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mercoledì 15 luglio 2026

Italia - Roma, Parlamento: per la Legge elettorale, voto finale alla Camera, atteso domani mattina. LIVE

All’indomani dello stop all’emendamento sulle preferenze, a Montecitorio sono proseguiti i lavori per l’esame della legge elettorale. Via libera all'articolo 1, cuore della riforma. Ok all'unanimità all'emendamento sul voto dei fuorisede. Il ministro Ciriani a Sky TG24: “Noi intendiamo concludere la nostra esperienza di governo”, mentre il leader di IV Renzi a Start ha parlato di un “regolamento di conti” all’interno del centrodestra. Intanto le opposizioni in Aula attaccano l’esecutivo: “Fermatevi”

venerdì 24 aprile 2026

Italia - Roma, il DL Sicurezza, arriva Ok definitivo della Camera dei Deputati. Cdm approva decreto correttivo sui rimpatri

Dopo una maratona notturna, in tarda mattinata si è tenuta la votazione sul dl a Montecitorio. È stato convertito in legge e approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari. Subito dopo si è tenuto un Consiglio dei ministri lampo con all’ordine del giorno la contestata norma sui rimpatri volontari assistiti. Mattarella ha quindi promulgato la legge di conversione del dl ed emanato il provvedimento correttivo 

martedì 30 dicembre 2025

Italia - Roma, la Legge di Bilancio: via libera definitivo della Camera. La premier Meloni: "Manovra seria e responsabile"

In Aula a Montecitorio ieri il testo blindato ha ricevuto la conferma della fiducia chiesta dal governo. Poi la seduta notturna con l'esame degli ordini del giorno. L’Assemblea è tornata a riunirsi stamattina per le dichiarazioni di voto, con il via libera arrivato con 216 sì

mercoledì 12 marzo 2025

Italia - Roma, Università: la Camera approva la riforma per l'accesso alla facoltà di Medicina: è legge. Cosa cambia

Martedì 12 marzo alla Camera c'è stato il voto finale sulla riforma per l'accesso alla facoltà di Medicina: Montecitorio ha approvato la legge delega con 149 voti a favore e 63 contrari. Il testo era già stato varato al Senato, quindi l’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo.

giovedì 27 aprile 2023

italia - Roma, Def, la Camera dei Deputati boccia lo scostamento di bilancio per 6 voti. Meloni: “Brutta figura”

Da Montecitorio è arrivato il no allo scostamento di bilancio, con i lavori dell’Aula che sono stati sospesi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, visibilmente irritato, ha commentato: “Nessun problema politico, è che i deputati o non sanno o non si rendono conto”. Un Consiglio dei ministri lampo ha approvato una nuova relazione: la Camera esaminerà nuovamente il Def domattina a partire dalle 9, il Senato è stato convocato dalle 14

mercoledì 9 novembre 2022

Italia - Roma, la Camera elegge i presidenti delle Commissioni: dall’eterno Tremonti al ripescato Mangialavori, tutti i nomi ...

A Montecitorio le riunioni delle commissioni permanenti hanno eletto i rispettivi vertici. Fratelli d'Italia si è preso la guida di Finanze (con Marco Osnato), Giustizia, Lavoro e Trasporti. Alla Lega è andata la Difesa (Antonino Minardo). A Forza Italia anche Affari Costituzionali. Gli altri: Conte farà parte della Commissione Esteri, Letta invece alle Politiche Ue

mercoledì 13 ottobre 2021

Italia - Roma, Giorgia Meloni contro Luciana Lamorgese: "Sapevate tutto, lo avete permesso. Si vergogni, questa è strategia della tensione"

"Un calcolo, questa è strategia della tensione". Giorgia Meloni alla Camera attacca frontalmente la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, che ha appena riferito sugli scontri di sabato a Roma nel question time a Montecitorio. La titolare del Viminale ha chiarito che il Ministero era a conoscenza dei rischi che si sarebbero corsi, relativi anche alla figura di Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova che ha guidato l'occupazione della sede della Cgil a opera di alcune decine di No Green pass. La matrice di estrema destra di alcuni manifestanti è diventata ben presto un capo d'accusa contro FdI, l'unico partito che in questi mesi ha assunto posizioni costantemente critiche su vaccini e Green pass. Le parole della Lamorgese hanno così servito su un piatto d'argento alla Meloni la possibilità di rivolgere al Viminale stesso le accuse di non aver fatto nulla per impedire gli incidenti. "Gliel'avete permesso, e guarda caso delle azioni di Forza Nuova se ne giova sempre e solo la sinistra".

Italia - Roma, Camera: "Deputati senza Green pass saranno allontanati da Aula"

Da venerdì alla Camera i parlamentari e i collaboratori dovranno mostrare il Green pass: l'esibizione del certificato è condizione "inderogabile" per poter accedere alle  sedi dell'istituzione. E' quanto prevede la delibera del collegio dei probiviri di Montecitorio. In caso di rifiuto verrà applicato l'articolo del regolamento interno che prevede la "censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da 2 a 15 giorni". 

domenica 20 giugno 2021

Italia - Sostegni bis, polizza Rc auto e tamponi gratis: a nuovi aiuti e bonus

Sostegni bis, gli emendamenti

Polizza Rc auto gratis per due mesi, visto che i mezzi sono rimasti in garage causa Covid. Ma anche una detrazione del 25% fino a 25mila euro delle spese per i matrimoni e 300 euro di voucher per iscriversi in piscina o in palestra. Ma anche tamponi gratis per ottenere il pass Covid ed esonero per i bambini fino a 6 anni dal doversi sottoporre al test per poter partire ma anche per partecipare a cerimonie e banchetti: sono alcune delle novità possibili guardando le proposte dei partiti contenute negli emendamenti presentati al decreto Sostegni bis. Bipartisan alcune proposte come il rifinanziamento degli incentivi auto o lo stop all’Imu sulle case con gli sfratti bloccati.
Le votazioni sugli emendamenti inizieranno nella settimana che comincia lunedì 21 giugno. La Commissione Bilancio della Camera dovrebbe consegnare il provvedimento all’assemblea di Montecitorio l’8 luglio per l’avvio della discussione generale (in prima lettura). 

sabato 6 febbraio 2021

Roma - Renzi: il Pd vuole che i miei amici mi tradiscano

Ore 11,30, sullo scalone che porta al salone della Lupa a Montecitorio, trasformato in quel momento in una sorta di Checkpoint Charlie, cioè il passaggio che divideva in due Berlino ai tempi del Muro

domenica 31 gennaio 2021

Italia - Ultim’ora: Renzi chiede di abolire il reddito di cittadinanza. Il leader di Iv contro Conte “se si deve rifare il governo, cambiamo tutto”

“Abbiamo chiesto che siano accantonati alcuni temi divisivi, penso alla questione del Mes». Queste le parole di Vito Crimi al termine dell’incontro della delegazione del M5s con il presidente della Camera Roberto Fico. Ebbene, appena qualche ora dopo nella stessa Sala della Regina, a Montecitorio, si presenta il leader di Italia viva Matteo Renzi e i temi divisivi, a partire dal Mes, sul tavolo li mette tutti.

venerdì 11 dicembre 2020

Italia - Roma, Governo Conte, Franco Bechis inchioda Giuseppe Conte: “Nel decreto ha rilanciato il suocero Paladino cancellando una condanna penale”

“Grazie a una norma del decreto rilancio firmato da Giuseppe Conte è stato sottratto ai magistrati il ‘suocero’ del premier, Cesare Paladino, papà della fidanzata Olivia Paladino”. 

Così Franco Bechis ha esordito in un video che mette in profondo imbarazzo Palazzo Chigi e l’intera maggioranza giallorossa, che sarebbe stata “complice” di un “vero e proprio colpo di spugna”, avendo “appena cancellato una condanna penale per peculato” patteggiata dal signor Paladino a un anno e due mesi per non aver versato al comune di Roma di Virginia Raggi quasi 2 milioni di tassa di soggiorno in 5 anni. 

“Immaginatevi cosa sarebbe accaduto se al posto di Conte ci fosse stato un Matteo Renzi o un Silvio Berlusconi - ha commentato Bechis - a fare leggi ad personam per i propri familiari. Titoloni, edizioni straordinarie, M5s sulle barricate, manifestazioni davanti a Montecitorio. Ma questa volta al legge "ad familiam" l’ha firmata un loro idolo, quindi tutti con la testa sotto la sabbia come degli struzzi”. 


martedì 29 novembre 2011

Roma - Inter Club Montecitorio: incontro con Moratti

[FOTO Martedì, 29 Novembre 2011 16:06]

ROMA - La Coppa del Mondo per club al centro della sala delle conferenze di Palazzo Marini, gli oltre 75 soci dell'Inter Club Montecitorio, Massimo Moratti, accompagnato dal vice direttore generale Stefano Filucchi, il questore della Camera dei deputati, Francesco Colucci, che introduce il presidente dell'Inter sottolineandone la passione e l'impegno per la società, la squadra, i tifosi, i progetti sociali in Italia e nel Mondo.

A Montecitorio, stamane, l'incontro con l'Inter Club dei deputati è stata un'occasione di dialogo su tanti argomenti, che Massimo Moratti ha affrontato con i 'tifosi istituzionali' Ignazio La Russa, Roberto Zaccaria, Eugenio Minasso, Salvatore Margiotta, Roberto Cassinelli, Paolo Corsini, Marco Carra, Alfonso Gianni e con molti dipendenti, impiegati di Camera e Senato. Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipanto per il Centro Coordinamento Inter Club anche Sergio Spairani, è arrivato il messaggio di saluto a Moratti da parte dell'Inter Club Senato presieduto da Benedetto Adragna.
Ufficio Stampa 
Martedì, 29 Novembre 2011 16:06

mercoledì 16 giugno 2010

Fini: «Intercettazioni ? Non c'è fretta»

ROMA - «Perché tanta fretta? Perché, dopo due anni di discussione, 
correre forsennatamente prima dell'estate?». 

Se lo chiede, Gianfranco Fini, e non trova una risposta. 

O almeno, una risposta che giustifichi strappi regolamentari o costituzionali. Il regolamento dice che la priorità di luglio è il decreto legge sulla manovra finanziaria, decisa dal governo per fronteggiare la crisi. 
La Costituzione, visti le perplessità emersi a largo raggio, consiglia di «approfondire», di «discutere ancora un po' per evitare polemiche e fraintendimenti, per avere un testo condiviso». 
Perciò il presidente della Camera non ha dubbi: l'Aula di Montecitorio non si occuperà del ddl intercettazioni prima della fine di luglio o in un periodo ancora successivo».
Le parole del co-fondatore confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che la partita è aperta e i finiani hanno intenzione di giocarla fino in fondo per migliorare il testo uscito dal Senato, almeno su quattro punti: le intercettazioni ambientali, i «reati spia», le sanzioni agli editori, la durata massima di 75 giorni per gli ascolti e il meccanismo delle proroghe. 
A chi li accusa di «indecisionismo» o addirittura di «doppiogiochismo», replicano che un conto è accettare un compromesso in prima lettura - come accadde un anno fa con il sì della Camera - altra cosa è pretendere di far «ingoiare un rospo» nei successivi passaggi parlamentari, addirittura in quello che dovrebbe essere l'ultimo. Se, un anno fa, le perplessità sul compromesso erano state accantonate in vista di un miglioramento successivo del testo (tanto più alla luce dei rilievi del Quirinale), oggi - è il ragionamento dei finiani - «lo scrupolo» è maggiore proprio perché questo potrebbe essere l'ultimo giro di boa.
La partita non è facile né dall'esito scontato. Fini e finiani hanno dalla loro l'opposizione che, con il leader del Pd Pierluigi Bersani avverte: «Se governo e maggioranza forzeranno la mano, non sanno a cosa andranno incontro». L'Idv promette le «barricate»; idem l'Udc. 
Ma il Pdl replica che «il dibattito sulle intercettazioni dura da due anni ed è ora di far entrare in vigore la riforma» (Gasparri, Cicchitto) e che se il decreto legge sulla manovra sorpasserà, nell'agenda dell'aula della Camera, il ddl Alfano, «sarà la prova di una direzione tutta politica e poco istituzionale dei lavori parlamentari» (Osvaldo Napoli, vicecapogruppo a Montecitorio del Pdl). 
Chi ieri ha parlato con il premier, assicura che è determinato a «chiudere subito ad ogni costo» e «senza modifiche». La fiducia sembra ancora dietro l'angolo. «Non posso farmi ricattare - avrebbe detto Silvio Berlusconi - su un punto votato all'unanimità dal partito. Altrimenti, se c'è qualcuno che vuole prendersi la responsabilità di far cadere il governo, si va a votare».
Berlusconi, però, sa anche che approvare il testo così com'è a fine luglio o i primi di agosto, e per di più con un voto di fiducia, non lo metterebbe al riparo dal rischio che durante l'estate le inchieste sugli appalti di Perugia e Firenze inondino le pagine dei giornali con i nomi di numerosi politici. 
Se, infatti, il Quirinale non promulgasse la legge o se si prendesse tutto il tempo necessario (30 giorni) per valutarne l'impatto sulla Costituzione e sul funzionamento degli uffici giudiziari, quel rischio non sarebbe affatto scongiurato.
Ieri la presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, si è trattenuta per un'ora con Fini a discutere dei tempi e delle eventuali modifiche al ddl. La commissione dovrebbe cominciarne l'esame la prossima settimana, anche se Enrico Costa (Pdl) preannuncia che oggi, all'Ufficio di presidenza, chiederà di metterlo subito all'ordine del giorno. 
Donatella Ferranti anticipa che il Pd insisterà per una serie di audizioni, perché il testo del Senato è molto diverso da quello della Camera. La Bongiorno assicura «tutto l'approfondimento che merita un provvedimento così rilevante», fino alla calendarizzazione in aula. Su cui Fini, rispondendo a Dario Franceschini, ha garantito che dalla presidenza non ci saranno forzature. 

Donatella Stasio

Da www.ilSole24ore.it  15 Giugno 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

Foibe - commemorazione: Giorno del ricordo alla Camera con Fini


Oggi, mercoledì 10 febbraio alle ore 10, 
presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, 

si terrà la cerimonia di commemorazione del Giorno del Ricordo della tragedia delle genti Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate. La cerimonia - si legge in una nota - sarà aperta da un intervento del Presidente della Camera, Gianfranco Fini.  



Successivamente, Piero Delbello, Direttore dell'Istituto regionale per la cultura istriano, fiumano e dalmata di Trieste, illustrerà l'esposizione 'Gli italiani dell'esodo: testimonianze di immagini e oggetti'.L'esposizione resterà aperta al pubblico per tutto il giorno dalle ore 12 alle ore 19, con ultimo ingresso alle 18.30. La cerimonia di commemorazione sarà trasmessa in diretta sulla webtv di Montecitorio.

martedì 19 gennaio 2010

REGIONALI : domani ufficio di Presidenza PDL - Berlusconi vuole chiudere ma rimane nodo Puglia


Il presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi

Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Rush finale per la scelta del candidati del Pdl alle Regionali. Mancano all'appello Campania e Puglia. Silvio Berlusconi vuole chiudere al piu' presto, possibilmente domani sera, quando ci sara' l'ufficio di presidenza del partito convocato a palazzo Grazioli nella sede del cosiddetto parlamentino alle 19.30.
Il suo obiettivo e' partire subito con la campagna elettorale con programmi concreti da presentare agli elettori, bruciando il centrosinistra sin dall'inizio. Ma sulla strada c'e' sempre il nodo dell'Udc e difficilmente si riuscira' a trovare la quadra sulle ultime due caselle strategiche ancora libere. Mentre per la corsa a palazzo Santa Lucia, infatti, e' attesa solo l'ufficializzazione del socialista Stefano Caldoro, sembra ancora in alto mare la scelta per il governatore pugliese (nelle ultime ore sta prendendo sempre piu' corpo l'ipotesi di una 'candidatura interna').
Il Cavaliere non ha cambiato idea sulle 'alleanze a macchia di leopardo' del partito di via dei Due Macelli.  
Considera questa strategia inaccettabile, perche' fa perdere consensi, mentre il Pdl, secondo gli ultimi sondaggi, e' in grado di vincere facendo a meno dell'appoggio di Pier Ferdinando Casini. Nella maggioranza, dunque, le acque restano agitate a causa della variabile centrista. La Lega non nasconde tutte le sue perplessita' (ieri Umberto Bossi ha detto ''no ad intese con Casini nel Nord''), mentre il Popolo della liberta' si divide tra chi non ha mai visto di buon occhio assi con Casini e chi considera determinante il sostegno centrista in alcune realta' locali e vuole evitare passi falsi in vista di un voto delicato come quello di marzo per la tenuta della coalizione.
Ad agitare i sonni del centrodestra e' anche il caso Lazio. Secondo le indiscrezioni circolate oggi in ambienti parlamentari, il Cavaliere non avrebbe gradito le modalita' dell'accordo siglato con Casini su Renata Polverini. 
I 'falchi' azzurri del Pdl, sarebbero pronti a riaprire i giochi se non ci sara' anche un via libera formale da parte dei vertici di Fi sul nome del leader dell'Ugl. Ma fonti autorevoli del partito assicurano che alla fine tutto rientrera'. Anche perche', rompere adesso con l'Unione di centro sulla Polverini gradita a Gianfranco Fini, significherebbe rompere il patto con il presidente della Camera per una maggiore concertazione reciproca siglato durante l'ultimo colloquio a Montecitorio.