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venerdì 14 gennaio 2022

Italia - Liguria, lo scandalo "Spese Pazze" in Regione Liguria del 2013, ora finito in Cassazione: condannati gli ex dipietristi Nicolò Scialfa e Marylin Fusco (Idv)

Ora l'attenzione si sposta sulla prossima sentenza della Suprema Corte di Cassazione, dopo che la Procura di Genova ha presentato ricorso contro la sorprendente assoluzione di tutti gli imputati in Appello che erano stati già condannati in 1° grado...


 

Da www.ilSecoloxix.it del 14 gennaio 2022

martedì 23 marzo 2021

Italia - Liguria: al processo per le “spese pazze” della Regione Liguria non si sono materializzate le mutandine (di Giacomo Conti)

C’è anche Giacomo Conti (Federazione della sinistra) tra gli ex consiglieri regionali assolti dalla Corte d’appello di Genova. Volentieri ospitiamo un suo commento sulla vicenda processuale che oltre a Rixi e allo stesso Conti ha riguardato anche Michele Boffa (Pd); Luigi Morgillo (Pdl/Forza Italia); Francesco Bruzzone (Lega); Armando Ezio Capurro (ex Noi con Burlando, passato a Direzione Italia);; Raffaella Della Bianca (allora Pdl/Forza Italia); Marylin Fusco (per la militanza in Diritti e Libertà); Roberta Gasco (Pdl/Forza Italia); Marco Limoncini (Udc); Marco Melgrati (Pdl/Forza Italia, attuale sindaco di Alassio); Nino Miceli (Pd); Matteo Rossi (per quasi tutto il mandato in Sel); Matteo Rosso (dal Pdl a Fratelli d’Italia); Alessio Saso (Nuovo centrodestra); Aldo Siri (Lista Biasotti); Franco Rocca (Nuovo centrodestra); Alessandro Benzi (da Sel al Gruppo misto); Gino Garibaldi (eletto con il Pdl).

 


mercoledì 18 luglio 2012

Genova - Regione Liguria - Rissa in VI Commissione in riunione congiunta con la II: violento alterco tra il Presidente Donzella, il Consigliere del P.d. Scibilia da una parte e l’assessore Marylin Fusco sulla valorizzazione del complesso immobiliare Tennis e Bridge di Sanremo.


L'assessore e vice-presidente del Consiglio regionale Marylin Fusco

Melgrati: “gazzarra indegna: la minoranza avrebbe approvato, la maggioranza chiede un rinvio 
per valutare un progetto che non c’è!!!”

Incredibile prova di forza del Consigliere Regionale Scibilia, supportato dal Presidente della VI Commissione Donzella nei confronti di una stupita assessore Marylin Fusco. 
L’argomento del contendere è stato la proposta di valorizzazione ai sensi della Legge 37/2011 dell’immobile di proprietà della Regione Liguria denominato Tennis e Bridge in Sanremo, già di proprietà dell’APT”. 
Lo rende noto il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati, anche in qualità di Vice Presidente della commissione,  presente questa mattina ai lavori dell’assemblea. Melgrati spiega: “si trattava, sulla sorta di quanto già operato per gli ospedali dimessi, di approvare una scheda che contiene le modifiche urbanistiche e di destinazione d’uso relative al complesso del Tennis di Sanremo, che assegna al Comune di Sanremo il 10% del valore risultante dalla valorizzazione, così come già fatto appunto per gli ospedali. Forse l’interesse dei consiglieri Scibilia e Donzella è dato dalla collocazione territoriale dell’intervento, che guarda caso si trova proprio nel loro collegio elettorale”.

Sinceramente non abbiamo capito – continua l’esponente del Pdl - la richiesta di visionare un progetto da parte del Consigliere Scibilia; in Commissione si approva, con parere non determinante, una scheda di valorizzazione assimilabile ad una scheda urbanistica, in seguito il Comune è chiamato ad approvare la variante urbanistica vera e propria…cosa c’entra il progetto, che non c’è e non ci può essere, in carenza della variante urbanistica?

Alla fine il Presidente Donzella, visibilmente alterato, ha sospeso e rinviato la discussione ad altra data
Di fronte a tutto ciò però mi viene spontanea una considerazione: non sarebbe meglio che la Maggioranza di Sinistra si chiarisse le idee PRIMA di venire in Commissione? 
Ad un osservatore esterno – conclude Melgrati – sembra che ogni tanto, e ultimamente sempre più spesso, vengano fuori le ruggini tra la componente “Ortodossa” del P.D. e la Vicepresidente della Giunta Regionale in quota Idv”.


                                                    Marco Melgrati Consigliere Regionale

Genova, 18/07/2012

domenica 9 ottobre 2011

Alassio - Varazze - Melgrati sugli ospedali di Alassio e Varazze

Il Consigliere Marco Melgrati mentre fuma il suo inseparabile sigaro cubano

 

Legge Regionale per favorire la chiusura e il cambio di destinazione d’uso degli Ospedali di Alassio e Varazze… se ho il potere di far dimettere un assessore a Varazze chiederò a Berlusconi di riconsiderare la mia posizione nel P.d.L.! 

E intanto la Dialisi di Alassio e la Dialisi Vacanze chiudono, come tutto l’Ospedale di Alassio…

 

Con la scusa di normare D.i.a e S.c.i.a la Regione, con questo disegno di legge, per il quale è stata chiesta l’urgenza, pone le basi per la dismissione, la vendita con il cambio di destinazione d’uso in alloggi di immobili quali l’Ospedale di Alassio e di Varazze!!! 
<<Il ddl dedicato all’edilizia varato l’altro giorno dalla giunta Burlando su proposta della vicepresidente e assessore Marylin Fusco, imprime una smossa alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico.
Con un nuovo aspetto, sottile e cruciale: la Regione potrà intervenire sul cambio di destinazione d’uso degli immobili in vendita, qualora altri enti locali coivolti nell’alienazione non si esprimano o non giungano ad un accordo nei termini prestabiliti.
Di fatto, se il mutamento d’uso si protrae alla lunga, la Regione ha una potestà sostitutiva di invervento per portare in porto la pratica. Una delle voci che beneficerà in primo luogo della vendita del patrimonio immobiliare pubblico è la sanità, alle prese con il deficit cronico. La Regione prevede “l’automatica attribuzione della destinazione d’uso urbanistica stabilita nei vigenti piani urbanistici comunali per gli ambiti urbani che sono contigui a quello nel quale è compreso l’immobile” (cioè alloggi!!!).
Il Comune ha la facoltà, entro 45 giorni, di valutare se accettare il mutamento della destinazione d’uso prevista nel programma di alienazione oppure indire un’apposita conferenza dei servizi per definire e specificare la destinazione. E’ qui che scatta il potere sostitutivo da parte della Regione se il Comune interessato non assume la determinazione conclusiva della conferenza dei servizi entro 90 giorni dalla data di prima riunione della stessa conferenza. Al Comune spetta poi una percentuale sino al 5% dell’incremento di valore (ricavato dalla vendita degli immobili) come forma di compensazione per la modificazione della destinazione d’uso.>>

Questo nel comunicato stampa dell’assessore Fusco. In barba ai Comuni, ai munifici donatori, che negli anni hanno lasciato ai Comuni un patrimonio immobiliare, a patto che venisse usato per la sanità nel proprio Comune. 
E soprattutto in barba ai cittadini del Comune di Alassio, e a chi aveva contribuito ad un accordo con l’Asl per vendere già parte di questo patrimonio per finanziare l’ospedale nuovo di Albenga. 
In cambio ci era stata promesso un potenziamento della nefrologia, con la Dialisi vacanze, poi ottenuta…e adesso?
I nostri cittadini dializzati dovranno sobbarcarsi, prima del trattamento, e soprattutto dopo, un “viaggioda e verso Albenga, e nelle condizioni di un dializzato non è cosa da poco. 
Perché la DIALISI di Alassio chiude, e chiude anche la DIALISI VACANZE, come tutto l’ospedale di Alassio
Anche se, in ultima ipotesi, si potrebbe chiudere “solo” la R.S.A., e “salvareil  reparto di nefrologia e dialisi vacanze, che sono allocate in una villetta separata dall’ospedale
I medici sono gli stessi anche se spostati ad Albenga, il personale infermieristico è lo stesso, i letti ci sono!!! 
E intanto il Sindaco di Alassio tace, l’associazione Vecchia Alassio tace… stanno già smantellando tutti i reparti! Cosa si aspetta a unirsi alla mia solitaria voce? Forse non è politicamente corretto, per i compagni di Alassio, contestare le decisioni dei Compagni della Regione di Genova?
Apprendo poi che per colpa di un mio manifesto a Varazze un assessore si è dimesso…ma se questo assessore aveva accordi diversi, che salvano a Varazze il servizio, come mi ha spiegato, bene per Varazze… ma noi Consiglieri Regionali del P.d.L. combattiamo il concetto della vendita per fare cassa, quando invece non si interviene sugli sprechi.
Scrive il circolo del Pd di Varazze: “Evidentemente il Consigliere Regionale Melgrati dimentica, o finge di dimenticare, che la situazione economica che costringe a scelte così drastiche e dolorose è il frutto delle scellerate scelte politiche e dei tagli lineari del Governo di centro-destra che stanno spingendo il Paese verso il baratro.” Forse non sanno che il bilancio della Sanità in Liguria dal Governo non è stato tagliato di un euro.
Sono Burlando e Montaldo, con i loro sprechi e l’incapacità di gestire la Sanità in Liguria, che continuano a creare la voragine di bilancio… Si informino, i Compagni di Varazze, prima di parlare a vanvera, e non diano le colpe di Burlando e soci al Sindaco e alla giunta di Varazze!  

                        
Marco Melgrati Consigliere Regionale P.d.L.  



Da www.Savonanews.it  del 09 Ottobre 2011

 

giovedì 5 maggio 2011

Alassio - Comunali: in programma incontro Lista Avogadro e Bagni Marini

 
  
Mercoledì 11 maggio alle ore 18, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale Renzo Deaglio, “A come Alassio – Lista Avogadro” organizza un incontro con l’Associazione Bagni Marini per presentare il proprio programma relativo al demanio e alle problematiche inerenti alla direttiva “Bolkenstein”.
Saranno presenti il vice presidente della Regione Liguria Dott.ssa Marilyn Fusco, l’assessore comunale dott. Rocco Invernizzi, il candidato sindaco Prof. Roberto Avogadro e il candidato consigliere Emanuele Schivo. 
Modererà l’incontro il presidente dell’Associazione Bagni Marini geom. Ernesto Schivo.


Da www.Albengacorsara.it  del 05 Maggio 2011

martedì 15 marzo 2011

Regione Liguria - Marylin Fusco replica a Legambiente: “Sempre stata contro la cementificazione, Della Seta fa denigrazione”

 
 Marylin Fusco, assessore alla pianificazione ambientale 
della Regione Liguria

Regione. A innescare la minaccia è stato Roberto Della Seta, parlamentare del Partito Democratico ed ex presidente nazionale di Legambiente, che stamane ha criticato frontalmente il vicepresidente regionale Marylin Fusco
L’esponente dell’Italia dei Valori, che riveste l’incarico di assessore alla pianificazione territoriale, rintuzza gli strali:Spiace che il senatore Della Seta esprima giudizi sul mio conto per una questione esclusivamente di parte e soprattutto stupisce che, anziché fare opposizione al governo, remi contro chi è alleato nella coalizione”.

Della Seta ha illustrato per Legambiente alcuni casi considerati emblematici per la cementificazione ligure. 
Fra questi, Cogoleto dove “è in campo un progetto per costruire nel cuore della città centinaia di palazzine che sfigurerebbero il tessuto urbano, una scelta insensata, quasi 200 mila metri cubi di cemento, pari al fabbisogno di circa un quinto dell’intera popolazione”.
Lo stesso parlamentare del Pd ha definito la Vicepresidente della giunta regionalepaladina degli interessi dei costruttori e dei cementificatoried ha contestato il ruolo dell’Idv ligure per il sostegno alla candidatura di Luigi Cola.

Dura la replica di Marylin Fusco. “E’ iniziata la campagna elettorale e il senatore Della Seta teme di perdere consensi insieme a quella parte del Pd di cui è espressione, che non gradisce la candidatura di Cola (come già è successo a Napoli il Pd deve ricorrere alle primarie per risolvere le proprie beghe interne). Ma, ripeto, sono problemi interni al suo partito. In Regione non c’è niente sul progetto di Cogoleto che riguarda l’area Tubi Ghisa. E’paradossale che Della Seta attacchi chi lavora quotidianamente sul territorio, chi si è occupata di un Piano Casa più restrittivo, elogiato anche dal Sole 24 Ore. Il nostro è un provvedimento condiviso dal Pd stesso e mi sembra che il senatore sia in contrasto con la linea politica del suo partito. L’ho detto chiaramente e pubblicamente: sono contro la cementificazione”.

Per la vicepresidente dell’istituzione regionaleil senatore Della Seta fa una campagna di denigrazione. Forse perché l’Italia dei Valori è diventata scomoda, sta crescendo in diffusione e in termini di consenso. Il primo caso del quale mi sono occupata in Regione è stato quello dei box di Paraggi, a Santa Margherita Ligure, lungo la ex statale di Portofino, che erano stati autorizzati da Carlo Ruggeri, guarda caso della parte politica di Della Seta. Forse si pensa che con la denigrazione si facciano perdere consensi politici: ma non funziona così. Non è la politica della confusione che premia”.

Il senatore Della Seta, che dovrebbe occuparsi della Liguria, in realtà nel suo mandato interviene su singole situazioni con il solo scopo di screditare – insiste Marylin Fusco – da quando ho assunto il ruolo istituzionale in Regione, ho inserito nel codice del paesaggio l’audizione degli ambientalisti, che ora vengono ascoltati abitualmente e non come eccezione. Quelle di Della Seta sono accuse infondate, perché non ho nessun interesse con i costruttori: ricevo i sindaci che si occupano dei progetti, che seguono l’iter qualora ci siano le condizioni normative”. 
Invece di contrastare Berlusconi in parlamento – conclude la vicepresidente della Regione – il senatore Della Seta preferisce andare contro i suoi alleati. Sono a disposizione per un dialogo con il senatore affinché chiarisca il suo disappunto”.


Da www.Ivg.it  del 15 Marzo 2011

Legambiente contro Marylin Fusco: “Paladina dei cementificatori”

 


Regione. “La principale contraddizione della Liguria sta nel fatto che l’Italia dei Valori, un partito che a livello nazionale si dichiara ambientalista, in questa regione sia il principale sostenitore del cemento”. A dirlo è Roberto Della Seta, parlamentare del Pd ed ex presidente nazionale di Legambiente, che emette un giudizio netto: “La vicepresidente della Regione Liguria è un caso emblematico: è diventata la paladina degli interessi dei costruttori e dei cementificatori”.

Un attacco a gamba tesa all’assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione, Marylin Fusco.
Anche a Cogoleto, non a caso, l’Idv sostiene la candidatura di Luigi Colasottolinea Della Seta.
L’associazione ambientalista questa mattina ha illustrato i casi “emblematici” della cementificazione ligure. 
A Cogoleto la speculazione che rischia di abbattersi vede interessata l’area della Tubi Ghisa. Speculazione sulla quale si sta giocando anche la corsa alla poltrona di sindaco per la prossima legislatura.

Qui è previsto un intervento, ben voluto da Luigi Cola, che porterà alla costruzione di quasi seicento alloggi per 174 mila metri cubi di cemento per 1.500 nuovi abitanti. Un insediamento che porterebbe ad un aumento dei residenti di quasi il 15% (da 9.000 a 10.500). 
Una colata di cemento che, secondo Legambiente, cancellerebbe la possibilità di mantenere aree industriali da riqualificare con attività produttive e servizi attenti alla green economy.

Per Roberto Della Seta “il caso di Cogoleto, già simbolo delle tante fabbriche dei veleni disseminate per l’Italia e dove ora c’è chi vorrebbe trasformare la città in un unico, diffuso, ecomostro, è l’ennesima dimostrazione dell’insistenza su una strada sbagliata, perché la Liguria ha già pagato prezzi altissimi per una idea di sviluppo basata sull’equazionepiù cemento uguale più ricchezza’. 
Questa equazione è sbagliata, lo era ieri e lo è tanto più oggi: continuare a consumare territorio vuol dire infatti aumentare i rischi legati al dissesto idrogeologico e tagliare le gambe alla tutela e valorizzazione della qualità ambientale come fattore irrinunciabile di uno sviluppo duraturo”.



Da www.Ivg.it  del 15 Marzo 2011

Alassio, Legambiente: “A colpi di motosega per fare spazio a quaranta ville”

 
 Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria

Alassio. Legambiente prosegue la battaglia contro le colate di cemento e questa mattina, nella sede regionale dell’associazione, ha fatto il punto sulla situazione ligure, sollevando anche un caso emblematico savonese. L’associazione indirizza in particolare una critica contro il ricorso alle varianti al piano paesistico regionale.
Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria, spiega: “Dopo il Piano Casa approvato di recente in Regione, che non condividiamo ma che comunque pone alcuni limiti, dobbiamo cogliere l’occasione per eliminare gli attacchi istituzionali al territorio. Ad Alassio esiste una collina ancora parzialmente verde, alle spalle della striscia costiera completamente cementificata, dove per far spazio a quaranta ville sarà necessario intervenire a colpi di motosega. Ad immaginare questa realtà è l’ex sindaco Mario Melgrati, in qualità di progettista, e grande sostenitore della necessità di un piano casa ancor più aggressivo di quello approvato recentemente dalla Regione Liguria. Quaranta ville, comprese tra i 100 e 120 metri quadri che, insieme alle strade necessarie per raggiungerle, cancelleranno parte del residuo patrimonio verde della cittadina savonese”.
“Ad Alassio si vuole fare scempio della collina – rincara Sarti – e il fatto singolare è che il proponente è l’ex sindaco. Questo rivela una politica del territorio che deve cambiare. Bisogna porre uno stop. I Puc devono essere redatti con l’obiettivo di preservare ed il ruolo della Regione è essenziale nella pianificazione, a partire dal piano della costa che lo stesso governatore Burlando ha detto di voler mettere in discussione per i troppi posti barca, che vanno invece stabilizzati nel numero esistente”.
 
 “Il piano paesistico – aggiunge il presidente di Legambiente – va certamente rivisto, vista la sua datazione, ma non va stravolto: molti dei casi di speculazione cementizia si realizzano facendo varianti al piano paesistico regionale, che rimane comunque riconosciuto come uno dei migliori tra le regioni italiani. Occorre essere ben più rigorosi sulle varianti”.
In Liguria si guarda ancora al cemento per ottenere uno sviluppo facilecommenta Roberto Della Seta, parlamentare del Pd ed ex presidente nazionale di LegambienteAd Alassio si vogliono realizzare villette in una delle poche aree rimaste sottratte al cemento. Credo sia una convizione sbagliata: la storia della Liguria dimostra che l’eccessiva cementificazione distrugge la ricchezza. La cementificazione rende il turismo meno appetibile e va contro il futuro non solo della gente, ma degli operatori economici in particolare”.


Da www.Ivg.it  del 15 Marzo 2011

martedì 22 febbraio 2011

Regione Liguria - EDILIZIA - Piano casa: possibile accordo tra i poli

 
 L'arch. Marco Melgrati, consigliere regionale Pdl

Qualche speranza ancora c’è. 
La legge sul piano casa allo studio della Regione potrebbe contenere qualche significativa novità. 
E già oggi la maggioranza potrebbe accettare qualche suggerimento più volte chiesto dal Pdl.  
Le indicazioni delle categorie interessate e i correttivi proposti dal centrodestra non sono stati recepiti granché, ma piccoli passi sono allo studio.
Merito anche di un confronto avvenuto venerdì sera a Savona, a Palazzo Cambiaso, organizzato da Marco Melgrati, vice presidente della commissione attività produttive della Regione, al quale hanno partecipato molti amministratori locali e addetti ai lavori. 
Tra i relatori anche il vicepresidente Marylin Fusco e il capogruppo Pd Nino Miceli, che si sono confrontati con le richieste del territorio cercando di spiegare certi limiti imposti alla legge, anche a causa di resistenze interne alla maggioranza che solo lo stesso Miceli ha provato a non definire «ideologiche». 
Se Ance, l’associazione dei costruttori, vorrebbe riscrivere daccapo la legge, il senatore Orsi, anche nella sua veste di sindaco di Albissola, ha puntato molto sulla mediazione, soffermandosi anche sui dettagli tecnici. 
Ma uno dei punti sui quali la stessa Fusco (sostenitrice all’interno della maggioranza di Burlando delle uniche spinte innovative sull’argomento) ha lasciato spazio per le novità riguarda quello delle unità già condonate. 

Proprio quello che è stato uno dei cavalli di battaglia di Marco Melgrati, deciso a non far passare una norma troppo restrittiva che andrebbe a penalizzare eccessivamente anche chi ha già affrontato un condono per sanare piccole differenze catastali, magari non dovute a speculazioni ma a banali difformità di carte. 
La promessa del vicepresidente Fusco al termine dell’incontro moderato dal Giornale, ha parzialmente soddisfatto l’organizzatore che comunque spera di aprire ulteriori varchi per migliorare una legge da troppo tempo richiesta: «Se restasse il testo finora mostrato in commissione, forse sarebbe addirittura meglio non approvare del tutto questa legge e lasciare le cose come stanno», ha chiosato Melgrati.  
Mentre Fusco e Miceli hanno proposto di lasciar fuori dal piano caso le istanze relative agli immobili destinati ad attività produttive e alberghi per poi preparare in tempi brevissimi nuovi testi di leggi o regolamenti appositi, senza limitazioni di tempo.
L’accordo è ancora lontano, così come le posizioni di una maggioranza ancora troppo paralizzata dalla sinistra e di un’opposizione intenzionata a ottenere il maggior numero possibile di miglioramenti.   

Da www.ilGiornale.it  del 22 Febbraio 2011