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martedì 16 luglio 2024

giovedì 3 febbraio 2022

Italia - Imperia: Provincia e Comune, quanti intrecci. Dopo Scajola e Crocetta, ecco Rosa Puglia/Il caso

Tra i due enti è nata una simmetria amministrativa che lascia più di qualche dubbio in tema di opportunità, visto che la Provincia è chiamata a vigilare sui Comuni in merito a svariati ambiti delicati quali rifiuti, idrico e fogne.

venerdì 18 dicembre 2015

Imperia - Kara Glorio (M5S), spara a zero sul " tour " di Claudio Scajola, dicendo :” SE FOSSIMO AL GOVERNO MARCIREBBE IN GALERA ”

Un commento, quello della fedelissima di Beppe Grillo, che susciterà inevitabilmente reazioni e polemiche

 

…avessimo in mano il Governo gente come questa marcirebbe in galera altro che interviste”, e per “gente come questa” si intende l’ex Ministro Claudio Scajola, intervenuto ieri pomeriggio ad un incontro pubblico a Sanremo. 

La consigliera del Movimento 5 Stelle di Imperia Cara Glorio ha così commentato un’intervista rilasciata da Scajola a “PuntoSanremo.it”, giornale locale della città dei fiori. Un commento molto forte nel quale Cara Glorio fa riferimento in particolare ai fatti del G8, ricordiamo la morte di Carlo Giuliani e gli scontri di piazza, giorni in cui Claudio Scajola era Ministro dell’Interno. 

“Massì, perché no. Diamogli ancora dello spazio. È possibile che nessuno si ricordi le sue porcate?? Ne ricordo solo una anche se c’è un elenco lungo kilometri. Ci ricordiamo chi era il ministro degli interni durante il G8? Sappiamo quindi questo cosa ha significato? E vuole eliminare chi? Il movimento 5 stelle? E certo, avessimo in mano il Governo gente come questa marcirebbe in galera altro che interviste”.

Da www.ImperiaPost del 17 Dicembre 2015

 

martedì 21 dicembre 2010

PDL: DOMANI CONVEGNO SU PARTITO CON ALFANO, BRUNETTA E CAPIGRUPPO

 
 
(ASCA) - Roma, 21 dic - Al convegno ''Sul Pdl'' organizzato dalla Fondazione Riformismo e Liberta' e dalla rivista trimestrale di cultura politica ''L'ircocervo'' che si terra' domani 22 dicembre alle 17 presso la Sala del Cenacolo di Vicolo Valdina e che vedra' la partecipazione di Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Claudio Scajola, Denis Verdini ha confermato la sua partecipazione il ministro Renato Brunetta. Lo rende noto un comunicato.

com-vlm/mcc/ss

sabato 7 agosto 2010

Con Colombo Scajola si riporta a casa il Pdl

L'ex ministro Claudio Scajola

Boom di adesioni all’associazione culturale «Cristoforo Colombo». Tutti gli ex Forza Italia annunciano la volontà di entrare, freddi soprattutto gli ex An. Intanto Alfredo Biondi applaude Berlusconi: «Giusto il piano sulla fiducia». 

È arrivato poi il comunicato ufficiale del capogruppo Pdl in Regione Matteo Rosso e del vice presidente del consiglio regionale Gino Morgillo che «esprimono la loro soddisfazione per la nascita della Fondazione Cristoforo Colombo. 
È nostra intenzione - dicono - portare in Liguria l'esperienza di questa fondazione che vede come referente l'onorevole Claudio Scajola».   
Rosso e Morgillo offrono quindi ai promotori della Fondazione Cristoforo Colombo la loro disponibilità al fine di organizzare quanto prima una iniziativa analoga anche in Liguria «dove occorre che Claudio Scajola ritorni ad occuparsi a tempo pieno anche dei problemi della Liguria e del partito». Fissano anche i tempi. Tra settembre e ottobre si potrebbe far nascere la costola ligure «per rilanciare l'iniziativa politica del Pdl in Liguria dopo la sconfitta alle elezioni regionali, iniziando a costruire così un progetto per affrontare i prossimi impegnativi appuntamenti».
Un’adesione parziale, dunque, al progetto Scajola? Macché. 
Anche l’altra «anima» azzurra del Pdl, quella che fa riferimento a Pierluigi Vinai e alla consigliera regionale Raffaella Della Bianca, è di fatto già imbarcata con «Cristoforo Colombo». «Io non ho bisogno di scajolizzarmi, in quanto è una cosa che ho nel dna - ci scherza su il vice presidente della Fondazione Carige - Per questo non sono preoccupato di apparire iscritto a questa cosa». 
«Nessun comunicato da parte nostra, ma forse perché non era neppure necessario ribadirlo - aggiunge Della Bianca - Certo che la cosa ci fa piacere e aderiamo con entusiasmo. Ma mi pare che praticamente tutto il gruppo in Regione sia d’accordo». Quel «praticamente» serve a non prendersi la responsabilità di parlare anche a nome di chi non ha ancora deciso. 
 Tra i più incerti, Alessio Saso («mai contattato né formalmente né informalmente»), ex An, e Franco Rocca, ex biasottiano, che ammette: «Non ne so nulla, devo verificare di cosa si tratti. Nel caso non avrei certo problemi ad aderire».
Decisamente fredda la reazione di un altro ex An, il senatore Giorgio Bornacin, che se non ha aderito alle Fondazione di Fini e Musso, non parte certo lancia in resta per quella di Scajola. 
«In politica le Fondazioni servono se portano un valore aggiunto - taglia corto - Io il mio punto di riferimento già ce l’ho ed è il Pdl. Peraltro nessuno mi ha invitato». 
A proposito dei vari movimenti interni al partito c’è da registrare anche un intervento di Alfredo Biondi.  «Come avevo detto forte e chiaro che non era d’accordo con il documento del comitato di presidenza nei confronti di Fini - fa sapere - ora altrettanto chiaramente mi esprimo a favore della decisione di Silvio Berlusconi sul piano sulla fiducia: 4 punti chiari per mettere tutti d’accordo». Per il Pdl il motivetto dell’estate è «no che non m’annoio». 

Diego Pistacchi

Da www.ilGiornale.it  del 07 Agosto 2010 

sabato 5 giugno 2010

Saso si schiera coi finiani «Serve andare a congresso»

Alessio Saso, Pdl, ha goduto di un grande consenso elettorale alle
ultime elezioni regionali della Liguria

«Pur non avendo aderito a Generazione Italia, 

condivido l’appello dei finiani imperiesi per approdare

a un confronto e a una dialettica interna al PdL 

provinciale assolutamente democratica e trasparente. 

Ben venga il congresso. 

La legittimazione alla leadership si può attuare solo

attraverso democratiche elezioni interne»

«In questi ultimi anni, molte decisioni importanti sono state prese in ambiti troppo ristretti, senza tenere in considerazione gli apporti di molti esponenti esclusi in partenza da vertici e riunioni decisivi. Convocare il congresso per eleggere il coordinatore provinciale e gli organismi dirigenti? 
Sono convinto che sia al più presto necessario costituire un esecutivo che contenga le varie anime, correnti, competenze per affrontare con decisione il futuro politico di questa provincia. Ben venga il congresso. La legittimazione alla leadership si può attuare solo attraverso democratiche elezioni interne».
Alessio Saso, consigliere regionale del Pdl, ex vicesindaco di Imperia nelle file di An e grande amico del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parla a ruota libera e interviene sul dibattito aperto dal Secolo XIX dopo l’appello lanciato dai vertici del circolo imperiese di Generazione Italia per rinnovare e innovare il Pdl rivierasco.
Allora, consigliere Saso, è giunto il momento di cambiare, voltare pagina nel Pdl imperiese?
«Se un iscritto si vuole candidare al posto di Ambesi, in futuro, si faccia avanti e si candidi. Dovrà raccogliere le firme a sostegno della sua candidatura, poi si andrà al congresso e gli iscritti al PdL voteranno».
I finiani chiedono maggiore trasparenza nelle decisioni e nelle scelte politiche...
«Quando le decisioni vengono prese da una, due, tre persone si perde la capacità di iniziativa e di riflessione politica».
E il futuro del coordinatore provinciale Massimiliano Ambesi?
«Ambesi è una risorsa. L'ultimo anno è stato complicato. Ha potuto svolgere una gestione prevalentemente tecnico-organizzativa del partito, meno politica...».
E il doppio, delicato ruolo di Giuseppe Fossati, uomo forte dei finiani imperiesi ma anche capogruppo in consiglio del PdL a Imperia?
«Interpreto questo fatto positivamente. Fossati è uomo e politico di qualità. E poi...anche nel PdL, non essere totalmente allineati, a volte in un non pensiero, può dare un positivo impulso alla vita del partito».
Il “trapianto” di Fini, in provincia di Imperia, è già avvenuto: è nato il circolo di Generazione Italia. Che ne pensa?
«Beh..Fini ambisce a raggiungere una quota importante all’interno del partito. La sua azione, a cui io come detto non ho aderito, offre una grande possibilità: un’apertura ad altre voci, altre anime, altre correnti. Fini, a mio avviso, anche nella nostra provincia, darà la possibilità di costituire finalmente un partito in cui ci sarà confronto dialettico tra le varie componenti. D’altro canto, se il PdL vuole rappresentare il 30% degli italiani deve percorrere la strada della dialettica e del confronto: le diversità di opinioni, nell’ambito di uno stesso partito, non possono che essere una risorsa, un arricchimento...».
Come vive, il PdL, questo periodo post-elettorale che ha portato alla sconfitta in Regione e all’affermazione in Provincia?
«Il momento non è certo facile. La sconfitta alle regionali è stata una delusione, una forte delusione. In provincia, anche se si è vinto, ci sono molte amministrazioni da noi guidate che sono in difficoltà. Ci sono problemi legati alla scarsità di risorse economiche provocate dai tagli alla spesa pubblica. Poi c’è la questione rifiuti. La Provincia sta ora lavorando per risolvere finalmente il problema della gestione, delicatissima, dello smaltimento. Credo che il PdL non possa esimersi dall’intervenire e partecipare attivamente alla soluzione della delicata problematica. Una sorta di regia politica, insomma, che guidi gli amministratori provinciali e comunali verso le scelte più adeguate, nell’interesse dei cittadini. Credo che sia giusto dare anche l’adeguato rilievo al destino occupazionale dei lavoratori della Ponticelli che stanno vivendo momenti di forte apprensione».
Poco più di un mese fa le improvvise, clamorose dimissioni del ministro Claudio Scajola. Da allora, la presenza politica, ma anche fisica, dell’uomo più potente e influente della Riviera, è mancata. Un problema? Un danno? Come reagirà il PdL?
«Sicuramente il PdL, in provincia di Imperia e non solo, ha subito e poi accusato un grosso scossone. Superata la prima, comprensibile fase di disorientamento, ho visto una grande volontà di reazione da parte del partito, a tutti i livelli. Si può essere un partito coeso ma anche autonomamente maturo».
E il futuro di Saso, nel PdL, quale sarà?
«Per quel che mi riguarda, dopo essere uscito più che soddisfatto dall’esito delle ultime elezioni regionali, ho potuto aggregare intorno a me e alle mie idee un gruppo di persone capaci e con le migliori intenzioni di dare un significativo contributo al futuro del PdL che, credo, necessiti comunque di nuove energie».

Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Giugno 2010

venerdì 26 marzo 2010

VOTA POPOLO della LIBERTA' - VOTA SANDRO BIASOTTI

Biasotti chiude la campagna elettorale: “E’ una partita aperta e ce la giochiamo”

 Il candidato presidente alla Regione Liguria dott. Sandro Biasotti 
sul palco del teatro Chiabrera a Savona per la chiusura 
della campagna elettorale

Savona - “Ho cercato di dare il massimo”. 
E’ questo il primo commento del candidato 
del centrodestra alla presidenza della 
Regione Liguria, Sandro Biasotti, 
sulla sua campagna elettorale. 

“Ho girato tanto la Liguria, sono stato molto presente sulla ’strada’. Ho avuto un appoggio incredibile da parte del Ministro Scajola e soprattutto ho una coalizione compatta alla quale davvero non devo rimproverare nulla” spiega il candidato del Pdl.

Biasotti, che ha chiuso ieri sera, al Teatro Chiabrera di Savona, la sua campagna, ha voluto fare un bilancio ed un’analisi di questa esperienza: “Siamo arrivati alla fine, siamo al fotofinish e ce la giochiamo in volata. Questa per me è una grande soddisfazione perché nessuno poteva immaginare che la Liguria potesse essere in dubbio, nessun giornale, nessun commentatore e qualcuno anche nella mia coalizione”.
“La situazione è cambiata nel giro di pochi mesi. E’ una partita aperta e ce la giochiamo” ha detto lo sfidante di Burlando che poi è voluto tornare su uno dei punti del suo programma che gli è più caro: “Sono convinto, grazie alla mia esperienza imprenditoriale, di poter portare un contributo in più per questa grande emergenza che è il lavoro. Penso di poter essere utile in questo senso”.
Il candidato del centrodestra ha poi commentato i toni della campagna che in Liguria, contrariamente a quanto accaduto in altre regioni, sono stati pacati: “Io ho voluto fin da subito una campagna così. La gente deve capire che non si ha ragione se si urla o se si offende e quindi credo che sia giusto che si faccia una competizione sui temi e sugli argomenti del programma”.
“Io ho voluto parlare di cose concrete: lavoro, tempi di attesa della sanità, ridare autonomia agli ospedali, valore della famiglia, valore del matrimonio e della difesa della vita. Tutti temi che non possono essere inseriti nel programma dell’Udc e della coalizione di centrosinistra” osserva l’esponente del Pdl.
“Siamo due coalizioni diverse e due presidenti diversi e due esperienze diverse. Insomma quello che chiedo è di andare a votare. Se la gente si lamenta ma poi non va a votare infatti lascia le cose come stanno. Il mio invito è: votate per me, poi nel caso venite a protestare” osserva Sandro Biasotti che in conclusione ci tiene a precisare: “La mia Regione sarà sempre aperta”.


Da www.Ivg.it  del 26 Marzo 2010

lunedì 25 gennaio 2010

Scajola lancia Sappa e affronta il caso-Casinò


L'ex Sindaco di Imperia Luigi Sappa, 
oggi candidato ufficiale alla Presidenza della Provincia di Imperia

Intensa giornata in Riviera per il ministro, che a Sanremo è intervenuto sull’ennesima bufera politico-giudiziaria: «Al Casinò ci vuole ancora più trasparenza, chi sbaglia paghi». In serata a Imperia ha decretato la candidatura di Luigi Sappa, ex sindaco della città, per la presidenza della Provincia.

Alla mattina, a Sanremo, ha lanciato un paio di duri messaggi sul Casinò; alla sera, a Imperia, ha presieduto la riunione del partito che ha sciolto l’enigma: il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia (si voterà il 28 e 29 marzo prossimi, assieme alle regionali) sarà Luigi Sappa, ex sindaco del capoluogo.
Quella di ieri in Riviera è stata una giornata intensa per il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola.
Conclusasi appunto con l’investitura di Sappa, che ha chiuso il balletto di nomi durato per qualche settimana: tra i “papabili” erano stati inseriti infatti il consigliere regionale uscente Gabriele Saldo, il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino, il presidente della Casinò Spa Donato Di Ponziano.  
La candidatura di Sappa, che sarà sostenuto da almeno due liste targate Pdl (più quella della Lega), verrà ufficializzata oggi.
Nella città dei fiori, il ministro ha partecipato (in qualità di aggregato alll’Ordine religioso) alla messa al Monastero della Visitazione per celebrare la ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, e non si è sottratto alle domande sulla situazione politico-amministrativa a Sanremo e in provincia e soprattutto sull’ennesima bufera giudiziaria che coinvolge il Casinò e adombra scenari inquietanti che vanno ben oltre i “semplici” furti ai tavoli.
«Mi pare che questo sindaco abbia voglia di aggredire tutti i problemi, e di vedere le gestioni. Anche il presidente Di Ponziano mi pare gestisca bene, ma credo sia necessario rendere ancora più trasparente il Casinò».
Soprattutto, Scajola non lesìna giudizi sferzanti sul ruolo della casa da gioco («Ha dato a Sanremo più danno che beneficio, perché ha distorto l’economia di questa città») e lancia un messaggio chiaro ai suoi: bisogna lavorare per cambiare il Casinò, legarlo sempre più alla cultura e al turismo e a un gioco di qualità, perché «se diventa una bisca, e per di più di quarta fila, non interessa nessuno».
Con le sue dichiarazioni, il ministro lascia intendere un pieno appoggio all’azione del sindaco Maurizio Zoccarato. 
Quel passaggio sul sindaco che «aggredisce i problemi e vuole vedere le gestioni» suona come un sostegno alle iniziative di Zoccarato, come la costituzione della commissione amministrativa di inchiesta su spese, assunzioni e promozioni al Casinò, peraltro già sollecitata dall’opposizione, e in particolare dal consigliere Daniela Cassini di “Uniti per Sanremo”, che si augura che non sia «solo un’operazione mediatica, di immagine».
Significativo anche l’elogio al lavoro di Di Ponziano, a cui ha voluto però aggiungere il richiamo a un ulteriore sforzo di trasparenza nella gestione del Casinò. «Oggi che è ulteriormente cambiato questo gioco – sottolinea Scajola – è diventato ancor più che nel passato fonte di inquinamento e di caduta dei valori». E ancora: «Chi sbaglia paga e ci deve essere molta attenzione nella gestione di questa casa da gioco».
Aspetto ancora più illuminante, fuori dalle dichiarazioni ufficiali il ministro pare non abbia lesinato con i suoi interlocutori locali alcune severe valutazioni e domande su quanto sta accadendo a Sanremo e sull’immagine che ne deriva sui giornali. Non tanto sulle inchieste, su cui ha precisato: «Non ho seguito particolarmente, tranne leggendo qualche cronaca e acquisendo qualche informazione dalle autorità governative locali»; ma quanto appunto su un certo contorno politico.


Marco Simeon
 
Così si è rivolto in modo piuttosto brusco all’assessore ai servizi sociali Gianni Berrino, che è un esponente della “Leonardo da Vinci” di Marco Simeon e Antonio Bissolotti, per chiedergli in sostanza cosa sta succedendo dentro e attorno a un’associazione che ha recitato un ruolo di rilievo, anche dal punto di vista elettorale, e che adesso viene ogni giorno tirata in ballo non solo sui mezzi di informazione per la posizione e l’attività di alcuni suoi uomini al Casinò (come il vicedirettore dei giochi Roberto Mento finito in carcere), ma anche citata in alcuni atti giudiziari, ad esempio in riferimento alle presunte frasi minacciose che un cassiere della casa da gioco iscritto alla “da Vinci” avrebbe rivolto a uno dei funzionari più impegnati nell’opera di pulizia interna.


L'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Sanremo, Gianni Berrino
 

Paradossalmente, anche Marco Simeon quando nei mesi scorsi stava montando lo scontro sotterraneo con il sindaco Zoccarato aveva tenuto a precisare di «riconoscere come unico interlocutore il ministro Scajola, sempre presente alle nostre iniziative, fisicamente o con telegrammi e altri messaggi di sostegno e apprezzamento».

mercoledì 9 dicembre 2009

Da gennaio il gas più caro del 3% . Schiaffo da 30 euro



Dopo un anno di cali tornano a salire le bollette del gas che dall’1 gennaio potrebbero registrare un aumento del 2,8%-3%, secondo le stime. Vale a dire un rincaro pari a 26-30 euro su base annua per le famiglie «tipo» (quelle con consumi pari a 1.400 metri cubi). Le previsioni sull’andamento delle tariffe nel trimestre gennaio-marzo 2010, arrivano da Nomisma Energia e dall’Adusbef, in attesa che arrivino le previsioni ufficiali dell’Authority per l’energia. Non sono previsti invece rincari per le bollette elettriche.
Secondo Nomisma il costo del gas subirà un incremento di 1,9 centesimi di euro al metro cubo (più 2,8%, a 69,4 centesimi), con un rincaro di 26 euro per la famiglia-tipo. A far riprendere la corsa alle bollette del gas gioca, ancora una volta, l’andamento del greggio che dopo mesi in caduta libera, ha ripreso quota nell’ultimo trimestre, tornando in ottobre a 80 dollari al barile. Lievemente più pessimista l’Adusbef, secondo cui il rincaro sarà del 3%, con un rincaro medio annuo per famiglia di 30 euro all’anno. Secondo l’Adusbef «dopo i ribassi il petrolio è tornato ad aumentare per le operazioni speculative e con derivati».
Dal fronte energetico provengono anche notizie meno allarmanti. Il «bilancio energetico nazionale 2008» - redatto dalla direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del dipartimento energia del ministero dello Sviluppo economico - indicano che nel 2008 gli utilizzi di energia prodotta da fonti rinnovabili hanno registrato in Italia un incremento del 18% rispetto al 2007. Stazionari i consumi da gas, mentre le rilevazioni riportano segno negativo per tutti gli altri consumi. «Il dato sull’aumento dei consumi di energia da fonti rinnovabili - ha commentato il ministro Claudio Scajola - dimostra che il Paese risponde bene all’obiettivo di una riduzione dei costi e minori emissioni di gas, con un mix delle produzioni di energia elettrica composto per il 25% da energia nucleare, il 25% da fonti rinnovabili e il restante 50% da fonti fossili, oggi all’83%».

Paolo Stefanato

Da www.ilGiornale.it  del 09 Dicembre 2009

Nucleare/ Scajola: I Verdi ? Più informati del ministro......



Roma, 8 dic. (Apcom) - Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola minimizza sulla rivelazione del leader dei Verdi Angelo Bonelli, secondo il quale l'Enel avrebbe già consegnato un dossier al Governo con l'indicazione dei siti adatti alla costruzione delle centrali nucleari. "Si vede che i Verdi sono informati meglio del ministro", commenta Scajola, intervistato da Sky Tg24. Noi - afferma il  ministro - abbiamo previsto tutta una procedura. Abbiamo previsto che in primavera approveremo i criteri in base ai quali saranno scelti i siti. A questo proposito non possono non ricordare che proprio a Copenhagen in queste ore si sta dicendo e si dirà nella risoluzione finale che il nucleare contribuisce alla difesa della nostra atmosfera".