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martedì 12 marzo 2013
Genova - Il Presidente del Gruppo PdL in Regione Liguria replica al Direttore de il Secolo XIX Umberto la Rocca, il quale a sua volta risponde, su una campagna giornalistica montata dallo stesso quotidiano in dispregio della classe politica con un disprezzabile qualunquismo che ha coinvolto tutti indistintamente in un sentimento di anti-politica che oggi cavalca selvaggiamente l'opinione pubblica
domenica 10 marzo 2013
Alassio - Genova - Il Presidente del Gruppo P.d.L. in Regione Marco Melgrati replica al Direttore del Secolo XIX dott. La Rocca
Marco Melgrati attorniato da giornalisti e cameraman che lo intervistano
Egregio Direttore,
vedo dalla Sua risposta piccata che questa volta ho colto nel segno. E lo vedo dal fatto che ha opportunamente glissato su tutte le domande che Le ho rivolto, mentre ancora una volta ha cavalcato il populismo e il luogo comune, facendo di ogni erba un fascio.
Lei sostiene che straparlo per “la rabbia e lo sbigottimento per il risultato elettorale”… ma quale rabbia e sbigottimento, contrariamente alle previsioni di tutti (e forse soprattutto ai desiderata di tanti) Silvio Berlusconi, da solo, battendosi come un leone, ha sfiorato una vittoria storica, con un risultato elettorale eccezionale, e capisco che per un giornale marcatamente schierato a sinistra come il Suo questo sia un problema, se non un fatto che comunque Lei non riesce a spiegare con quella lucidità che forse anche Lei, insieme a me, deve recuperare.
E se in Liguria il dato nazionale non si è confermato, ma ha subito una una leggera flessione, lo si deve alla compilazione delle liste che hanno portato ad eleggere personaggi avulsi dalla realtà locale e a escludere invece personaggi di spicco e con forte seguito elettorale personale in una realtà regionale fatta di piccole e medie località dove il rapporto interpersonale tra elettori e candidato è da sempre la chiave vincente di ogni successo elettorale.
Siamo tutti d’accordo che i soldi dati in dotazione ai Gruppi sono pubblici, e che non si possono usare con leggerezza… ma la Vostra indagine, a parte sporadici casi che possono rientrare, appunto per la inconsistenza economica e per la eccezionalità, nel mero errore materiale, non ha dimostrato, alla fine, un bel nulla di nulla.
Se si escludono quelle che Lei chiama, ancora una volta uniformando tutti e tutto, buoni e cattivi, “le ricevute delle vostre mutande, gite, regali e cibo per gatti”. .. vogliamo parlare della “bufala” dei bottoni, da Voi cavalcata per giorni e giorni, prima di scoprire (lo ha fatto il TG3, che quei 10 euro era serviti per l’acquisto di una bandiera Italiana?) Bene, al Gruppo del P.d.L. non è ascrivibile alcuna di queste ricevute, e men che meno a me in particolare. Sarebbe come dire che se il sen. Lusi si sarebbe appropriato di denaro del Suo gruppo derivante dal finanziamento dei Partiti, distraendolo per scopi personali, tutti gli amministratori di tutti i partiti sono per associazione di idee delinquenti, anche se hanno gestito correttamente questi denari pubblici.
Le Sue parole “voi che gestite da decenni la cosa pubblica come se fosse cosa vostra” mi lasciano poi stupito… ancora una volta usa uno stilema grillino VOI, per comprendere tutti i politici… vorrei ricordarLe che il Gruppo del P.d.L. è in Regione da 8 anni all’opposizione, e poco ( se non nulla) può incidere sulle politiche di spesa regionali. Io in particolare sono solo tre anni che sono stato eletto in Regione, in opposizione, e da pochi mesi Presidente del Gruppo P.d.L. … ancora una volta mi vedo accomunato da Lei alla intera classe politica nazionale… mi creda, mi sento differente, come molti dei miei colleghi di destra e di sinistra… in tutte le organizzazioni del mondo ci sono i buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, e ci sono anche quelli che hanno sbagliato in buona fede. Chi ha sbagliato pagherà, ed è doveroso, ma Lei fa di ogni erba un fascio, con esortazioni come quella finale, “altrimenti saranno gli elettori la prossima volta a spazzarvi via” che ricordano appunto il “mandiamoli tutti a casa” di grillina memoria.
Guardi però che ad agitare lo spettro del populismo e dell’antipolitica, del tutti a casa, del tutti uguali tutti delinquenti… può essere pericoloso, perché il prossimo passo sarà la richiesta di eliminare i finanziamenti pubblici ai giornali!!! Ed è molto vicino nei risulti alla diffamazione a mezzo stampa. Come l’uso di fotografie non qualificanti o raffiguranti espressioni dei volti non contestualizzate in relazione agli argomenti trattati non fa onore a un giornalismo di qualità.
Il Gruppo del P.d.L. è stato il primo, non appena scoppiata questa “inchiesta” del Secolo, in tempi non sospetti, a far vedere gli scontrini alla Sua giornalista, o se lo è dimenticato???
Il problema è che Voi cercavate il sangue… e non lo avete trovato, e questo forse Le brucia!
Siccome poi Le ho fatto una domanda precisa, attendo di conoscere, con altrettanto dettaglio e “vis polemica”, come mai gli irriducibili Capigruppo facenti parte della maggioranza che sostiene il Presidente della Regione Claudio Burlando, ovvero I.d.V., Gruppo Misto e Lista Burlando hanno perso gli onori della cronaca, e a Loro è stato concesso di sottrarsi alla gogna mediatica.
Forse che la tenacia omertosa di costoro ha prevalso sulla necessità di trasparenza da Lei invocata???
Marco Melgrati
Presidente Gruppo P.d.L. Regione Liguria
Alassio - Genova - “Spese pazze”, attacco di Melgrati al Secolo XIX
Riportiamo qui di seguito la lettera del Presidente del Gruppo PdL in Regione Liguria Marco Melgrati e la risposta del Direttore de Il Secolo XIX Umberto La Rocca
Marco Melgrati mentre discute con un collega di schieramento nell'aula
del Consiglio Regionale
La lettera di Marco Melgrati
Caro Direttore,
ancora una volta Le devo scrivere per contestare una locandina apparsa oggi sul territorio del comprensorio Alassino, recante il titolo “resa dei conti nel P.d.L attacco a Melgrati”; ma quale resa dei conti, ma quale attacco a Melgrati! Nulla di più falso, al limite sono io che ho attaccato Bussalai! Ovviamente il titolo della locandina si riferisce al civile, anche se intenso, dibattito avvenuto giovedì sera nel Direttivo Provinciale del P.d.L.; devo dire che invece l’articolo, pur dando troppa importanza ai “deliri” di un esponente savonese, per altro assessore provinciale in quota ex AN, può parzialmente fotografare l’accaduto.
Infatti Bussalai, di questi si tratta, da me pesantemente contraddetto, invece di capire che il risultato elettorale inferiore in Liguria alla media Nazionale del P.d.L. è da attribuire allo scontro tra il Coordinamento Regionale, più volte sfiduciato dalla stragrande maggioranza del partito, e dalla scarsa rappresentatività del territorio delle liste per Camera e Senato, con paracadutati in posizione apicale e riempilista con scarso peso elettorale e ridotta visibilità sul territorio, ha tentato, mostrando completa malafede, di attribuire apoditticamente le colpe del non brillante risultato ligure ai consiglieri Regionali Morgillo e Saso per la campagna giornalistica denominata dal Suo giornale “spese pazze”. Io credo che il sig. Bussalai, quando parla di consiglieri capaci, efficienti e presenti sul territorio come Saso e Morgillo, si debba più volte sciacquare la bocca, e non permettersi populismi senza approfondire accuse e soprattutto senza conoscere le vicende. Poi è vero che il successo del movimento di Grillo è dovuto anche e soprattutto alla crisi economica (quando si fa fatica ad arrivare alla fine del mese la gente è incazzata, preoccupata e delusa), alla mancanza di risposte che la classe politica non ha saputo dare in questi anni, ai costi della politica, al numero e ai privilegi dei parlamentari, ad una legge elettorale vergognosa, che non permette l’ elezione da parte dei cittadini del proprio rappresentante sul territorio, ad un finanziamento pubblico dei partiti che i cittadini avevano già bocciato con un referendum, agli scandali degli ultimi tempi legati ai partiti tradizionali, di destra, di centro e di sinistra…
Anche se credo che questa inchiesta, per certi versi vergognosa, condotta dal Suo giornale, che è riuscita ad equiparare il milione e quattrocento mila euro “distratti” da “er Batman” in Regione Lazio, o la vicenda di Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Italia dei Valori, sempre nel Lazio, arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di peculato, che si sarebbe appropriato di circa un milione di euro provenienti dai fondi destinati al partito, con il dettaglio che aggiunge indignazione, trattandosi di soldi dei contribuenti, che dalle indagini della Procura è emerso che 100-120mila euro sarebbero stati bruciati alle slot machine, passione di Maruccio, a due scontrini, il primo da 150 euro e il secondo da 80 euro, con la dicitura “civetta” per favorire l’equivoco di Terme, di Acqui e di Vinadio. Non c’è stata proporzione, si è fatta demagogia e populismo becero.
Il Suo giornale ha messo alla berlina tutti i Capigruppo in Regione per più di venti giorni, con le fotografie in prima pagina come se fossimo tanti “mostri di Scandicci” o affiliati alla mafia, con una operazione di sputtanamento mediatico senza precedenti. E per cosa? Per avere la “pruderie” di analizzare gli scontrini delle ricevute. E una volta soddisfatta questa morbosa curiosità, l’inchiesta si è smontata come neve al sole, risolta in un nulla di fatto. Soprattutto si è fatto di ogni erba un fascio, offrendo ai cittadini una immagine di disgusto e di bengodi ben lontana dalla realtà.
E come mai il Suo giornale non ha dato lo stesso risalto quando il Consiglio Regionale ha ridotto i fondi ai gruppi o ha cancellato il vitalizio??? E dove era il Suo giornale quando il Gruppo del P.d.L., all’ inizio di questa legislatura, proponeva l’azzeramento degli assessori esterni (6, il massimo possibile, quelli assegnati da Burlando, con il festival dei trombati), che avrebbe consentito un risparmio, con annessi e connessi, di quasi un milione di euro all’anno, e l’azzeramento del listino, con la eliminazione di 7 consiglieri, altro milione risparmiato, che non vengono votati dai cittadini, ma scelti dal candidato Presidente della Regione, con il manuale Cencelli??? Perché allora non ha fatto questa battaglia al nostro fianco???
E che fine hanno fatto gli ultimi tre capigruppo irriducibili nell’intenzione di non consegnare gli scontrini di spesa dei rispettivi gruppi alla “libera” stampa, apparsi per l’ultima volta mercoledì 20 febbraio sulla prima pagina del Suo giornale??? Forse non fa più audience, o forse perché rappresentano tre esponenti della Sinistra che appoggia Burlando, e quindi la gogna solo di sinistra non è per Lei politicamente corretta????
E allora si senta, caro Direttore, correo e responsabile se più di un cittadino su quattro ha scelto il voto di protesta. Con la Sua linea editoriale Lei è stato uno dei più grandi sponsor della campagna elettorale di Grillo in Liguria. Ne sia consapevole.
Spero che non abbia da pentirsene.
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Il Direttore de il Secolo XIX dott. Umberto La Rocca
La risposta di Umberto La Rocca, direttore del Secolo XIX
Caro Melgrati,
non entro nel merito delle piccole beghe tra lei e altri esponenti del Pdl che, sia detto fra parentesi, hanno dato, quelle si’, una bella mano al successo del movimento di Grillo e alla frana del suo partito. Capisco che la rabbia e lo sbigottimento per il risultato elettorale la facciano straparlare ma cerchi di recuperare lucidità: non c’era nessuna pruderie nella nostra inchiesta ma soltanto la difesa di un principio di banale igiene pubblica che la classe politica alla quale lei appartiene ha ignorato per anni. E cioè: gli amministratori eletti sono tenuti a spiegare ai cittadini come spendono i soldi che sono stati loro affidati. Cerco di essere più chiaro: quei soldi non sono vostri e non potete usarli come vi pare. Capisco che le dispiaccia, ma in tutto il mondo civile le democrazie funzionano cosi’ e solo politici di paese pensano che il ruolo della stampa non sia quello di controllare il comportamento degli amministratori pubblici. Quanto alle foto in prima pagina sarebbe stato semplicissimo evitarle: sarebbe bastato mostrare subito ai cittadini le ricevute delle vostre mutande, gite, regali e cibo per gatti invece di barricarvi dietro un ridicolo richiamo al diritto alla privacy. Diritto alla privacy di come spendete i nostri soldi? Ma scherziamo? Chi ha favorito il Movimento 5 Stelle, Melgrati: voi che gestite da decenni la cosa pubblica come se fosse cosa vostra o noi che denunciamo questi comportamenti? Mi creda, lasci stare le farneticazioni e pensi a correre ai ripari, altrimenti saranno gli elettori la prossima volta a spazzarvi via definitivamente. Anche senza l’aiuto del Secolo XIX.
Da www.ilSecoloxix.it del 10 Marzo 2013
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