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martedì 27 ottobre 2020

Alassio - "Il ritorno di Pricò" è la nuova opera del giornalista e scrittore alassino Daniele La Corte, Fusta Editore

Daniele La Corte, giornalista e scrittore, nato nel 1949 ad Alassio (Sv), ha legato la sua prestigiosa firma ai principali quotidiani nazionali, tra i quali ricordiamo almeno “la Repubblica”, il “Corriere della Sera”, “Avvenire” e su tutti “Il Secolo XIX”. Insignito per due volte (nel 1983 e nel 1985) del riconoscimento di Cronista dell’anno, in data 20 febbraio 2002 l’allora ministro della Cultura del governo francese, Cathérine Tasca, gli ha conferito l’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Art et des Lettres.

domenica 10 marzo 2013

Alassio - Genova - Il Presidente del Gruppo P.d.L. in Regione Marco Melgrati replica al Direttore del Secolo XIX dott. La Rocca



Marco Melgrati attorniato da giornalisti e cameraman che lo intervistano



Egregio Direttore,

            vedo dalla Sua risposta piccata che questa volta ho colto nel segno. E lo vedo dal fatto che ha opportunamente glissato su tutte le domande che Le ho rivolto, mentre ancora una volta ha cavalcato il populismo e il luogo comune, facendo di ogni erba un fascio.
Lei sostiene che straparlo per “la rabbia e lo sbigottimento per il risultato elettorale”… ma quale rabbia e sbigottimento, contrariamente alle previsioni di tutti (e forse soprattutto ai desiderata di tanti) Silvio Berlusconi, da solo, battendosi come un leone, ha sfiorato una vittoria storica, con un risultato elettorale eccezionale, e capisco che per un giornale marcatamente schierato a sinistra come il Suo questo sia un problema, se non un fatto che comunque Lei  non riesce a spiegare con quella lucidità che forse anche Lei, insieme a me, deve recuperare.
E se in Liguria il dato nazionale non si è confermato,  ma ha subito una una leggera flessione, lo si deve alla compilazione delle liste che hanno portato ad eleggere personaggi avulsi dalla realtà locale e a escludere invece personaggi di spicco e con forte seguito elettorale personale in una realtà regionale fatta di piccole e medie località dove il rapporto interpersonale tra elettori e candidato è da sempre la chiave vincente di ogni successo elettorale.
Siamo tutti d’accordo che i soldi dati in dotazione ai Gruppi sono pubblici, e che non si possono usare con leggerezza… ma la Vostra indagine, a parte sporadici casi che possono rientrare, appunto per la inconsistenza economica e per la eccezionalità, nel mero errore materiale, non ha dimostrato, alla fine, un bel nulla di nulla.
Se si escludono quelle che Lei chiama, ancora una volta uniformando tutti e tutto, buoni e cattivi,  “le ricevute delle vostre mutande, gite, regali e cibo per gatti”. .. vogliamo parlare della “bufala” dei bottoni, da Voi cavalcata per giorni e giorni, prima di scoprire (lo ha fatto il TG3, che quei 10 euro era serviti per l’acquisto di una bandiera Italiana?) Bene, al Gruppo del P.d.L. non è ascrivibile alcuna di queste ricevute, e men che meno a me in particolare. Sarebbe come dire che se il sen. Lusi si sarebbe appropriato di denaro del Suo gruppo derivante dal finanziamento dei Partiti, distraendolo per scopi personali, tutti gli amministratori di tutti i partiti sono per associazione di idee delinquenti, anche se hanno gestito correttamente questi denari pubblici.
Le Sue parole “voi che gestite da decenni la cosa pubblica come se fosse cosa vostra” mi lasciano poi stupito… ancora una volta usa uno stilema grillino VOI, per comprendere tutti i politici… vorrei ricordarLe che il Gruppo del P.d.L. è in Regione da 8 anni all’opposizione, e poco ( se non nulla)  può incidere sulle politiche di spesa regionali. Io in particolare sono solo tre anni che sono stato eletto in Regione, in opposizione, e da pochi mesi Presidente del Gruppo P.d.L. … ancora una volta mi vedo accomunato da Lei alla intera classe politica nazionale… mi creda, mi sento differente, come molti dei miei colleghi di destra e di sinistra… in tutte le organizzazioni del mondo ci sono i buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, e ci sono anche quelli che hanno sbagliato in buona fede. Chi ha sbagliato pagherà, ed è doveroso, ma Lei fa di ogni erba un fascio, con esortazioni come quella finale, “altrimenti saranno gli elettori la prossima volta a spazzarvi via” che ricordano appunto il “mandiamoli tutti a casa” di grillina memoria.
Guardi però che ad agitare lo spettro del populismo e dell’antipolitica, del tutti a casa, del tutti uguali tutti delinquenti… può essere pericoloso, perché il prossimo passo sarà la richiesta di eliminare i finanziamenti pubblici ai giornali!!! Ed è molto vicino nei risulti alla diffamazione a mezzo stampa. Come l’uso di fotografie non qualificanti o raffiguranti espressioni dei volti non contestualizzate in relazione agli argomenti trattati non fa onore a un giornalismo di qualità.
Il Gruppo del P.d.L. è stato il primo, non appena scoppiata questa “inchiesta” del Secolo, in tempi non sospetti, a far vedere gli scontrini alla Sua giornalista, o se lo è dimenticato???
Il problema è che Voi cercavate il sangue… e non lo avete trovato, e questo forse Le brucia!
Siccome poi Le ho fatto una domanda precisa, attendo di conoscere,  con altrettanto dettaglio e “vis polemica”, come mai gli irriducibili Capigruppo facenti parte della maggioranza che sostiene il Presidente della Regione Claudio Burlando, ovvero I.d.V., Gruppo Misto e Lista Burlando hanno perso gli onori della cronaca, e a Loro è stato concesso di sottrarsi alla gogna mediatica. 

Forse che la tenacia omertosa di costoro ha prevalso sulla necessità di trasparenza da Lei invocata???
                                                                          
                                                                                 Marco Melgrati
                                                              Presidente Gruppo P.d.L. Regione Liguria

sabato 9 marzo 2013

Alassio - Genova - Il Presidente del Gruppo P.d.L. Marco Melgrati scrive al Direttore del Secolo XIX dott. Umberto La Rocca


 
                 Il presidente del Gruppo Consiliare PdL in Regione Liguria Marco Melgrati


Preg.mo Direttore del Secolo XIX
Dott. Umberto La Rocca


Oggetto: Locandina apparsa sul territorio di Alassio del Secolo XIX con il titolo “resa dei conti nel P.d.L 
              attacco a Melgrati”;


Caro Direttore,
                        ancora una volta Le devo scrivere per contestare una locandina apparsa oggi sul territorio del comprensorio Alassino, recante il titolo “resa dei conti nel P.d.L attacco a Melgrati”; ma quale resa dei conti, ma quale attacco a Melgrati! nulla di più falso, al limite sono io che ho attaccato Bussalai! Ovviamente il titolo della locandina si riferisce al civile, anche se intenso, dibattito avvenuto giovedì sera nel Direttivo Provinciale del P.d.L.; devo dire che invece l’articolo, pur dando troppa importanza ai “deliri” di un esponente savonese, per altro assessore provinciale in quota ex AN, può parzialmente fotografare l’accaduto.
Infatti Bussalai, di questi si tratta, da me pesantemente contraddetto, invece di capire che il risultato elettorale inferiore in Liguria alla media Nazionale del P.d.L. è da attribuire allo scontro tra il Coordinamento Regionale, più volte sfiduciato dalla stragrande maggioranza del partito, e dalla scarsa rappresentatività del territorio delle liste per Camera e Senato, con paracadutati in posizione apicale e riempilista con scarso peso elettorale e ridotta visibilità sul territorio, ha tentato, mostrando completa malafede, di attribuire apoditticamente le colpe del non brillante risultato ligure ai consiglieri Regionali Morgillo e Saso per la campagna giornalistica denominata dal Suo giornale “spese pazze”. Io credo che il sig. Bussalai, quando parla di consiglieri capaci, efficienti e presenti sul territorio come Saso e Morgillo, si debba più volte sciacquare la bocca, e non permettersi populismi senza approfondire accuse e soprattutto senza conoscere le vicende. Poi è vero che il successo del movimento di Grillo è dovuto anche e soprattutto alla crisi economica (quando si fa fatica ad arrivare alla fine del mese la gente è incazzata, preoccupata e delusa), alla mancanza di risposte che la classe politica non ha saputo dare in questi anni, ai costi della politica, al numero e ai privilegi dei parlamentari, ad una legge elettorale vergognosa, che non permette l’ elezione da parte dei cittadini del proprio rappresentante sul territorio, ad un finanziamento pubblico dei partiti che i cittadini avevano già bocciato con un referendum, agli scandali degli ultimi tempi legati ai partiti tradizionali, di destra, di centro e di sinistra…
Anche se credo che questa inchiesta, per certi versi vergognosa, condotta dal Suo giornale, che è riuscita ad equiparare il milione e quattrocento mila euro “distratti” da “er Barman” in regione Lazio, o la vicenda di  Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell'Italia dei Valori, sempre nel Lazio, arrestato dalla Guardia di Finanza con l'accusa di peculato, che si sarebbe appropriato di circa un milione di euro provenienti dai fondi destinati al partito, con il dettaglio che aggiunge indignazione, trattandosi di soldi dei contribuenti, che dalle indagini della Procura è emerso che 100-120mila euro sarebbero stati bruciati alle slot machine, passione di Maruccio, a due scontrini, il primo da 150 euro e il secondo da 80 euro, con la dicitura “civetta” per favorire l’equivoco di Terme, di Acqui  e di Vinadio. Non c’è stata proporzione, si è fatta demagogia e populismo becero.
Il Suo giornale ha messo alla berlina tutti i Capigruppo in Regione per più di venti giorni, con le fotografie in prima pagina come se fossimo tanti “mostri di Scandicci” o affiliati alla mafia, con una operazione di sputtanamento mediatico senza precedenti. E per cosa? Per avere la “pruderie” di analizzare gli scontrini delle ricevute. E una volta soddisfatta questa morbosa curiosità, l’inchiesta si è smontata come neve al sole, risolta in un nulla di fatto. Soprattutto si è fatto di ogni erba un fascio, offrendo ai cittadini una immagine di disgusto e di bengodi ben lontana dalla realtà.
E come mai il Suo giornale non ha dato lo stesso risalto quando il Consiglio Regionale ha ridotto i fondi ai gruppi o ha cancellato il vitalizio??? E dove era il Suo giornale quando il Gruppo del P.d.L., all’ inizio di questa legislatura, proponeva l’azzeramento degli assessori esterni (6, il massimo possibile, quelli assegnati da Burlando, con il festival dei trombati), che avrebbe consentito un risparmi, con annessi e connessi, di quasi un milione di euro all’annoe l’azzeramento del listino, con la eliminazione di 7 consiglieri, altro milione risparmiato, che non vengono votati dai cittadini, ma scelti dal candidato Presidente della Regione, con il manuale Cencelli??? Perché allora non ha fatto questa battaglia al nostro fianco???
E che fine hanno fatto gli ultimi tre capigruppo irriducibili nell’intenzione di non consegnare gli scontrini di spesa dei rispettivi gruppi alla “libera” stampa, apparsi per l’ultima volta mercoledì 20 febbraio sulla prima pagina del Suo giornale??? Forse non fa più audience, o forse perché rappresentano tre esponenti della Sinistra che appoggia Burlando, e quindi la gogna solo di sinistra non è per Lei politicamente corretta????
E allora si senta, caro Direttore, correo e responsabile se più di un cittadino su quattro ha scelto il voto di protesta. Con la Sua linea editoriale Lei è stato uno dei più grandi sponsor della campagna elettorale di Grillo in Liguria. Ne sia consapevole.
Spero che non abbia da pentirsene.


                                                                                Arch. Marco Melgrati
                                                                Presidente Gruppo P.d.L. Regione Liguria

venerdì 6 gennaio 2012

Genova - Processo senza reato: il senatore Bornacin si «condanna» a lasciare la politica



 Giorgio Bornacin, senatore della Repubblica in quota PdL


Giura che se solo potesse tornare indietro, sceglierebbe un altro mestiere. Di certo non farebbe il politico. Non più, non ora quantomeno, non per uno che ha preso questa strada per convinzione e passione. «Non è una boutade. Sto meditando seriamente da coordinatore metropolitano del Pdl, mollo il posto da parlamentare». Da quando si è visto il suo nome in prima pagina, insieme a quello dell'ex ministro dei Trasporti Altero Matteoli, entrambi citati, ma non indagati, per una presunta vicenda di appalti pilotati per la ristrutturazione del Forte San Martino - nella quale sono finiti nel mirino della Procura a vario titolo e con ipotesi investigative diverse, il provveditore ai lavori pubblici di Liguria e Lombardia, alcuni funzionari del provveditorato, il presidente del Municipio Medio Levante, il pidiellino Fabio Orengo, oltre a imprenditori titolari delle ditte interessate alla gara d'appalto per il restyling del Forte -, Giorgio Bornacin è tentato di mandare tutto al diavolo
Perchè il limite è stato superato, il bicchiere è colmo e su certe cose non si può passare sopra come se niente fosse.
Il senatore è un fiume in piena: «Mi vergogno ad andare in giro per Genova e non ho fatto niente, niente di illegale, niente di moralmente riprovevole. E invece vengo sputtanato in prima pagina? Che deontologia giornalistica è quella che sbatte in prima pagina il mostro quando non è un mostro? Questa non è libertà di stampa, è liberta di diffamazione e di insulto». E guai a pensare che un suo eventuale passo indietro sia in qualche modo un'ammissione di colpa in questa vicenda velenosa. «Ma quale ammissione di colpa, io non ho fatto niente. Ho ricevuto anche la solidarietà di gente di Rifondazione comunista. Capisco il povero Berlusconi tutto quello che deve aver passato». E poi c'è l'altro fronte, quello della delusione politica per questo momento che pesa come un macigno. «Finchè c'era Berlusconi c'era legittimità, c'era una linea da seguire, un dialogo. Ora cosa faccio: il parlamentare per difendere Monti e la Goldman Sachs?». Poi questo continuo attacco alla «casta», quando la vera «casta», dice Bornacin non sono certo i parlamentari.
D'accordo, ma torniamo all'inchiesta degli appalti, a Fabio Orengo e all'ingegner Salvatore Buonaccorso, uno dei membri del Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria accusati di far parte della «cricca» che truccava gli appalti sotto la Lanterna. Secondo gli inquirenti, Bornacin e Matteoli si sarebbero attivati per farlo progredire nella carriera e sarebbe stato proprio Fabio Orengo il tramite tra l'ingegnere e i politici, in cambio della possibilità di partecipare ad una commissione di collaudo con un paio di decine di migliaia di euro di gettone.
«Orengo mi ha chiesto se potevo ricevere Buonaccorso - spiega Bornacin che ha già dato disposizioni al suo legale di querelare il Secolo XIX -, cosa che ho fatto appena ho avuto un momento libero. Gli ho chiesto di portarmi il suo curriculum vitae, lui me lo ha portato e gli ho domandato di farmi un appunto via mail». A quel punto il senatore del Pdl dice a Orengo e a Buonaccorso che avrebbe sentito Matteoli, il quale contatterà poi direttamente l'ingegnere. «Dopo che mi ha regalato un libro sui lavori pubblici, non ho più visto Buonaccorso. Se lo incontrassi per strada oggi, non lo riconoscerei nemmeno. Della storia del Forte San Martino non ne sapevo nulla». Ma cosa chiedeva Buonaccorso? «Aspirava ad avere un incarico superiore. Sono scelte fatte all'interno del ministero, con l'interpello. Senza nessuno concorso pubblico. Lo ripeto, in questa vicenda non c'entro niente. Non mi sento nemmeno persona informata sui fatti». E però, per Fabio Orengo, presidente del Municipio Medio Levante, tirato in ballo per un ipotetico abuso d'ufficio, ieri è arrivata la prima richiesta ufficiale di dimissioni. È stato Renzo Di Prima, segretario della sezione Lega Nord Liguria «Genova Levante» e assessore del Municipio, a metterla nero su bianco. «Pur nell'ottica del più ampio garantismo - scrive il leghista - non posso che auspicare un passo indietro da parte di Fabio Orengo, dal ruolo che riveste nel mio Municipio».
«Delle dimissioni? Ne parleremo fra di noi - continua Bornacin -. Orengo è uno che ha scoperto di essere al centro di questa vicenda l'altro giorno leggendo i giornali. Ma non ha alcuna comunicazione giudiziaria».
«Mai mi sarei immaginato di arrivare a tanto - racconta al telefono il presidente di Municipio -. Sono amareggiato, mi hanno massacrato. Ora preferisco non dire nulla. Continuo a fare il mio mestiere che ho sempre fatto, in attesa che venga dimostrata la mia totale estraneità ai fatti. Al momento non sono neanche indagato, in mano non ho nulla. Apprendo tutto dai giornali. Ora capisco cosa sia il massacro mediatico subito da altre persone». 

di Giulia Guerri

Da www.IlGiornale.it  del 06 Gennaio 2012

venerdì 9 dicembre 2011

Alassio - Melgrati: "Chi è causa del suo mal, pianga se stesso…a forza di gridare 'al Lupo, al Lupo'… "

Considerazioni dell'ex sindaco di Alassio sui commenti del Sindaco Avogadro all’articolo del Secolo XIX a firma 

di Stefano Franchi

 

 L'ex sindaco Marco Melgrati con l'ex assessore al Turismo Monica Zioni 

e il noto conduttore televisivo Gerry Scotti

“Dopo più di un anno passato a denigrare e sputtanare l’Amministrazione Comunale e la Città di Alassio da parte del, in allora, candidato Sindaco Roberto Avogadro, oggi lo stesso, divenuto Sindaco, si scaglia contro un giornalista che non ha fatto altro che rilevare i fatti e ascoltato le testimonianze di commercianti e albergatori... Ricordo subito prima delle elezioni un articolo, a firma della figlia di un noto giornalista, peraltro Lei stessa non giornalista iscritta, che sbandierava con grande enfasi il cemento di un nuovo supermercato in prima collina, dandolo per cosa fatta, dimostratosi un parto di pura fantasia, perché mai approvato dalla giunta Aicardi… e allora?
E non è certo colpa dell’attuale Sindaco la crisi mondiale, che ha portato e porterà alla chiusura di molte attività in Alassio e non solo, ma ad Alassio fa più notizia… I negozi sono chiusi e altri chiuderanno…gli alberghi sono sempre stati chiusi in questo periodo, ma sarà sempre peggio…Quando le stesse cose venivano scritte nel passato anche io mi adiravo, ma non si può controvertere i fatti.
Certo è che questa amministrazione non aiuta lo sviluppo della città…illuminazione a macchia di leopardo, intere vie e parti della città poco o non illuminate dalle decorazioni natalizie…addirittura alcuni pannelli, quelli senza il logo di Alassio, di proprietà del Comune di Alassio, da me acquistati, sono stati addirittura proposti in prestito al Comune di Ortovero…
I fuochi artificiali non si fanno…né il 31 ne l’1 di gennaio, anche se il costo era sempre quello di uno spettacolo (12.000 euro); per i bambini non si è organizzato nulla…però ci sarà di nuovo il “mercatino del Gusto”, con bancarelle di “foresti” che venderanno prodotti alimentari, andando a sottrarre risorse ai negozianti del settore di Alassio…non si poteva organizzare con i negozianti di Alassio lo stesso mercatino? Forse che i negozi di Alassio non possono proporre prelibatezze alimentari? In un momento di grave crisi economica, ogni albero fa la sua ombra…e allora a chi giova? Non certo ai commercianti di Alassio… E i feroci controlli ai dehor, in nome del “rispetto delle regole”, che portano gli esercenti, alla vista dei vigili, a levare tavolini e sedie, come se fossero extracomunitari con la mercanzia abusiva…
E l’assessore al Turismo è in vacanza in Tailandia, e l’assessore al volontariato è in Brasile per due mesi…ma lo stipendio corre…
La stagione teatrale invernale non decolla; per poter ospitare la stagione teatrale alla ex chiesa Anglicana, oltre a comprare un nuovo palco, perché quello esistente al palazzetto non andava bene, con una spesa di 40.000 Euro, si devono fare due serate, stante la minore capienza della sala…quindi doppi costi…e gli abbonati sono passati, da una media di 350 degli anni passati, con punte di oltre 500, ai 40 abbonati per la prima serata e i 30 per la seconda…70 in tutto, sempre che si possano sommare, visto che sono due spettacoli, prima e replica…forse dipende dal non richiamo dei nomi sul cartellone, dal basso profilo delle compagnie… sono lontani i tempi dei Tognazzi, dei Lo Monaco, dei Jannuzzo, dei Dapporto, di Maria Amelia Monti, Albanese, Cochi e Renato, De Filippo e tanti altri, che facevano il pienone al palazzetto con più di 800 paganti…una rassegna teatrale che comunque, nella sua complessita, e stante il periodo di crisi, supera i 100.000 euro di costi…risultato vicino allo zero.
Chi semina vento raccoglie tempesta…”


Da www.Savonanews.it  del 09 Dicembre 2011

giovedì 8 dicembre 2011

Alassio - Il Sindaco prof. Avogadro risponde all'articolo del Secolo XIX sulla crisi ad Alassio

Uno scorcio dell'arenile e delle case del "budello" da un mare che riflette luci 

ed immagini come uno specchio 

"Restiamo assolutamente allibiti di fronte all'approssimazione con cui è stato affrontato il tema "crisi ad Alassio" sul Secolo XIX di Giovedì 8 Dicembre in un articolo a firma Stefano Franchi"

 "Il taglio che strumentalmente è stato dato all'articolo falsa totalmente la realtà delle cose e getta discredito in maniera del tutto gratuita sulla città di Alassio.

Che il signor Franchi scopra che tra Novembre e metà dicembre gli alberghi ad Alassio siano chiusi evidenzia la sua assoluta ignoranza sulla realtà Alassina, realtà in cui tradizionalmente vede questo periodo dedicato alle ferie degli operatori turistici alassini.
I turisti arrivano in maniera più consistente ad Alassio dopo Natale per le festività di fine anno e nella settimana successiva ed è allora che molti alberghi riaprono, se uno queste cose le ignora come il signor Franchi come può pretendere di fare articoli in materia e quel che più meraviglia è come un giornale serio come il Secolo XIX possa dargli spazio.
Che ci sia una crisi in atto, a livello internazionale, è sotto gli occhi di tutti e quello che invece appare evidente è come, nonostante questa crisi devastante, Alassio tenga e costituisca, con la professionalità dei suoi imprenditori e la sua amplissima gamma di offerte commerciali, un'isola, se non felice come nei momenti d'oro, assolutamente al di sopra della media, non solo di ogni altra realtà vicina ma anche a livello nazionale.
Si invita perciò il Secolo XIX, per tutelare la sua credibilità, a ponderare la veridicità e l'attendibilità degli articoli proposti da giornalisti "alla Franchi".
Non dimentichiamoci che il signor Stefano Franchi è il marito della signora Eleonora Mantovani, quella che aveva tappezzato Alassio dopo le elezioni di volantini contro l'amministrazione vincitrice perchè non avrebbe trovato una sede alla sua scuola di musica privata
Conflitto di interessi ? 
Giudicate voi, non ci interessa, quello che ci interessa è che non venga denigrato il nome della città di Alassio e della sua imprenditoria".

Com. Prof. Roberto Avogadro - Sindaco di Alassio 


Da www.Savonanews.it  del 08 Dicembre 2011

 

 

domenica 30 gennaio 2011

Popolo della Libertà - Melgrati e Vacca, la verità sul sondaggio "informale" commissionato dal PdL

Marco Melgrati consigliere regionale PdL 

e responsabile regionale Enti Locali 

Santiago Vacca coordinatore provinciale PdL 

rispondono

Melgrati e Vacca dichiarano: 
Assolutamente falso  quanto riportato dal Secolo XIX. 
È in corso un sondaggio informale commissionato dal PdL, non ancora terminato e non se ne conoscono gli esiti nemmeno parziali. 
Quindi ipotizzare la prevalenza di un candidato rispetto agli altri è pura fantasia. 
In una riunione alla presenza dell’Onorevole Scajola sono stati fatti alcuni nomi, ma non sarà possibile determinare il candidato finchè non avremo i risultati completi e definitivi del sondaggio e senza l’incontro con i vertici della Lega Nord. 
Soltanto dopo il confronto con la Lega uscirà un nome che esprimerà il miglior candidato possibile della coalizione. 
Silvano Montaldo, presente all’incontro, ha escluso la possibilità di una sua candidatura”.  

Da www.Savonanews.it  del 30 Gennaio 2011

lunedì 19 luglio 2010

Don Luciano per la prima volta in aula: «Sono innocente»




Don Luciano Massaferro per la prima volta in aula

Il parroco di Alassio, in carcere da dicembre per pedofilia, si è presentato al processo che lo vede come unico imputato per quella che era l’ultima udienza prima della pausa per le ferie. 
Don Luciano ha chiesto di poter fare alcune dichiarazioni spontanee. 
Un lungo discorso, il suo, durato circa mezz’ora e pronunciato a braccio, consultando una traccia scritta su alcuni foglietti. 
Secondo quanto riferito al Secolo XIX (il processo si svolge a porte chiuse) da persone presenti in aula, il prete si è dichiarato innocente e per la prima volta si è detto disponibile a rispondere in aula alle domande dell’accusa.
«Il nostro cliente si è proclamato innocente come più volte ribadito anche in fase istruttoria e oggi, con quel documento, ha voluto ribadirlo anche al collegio», hanno spiegato i legali difensori Mauro Ronco e Alessandro Chirivì.
In aula hanno testimoniato la madre della bambina, che ha raccontato la versione fornita dalla figlia e in particolare le molestie che la ragazzina avrebbe subito dal prete.  
La donna ha messo in evidenza tra le altre cose lo sdegno e il disgusto che provò quando la figlia le fece i primi racconti dell’accaduto.
In aula sono stati ascoltati anche gli educatori e i catechisti delle due parrocchie gestite dal sacerdote, lo psichiatra che ha riferito come don Luciano sia sano di mente e i consulenti informatici che hanno detto come nei pc visionati non ci sia traccia di materiale compromettente.
La parte civile che rappresenta la famiglia della bambina all’uscita ha un po’ polemizzato per scambi di saluti e sorrisi che sarebbero intercorsi tra alcuni di questi testimoni e l’imputato, parlando di un «clima che aveva ravvisato anche all’oratorio».
Il processo riprenderà ora il prossimo 23 settembre.


Da www.ilSecoloxix.it del 19 Luglio2010

martedì 29 dicembre 2009

Albenga, scoppia la pace tra Sasso e Robello De Filippis


Da sin.: l'Avv. Bruno Robello De Filippis, il Rag. Silvano Montaldo potente referente del  Ministro Claudio Scajola ed a destra Gianfranco Sasso.
Sarà stata l’atmosfera delle festività natalizie, la quale, notoriamente, rende tutti più buoni. Sarà anche l’avvicinarsi di una nuova, frenetica, stagione di campagna elettorale, la quale, notoriamente, richiede ai partiti e alle coalizioni di serrare i ranghi, mettere da parte le incomprensioni e le antipatie e andare avanti a muso duro, perché una compagine divisa, si sa, è anche perdente. Sta di fatto che, in quel di Albenga, tra un addobbo natalizio e l’altro, è scoppiata la pace tra l’avvocato Bruno Robello De Filippis, già coordinatore cittadino di Forza Italia e oggi in vista di una ormai sicura candidatura alle prossime elezioni comunali, e Gianfranco Sasso, consigliere provinciale di maggioranza. Entrambi figure di spicco del centrodestra ingauno, i due avevano più volte ricevuto l’onore delle cronache locali, nei mesi scorsi, a causa delle differenti vedute riguardo al modo in cui è gestita la compagine cittadina del Popolo della Libertà. Divergenze in breve tempo trasformatesi in scontro, con annesso scambio di reciproche accuse, cui è seguita una vera e propria guerra fredda.
A distanza di qualche settimana, dopo che i due sono stati visti più volte passeggiare a braccetto per le vie di Albenga, cosa prontamente segnalata dal bravo Luca Rebagliati sulle pagine rivierasche del quotidiano Il Secolo XIX, sembrano aver messo definitivamente da parte l’alterco che li ha visti come protagonisti. E, in esclusiva per Acta Diurna, certificano il cessate il fuoco, come dimostrato dalla foto che li ritrae, scattata durante le festività natalizie presso un noto locale notturno albenganese. Assieme a loro, il commissario del PdL per Albenga, il commercialista e assessore provinciale Silvano Montaldo, il quale pare aver svolto la delicata e fondamentale funzione del paciere tra i due.
“Il nostro non è stato null’altro che uno scambio di opinioni”, hanno dichiarato all’unisono Robello De Filippis e Sasso, “un confronto schietto, ma al tempo stesso costruttivo”. “Come dimostra quanto sta accadendo sulla scena nazionale, nel nostro grande partito c’è spazio per il confronto, ed è giusto che ognuno venga ascoltato, da chi è in maggioranza a chi è in minoranza”, ha aggiunto l’avvocato Robello De Filippis, il quale pare essere già al lavoro per organizzare la campagna elettorale, “ed è normale che due persone possano pensarla diversamente su alcune questioni. Ciò nonostante, siamo legati da una reciproca stima, e la nostra coalizione è unita più che mai, decisa a vincere le elezioni comunali e regionali”.

Cristiano Bosco

Da www.Actadiurna.it  del 29 Dicembre 2009