Visualizzazione post con etichetta Giulia Bongiorno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giulia Bongiorno. Mostra tutti i post
giovedì 22 gennaio 2026
Italia - Roma, il Ddl stupri, Bongiorno presenta una riformulazione del testo: ecco cosa cambia
sabato 14 maggio 2022
Italia - Open Arms, autogol della Procura. Il suo testimone: le Ong agivano fuori dalle regole
Duro doppio scontro al processo Open Arms fra il pm, Geri Ferrara, e la difesa di Salvini, rappresentata dall’avvocato Giulia Bongiorno, che, ad un certo punto, accusa il magistrato di essere aggressivo e intimidire il testimone portato proprio dalla Procura di Palermo e che avrebbe dovuto rappresentare una spina nel fianco dell’ex-ministro.
venerdì 14 maggio 2021
Italia - Caso Gregoretti archiviato: saltano tutte le accuse a Salvini
Il 10 aprile era stata la stessa procura di Catania a chiedere l'archiviazione per Matteo Salvini, il quale adesso dovrà affrontare solamente il processo relativo al caso Open Arms
lunedì 19 aprile 2021
Italia - La strategia di Salvini: a processo come testimoni Conte, Toninelli e Palamara
Matteo Salvini è pronto alla controffensiva: a settembre in tribunale ci saranno come testimoni anche Conte, Toninelli, Di Maio e forse Palamara
sabato 10 aprile 2021
Italia - Vicenda Nave "Gregoretti" e Matteo Salvi: l'avv. Giulia Bongiorno durissima contro l'ex ministro Danilo Toninelli, definendolo: "Rinnegato, ministro a sua insaputa"
“C’è chi ha rinnegato la propria attività di ministro” e si chiama Danilo Toninelli. Il quale è stato messo in imbarazzo da Giulia Bongiorno nel corso dell’udienza a Catania sul caso Gregoretti. Il pm Andrea Bonomo ha avanzato al gup la richiesta di non luogo a procedere per Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver trattenuto a bordo della nave 131 migranti nell’estate 2019. “Della testimonianza di Toninelli - ha spiegato la Bongiorno, che difende l’ex ministro dell’Interno - mi ha colpito l’ansia di dimostrare che la poltrona di ministro dei Trasporti era vacante. Il ministro Toninelli si è tirato un po’ fuori, dimostrando di essere ministro a sua insaputa”.
sabato 12 dicembre 2020
Italia - Gregoretti, Matteo Salvini: "Toninelli ricorda almeno dove abita?". E su Conte: "Trasforma Palazzo Chigi in tribunale"
Al termine dell'udienza preliminare al tribunale di Catania per il caso Gregoretti, in cui è imputato per sequestro di persona, Matteo Salvini prende parola in conferenza stampa, al suo fianco l'avvocato Giulia Bongiorno.
venerdì 20 novembre 2020
Italia - Giulia Bongiorno: "Ho preso il Covid, nei tribunali il virus galoppa"
L'esponente della Lega, Giulia Bongiorno, accusa il ministro Bonafede: "Non ci ha messo in condizione di lavorare in sicurezza"
Etichette:
coronavirus,
Covid-19,
Giulia Bongiorno,
Italia,
Lega,
Tribunali,
virus galoppa
mercoledì 16 giugno 2010
Fini: «Intercettazioni ? Non c'è fretta»
ROMA - «Perché tanta fretta? Perché, dopo due anni di discussione,
correre forsennatamente prima dell'estate?».
Se lo chiede, Gianfranco Fini, e non trova una risposta.
O almeno, una risposta che giustifichi strappi regolamentari o costituzionali. Il regolamento dice che la priorità di luglio è il decreto legge sulla manovra finanziaria, decisa dal governo per fronteggiare la crisi.
La Costituzione, visti le perplessità emersi a largo raggio, consiglia di «approfondire», di «discutere ancora un po' per evitare polemiche e fraintendimenti, per avere un testo condiviso».
Perciò il presidente della Camera non ha dubbi: l'Aula di Montecitorio non si occuperà del ddl intercettazioni prima della fine di luglio o in un periodo ancora successivo».
Le parole del co-fondatore confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che la partita è aperta e i finiani hanno intenzione di giocarla fino in fondo per migliorare il testo uscito dal Senato, almeno su quattro punti: le intercettazioni ambientali, i «reati spia», le sanzioni agli editori, la durata massima di 75 giorni per gli ascolti e il meccanismo delle proroghe.
Le parole del co-fondatore confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che la partita è aperta e i finiani hanno intenzione di giocarla fino in fondo per migliorare il testo uscito dal Senato, almeno su quattro punti: le intercettazioni ambientali, i «reati spia», le sanzioni agli editori, la durata massima di 75 giorni per gli ascolti e il meccanismo delle proroghe.
A chi li accusa di «indecisionismo» o addirittura di «doppiogiochismo», replicano che un conto è accettare un compromesso in prima lettura - come accadde un anno fa con il sì della Camera - altra cosa è pretendere di far «ingoiare un rospo» nei successivi passaggi parlamentari, addirittura in quello che dovrebbe essere l'ultimo. Se, un anno fa, le perplessità sul compromesso erano state accantonate in vista di un miglioramento successivo del testo (tanto più alla luce dei rilievi del Quirinale), oggi - è il ragionamento dei finiani - «lo scrupolo» è maggiore proprio perché questo potrebbe essere l'ultimo giro di boa.
La partita non è facile né dall'esito scontato. Fini e finiani hanno dalla loro l'opposizione che, con il leader del Pd Pierluigi Bersani avverte: «Se governo e maggioranza forzeranno la mano, non sanno a cosa andranno incontro». L'Idv promette le «barricate»; idem l'Udc.
La partita non è facile né dall'esito scontato. Fini e finiani hanno dalla loro l'opposizione che, con il leader del Pd Pierluigi Bersani avverte: «Se governo e maggioranza forzeranno la mano, non sanno a cosa andranno incontro». L'Idv promette le «barricate»; idem l'Udc.
Ma il Pdl replica che «il dibattito sulle intercettazioni dura da due anni ed è ora di far entrare in vigore la riforma» (Gasparri, Cicchitto) e che se il decreto legge sulla manovra sorpasserà, nell'agenda dell'aula della Camera, il ddl Alfano, «sarà la prova di una direzione tutta politica e poco istituzionale dei lavori parlamentari» (Osvaldo Napoli, vicecapogruppo a Montecitorio del Pdl).
Chi ieri ha parlato con il premier, assicura che è determinato a «chiudere subito ad ogni costo» e «senza modifiche». La fiducia sembra ancora dietro l'angolo. «Non posso farmi ricattare - avrebbe detto Silvio Berlusconi - su un punto votato all'unanimità dal partito. Altrimenti, se c'è qualcuno che vuole prendersi la responsabilità di far cadere il governo, si va a votare».
Berlusconi, però, sa anche che approvare il testo così com'è a fine luglio o i primi di agosto, e per di più con un voto di fiducia, non lo metterebbe al riparo dal rischio che durante l'estate le inchieste sugli appalti di Perugia e Firenze inondino le pagine dei giornali con i nomi di numerosi politici.
Se, infatti, il Quirinale non promulgasse la legge o se si prendesse tutto il tempo necessario (30 giorni) per valutarne l'impatto sulla Costituzione e sul funzionamento degli uffici giudiziari, quel rischio non sarebbe affatto scongiurato.
Ieri la presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, si è trattenuta per un'ora con Fini a discutere dei tempi e delle eventuali modifiche al ddl. La commissione dovrebbe cominciarne l'esame la prossima settimana, anche se Enrico Costa (Pdl) preannuncia che oggi, all'Ufficio di presidenza, chiederà di metterlo subito all'ordine del giorno.
Ieri la presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, si è trattenuta per un'ora con Fini a discutere dei tempi e delle eventuali modifiche al ddl. La commissione dovrebbe cominciarne l'esame la prossima settimana, anche se Enrico Costa (Pdl) preannuncia che oggi, all'Ufficio di presidenza, chiederà di metterlo subito all'ordine del giorno.
Donatella Ferranti anticipa che il Pd insisterà per una serie di audizioni, perché il testo del Senato è molto diverso da quello della Camera. La Bongiorno assicura «tutto l'approfondimento che merita un provvedimento così rilevante», fino alla calendarizzazione in aula. Su cui Fini, rispondendo a Dario Franceschini, ha garantito che dalla presidenza non ci saranno forzature.
Donatella Stasio
Da www.ilSole24ore.it 15 Giugno 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)
