Visualizzazione post con etichetta rilancio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rilancio. Mostra tutti i post
domenica 17 febbraio 2013
Ceriale - E' possibile il rilancio dei Cantieri Sciallino e la proprietà chiede di favorirne la ripresa
Etichette:
cantieri Sciallino,
Ceriale,
favorire ripresa,
rilancio
sabato 26 maggio 2012
Albenga - Commercianti per il rilancio del centro storico: Luigi Scola eletto nuovo presidente Civ
Etichette:
Albenga,
centro storico,
commercianti,
eletto,
Luigi Scola,
presidente Civ,
rilancio
domenica 11 marzo 2012
sabato 25 febbraio 2012
Alassio - Per rilanciare l'economia nasce un nuovo consorzio tra i Commercianti "Alassio un mare di Shopping"
Etichette:
Alassio,
Alassio un mare di shopping,
commercianti,
commercio,
nuovo consorzio,
rilancio
sabato 21 gennaio 2012
Albenga - Anche il Pannunzio schierato per il rilancio dell'entroterra dopo la chiusura delle Comunità Montane
Etichette:
Albenga,
Comunità montane,
entroterra,
Pannunzio,
rilancio,
Turismo
martedì 8 novembre 2011
lunedì 31 gennaio 2011
Italia - Il premier Silvio Berlusconi lancia un appello per il rilancio dell'economia italiana al Leader dell'opposizione Pier Luigi Bersani dalle pagine del Corriere della Sera
Silvio Berlusconi PDL e Pier Luigi Bersani PD
Gentile direttore,
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese.
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese.
Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo.
Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece una i rriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico.
Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male.
Ma non è così. L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi.
Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura.
Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso.
Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro.
La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto.
Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico. Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano.
E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.
Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil.
Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta.
Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro.
Silvio Berlusconi, lettera al Corriere della Sera, 31 gennaio 2011
sabato 14 agosto 2010
Alassio: "A come Alassio" inizia la campagna elettorale
La settimana dopo Ferragosto incomincerà la campagna affissioni di
"A come Alassio - Lista Avogadro", che accompagnerà con cadenza quindicinale
le altre iniziative del Movimento fino alle elezioni 2011.
Nella campagna di affissioni verranno affrontate di volta in vilta le tematiche che "A come Alassio - Lista Avogadro" ritiene primarie per il futuro di Alassio e che costituiranno la base del proprio programma elettorale.
Nel primo manifesto, il tema è quello della crisi del turismo.
La proposta è quella di pensare al futuro guardando al passato, a quel mitico periodo del turismo alassino caratterizzato da manifestazioni come ArenaCarneval, periodo nel quale venire ad Alassio costituiva un "must".
Certamente non un'operazione nostalgica ma la volontà di un rilancio attraverso la tradizione. Seguiranno altri manifesti...
Da www.Savonanews.it del 14 Agosto 2010
Da www.Savonanews.it del 14 Agosto 2010
venerdì 6 agosto 2010
Alassio: arriva la prima vetrina "interattiva" in città
E’ stata installata in settimana la prima vetrina interattiva in un’agenzia immobiliare ad Alassio. A lanciare la moda è l’agenzia Fondocasa di Via Dante, da sempre all’avanguardia nel settore immobiliare.
“Si tratta di uno strumento innovativo ed altamente tecnologico, ma che si adatta armoniosamente con il contesto circostante” dichiarano Barbara Scheidgen e Davide Parente titolari dell’ufficio posizionato a pochi passi dal budello “tramite la quale il cliente può interagire con l'agenzia, sia essa aperta o chiusa, ricercando maggiori informazioni e foto degli immobili presenti nella banca dati dell'ufficio”.
L'attività rientra il quel progetto di rilancio di Alassio, che tutti i commercianti stanno portando avanti da inizio estate, ma che risulta ancor più importante in considerazione del periodo di stanca attraversato dal mercato immobiliare.
La vetrina di FONDOCASA con il pannello interattivo per ottenere
informazioni di carattere, ovviamente, immobiliare.
informazioni di carattere, ovviamente, immobiliare.
“Si tratta di uno strumento innovativo ed altamente tecnologico, ma che si adatta armoniosamente con il contesto circostante” dichiarano Barbara Scheidgen e Davide Parente titolari dell’ufficio posizionato a pochi passi dal budello “tramite la quale il cliente può interagire con l'agenzia, sia essa aperta o chiusa, ricercando maggiori informazioni e foto degli immobili presenti nella banca dati dell'ufficio”.
L'attività rientra il quel progetto di rilancio di Alassio, che tutti i commercianti stanno portando avanti da inizio estate, ma che risulta ancor più importante in considerazione del periodo di stanca attraversato dal mercato immobiliare.
Da www.Savonanews.it del 06 Agosto 2010
Etichette:
Alassio,
budello,
città,
commercio,
Davide Parente,
Fondocasa,
franchising,
immagine,
interattiva,
rilancio,
vetrina
Iscriviti a:
Post (Atom)








