Visualizzazione post con etichetta loggia Ungheria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta loggia Ungheria. Mostra tutti i post

giovedì 21 ottobre 2021

Italia - Roma, "Sergio Mattarella sapeva", dai vertici della Magistratura una "bomba" sulla Loggia Ungheria

Palazzo dei Marescialli, sede del Consiglio superiore della magistratura a Roma, come Palazzo di El Pardo a Madrid, storica sede del governo spagnolo. David Ermini, vice presidente del Csm, come Francisco Franco, capo dell'esecutivo spagnolo fino al 1975, esclusivamente per quanto concerne le modalità di trattamento dei dossier più delicati. La precisazione è d'obbligo per evitare querele. Stiamo parlando della originale decisione di Ermini di gettare nel cestino dei rifiuti i verbali esplosivi contenenti le dichiarazioni dell'ex avvocato esterno dell'Eni Piero Amara sulla ormai celebre loggia Ungheria, l'associazione paramassonica finalizzata ad aggiustare i processi nei tribunali ed a pilotare le nomine dei magistrati e degli alti papaveri dello Stato. Franco, come ricordò qualche anno fa Silvio Berlusconi, invece del cestino dei rifiuti era solito utilizzare il fuoco del camino per eliminare i documenti che avrebbero potuto creargli imbarazzo.

mercoledì 22 settembre 2021

Italia - Roma, Sergio Mattarella, rumors sullo scandalo in Magistratura: ecco perché non potrà fare il bis al Quirinale

Il prossimo presidente della Repubblica si troverà fin da subito di fronte a un arduo ruolo: riformare la giustizia. La richiesta di sottoporre a perizia psichiatrica Silvio Berlusconi e l'annessa sfilza di processi, così come le numerose accuse a Matteo Salvini e l'accerchiamento nei confronti di Matteo Renzi, fa pensare alla necessità di porre un freno a quello che Il Tempo definisce "un delirio di certe procure". Da qui il ruolo chiave del successore di Sergio Mattarella, che i partiti dovranno scegliere tra le figure pronte a sostenere questo cambio di passo. 

lunedì 20 settembre 2021

Italia - Loggia Ungheria, Alessandro Sallusti: lo scandalo "sbianchettato" dai grandi giornali

Chissà perché quando atti giudiziari sensibili riguardano gli amici e gli amici degli amici scatta una gigantesca operazione di autocensura. Ieri né il Corriere della Sera, né La Repubblica né La Stampa hanno pubblicato una sola riga sui verbali in cui il faccendiere Amara delinea l'esistenza di una loggia segreta, la Loggia Ungheria, e fa i nomi di magistrati, politici e importanti uomini dello Stato che ne farebbero parte. Premesso che nulla è accertato, per cui potrebbe trattarsi di una millanteria in tutto o in parte, la notizia c'è eccome visto che proprio su quelle carte imboscate per due anni sono stati indagati a vario titolo il capo della Procura di Milano, Francesco Greco e magistrati di calibro, tra i quali Piercamillo Davigo.

venerdì 30 luglio 2021

Italia - Francesco Greco, procuratore di Milano indagato per omissione di atti d’ufficio

Il magistrato iscritto al registro degli indagati come atto dovuto per aver ritardato l’apertura dell’inchiesta sulla cosiddetta «loggia Ungheria» scaturita dalle dichiarazioni dell’avvocato Pietro Amara 

sabato 17 luglio 2021

Italia - Davigo indagato per rivelazione di segreto d’ufficio sul caso dei verbali di Amara

Nel 2020 il pm Paolo Storati consegnò a Davigo i verbali di Pietro Amara sulla «loggia Ungheria», e Davigo ne parlò al Csm: ora è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. I pm hanno sentito il vicepresidente del Csm Ermini e sette consiglieri come persone informate sui fatti

sabato 1 maggio 2021

Italia - Veleni e corvi al Csm. Così il "pentito" Amara travolge i tribunali. E ora Cantone indaga sulla loggia Ungheria

Dopo l'interrogatorio, il pm milanese Storari si scontra con il capo Greco: non riesce ad aprire un'indagine. Ed è così che il dossier prima finisce nelle mani di Davigo, del "Fatto" e di "Repubblica". Che però insabbiano tutto.