Da www.ilSecoloxix.it del 14 gennaio 2022
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venerdì 14 gennaio 2022
Italia - Liguria, lo scandalo "Spese Pazze" in Regione Liguria del 2013, ora finito in Cassazione: condannati gli ex dipietristi Nicolò Scialfa e Marylin Fusco (Idv)
Ora l'attenzione si sposta sulla prossima sentenza della Suprema Corte di Cassazione, dopo che la Procura di Genova ha presentato ricorso contro la sorprendente assoluzione di tutti gli imputati in Appello che erano stati già condannati in 1° grado...
mercoledì 20 febbraio 2013
Regione Liguria - Genova - Ecco l'elenco con i nomi dei Capigruppo in Regione Liguria che ancora si ostinano a non consegnare alla stampa libera i giustificativi delle spese sostenute dai componenti dei propri gruppi: Ezio Chiesa del Gruppo Misto, Maruska Piredda dell'Idv e Armando Ezio Capurro della "Lista Burlando
venerdì 7 dicembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
Genova - Regione Liguria - Nell' IDV (Italia dei Valori) c'è chi si ne va ma anche chi resta
giovedì 22 novembre 2012
Genova - L'Italia dei Valori perde i pezzi da novanta del partito in Liguria: Giovanni Paladini, la moglie Marylin Fusco e Nicolò Scialfa abbandonano Di Pietro. Ora rimangono solo Stefano Quaini e Maruska Piredda a rappresentare in Regione l'Idv
mercoledì 23 marzo 2011
Savona - Melgrati contro Roberta Gasco
Marco Melgrati Consigliere regionale e provinciale Il consigliere Regionale del Pdl Marco Melgrati prende le distanze dall’ordine del giorno presentato da Roberta Gasco sullo spostamento delle attrezzature del reparto di ostetricia e neonatologia di Albenga a Santa Corona: "Questo ordine del giorno è miope, perché un consigliere regionale eletto sul territorio savonese deve avere a cuore tutto il territorio, e non solo quello dove risiede. In un momento dove è chiara la volontà della Regione e dell’assessore di depotenziare i nosocomi di Albenga e Cairo a vantaggio di Savona, non bisogna abbassare la guardia o cadere nei tranelli partigiani del presidente della Commissione Sanità dell’Idv Quaini come questo episodio dimostra, ma continuare a denunciare gli sprechi e le carenze della sanità anche savonese, intesa come tutta la filiera provinciale". Da www.Primocanale.it del 23 Marzo 2011 ore 16:48 | |
martedì 15 marzo 2011
Legambiente contro Marylin Fusco: “Paladina dei cementificatori”
Regione. “La principale contraddizione della Liguria sta nel fatto che l’Italia dei Valori, un partito che a livello nazionale si dichiara ambientalista, in questa regione sia il principale sostenitore del cemento”. A dirlo è Roberto Della Seta, parlamentare del Pd ed ex presidente nazionale di Legambiente, che emette un giudizio netto: “La vicepresidente della Regione Liguria è un caso emblematico: è diventata la paladina degli interessi dei costruttori e dei cementificatori”.
Un attacco a gamba tesa all’assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione, Marylin Fusco.
“Anche a Cogoleto, non a caso, l’Idv sostiene la candidatura di Luigi Cola” sottolinea Della Seta.
L’associazione ambientalista questa mattina ha illustrato i casi “emblematici” della cementificazione ligure.
A Cogoleto la speculazione che rischia di abbattersi vede interessata l’area della Tubi Ghisa. Speculazione sulla quale si sta giocando anche la corsa alla poltrona di sindaco per la prossima legislatura.
Qui è previsto un intervento, ben voluto da Luigi Cola, che porterà alla costruzione di quasi seicento alloggi per 174 mila metri cubi di cemento per 1.500 nuovi abitanti. Un insediamento che porterebbe ad un aumento dei residenti di quasi il 15% (da 9.000 a 10.500).
Una colata di cemento che, secondo Legambiente, cancellerebbe la possibilità di mantenere aree industriali da riqualificare con attività produttive e servizi attenti alla green economy.
Per Roberto Della Seta “il caso di Cogoleto, già simbolo delle tante fabbriche dei veleni disseminate per l’Italia e dove ora c’è chi vorrebbe trasformare la città in un unico, diffuso, ecomostro, è l’ennesima dimostrazione dell’insistenza su una strada sbagliata, perché la Liguria ha già pagato prezzi altissimi per una idea di sviluppo basata sull’equazione ‘più cemento uguale più ricchezza’.
Questa equazione è sbagliata, lo era ieri e lo è tanto più oggi: continuare a consumare territorio vuol dire infatti aumentare i rischi legati al dissesto idrogeologico e tagliare le gambe alla tutela e valorizzazione della qualità ambientale come fattore irrinunciabile di uno sviluppo duraturo”.
Da www.Ivg.it del 15 Marzo 2011
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