Alessio Saso, Pdl, ha goduto di un grande consenso elettorale alle
ultime elezioni regionali della Liguria
«Pur non avendo aderito a Generazione Italia,
condivido l’appello dei finiani imperiesi per approdare
a un confronto e a una dialettica interna al PdL
provinciale assolutamente democratica e trasparente.
Ben venga il congresso.
La legittimazione alla leadership si può attuare solo
attraverso democratiche elezioni interne»
«In questi ultimi anni, molte decisioni importanti sono state prese in ambiti troppo ristretti, senza tenere in considerazione gli apporti di molti esponenti esclusi in partenza da vertici e riunioni decisivi. Convocare il congresso per eleggere il coordinatore provinciale e gli organismi dirigenti?
Sono convinto che sia al più presto necessario costituire un esecutivo che contenga le varie anime, correnti, competenze per affrontare con decisione il futuro politico di questa provincia. Ben venga il congresso. La legittimazione alla leadership si può attuare solo attraverso democratiche elezioni interne».
Alessio Saso, consigliere regionale del Pdl, ex vicesindaco di Imperia nelle file di An e grande amico del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parla a ruota libera e interviene sul dibattito aperto dal Secolo XIX dopo l’appello lanciato dai vertici del circolo imperiese di Generazione Italia per rinnovare e innovare il Pdl rivierasco.
Allora, consigliere Saso, è giunto il momento di cambiare, voltare pagina nel Pdl imperiese?
«Se un iscritto si vuole candidare al posto di Ambesi, in futuro, si faccia avanti e si candidi. Dovrà raccogliere le firme a sostegno della sua candidatura, poi si andrà al congresso e gli iscritti al PdL voteranno».
I finiani chiedono maggiore trasparenza nelle decisioni e nelle scelte politiche...
«Quando le decisioni vengono prese da una, due, tre persone si perde la capacità di iniziativa e di riflessione politica».
E il futuro del coordinatore provinciale Massimiliano Ambesi?
«Ambesi è una risorsa. L'ultimo anno è stato complicato. Ha potuto svolgere una gestione prevalentemente tecnico-organizzativa del partito, meno politica...».
E il doppio, delicato ruolo di Giuseppe Fossati, uomo forte dei finiani imperiesi ma anche capogruppo in consiglio del PdL a Imperia?
«Interpreto questo fatto positivamente. Fossati è uomo e politico di qualità. E poi...anche nel PdL, non essere totalmente allineati, a volte in un non pensiero, può dare un positivo impulso alla vita del partito».
Il “trapianto” di Fini, in provincia di Imperia, è già avvenuto: è nato il circolo di Generazione Italia. Che ne pensa?
«Beh..Fini ambisce a raggiungere una quota importante all’interno del partito. La sua azione, a cui io come detto non ho aderito, offre una grande possibilità: un’apertura ad altre voci, altre anime, altre correnti. Fini, a mio avviso, anche nella nostra provincia, darà la possibilità di costituire finalmente un partito in cui ci sarà confronto dialettico tra le varie componenti. D’altro canto, se il PdL vuole rappresentare il 30% degli italiani deve percorrere la strada della dialettica e del confronto: le diversità di opinioni, nell’ambito di uno stesso partito, non possono che essere una risorsa, un arricchimento...».
Come vive, il PdL, questo periodo post-elettorale che ha portato alla sconfitta in Regione e all’affermazione in Provincia?
«Il momento non è certo facile. La sconfitta alle regionali è stata una delusione, una forte delusione. In provincia, anche se si è vinto, ci sono molte amministrazioni da noi guidate che sono in difficoltà. Ci sono problemi legati alla scarsità di risorse economiche provocate dai tagli alla spesa pubblica. Poi c’è la questione rifiuti. La Provincia sta ora lavorando per risolvere finalmente il problema della gestione, delicatissima, dello smaltimento. Credo che il PdL non possa esimersi dall’intervenire e partecipare attivamente alla soluzione della delicata problematica. Una sorta di regia politica, insomma, che guidi gli amministratori provinciali e comunali verso le scelte più adeguate, nell’interesse dei cittadini. Credo che sia giusto dare anche l’adeguato rilievo al destino occupazionale dei lavoratori della Ponticelli che stanno vivendo momenti di forte apprensione».
Poco più di un mese fa le improvvise, clamorose dimissioni del ministro Claudio Scajola. Da allora, la presenza politica, ma anche fisica, dell’uomo più potente e influente della Riviera, è mancata. Un problema? Un danno? Come reagirà il PdL?
«Sicuramente il PdL, in provincia di Imperia e non solo, ha subito e poi accusato un grosso scossone. Superata la prima, comprensibile fase di disorientamento, ho visto una grande volontà di reazione da parte del partito, a tutti i livelli. Si può essere un partito coeso ma anche autonomamente maturo».
E il futuro di Saso, nel PdL, quale sarà?
«Per quel che mi riguarda, dopo essere uscito più che soddisfatto dall’esito delle ultime elezioni regionali, ho potuto aggregare intorno a me e alle mie idee un gruppo di persone capaci e con le migliori intenzioni di dare un significativo contributo al futuro del PdL che, credo, necessiti comunque di nuove energie».
Da www.ilSecoloxix.it del 05 Giugno 2010

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