Al telefono con la Comunità Incontro di Pierino Gelmini
«Bisogna subito cambiare l'architettura istituzionale»
E attacca la manovra di Monti: «È recessiva»
AMELIA (TERNI) - «Davvero abbiamo bisogno di un grande
cambiamento, una grande riforma dell'architettura istituzionale per
potere rendere governabile il nostro Paese»: lo ha detto Silvio
Berlusconi, intervenendo telefonicamente lunedì pomeriggio alla Comunità
Incontro di Pierino Gelmini, l'ex sacerdote fondatore della Comunità. «Se riusciremo a farlo in questo tempo che ci divide dalla
fine della legislatura - ha aggiunto - potremo veramente dire che
abbiamo fatto qualcosa di grande e di importante».
Berlusconi passeggia in centro a Milano (Fotogramma)
IL FUTURO - Silvio Berlusconi assicura i suoi sostenitori che non
abbandonerà la scena politica, anzi: «Sono sempre impegnato per la
nostra forza di libertà, resto sempre in pista anche per il futuro»,
dice l'ex premier in un collegamento telefonico con la comunità di
Gelmini.
Ha parlato di un Pdl in ottima forma l'ex presidente del
Consiglio. Presenti, fra gli altri, Maurizio Gasparri e Carlo
Giovanardi. «Voglio ricordare a noi stessi - ha detto Berlusconi - che
siamo sempre il partito di maggioranza in parlamento e che i sondaggi ci
danno in forte anzi fortissima ricrescita perché gli italiani sono
preoccupati».
LA MANOVRA - Berlusconi attacca poi duramente la manovra varata
dal governo Monti e votata anche dal Pdl in Parlamento: rischia di
portare in recessione l'economia, dice l'ex premier .
«Fino all'estate
scorsa - rivendica Berlusconi - abbiamo sempre tenuto i conti in ordine
tagliando le spese invece di aumentare le imposte. Ora però con le nuove
tasse si finirà per comprimere i consumi e portare in recessione
l'economia».
Una situazione che fa sì che gli «italiani siano sempre più
preoccupati».
Berlusconi poi tiene a «ricordare prima di tutto a noi
stessi che siamo sempre il partito di maggioranza in Parlamento e anzi i
sondaggi ci danno in fortissima ripresa» proprio perché «gli italiani
sono sempre più preoccupati».
Detto questo, il leader del Pdl assicura
che «restiamo vigili per fare il bene del nostro Paese» anche se la
soluzione alla crisi «deve venire dall'Europa perchè è l'Europa che deve
cambiare».
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