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venerdì 26 novembre 2021

Italia - Alassio, raccolta di firme contro degrado e pericoli, Via dell'Oro si mobilità

La denuncia arriva dal dinamico Consigliere comunale d'opposizione Jan Casella: " Non esiste più un marciapiede per i pedoni e i disabili. L'illuminazione scadente non mostra le buche" 

 

Da www.ilSecoloxix.it del 26 novembre 2021
 

domenica 25 settembre 2011

Alassio - In collina vendesi ville di lusso al mare offresi gratis spiaggia e discarica Esclusivo reportage fotografico di convivenza ‘anarchica’

  

 
Alassio - Il nome della città apposto sulla parete rocciosa, sovrasta il porto turistico


Alassio -  Non bisogna stupirsi più di nulla. Senza parole. Senza autocritica. Quale speranza? Se una della dozzina di massaggiatrici  cinesi da spiaggia annuncia ai suoi affezionati clienti settembrini che presto tornerà a Milano dove vive il marito. Se può vantare, orgogliosa, di aver raggiunto il settimo anno consecutivo di “lavoro” sul litorale alassino, con un crescendo di massaggi “terapeutici” (tra i 5 e i 10 euro a seduta). Se ci tiene a ricordare che per un migliore servizio, non manca chi ricorre all’appuntamento.
 Se fa parte della nutrita comunità capace di resistere alle retate e alla legge dello Stato. Se ‘i massaggi cinesi-alassini’ hanno perso il predellino della cronaca estiva 2011, contrariamente agli ‘ambulanti’ perseguitati…ma non invisi agli acquirenti…
Ebbene forse l’ultimo caso, più eclatante, vergognoso, riguarda un ‘disperato’ e disederato vu cumprà che da qualche mese sbarca il lunario  - si dice cosi? – all’estremità della spiaggia di ponente. E tutto intorno fa da corollario una stravagante, estesa discarica-mostra con vista diretta sull’acqua azzurra; spettacolo incapace persino di stupire, di scandalizzare. Convivenza e connivenza all’inerzia, all’indifferenza. Rassegnazione?
(Vedi a fondo pezzo qualche istantanea datata mercoledì 21 settembre).
Trucioli Savonesi da cinque anni, tra le peculiarità della Baia del Sole, mostra ai suoi navigatori immagini fantasmagoriche di vita del più “ricercato” e blasonato arenile della costa ligure. Capace di produrre posti di lavoro, attrazione, ricchezza perpetua, ma anche il più tenace tormentone politico/commerciale, a leggere (non da oggi) le cronache quotidiane estive. Secondo solo, all’edilizia galoppante e con vento in poppa. All'assolto del mattone pure in collina, ultimo polmone di verde.
 



Sul numero della scorsa settimana Trucioli ha pubblicato oltre una ventina di foto (vedi….), a testimonianza di abituali scene di “folklore”. Definiamolo pure così, per stemperare, ripetiamo,  mesi di feroci polemiche, rimbalzo di responsabilità, tra chi amministrava prima e chi si trova l’eredità del passato. Ieri a te, ora a me. Cosa è cambiato? E cambierà? Appuntamento già alla prossima stagione.
Tra l’efficacia dei provvedimenti e la puntuale, tambureggiante, campagna di annunci, interventi, provvedimenti, difficoltà, ostacoli; aggiungiamo qualche pizzico di dubbio sulle capacità individuali e sulle cause vere delle sconfitte. A volte sommando brutte figure.
Ad esempio, la scarsa umiltà di ammettere l’impotenza, anziché privilegiare le scusanti. 



Questa settimana a “descrivere”,  raccontare, è la indignitosa, quanto sorprendente situazione che proponiamo – ovviamente per molti cittadini e bagnanti non sarà una novità – sotto la passeggiata Ciccione. Nella zona tra i Bagni Corner BeachLa Scogliera, spiaggia, ristorante e bar che per anni ha riproposto le foto di cene di fine stagione da megagruppo degli amici, riprese dallo storico fotoreporter alassino, Silvio Fasano. E pubblicate sulla stampa locale.
In quel tratto di litorale, di costa, quasi ai confini di Laigueglia, c’è pure la concessione demaniale della Colonia di Busto Arsizio (Varese). L’immobile ristrutturato si trova, tanto per dare un’idea, poco sotto l’ex “Puerta del Sol” (edificio ricco di gloria e oggi di desolazione).
  



E’ nell’area demaniale della colonia che abbiamo ripreso scene di un cittadino straniero che qui vive e dorme, custodisce le sue mercanzie, il suo ‘pane quotidiano’. In quali condizioni di decoro per la stessa città (e la sua spiaggia a peso d’oro) e di dignità della persona umana?
Una domanda magari ingenua, retorica. A palazzo civico (delegato al Demanio), o l’organo più istituzionalmente coinvolto come la Capitaneria di Porto, aggiungiamoci  Polizia di stato, carabinieri,  vigili urbani (tutti lamentano organici all’osso), sono a conoscenza dello “spettacolo”?
Sono stati avvertiti, informati, sollecitati? Difficile credere che “nulla sappiano”.

 


La riflessione, meno ardua, può indurre a varie conclusioni. Lo scaricabarile. Uno dei tanti, sistematici, primati negativi del Bel Paese.
C’è un’area demaniale data in concessione, con precisi obblighi, trasformata in magazzino-discarica-dormitorio. E’ lecito? Legale? Omissivo?
C’è un secondo tratto di litorale, sempre di competenza demaniale, dove è stato accatastato di tutto e di più. Lerciume. In un’area di pregio turistico e balneare. In Italia siamo alle prese con “tante porcherie”, in ogni dove, ma non è una scusante per quanti, ad Alassio, hanno il dovere istituzionale (per alcuni), per altri politico, amministrativo e aggiungiamo morale, di non tollerare, di intervenire. Evitando di offrire ai concittadini ed ai turisti uno spaccato di incuria, un film di pessimo gusto e danno di immagine.

 



Lo stato di abbandono e desolazione – non è certo da quest’anno – prosegue  oltre La Scogliera, in corrispondenza, per dare un’idea, ad un piccolo “casotto” di proprietà delle Ferrovie dello Stato. C’è un sottopasso per acque piovane, un tunnel, sotto l’Aurelia che raggiunge il mare. Con un’ulteriore conferma di degrado, sporcizia, pessima igiene pubblica. In bella vista di quanti sono interessati a percorrere, via scogliera, o via mare, il percorso Alassio-Laigueglia
 


 
Trucioli, cinque anni fa, aveva indirizzato ai lettori un appello: “aiutateci a mantenere il decoro della passeggiata a mare che unisce le due cittadine”. Alcuni lavori, interventi di riqualificazione, valorizzazione sono stati utili ed apprezzati, ma a che serve se poi non si cura la pulizia, le aiuole, i vasi, i fiori, le piante, la manutenzione. Con erbacce predominanti?  Ci appellavamo alla Riviera dei Fiori! Al confronto con i paesi-bombiniera della Mosella, del Reno, della Svizzera, dell’Alto Adige, dell’Austria. E la nostra amata Riviera non merita la stessa cura, diligenza?




Oggi non ci appelliamo più a nessuno. Per questo lasciamo la parola e le conclusioni alla “mostra fotografica della vergogna”. Ai lettori-navigatori.
In attesa, abbiamo letto di recente, dell’arrivo dei “carabinieri in congedo per aiutare a combattere i venditori di false griffe” (La Stampa del 21 settembre 2011).  Coraggio, perché  ricordate pure “l’esperienza positiva dei due vigilantes finanziati dai commercianti, per il mese di agosto,  come deterrente contro i venditori abusivi”. E lo Stato?
Le tante operazioni delle forze dell’ordine, con dispendio di energie e denaro, in una lotta da mulini a vento.
A quando i volontari dell’ambiente (con le loro lodevoli iniziative) si accorgeranno di ciò che descrive l’album fotografico di fine estate 2011 lungo un tratto di litorale deturpato, offeso, ignorato, abbandonato. In balia dell’insipienza e del menefreghismo umano. In attesa dell’Italia tutta volti pagina.

R.T.      
25 settembre 2011

Da www.Truciolisavonesi.it  25 Settembre 2011

lunedì 9 maggio 2011

Alassio - via Colombo: “zona degradata” secondo Avogadro

 
Una traversa del budello alassino

Alassio. L’apertura di un nuovo negozio di abbigliamento in via Colombo ad Alassio potrebbe essere l’inizio di un recupero della zona che, secondo il candidato sindaco di “A come Alassio, Roberto Avogadro, è stata lasciata allo sbando.
L´apertura di un nuovo negozio di abbigliamento di qualità ed immagine all´ingresso a ponente di via Colombo deve segnare l´inversione di tendenza per quella che, pur essendo a pochi passi dal Budello, è una delle zone più degradate di Alassiodice Avogadro Una zona in cui regna l´anarchia più totale: parcheggi selvaggi, deposito per casse e cartoni, ricovero per i cassonetti dei ristoranti della passeggiata. Una autentica vergogna”.
Durante la mia amministrazione la via era stata ripavimentata, dotata di allacci per la luce che potessero consentire lo svolgimento di mercatini degli hobbisti e altri eventi. Poi tutto questo è stato tralasciato e la via abbandonata al suo degrado e alla legge del più forte… o del più maleducato
Noi vogliamo imporre una inversione di tendenza, vogliamo essere rigorosi e intransigenti con chi pensa di essere padrone della città, e riportare Via Colombo alla dignità che merita e sulla strada che l´apertura del nuovo negozio indica”, conclude Avogadro


Da www.Ivg.it  del 09 Maggio 2011