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martedì 4 novembre 2025

Italia - Milano, morto Giorgio Forattini, il vignettista e giornalista aveva 94 anni

Nato a Roma nel 1931, aveva lavorato per diversi quotidiani e riviste, da Paese Sera, Panorama e La Repubblica fino alle illustrazioni su La Stampa e Il Giornale. Il ministro della Cultura Giuli: "Scompare un talento di eccelsa qualità". Giovedì 6 novembre i funerali a Milano

sabato 27 aprile 2024

Italia - Alassio, la ricetta dei "baci di Alassio" spiegata dal pasticcere Enzo Canepa

Enzo Canepa, oggi, è tra i pasticceri di Alassio che producono i famosi baci che portano il nome della cittadina ligure. Inventati a inizio Novecento da Rinaldo Balzola, sono una specialità che visitatori e turisti non mancano di assaggiare e portare a casa. Ecco come si preparano, qui nella lavorazione manuale di Clirim Hasa.

martedì 11 luglio 2023

Italia - Lombardia, Marta Fascina "sfrattata" da Arcore? Fonti della famiglia Berlusconi smentiscono

Secondo Dagospia, che lancia la notizia, ripresa anche da La Repubblica, questa scelta fa capire una cosa: i figli dell’ex Premier, rivorrebbero la piena disponibilità della "reggia" settecentesca che il padre tanto amava. Ma in serata è arrivata la precisazione: "I rapporti con Marta Fascina sono eccellenti"

giovedì 11 maggio 2023

Ucraina - Guerra Russia - Ucraina, cosa sono le batterie Skynex, usate contro i russi e prodotte in Italia

Come ha spiegato il quotidiano "La Repubblica", provengono dal nostro Paese i cannoni che stanno proteggendo i cieli di Kiev dalle incursioni degli aerei di Mosca: prodotti vicino a Roma da un’azienda svizzera e pagati dalla Germania, sono un sistema di contraerea modulare e automatizzato di ultima generazione

domenica 19 giugno 2022

Italia - Armi all’Ucraina, i vertici M5s si riuniscono dopo lo strappo con Di Maio. Il vice di Conte: “È diventato un corpo estraneo a noi”

Riccardo Ricciardi e Michele Gubitosa, con interviste a La Repubblica e La Stampa, mettono nero su bianco la gravità della spaccatura interna: "È ancora considerabile un ministro in quota M5s? Ha pianificato la sua uscita. Servono provvedimenti, lui ha espulso per molto meno". Todde: "Sta indebolendo il M5s". Il senatore Di Nicola: "Sulle posizioni atlantiste può esserci la scissione"

lunedì 20 settembre 2021

Italia - Loggia Ungheria, Alessandro Sallusti: lo scandalo "sbianchettato" dai grandi giornali

Chissà perché quando atti giudiziari sensibili riguardano gli amici e gli amici degli amici scatta una gigantesca operazione di autocensura. Ieri né il Corriere della Sera, né La Repubblica né La Stampa hanno pubblicato una sola riga sui verbali in cui il faccendiere Amara delinea l'esistenza di una loggia segreta, la Loggia Ungheria, e fa i nomi di magistrati, politici e importanti uomini dello Stato che ne farebbero parte. Premesso che nulla è accertato, per cui potrebbe trattarsi di una millanteria in tutto o in parte, la notizia c'è eccome visto che proprio su quelle carte imboscate per due anni sono stati indagati a vario titolo il capo della Procura di Milano, Francesco Greco e magistrati di calibro, tra i quali Piercamillo Davigo.

giovedì 3 giugno 2021

Italia - Funivia Stresa Mottarone e quei due incidenti ad Alpyland: il precedente di Luigi Nerini, "insofferenza rispetto alla sicurezza"

Non solo la tragedia della funivia del Mottarone. Il gestore Luigi Nerini sarebbe indagato anche per altri due incidenti avvenuti su un altro impianto, la Alpyland, una pista di bob su rotaia, la cui gestione è riconducibile sempre a Nerini.  Si tratta di una pista – come riporta La Repubblica – che scende a curve dalla cima del Mottarone fino a giungere alla stazione superiore d'arrivo della funivia precipitata.

sabato 1 maggio 2021

Italia - Veleni e corvi al Csm. Così il "pentito" Amara travolge i tribunali. E ora Cantone indaga sulla loggia Ungheria

Dopo l'interrogatorio, il pm milanese Storari si scontra con il capo Greco: non riesce ad aprire un'indagine. Ed è così che il dossier prima finisce nelle mani di Davigo, del "Fatto" e di "Repubblica". Che però insabbiano tutto.

venerdì 30 aprile 2021

Italia - Luis Suarez, ecco il video dell'esame-farsa: "Telecamera nascosta"

La Repubblica è entrata in possesso del video della prova di italiano sostenuta da Luis Suarez all’Università di Perugia. I fatti, risalenti allo scorso 17 settembre, sono stati immortalati da una telecamera che gli investigatori avevano nascosto all’interno della stanza. L’attaccante uruguaiano, che all’epoca stava cercando di ottenere la cittadinanza italiana per essere tesserato dalla Juventus, si è sottoposto a un vero e proprio esame-farsa: secondo i magistrati il calciatore avrebbe ricevuto in anticipo le domande che gli sono poi state poste dalla commissione. 

domenica 7 marzo 2021

domenica 28 febbraio 2021

Italia - Se Repubblica mette una br nell’album di famiglia della sinistra

Sul quotidiano La Repubblica, per pubblicizzare una propria iniziativa editoriale sui cent’anni della sinistra, si cita il nome di Mara Cagol, moglie di Renato Curcio, fondatore delle Br

venerdì 4 maggio 2012

Italia - Il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione fondata da Don Giussani, è intervenuto il 1° Maggio 2012 su "La Repubblica" a proposito delle vicende dell'ultimo periodo che hanno in qualche maniera chiamato in causa il movimento

 Julian Carron, presidente di Comunione e Liberazione

Abbiamo tanta strada da fare

di Julián Carrón

01/05/2012 - La lettera del Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione a proposito delle vicende dell'ultimo periodo che hanno chiamato in causa il movimento. "La Repubblica", 1° maggio 2012

Caro Direttore, leggendo in questi giorni i giornali sono stato invaso da un dolore indicibile dal vedere cosa abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto. Se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato.
E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un “sistema” di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione.
L’incontro con don Giussani ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell’inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana. La nostra presunzione di pensare che quel fascino iniziale bastasse da solo, senza doversi impegnare in una vera sequela di lui, ha portato a conseguenze che ci riempiono di costernazione.
Il fatto che don Giussani ci abbia testimoniato fino alla morte che cosa può essere la vita quando essa è afferrata da Cristo mostra che non manca nulla alla sua proposta cristiana. Tanti che lo hanno conosciuto confermano quello di cui noi, suoi figli, abbiamo potuto godere in una convivenza più o meno stretta con lui: che la sua persona traboccava Cristo. Questa convinzione ci ha portato a chiedere l’apertura della causa di canonizzazione, certi del bene che è stato ed è don Giussani per la Chiesa, per rispondere alle sfide che il cristianesimo ha oggi davanti a sé. Chiediamo perdono se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela. Spetterà ai giudici determinare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. D’altra parte, ciascuno potrà giudicare se, tra tanti sbagli, siamo riusciti a dare un qualche contributo al bene comune.
Quando un membro soffre, tutto il corpo soffre con lui, ci ha insegnato san Paolo. Noi, i membri di questo corpo che è Comunione e Liberazione, soffriamo con coloro che sono alla ribalta dei media, memori della nostra debolezza per non essere stati abbastanza testimoni nei loro confronti; e questo ci rende più consapevoli del bisogno che abbiamo anche noi della misericordia di Cristo.
Tuttavia, con la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli, dobbiamo anche ammettere che non possiamo strappare via dalle fibre del nostro essere l’incontro che abbiamo fatto e che ci ha plasmato per sempre. Tutto il male nostro e dei nostri amici non riesce a cancellare la passione per Cristo che l’incontro con il carisma di don Giussani ci ha inoculato. La febbre di vita che lui ci ha comunicato è così grande che nessun limite riesce a eliminare e ci consente di guardare tutto il nostro male senza legittimarlo o giustificarlo.
L’avvenimento dell’incontro con Cristo ci ha segnato così potentemente che ci consente di ricominciare sempre, dopo qualsiasi errore, più umili e più consapevoli della nostra debolezza. Come il popolo di Israele, possiamo essere spogliati di tutto, andare perfino in esilio, ma Cristo, che ci ha affascinato, rimane per sempre. Non è sconfitto dalle nostre sconfitte. Come gli israeliti, dovremo imparare a essere coscienti della nostra incapacità a salvarci da soli, dovremo imparare da capo quello che pensavamo già di sapere, ma nessuno ci può strappare di dosso la certezza che la misericordia di Dio è eterna. In quante occasioni ci siamo commossi sentendo don Giussani parlare del “sì” di Pietro dopo il suo rinnegamento.
Per questo non abbiamo altra lettura di questi fatti se non che essi sono un potente richiamo alla purificazione, alla conversione a Colui che ci ha affascinato. È Lui, la sua presenza, il suo instancabile bussare alla porta della nostra dimenticanza, della nostra distrazione che ridesta in noi ancora di più il desiderio di essere suoi. Speriamo che il Signore ci dia la grazia di rispondere con semplicità di cuore a tale chiamata. Sarà il modo migliore di testimoniare che la grazia data a don Giussani è molto più di quanto noi, suoi figli, riusciamo a mostrare.
Solo così potremo essere nel mondo una presenza diversa, come tanti tra noi già testimoniano nei loro ambienti di lavoro, in università, nella vita sociale e in politica o con gli amici, per il desiderio che la fede non sia ridotta al privato. Lo sa bene chi ci incontra: resta così colpito che gli viene voglia di partecipare a quello che è stato dato a noi. Per questo dobbiamo continuamente riconoscere che “presenza” non è sinonimo di potere o di egemonia, ma di testimonianza, cioè di una diversità umana che nasce dal “potere” di Cristo di rispondere alle esigenze inesauribili del cuore dell’uomo. E dovremo ammettere che quello che cambia la storia è quello che cambia il cuore dell’uomo, come ciascuno di noi sa per propria esperienza. Questa novità la potremo vivere e testimoniare solamente se ci mettiamo alla sequela di don Giussani, verificando la fede nell’esperienza, tanto egli era persuaso che solo se la fede è una esperienza presente e trova conferma in essa della sua utilità per la vita, potrà resistere in un mondo in cui tutto, tutto dice l’opposto.
Abbiamo ancora un lungo cammino davanti e siamo felici di poterlo percorrere.

lunedì 12 marzo 2012

Alassio - Melgrati VS Casa della Legalità: ci vedremo in tribunale !!! Christian Abbondanza continua a reiterare la diffamazione… deciderà il tribunale di Genova !!!




Il consigliere regionale Marco Melgrati risponde per le rime a Christian Abbondanza 
della Casa della Legalità



Leggo sui media telematici che il sig. Abbondanza non solo non vuole chiedere scusa, come aveva fatto il giornale “La Repubblica”, pubblicando a titolo risarcitorio una mia precisazione, ma ribatte ancora, addirittura chiedendo a me di scusarmi…inaudito!!!
 
“I molteplici procedimenti a suo carico, per le vicende edilizie ad Alassio, quando da un lato era sindaco e dall’altro progettista ed architetto, sono una costante presso il Palazzo di Giustizia di Savona, scrive Abbondanza…omettendo però che da tutti i procedimenti in corso sono stato assolto con formula piena o perché il fatto non sussiste, o perché il fatto non costituisce reato, o archiviato in istruttoria.
“Ed ancora: è colpa nostra se il nucleo interforze, coordinato dalla Prefettura, negli accessi antimafia, ha riscontrato problematiche nell’ambito dei lavori di costruzione dello stadio di Alassio? Scrive Abbondanza…è vero che la D.i.a. ha fatto delle verifiche nel cantiere dello stadio, più di un anno fa, ma non mi risulta che ci siano stati riscontri positivi, e il cantiere si avvia alla conclusione… .

“Così come mai abbiamo detto o scritto che sia un iscritto alla massoneria”…pur rispettando la Massoneria come istituzione, non ne ho mai fatto parte, come invece si paventa nei video, chiamandomi “maestro venerabile”…certo non maestro di scuola elementare…piuttosto, immodestamente, sono da anni docente di Storia dell’Architettura, ovviamente a titolo onorifico e gratuito, presso Unitre di Alassio, l’università della terza età, che da anni è stata istituita per svolgere corsi annuali su diversi temi a servizio dei “giovani” over 50, e tengo lezioni che riscuotono sempre un discreto successo, di pubblico e di critica… .

O, ancora, è colpa nostra, se alla segreteria generale del Comune di Alassio è stato chiamato ad operare, dalla sua amministrazione, l’ex segretario e direttore generale del Comune di Gioia Tauro (sciolto perché piegato a garantire gli interessi dei Piromalli), ovvero quel Giuseppe “Pino” Strangi… l’avv.to Strangi, peraltro a me segnalato da un Funzionario della Polizia di Stato, e continua la Sua opera presso l’amministrazione del Sindaco Avogadro, fin dalla campagna elettorale si è dichiarato strenuo difensore (dice Lui) del “rispetto delle regole e della legalità”… .

Per quanto attiene poi a quello che ho detto sul palco a Imperia, “per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione “pro” Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli ‘squallidi’ ed ‘infami’”… infame è chi gode di dubbia fama, e il sig. Abbondanza e la sua “casa della Legalità” sono già stati più volte condannati per diffamazione con sentenze definitive, proprio per il Suo modo approssimativo, urlato e fazioso di rappresentare i fatti, e non è mia intenzione chiedere scusa…e non mi risulta di essere stato rinviato a giudizio per questo, diversamente dal sig. Abbondanza…che applica una tecnica di difesa che implica l’attacco…e nel rispetto della democrazia e della libertà di pensiero, al sig. Abbondanza fu permesso, durante la manifestazione di Imperia, di diffondere volantini con il  pensiero proprio che coincide con quello della “Casa della Legalità”.
Inoltre voglio specificare che non ho mai avuto il piacere di essere stato invitato presso la villa del notaio Valentino, né in forma privata né a feste da questi organizzate. 

Ci vedremo in tribunale, e siccome ho piene fiducia nella Giustizia, prova ne è che non sono mai stato condannato, sono certo che giustizia sarà fatta!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale
Si allega qui sotto copia della lettera pubblicata da “La Repubblica” a titolo risarcitorio.


 
Preg.mo Direttore de “la Repubblica”
Dott. Ezio Mauro

E p.c.
Preg.mo Dott. Carmelo Lopapa

Oggetto: articolo apparso su La Repubblica in data 13.10.2010 a firma del dott. Lopapa al titolo: oltre cento i sospettati e l’Antimafia accusa “Maroni non ci aiuta”.

Pregiatissimo Direttore,
                        nell’articolo apparso oggi su La Repubblica a firma del dott. Carmelo Lopapa dal titolo: oltre cento i sospettati e l’Antimafia accusa “Maroni non ci aiuta”, oltre a inserire la mia fotografia al posto di quella del sig. Roberto Conte, condannato per concorso esterno, cosa già di per sé grave, nel testo dell’articolo vengono scritte imprecisioni e falsità gravemente lesive della mia dignità e onorabilità.
Premesso che, in 18 anni di carriera amministrativa, di cui 9 da Assessore, 9 da Sindaco del Comune di Alassio, eletto con il 70% dei consensi, 15 da Consigliere Provinciale, rieletto quatto volte consecutivamente, e oggi da Consigliere Regionale, primo tra gli eletti del P.d.L. in provincia di Savona, pur avendo avuto svariati avvisi di garanzia, 18 per la precisione, non sono mai stato rinviato a giudizio o condannato per reati connessi con i miei incarichi pubblici.

Infatti l’articolo recita: Marco Melgrati è consigliere Pdl in Liguria, è stato condannato il 29 novembre 2009 a 9 mesi di reclusione per lottizzazione abusiva in zona sottoposta a vincolo paesistico-ambientale, in quanto ex sindaco di Alassio ( peraltro assolto in Appello; n.d.r. successiva alla lettera di Repubblica )
Occorre specificare che, essendo un professionista imprestato alla politica, e non un politico di professione, esercito l’attività di Architetto con studio in Alassio.

Già nel passato, anche la Procura di Savona, oltre alle minoranze di sinistra in Consiglio Comunale avevano messo in discussione la mia facoltà in quanto Sindaco, di fare il mio lavoro, cioè il progettista; premesso che all’indomani della elezione a Sindaco il Segretario Comunale, su mio imput, aveva posto il quesito sia al Ministero dell’interno che all’Anci, e la risposta era stata che se la titolarità delle deleghe tecniche (urbanistica, Lavori Pubblici e Edilizia Privata) fosse stata assegnata ad altri, ed in effetti è quello che è stato fatto subito con le deleghe al Vicesindaco Ai cardi, non ci sarebbe stata incompatibilità. Inoltre più indagini della procura hanno sottolineato, scagionandomi già in istruttoria, quindi senza il rinvio a giudizio, che questo doppio ruolo è compatibile e che non ho mai approfittato della mia carica per fare pressioni agli uffici o alla commissione edilizia. E questo lo dice la Procura di Savona, il chè è tutto dire!!!! Peraltro le Concessioni Edilizie e i Permessi a Costruire sono a firma e responsabilità del Dirigente dell’Ufficio Tecnico, senza possibilità di ingerenze dei politici.

Sono stato condannato, è vero, in primo grado, per Concorso in Lottizzazione Abusiva, ma non come Sindaco ma come architetto. Voglio specificare che ho già dato mandato al mio avvocato di fare appello alla sentenza di primo grado. Nel dettaglio, ero il direttore dei lavori di opere interne di un Residence di n. 48 alloggi di Residenza Turistico Ricettiva, in zona di vincolo ambientale, ma con opere esclusivamente interne. Intorno ai primi giorni del dicembre 2003 il mio cliente mi comunica di voler aderire ad una legge dello stato, il CONDONO EDILIZIO, legge 326/2003, per chiedere il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, senza opere, da Residence Alberghiero a Alloggi di civile abitazione. Dopo aver espresso la mia contrarietà ho comunicato al cliente che il giorno dopo avrei rassegnato le dimissioni da direttore dei lavori e comunicato al Comune che il mio cliente intendeva autodenunciarsi con il Condono Edilizio, venendo meno il rapporto di fiducia tra cliente e professionista. Questo è quello che prevede la legge: denuncia all’autorità competente e dimissioni, in caso di irregolarità edilizie (peraltro ideologiche e non formali nel caso). Per me il caso era chiuso.
Invece sono stato prima rinviato a giudizio e poi condannato, in primo grado, come Direttore dei Lavori e quindi Professionista, e non già come Sindaco, per un reato che non ho commesso, e dimostrerò in appello la mia estraneità ai fatti e la insussistenza del reato. Peraltro, già in sede di sentenza di primo grado, non avevo invocato la prescrizione (5 anni), che era già scattata (dicembre 2003-dicembre 2008, sentenza a dicembre 2009), e neppure l’indulto, proprio perché mi aspettavo una assoluzione con formula piena. (assolto perché il reato è prescritto mi sono appellato in Cassazione per vedere riconosciuta la mia assoluta innocenza e la mia estraneità ai fatti; n.d.r. successiva alla lettera  a Repubblica)
Peraltro appare quantomeno bizzarra la teoria della lottizzazione abusiva portata avanti dalla Procura; avrebbero dovuto dimostrare la non accoglibilità del Condono e quindi “condannare” l’imprenditore a fare l’albergatore “forzatamente”, e sarebbe già stata una bella vittoria, invece che insistere su un reato di lottizzazione abusiva che, a mio sommesso parere, non sta in piedi; infatti il palazzo è lì da 40 anni, con tutte le urbanizzazioni, in pieno centro abitato.

Trovare il mio nome in un articolo che parla di collusioni con la mafia è per me motivo di sorpresa prima, di indignazione poi, e motivo per chiedere a Lei una rettifica pari per ridondanza a quella avuta con l’articolo e la fotografia sbagliata.
In caso contrario ho già avviato contatti con i miei legali per denunciarVi, Lei come Direttore e il giornalista Lopapa, per diffamazione aggravata a mezzo stampa, per proteggere la mia onorabilità e la mia reputazione cristallina, mantenuta tale nonostante 18 anni di amministrazione “sul campo”. La mia famiglia mi ha insegnato 4 valori fondamentali, che per me sono imprescindibili: la Fede,  la Famiglia, il Lavoro e soprattutto l’Onestà.

Per questi motivi credo che si arriverà ad una composizione benevola della nostra vertenza, nata da un equivoco di fondo, e cioè dalle mie responsabilità come Politico, per ora immacolate, e dalle questioni giudiziarie legate alla mia professione di Architetto.

Con i miei Saluti


                                                                                                Arch. Marco Melgrati

giovedì 19 gennaio 2012

Da Repubblica.it - Ostia - Calci e urla in Consiglio comunale - (ndr Alassio Futura: No comment)






Il bando per l'affidamento delle spiagge libere di Ostia ha scatenato il putiferio nell'aula consiliare del XIII Municipio della capitale. 

Una polemica largamente preannunciata dopo la pubblicazione della gara venerdì scorso, che prevede l'assegnazione di dieci lotti tra Ostia Ponente e Levante. 

Allo scontro in aula è seguita poi l'occupazione del Municipio da parte dei consiglieri Pd. Con annesso scontro "fisico" tra Pier Francesco Marchesi, Pdl, e Paolo Orneli, Pd, quando il primo ha dato un calcio al secondo che ha reagito in maniera piuttosto plateale. 

Intervistato da Repubblica.it, il consigliere Orneli ha spiegato che la questione delle infiltrazioni mafiose nel litorale romano è molto grave e che si era creata una forte tensione in aula. 

Tensione sfociata in quella che lo stesso Orneli ha definito: "Una scena davvero poco edificante e per la quale sono sinceramente molto rammaricato. Stiamo occupando il Consiglio da due giorni e due notti, ci stiamo battendo per evitare che la spiaggia libera di Ostia venga sottratta ai cittadini e c'è anche molta stanchezza. Faccio politica per passione e la mia reazione è stata anche uno sfogo di nervosismo dovuto alla battaglia che stiamo conducendo."

Marchesi ha poi chiesto scusa al suo avversario, mentre l'occupazione continua anche in queste ore.


Da www.Repubblica.it  del 18 Gennaio 2012

domenica 26 settembre 2010

Lavitola avverte il leader Fli «Cerca di non dire stupidaggini»





IL RUOLO DEL DIRETTORE DELL’AVANTI

Parla l’uomo dello scoop di SantaLucia
«Ho notizia di una connection più grande...»


È UNA STORIA che si avvita e che riporta sempre al punto di partenza. Il nuovo giro lo offre, nel giorno del videomessaggio di Fini, Antonio Lavitola, direttore de L’Avanti. L’uomo indicato dai futuristi di Fini come l’autore del falso scoop (ma poi non tanto più falso) sulla lettera di Santa Lucia. Lavitola parla prima ancora che Fini videoparli. 
E la butta lì: «Ho un presentimento. E a quel punto la stupidità supererebbe la ragione.
Non è che scopriamo che i proprietari di Printemps Ltd e Timara Ltd sono due persone che si occupano di case da gioco e di consulenze per società offshore?». E aggiunge: «Se a qualcuno venisse in mente di inventarsi questa favoletta aggiunge consiglio di ricordarsi che è necessario dimostrare che questi erano i proprietari anche all’atto del passaggio dell’immobile dal partito alle società». 
La favoletta, durante la giornata non è saltata fuori. Ma il nuovo giro ripropone ancora una volta una ricostruzione offerta in prima battuta dal Secolo XIX, poi riproposta, con tagli differenti, sia dal Giornale, sia da Repubblica.
Quando Lavitola parla di case da gioco e di consulenze off shore fa riferimento ad Amedeo Laboccetta, parlamentare Pdl, prima fedelissimo di Fini con An (era il suo uomo a Napoli), oggi fedelissimo del Cavaliere. Laboccetta è stato uomo di fiducia di Francesco Corallo, proprietario di un impero di case da gioco nei Caraibi, e anche legale rappresentante in Italia (sino al giorno dell’elezione) della Atlantis World.
Che è una delle dieci concessionarie delle slot machine precipitate nel guaio della maxi penale (98miliardi) contestata dalla Corte dei conti e svelata dal nostro giornale. Laboccetta ha sempre smentito ogni coinvolgimento. «Di giochi non so più nulla, mi sono dimesso da Atlantis», ha sempre spiegato al Secolo XIX. La visita di Fini, nel 2004, nell’altro paradiso caraibico di Saint Maarten? «Lo invitai conoscendone la passione per le immersioni. Stop». Montecarlo? «Letto solo sui giornali». La favoletta, insomma, non ha una morale. Nemmeno la conclusione che Lavitola voleva suggerire.
Ma lui non molla. E rivela: «Frequento l’America Latina da quasi vent’anni, se si fa politica o giornalismo politico in Italia, è più opportuno fare l’imprenditore altrove. Se avessi voluto fare del sensazionalismo strumentale avrei pubblicato sull’Avanti !,  magari a puntate, le notizie che sto raccogliendo da mesi su una connection molto più vasta di questa sciocchezza». Chi ha orecchie...


Marco Menduni

Da ww.ilSecoloxix.it  del 26 Settembre 2010

lunedì 25 gennaio 2010

La solidarietà di Alessio Saso a Marco Scajola a seguito delle illazioni apparse su "La Repubblica"


Il consigliere uscente Dott. Alessio Saso, 
ricandidato alla Regione Liguria per l'imperiese
 
Imperia - "L’attacco gratuito quanto strumentale, del quale è stato fatto oggetto Marco Scajola, ha l’evidente obiettivo di disorientare l’opinione pubblica, non avendo altri argomenti, gettando discredito su un nostro Amministratore"
 
Il Consigliere Regionale Alessio Saso, intervenendo a proposito delle illazioni apparse sabato su “La Repubblica” che hanno coinvolto Marco Scajola, ha dichiarato:
“ Desidero esprimere la mia piena solidarietà a Marco Scajola,  l’attacco gratuito quanto strumentale, del quale è stato fatto oggetto Marco Scajola,  ha l’evidente obiettivo di  disorientare l’opinione pubblica, non avendo altri argomenti, gettando discredito su un nostro Amministratore, in vista delle prossime elezioni di marzo, rispetto alle quali il Centro Sinistra si sente in forte difficoltà. Sono tuttavia convinto che i cittadini liguri sapranno valutare la fallimentare amministrazione della Giunta Burlando. 


Marco Scajola attuale vice-Sindaco di Imperia, 
candidato alle Elezioni Regionali liguri 2010


Da parte mia e di tutto il PDL sarà ancora più forte l’impegno per portare il Centro Destra alla vittoria, e poter operare quel cambiamento necessario che tutti quanti auspichiamo.”

Carlo De Blasi

Da www.Riviera24.it  del 25 Gennaio 2010