abbiamo la banda larga che continua a non arrivare, la fusione tra Sar e Acts che non va avanti, le strade che sono nelle condizioni peggiori di sempre, e invece di pensare a risolvere questi problemi pensano a chiacchierare sul depuratore.
Abbiamo il presidente della provincia che in veste di sindaco di Loano è il maggiore azionista del depuratore di Borghetto, l’assessore che mi risulta esserne il legale e mezza provincia in campagna elettorale. In questo quadro le parole non contano nulla, e l’unica cosa che conta è che faremo il depuratore».
Altrettanto arrabbiato è il presidente Pietro Balestra, candidato alle regionali nella lista Pdl e non contento di essere in mezzo alle critiche di Vaccarezza e Marson al centrosinistra. «La pulizia e la qualità dell’acqua non hanno colore politico – contrattacca Balestra. La verità è che il depuratore deve essere fatto e che andremo avanti indipendentemente dal colore politico degli enti che ne sono soci o interlocutori. Questo territorio ha finalmente la possibilità di avere un depuratore che migliori la qualità della vita e del turismo, e lo avrà in base a un mandato che abbiamo ricevuto dalla Provincia e dall’Ato». Però secondo la Provincia i costi del vostro progetto sarebbero superiori. «Non capisco da dove prendano questi dati privi di riscontro e in contrasto con quelli dello studio che loro stessi si sono fatti fare, che peraltro arrivano alle stesse conclusioni tecniche ed economiche di quello della precedente amministrazione provinciale, cioè che realizzare il nostro impianto costa meno che ampliare quello di Borghetto». E il discorso delle tariffe più alte?
«Noi abbiamo fatto la gara in base alle tariffe che ci sono state comunicate dalla Provincia e dall’Ato. Anzi, la tariffa reale potrebbe rivelarsi addirittura inferiore, visto che abbiamo ancora la gara in atto e che la busta con i ribassi non è stata ancora aperta». Però se quel finanziamento da 12 milioni non arrivasse il piano finanziario sballerebbe.
«Se quel finanziamento già concesso dalla Regione all’Ato savonese e finalizzato alla costruzione del depuratore ingauno venisse dirottato altrove – interviene Floris chi dovesse fare una scelta del genere se ne dovrebbe assumere la responsabilità di fronte a tutti i cittadini. Sarebbe una scorrettezza ed un sopruso. A me le beghe politiche non interessano, ma mi interessano solo i fatti; noi li stiamo facendo e se altri non ci riescano non vengano a mettere i bastoni tra le ruote a noi».
L.REB.Da www.ilSecoloxix.it del 20 Marzo 2010
giovedì 11 marzo 2010
ANDORA - LA REGIONE HA DATO IL VIA LIBERA AI LAVORI
Il porto di Andora prende il largo
Grande albergo di lusso,
centro congressi da 600 posti,
centro congressi da 600 posti,
nuova piazza e passeggiata
ANDORA. Il porto cambia volto, e la città dà una svolta alla sua economia turistica con un grande albergo eun centro congressi. Martedì mattina la Regione ha dato il via libera definitivo alla prima parte dei lavori di ristrutturazione del porto di Andora, cioè alla realizzazione della nuova passeggiata, della nuova piazza e delgrande complesso turistico. Insomma, presto potranno partire i lavori per quelle che vengono chiamate “opere a terra” previste dal progetto di ampliamento del porto turistico andorese.
Un progetto nato nel 2004, fortemente voluto dal sindaco Franco Floris, con l’intento tra l’altro di incrementare la finora ridottissima offerta alberghiera in quella che è la capitale delle seconde case. Al termine dei lavori, infatti, Andora avrà un albergo di lusso con una sessantina di stanze, un residence dotato di 13 appartamenti e una sala congressi capace di ospitare 600 persone, oltre alla piazza a gradoni che servirà anche da teatro all’aperto, una passeggiata interna ed il prolungamento di quella esistente, che unirà il porto a capo Mele.
Un’operazione da 20milioni, che però sarà realizzata a stralci e con il concorso dei privati per quanto riguarda le strutture turistiche, attraverso un appalto di costruzione e gestione. «Se non ci fosse il patto di stabilità e si rispettassero i diritti dei comuni – attacca il sindaco Franco Floris saremmo in grado di fare tutto da soli, subito e pagando in contanti, visto che abbiamo non solo una capacità di fare mutui praticamente illimitata, ma anche gran parte di quella cifra in cassa.Solo che non possiamo spenderla per colpa di queste regole indegne di uno stato democratico». Così si comincerà con le passeggiate, che costeranno circa 600mila euro, quindi partirà la gara per la costruzione e gestione dell’albergo e del residence, infine si realizzeranno la piazza e i nuovi negozi.
«Sappiamo di affrontare un progetto impegnativo in un momento di grande crisi economica – prosegue Floris, ma speriamo che ci sia qualche imprenditore che sappia investire per guadagnare nel tempo. Un albergo sul mare, nel porto, in una zona dove la richiesta è maggiore dell’offerta è un investimento sicuro. Se potessi lo farei con i soldi del Comune e poi lo affitterei, perché credo che sarebbe molto redditizio».
«Sappiamo di affrontare un progetto impegnativo in un momento di grande crisi economica – prosegue Floris, ma speriamo che ci sia qualche imprenditore che sappia investire per guadagnare nel tempo. Un albergo sul mare, nel porto, in una zona dove la richiesta è maggiore dell’offerta è un investimento sicuro. Se potessi lo farei con i soldi del Comune e poi lo affitterei, perché credo che sarebbe molto redditizio».
Ma se nessuno si facesse avanti ci sarebbe già pronta una carta di riserva, visto che c’è da ampliare il porto vero e proprio, che dagli attuali 850 posti barca dovrebbe arrivare a circa 1.100. «Se non riusciremo a far partire la costruzione dell’albergo attraverso la gara d’appalto lo inseriremo nel progetto di ampliamento a mare. Chi vorrà realizzare e magari anche gestire i 250 posti barca dovrà realizzare anche il complesso turistico».
Da www.ilSecoloxix.it del 11 Marzo 2010
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