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sabato 9 marzo 2024

venerdì 2 ottobre 2020

Liguria - Maltempo, ALLERTA ROSSA su ponente savonese e entroterra

Peggiorano le condizioni meteo, ecco la decisione di Arpal. Da Spotorno a Varazze l'allerta rimane arancione ma viene prorogata fino a domattina

sabato 4 maggio 2019

LIGURIA : ALLERTA GIALLA - Tempesta di tramontana “forza 10” in LIGURIA, le raffiche potranno superare i 120km/h

Avviso meteo per il vento molto forte previsto nella prossima notte e primo mattino di domenica 5 Maggio, dopo il passaggio temporalesco previsto nelle ore notturne. Dopo il passaggio temporalesco si attiveranno violente raffiche di tramontan che potranno superare anche i 100 km/h tra Savonese e Genovese, con punte sino a 130-140 km/h sui rilievi ed in mare aperto.

 

lunedì 30 aprile 2012

Alassio - Angelo Galtieri di "Insieme X" pone una domanda ed alcune ovvie riflessioni sull'argomento: Quale futuro per le spiagge Alassine ?


Angelo Galtieri, di "Insieme X", consigliere comunale d'Opposizione


Quale futuro per le spiagge Alassine ?


Grazie ad una interpretazione del bando di concorso per l'affidamento degli stabilimenti balneari comunali Adelasia, Cadorna e Ponente, estremamente garantista verso la società cooperativa Ma.Ris. , oggi Alassio perde ulteriori imprenditori balneari, oltre all'assegnazione delle S.L.A.

Grazie ad una interpretazione fumosa e giuridicamente insostenibile, da parte dell'Amministrazione comunale, oggi ad Alassio si sta perpetrando un'ingiustizia clamorosa nei confronti di alcuni imprenditori balneari Alassini. 

Grazie all'assordante silenzio del Presidente dell'Associazione dei Bagni Marini e di tutta la categoria, inizia oggi la colonizzazione delle nostre aziende balneari che su questo modello porterà nel 2015 tutto un comparto economico Alassino sotto il controllo, non di multinazionali estere, ma di rassicuranti cooperative

Tutto questo in spregio ad impegni elettorali assunti da questa Amministrazione che doveva tutelare le imprese locali, garantire l 'occupazione ai residenti e mantenere la ricchezza economica prodotta nel circuito locale

Oggi nove S.L.A. sono state affidate alla Cooperativa sociale Arcadia (non si potevano gestire in house?). La spiaggia Levante é stata assegnata alla società CON.I.COS per adempiere agli impegni concordati per l'operazione Grand Hotel; tre Spiagge (Adelasia -Cadorna -Ponente) sono state assegnate ad un altra cooperativa grazie ad un' appalto scritto su misura per escludere qualcuno: un gestore reo di non possedere il titolo di studio superiore (fondamentale per fare il bagnino), una società alassina rea di aver omesso una banale autocertificazione che la esclude di fatto dal bandomentre alla cooperativa Spezzina priva del codice Ateco (requisito fondamentale richiesto dal bando pena esclusione) è stato consentito di integrare fuori dai termini il suddetto requisito e quindi di partecipare e vincere

Tutto ciò merita una seria discussione, affrontata in maniera oggettiva al di là delle appartenenze politiche o simpatie personali, tenendo ben presente che questo è innanzitutto un problema di rispetto delle regole da parte dell'Amministrazione, nonché di rispetto per chi da anni opera su queste spiagge producendo ricchezza che riversa nell'economia cittadina. 

L'attuale esclusione dalla gestione delle spiagge di 14 famiglie alassine è solo l'inizio di un percorso, che nel 2015, troverà l'epilogo con l'attribuzione delle concessioni a favore di operatori economici “foresti”

Per quanto riguarda il mio ruolo di Consigliere comunale continuerò ad oppormi a questa deriva, fortemente evidenziata dalla risposta del Sindaco alla mia interrogazione del 26 Aprile
Risposta che denota la mancanza di volontà ad invertire questo percorso già segnato se la categoria balneare non saprà reagire compatta alla mattanza in atto

Al fine di una valutazione serena ed oggettiva a sostegno di quanto denunciato, sono a disposizione sul sito www.insiemex.org i documenti, tutti gli atti amministrativi nonché le dichiarazioni dell'Amministrazione comunale. 

Angelo Galtieri 
Consigliere Comunale - "Insieme X"



domenica 5 settembre 2010

Liguria - Allarme cosche in Liguria a Savona pool antimafia




 Carta geografica del Ponente Ligure


La ’ndrangheta, le mafie e i loro tentativi d’infiltrazione non rispettano i confini. «Dopo le inchieste nel ponente ligure e a Genova, può essere Savona la sola isola felice?».   
È una domanda retorica quella del procuratore Francantonio Granero. 
La risposta è però tutta pragmatica: via a un superpool “interforze” di polizia giudiziaria, composto da polizia, carabinieri e Finanza, un gruppo di detective specializzati che ha già iniziato a lavorare a tempo pieno per la procura. 
La provincia di Savona è inserita tra le emergenze della regione anche nell’ultima relazione della procura nazionale antimafia.
La decisione del procuratore capo Francantonio Granero discende non solo dalla diretta conoscenza dei fenomeni, ma anche da una constatazione logica.   
Si parla di mafia, ‘ndrangheta e criminalità organizzata e Granero constata: 
«Ci sono state le inchieste nel Ponente della regione, che sta letteralmente fibrillando. Genova ha i suoi problemi, come altre recenti inchieste hanno evidenziato. A levante certe presenze legate al crimine organizzato sono ormai verificate da anni». 
Ne scaturisce, appunto, quell’interrogativo che non può che essere retorico: «Savona è l’unica isola felice?». 
Il procuratore conosce la risposta, perché i suoi uomini hanno già iniziato a lavorare su alcuni filoni “caldi”. 
Anche se le indagini sulla criminalità organizzata hanno giocoforza tempi lunghi e le risposte non saranno immediate.
Ma ci sono anche carte di grande interesse investigativo. Come quelle che riguardano il componente di una “famiglia” che se ne è distaccato e ha denunciato più volte le attività sporche dei familiari.  
Di fronte a un fenomeno che sembra assediare la provincia dai due lati e di alcune intuizioni investigative che già dai primi passi si sono dimostrate corrette, Granero ha preso la sua decisione. 

Organizzando alla procura della Repubblica di Savona un pool di investigatori che lavoreranno a tempo pieno sulla criminalità organizzata, sulle mafie, sui tentativi di infiltrazione nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’economia locale.  
Un gruppo interforze, uomini che hanno acquisito negli anni una specifica preparazione e che ora sono stati posti a lavorare fianco a fianco, con una precisa finalità: snidare mafiosi e ‘ndranghetisti sul territorio.
Il pool lavorerà su singoli reati (la lotta alle associazioni criminali in quanto tali rimane sempre, ovviamente, nelle mani della procura distrettuale antimafia di Genova) ma il varo rappresenta una svolta epocale nel controllo del territorio da parte dei magistrati e delle forze dell’ordine. 
Come dimostra anche la recente inchiesta (appena conclusa) condotta in prima battuta dalla procura di Sanremo sulla famiglia Pellegrino a Bordighera. 
Qual è il raggio di azione in cui ha già cominciato a muoversi il pool savonese? Alcune linee sono già scandite nelle relazioni della Procura nazionale antimafia. 
La relazione del 2006 è stata poi sviluppata dal procuratore Anna Canepa, con una lunga nota pubblicata nel dicembre 2009. 
Spiega Anna Canepa: «Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia».
Parla, il magistrato, della «sfera di interessi economici ruotante intorno alle varie anime della ‘ndrangheta presenti nella regione ligure». 
Le indagini iniziano ad evidenziare come il fenomeno ‘ndrangheta si è concoslidato nel Savonese. Le “famiglie” mafiose godono di contatti eccellenti e hanno sempre mantenuto un profilo criminale molto basso, senza episodi clamorosi che potrebbero creare allarme sociale o attirare l’attenzione. 

Così tra le segnalazioni finite nelle mani degli investigatori ci sono anche i corposi dossier della onlus Casa della legalità.  
Anna Canepa inserisce Savona tra le città della Liguria in cui sono strutturati e attivi i “locali”, cioè l’articolazione sul territorio in piccoli gruppi, della ‘ndrangheta. 
Demandando poi il compito di “camera di compensazione”, che organizza l’attività e dirime le controversie, al gruppo di Ventimiglia.

Marco Menduni

Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Settembre 2010

sabato 5 giugno 2010

Saso si schiera coi finiani «Serve andare a congresso»

Alessio Saso, Pdl, ha goduto di un grande consenso elettorale alle
ultime elezioni regionali della Liguria

«Pur non avendo aderito a Generazione Italia, 

condivido l’appello dei finiani imperiesi per approdare

a un confronto e a una dialettica interna al PdL 

provinciale assolutamente democratica e trasparente. 

Ben venga il congresso. 

La legittimazione alla leadership si può attuare solo

attraverso democratiche elezioni interne»

«In questi ultimi anni, molte decisioni importanti sono state prese in ambiti troppo ristretti, senza tenere in considerazione gli apporti di molti esponenti esclusi in partenza da vertici e riunioni decisivi. Convocare il congresso per eleggere il coordinatore provinciale e gli organismi dirigenti? 
Sono convinto che sia al più presto necessario costituire un esecutivo che contenga le varie anime, correnti, competenze per affrontare con decisione il futuro politico di questa provincia. Ben venga il congresso. La legittimazione alla leadership si può attuare solo attraverso democratiche elezioni interne».
Alessio Saso, consigliere regionale del Pdl, ex vicesindaco di Imperia nelle file di An e grande amico del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parla a ruota libera e interviene sul dibattito aperto dal Secolo XIX dopo l’appello lanciato dai vertici del circolo imperiese di Generazione Italia per rinnovare e innovare il Pdl rivierasco.
Allora, consigliere Saso, è giunto il momento di cambiare, voltare pagina nel Pdl imperiese?
«Se un iscritto si vuole candidare al posto di Ambesi, in futuro, si faccia avanti e si candidi. Dovrà raccogliere le firme a sostegno della sua candidatura, poi si andrà al congresso e gli iscritti al PdL voteranno».
I finiani chiedono maggiore trasparenza nelle decisioni e nelle scelte politiche...
«Quando le decisioni vengono prese da una, due, tre persone si perde la capacità di iniziativa e di riflessione politica».
E il futuro del coordinatore provinciale Massimiliano Ambesi?
«Ambesi è una risorsa. L'ultimo anno è stato complicato. Ha potuto svolgere una gestione prevalentemente tecnico-organizzativa del partito, meno politica...».
E il doppio, delicato ruolo di Giuseppe Fossati, uomo forte dei finiani imperiesi ma anche capogruppo in consiglio del PdL a Imperia?
«Interpreto questo fatto positivamente. Fossati è uomo e politico di qualità. E poi...anche nel PdL, non essere totalmente allineati, a volte in un non pensiero, può dare un positivo impulso alla vita del partito».
Il “trapianto” di Fini, in provincia di Imperia, è già avvenuto: è nato il circolo di Generazione Italia. Che ne pensa?
«Beh..Fini ambisce a raggiungere una quota importante all’interno del partito. La sua azione, a cui io come detto non ho aderito, offre una grande possibilità: un’apertura ad altre voci, altre anime, altre correnti. Fini, a mio avviso, anche nella nostra provincia, darà la possibilità di costituire finalmente un partito in cui ci sarà confronto dialettico tra le varie componenti. D’altro canto, se il PdL vuole rappresentare il 30% degli italiani deve percorrere la strada della dialettica e del confronto: le diversità di opinioni, nell’ambito di uno stesso partito, non possono che essere una risorsa, un arricchimento...».
Come vive, il PdL, questo periodo post-elettorale che ha portato alla sconfitta in Regione e all’affermazione in Provincia?
«Il momento non è certo facile. La sconfitta alle regionali è stata una delusione, una forte delusione. In provincia, anche se si è vinto, ci sono molte amministrazioni da noi guidate che sono in difficoltà. Ci sono problemi legati alla scarsità di risorse economiche provocate dai tagli alla spesa pubblica. Poi c’è la questione rifiuti. La Provincia sta ora lavorando per risolvere finalmente il problema della gestione, delicatissima, dello smaltimento. Credo che il PdL non possa esimersi dall’intervenire e partecipare attivamente alla soluzione della delicata problematica. Una sorta di regia politica, insomma, che guidi gli amministratori provinciali e comunali verso le scelte più adeguate, nell’interesse dei cittadini. Credo che sia giusto dare anche l’adeguato rilievo al destino occupazionale dei lavoratori della Ponticelli che stanno vivendo momenti di forte apprensione».
Poco più di un mese fa le improvvise, clamorose dimissioni del ministro Claudio Scajola. Da allora, la presenza politica, ma anche fisica, dell’uomo più potente e influente della Riviera, è mancata. Un problema? Un danno? Come reagirà il PdL?
«Sicuramente il PdL, in provincia di Imperia e non solo, ha subito e poi accusato un grosso scossone. Superata la prima, comprensibile fase di disorientamento, ho visto una grande volontà di reazione da parte del partito, a tutti i livelli. Si può essere un partito coeso ma anche autonomamente maturo».
E il futuro di Saso, nel PdL, quale sarà?
«Per quel che mi riguarda, dopo essere uscito più che soddisfatto dall’esito delle ultime elezioni regionali, ho potuto aggregare intorno a me e alle mie idee un gruppo di persone capaci e con le migliori intenzioni di dare un significativo contributo al futuro del PdL che, credo, necessiti comunque di nuove energie».

Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Giugno 2010