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mercoledì 14 aprile 2021

Italia - Roma, la ristoratrice in ginocchio: "È arrivata la bolletta, come si paga?"

Ancora proteste a Roma: ristoratori e commercianti continuano a chiedere le riaperture spinti dalla disperazione di un anno di chiusure senza sostegni economici

lunedì 12 aprile 2021

Italia - Roma, riaperture, Roberto Speranza gela tutti. E per gli over-60 spuntano le dosi avanzate di AstraZeneca

Zona gialla addio ad aprile, "conviene tenere ancora la massima prudenza". E a maggio si vedrà. Il ministro della Salute Roberto Speranza non vede svolte dietro l'angolo in fatto di allentamento delle restrizioni sul Covid. Lo fa nel giorno in cui tornano in piazza, a Roma, i ristoratori fiaccati da crisi e chiusure, in una intervista a Repubblica.

sabato 4 giugno 2011

Alassio - Nasce "Viva Alassio", sconti in negozi, ristoranti e discoteche per contrastare la crisi

 
 La fontana che accoglie i turisti all'ingresso della città dall'Aurelia bis


Alassio. Nella città del muretto è nato il gruppo ”Viva Alassio” formato da commercianti, ristoratori, direttori di centri estetici e gestori di discoteche. 
L’obiettivo è mettersi in rete per praticare sconti che attirino la clientela afflitta dalla crisi.

Il fondatore del gruppo, Franco Fadda, gestore di uno storico locale che ha chiamato a partecipare all’iniziativa amici commercianti e ristoratori, spiega: “Siamo partiti da una considerazione: fare turismo oggi è diventato difficile per non dire proibitivo. Ma dalle idee dei giovani – dice Fadda – possono partire grandi iniziative”.
“L’idea – spiega – è fidelizzare i turisti alle nostre attività: chi decide di cenare in un ristorante di Alassio ha la possibilità di avere una consumazione gratuita in discoteca, chi trascorre la notte in discoteca avrà diritto ad avere un servizio scontato al ristorante o un buono sconto per il centro estetico o per fare shopping in uno dei tanti negozi che hanno aderito a Viva Alassio”.


Da www.Ivg.it  del 04 Giugno 2011

mercoledì 11 agosto 2010

Movida: lettera di una commerciante di Alassio

Gent.ma redazione di IVG,

in relazione all’articolo scritto, in data odierna, dalla fantomatica “organizzazione” del “Venerdì Blu Party” , e’ giusto parlare della situazione reale e non di pura fantasia descritta da tali signori, diventati da un giorno all’altro (a detta loro) veri professori universitari del turismo. La movida è uno splendido aspetto del turismo alassino, come è splendido e ancor più fondamentale, il turismo basato sulla famiglia, il quale porta la vera ricchezza e benessere ad Alassio.
Questi illustrissimi signori, in tutti gli articoli pubblicati, non hanno mai parlato di regolamentare la movida, il loro diritto e’ semplicemente superiore al diritto degli altri imprenditori e commercianti (albergatori, ristoratori, negozianti) e soprattutto dei residenti e non (di coloro che, ad esempio, hanno comprato un attico fronte mare a 2 milioni di euro). Il loro diritto è il verbo, la loro concezione del turismo è un dogma aristotelico, Ipse dixit. Vedere loro scrivere la parola “rispetto” oggi mi ha fatto accapponare la pelle, questi signori non hanno rispetto alcuno.
Loro parlano non per Alassio, ma per il loro portafoglio. La movida è splendida, ma deve essere regolamentata, il limite dei 55 decibel è un limite assurdo, deve essere innalzato, non certamente a 100 decibel, ma a 65 ad esempio.
Chi ha un ristorante a fianco ad un bar di 30 mq è impensabile che non possa lavorare al venerdì sera dopo le 21.30 poichè, nel suddetto bar, si svolge musica all’esterno heavy metal. Non è pensabile che i clienti del suddetto ristorante disdicano le prenotazioni poichè c’è questa musica, talmente alta da far vibrare le interiora. Non è corretto.
Questi signori devono imparare la correttezza ed il rispetto del vicino. Purtroppo la maggioranza di essi non e’ in grado di relazionarsi con chi non la pensa come loro. Movida sì ma regolamentata e nel rispetto di tutti.
E’ ridicolo ed offensivo leggere che, siccome gli alberghi chiudono un mese o due in inverno, essi soffochino l’affluenza invernale. Ma questi signori vivono sulla luna probabilmente, le strutture alberghiere chiudono poichè hanno bisogno, ogni anno, di investimenti per ristrutturazioni. Gli albergatori virtuosi, ogni anno, reinvestono nelle proprie aziende, fanno ipoteche, per poter migliorare sempre di più la propria azienda. E loro invece? quali tipo di investimenti fanno per migliorare le loro strutture? Proprio loro che lasciano Alassio per tutto l’inverno si permettono di scrivere tali assurdità!
E’ da sottolineare inoltre come questi signori parlino sempre per i 500 esercizi commerciali alassini, ma stiamo scherzando? Loro parlano per il loro portafogli. Possono parlare per i locali notturni al massimo. E’ importante fare nuove iniziative, diciamo loro bravi per aver realizzato il Venerdì Blu party, ma il rispetto dei propri vicini fino ad ora è totalmente mancato. Si sono dimostrati carenti sotto tutti i punti di vista per questo aspetto, eccetto alcuni sparuti casi. Ripeto: sì alla movida insomma, ma nel rispetto di tutti. Sì al turismo basato sulla famiglia, poichè è la vera ricchezza di Alassio e il vero volano trainante di tutto il turismo Alassino.

                                                                                    Vitaloni Margherita
                                                                                
Titolare Profumeria Joan
                                                                           Commerciante Alassina dal 1980

Da www.Ivg.it  del 11 Agosto 2010
  

sabato 31 luglio 2010

Alassio: Assoutenti "aboliamo la tassa sul coperto"

 
 
 
 
Il coperto? Una “tassa” che fa arrabbiare i turisti, 
soprattutto stranieri che hanno deciso di rivolgersi alle Associazioni dei consumatori.
 
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un episodio accaduto ad Alassio dove in un prestigioso ristorante del centro storico una famiglia si è vista addebitare sul conto un euro e cinquanta centesimi addirittura per il bambino seduto sul passeggino.

Ora proprio l’Assoutenti, per voce del presidente onorario Gianluigi Taboga, ha deciso di scendere in campo e annunciare battaglia. “I ristoratori che applicano il coperto, una vera e propria “tassa”, presentano un pessimo biglietto da visita per tutto il comparto turistico. Gli stranieri non capiscono la voce riportata sul menù e, quando la capiscono, si chiedono, e dobbiamo chiedercelo anche noi italiani, perché si debbano pagare cifre non adeguate per una tovaglietta e un tovagliolo di carta. Fossero di fiandra si potrebbe capire ma, in linea di massima, i ristoranti di un certo livello hanno abolito da tempo il coperto“.
Proprio l’Assoutenti, in una propria indagine conoscitiva sul campo, ha scoperto che “non è raro che il prezzo del coperto vari a seconda di cosa si consuma. Meno si mangia e più si spende, verrebbe da dire. 
Ma siamo veramente al confine della legalità. Secondo le nostre statistiche il 75 per cento dei clienti insoddisfatti non fa rimostranze, semplicemente non va più in quel locale o in quella città. La paura è che non scelga più nemmeno la regione. 
E la Riviera, con questi comportamenti, rischia realmente di perdere quel poco di turismo di qualità che ancora la frequenta nonostante la concorrenza di altre aree. Sul coperto, da tempo, abbiamo chiesto alla Regione l’abolizione per legge. 
Una cosa che altre regioni hanno già fatto e che, all’epoca, era stata fatta a Roma dal sindaco Rutelli con una ordinanza. Nei giorni scorsi, prima del caso di Alassio, in una riunione a Loano ho fatto presente questa esigenza all’assessore regionale al turismo che mi ha assicurato se ne farà carico”, aggiunge Taboga.  

g.bar.

Da www.Savonanews.it  del 31 LUglio 2010