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lunedì 10 novembre 2025
lunedì 1 aprile 2024
Palestina - Gaza, raid israeliano sull'ambasciata iraniana a Damasco: ucciso un alto comandante dei pasdaran | Teheran: "La risposta sarà dura"
Qualche progresso nelle trattative al Cairo. Decine di morti nell'Ospedale di al Shifa dopo un attacco. Grande manifestazione contro il governo Netanyahu: decine di migliaia davanti alla Knesset
lunedì 22 gennaio 2024
USA - Israele deve difendersi ma gli Ospedali vanno protetti - Media: "Decine di ostaggi erano in quello di Khan Yunis"
Irruzione dei parenti degli ostaggi alla Knesset: "Riportateli a casa". Netanyahu: "Finché sarò premier non ci sarà uno Stato palestinese". I laburisti presentano una mozione di sfiducia contro il governo
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lunedì 27 marzo 2023
Israele - Il premier Netanyahu: "Ho deciso di rinviare la riforma giudiziaria"
Il premier israeliano ha informato gli alleati della coalizione di governo che la scelta è quella di uno stop. In serata ha annunciato la decisione: "Prendo tempo per favorire dialogo". L'opposizione accetta. I sindacati: "Lo sciopero generale è finito". Oggi c'era stata un'altra giornata di proteste in tutto il Paese. Bloccati i decolli dall'aeroporto di Tel Aviv. Si è fermato anche il sistema sanitario. Decine di migliaia di manifestanti davanti alla Knesset a Gerusalemme
mercoledì 2 novembre 2022
Israele - Risultati elezioni: il blocco di Netanyahu conquista la maggioranza alla Knesset
La più alta affluenza alle urne da decenni nel Paese riapre a Netanyahu la strada verso il potere. Con lo spoglio del 97% dei voti, il suo Likud si conferma il primo partito con circa 30 seggi su 120, seguito dai centristi di Yair Lapid (24). Terzo partito è la sorpresa Itamar Ben Gvir con 14 seggi. Il blocco di "Bibi" avrebbe circa 65 seggi in questa tornata elettorale, la quinta in 3 anni. “Il nostro percorso ha dimostrato di essere quello giusto”, ha detto
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domenica 13 giugno 2021
Israele - Nasce il governo Bennett: Netanyahu alza bandiera bianca
La Knesset ha votato la fiducia al governo, che per i primi due anni sarà guidato dal leader di Yamina, Naftali Bennett. Netanyahu: "All'opposizione a testa alta"
giovedì 4 febbraio 2010
Politca Internazionale: LA MISSIONE DEL GOVERNO - Berlusconi “L’attacco a Gaza giusta reazione”
Alla Knesset Berlusconi seduto accanto al presidente del parlamento
israeliano Reuven Rivlin ascolta il discorso di benvenuto
del primo ministro Benjamin Netanyahu
Il presidente del Consiglio interviene alla Knesset
Da AbuMazen: vittime uguali a quelle della Shoah
Da AbuMazen: vittime uguali a quelle della Shoah
Amedeo La Mattina - Inviato Speciale a Gerusalemme
Parlando alla Knesset, Berlusconi ha entusiasmato Netanyahu, Peres e tutti i parlamentari sia di maggioranza che di opposizione. Ha però deluso il presidente dell’Anp Abu Mazen. Scambio di parole affettusose, 12 applausi e standing ovation finale degli israeliani per il discorso del premier italiano.
L’applauso che più lo ha commosso è stato quando Netanyahu ha raccontato che la madre dell’ospite, mamma Rosa, salvò la vita ad una donna ebrea durante l’occupazione nazista. Freddezza invece da parte palestinese. Non poteva finire diversamente visto che Berlusconi si è fatto il primo paladino mondiale delle ragioni di Gerusalemme, al punto che ieri ha definito la seconda Intifada «un’ondata terroristica » e l’operazione «Piombo fuso» su Gaza una «giusta reazione» di Israele ai razzi di Hamas. Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici di Abu Mazen, ha commentato infastidito che «le parole di Berlusconi non cambiano la realtà: quella degli israeliani a Gaza fu un aggressione. C’è un rapporto in tal senso che si chiama Goldstone». In serata però la precisazione ufficiale di Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Anp, che ha espresso gratitudine per il sostegno italiano al processo di pace e per gli aiuti che da sempre l’Italia garantisce all’Autorità palestinese.
L’applauso che più lo ha commosso è stato quando Netanyahu ha raccontato che la madre dell’ospite, mamma Rosa, salvò la vita ad una donna ebrea durante l’occupazione nazista. Freddezza invece da parte palestinese. Non poteva finire diversamente visto che Berlusconi si è fatto il primo paladino mondiale delle ragioni di Gerusalemme, al punto che ieri ha definito la seconda Intifada «un’ondata terroristica » e l’operazione «Piombo fuso» su Gaza una «giusta reazione» di Israele ai razzi di Hamas. Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici di Abu Mazen, ha commentato infastidito che «le parole di Berlusconi non cambiano la realtà: quella degli israeliani a Gaza fu un aggressione. C’è un rapporto in tal senso che si chiama Goldstone». In serata però la precisazione ufficiale di Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Anp, che ha espresso gratitudine per il sostegno italiano al processo di pace e per gli aiuti che da sempre l’Italia garantisce all’Autorità palestinese.
In questo clima, e con Teheran che ha protestato per le sue parole di sostegno all’opposizione iraniana, il premier italiano è arrivato a Betlemme per incontrare Abu Mazen. E qui in parte ha corretto il tiro rispondendo alla domanda di un giornalista palestinese. «Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità ed il rapporto tra gli uomini». Poi però ha commesso una gaffe. Gli è stato chiesto da un corrispondente italiano cosa aveva provato, arrivando a Betlemme, nel vedere il muro costruito da Israele in Cisgiordania.
«Non me ne sono accorto in quanto stavo prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente Abu Mazen». Il premier italiano ha un po’ riequilibrato il suo afflato verso Israele ribadendo la necessità di fermare l’espansione degli insediamenti coloniali (senza però mai citare quelli di Gerusalemme Est).
Al presidente dell’Anp che aveva accanto durante una conferenza stampa molto formale e frettolosa ha chiesto di ritornare presto al tavolo delle trattative. Ma l’Italia ritiene giusta la creazione di un Stato palestinese entro i confini del ’67?
Al presidente dell’Anp che aveva accanto durante una conferenza stampa molto formale e frettolosa ha chiesto di ritornare presto al tavolo delle trattative. Ma l’Italia ritiene giusta la creazione di un Stato palestinese entro i confini del ’67?
Per Berlusconi «è un’ipotesi positiva e concretamente accettabile». Di tutt’altro tenore il clima e il discorso solenne alla Knesset, il primo di un presidente del Consiglio italiano davanti ai deputati israeliani. Berlusconi è tornato a invocare per Teheran «sanzioni efficaci». «Non è accettabile l’armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello Stato ebraico». Il premier italiano considera il popolo ebraico come «un fratello maggiore» e Israele «unico esempio di democrazia in Medio Oriente». E’ necessaria però la creazione di uno Stato palestinese che viva accanto a quello israeliano «in pace e in sicurezza».
Grande entusiasmo dei parlamentari per la rievocazione dell’ «infamia delle leggi razziali» di cui l’Italia si macchiò nel ‘38, ma da cui trovò la forza di riscattarsi attraverso «la lotta di liberazione dal nazifascismo». «Mi sento davvero uno di voi. Mi sono sentito davvero uno di voi il giorno in cui ho visitato Auschwitz.
Quel giorno ha cambiato la mia vita».
Da www.laStampa.it del 04 Febbraio 2010
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martedì 2 febbraio 2010
«Sogno Israele in Europa» - Ma Bruxelles non apprezza
Il premier italiano Silvio Berlusconi in visita nello stato di Israele
Il “sogno”di Silvio Berlusconi gratificato dal collega Benjamin Netanyahu come «il migliore amico di Israele» è quello di portare lo Stato ebraico nell’Unione europea.
Messaggi di grande intesa hanno aperto la missione, che durerà tre giorni, del presidente del Consiglio in Israele.
«Abbiamo l’orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico cristiana, alla base della civiltà europea», ha detto Berlusconi nella cerimonia di benvenuto al palazzo del governo. Peraltro, fonti dell’Unione Europea hanno già fatto sapere che la questione di Israele si proporrà soltanto «quando sarà risolta la questione palestinese».
Oggi entra nel vivo il mega-vertice bilaterale italo-israeliano: mentre il premier sta ancora limando il discorso che terrà domani alla Knesset, il parlamento israeliano, oggi le due delegazioni entreranno nel cuore dei problemi con una girandola di incontri bilaterali che i diversi ministri presenti a Gerusalemme avranno con i loro omologhi.
Parallelamente lo staff del premier sta preparando anche l’incontro che domani chiuderà questa complessa visita in Medio Oriente: il colloquio con il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen che è in programma a Betlemme.
Come è ovvio, il rilancio del processo di pace israelo-palestinese e siro-israeliano rimane al centro di tutti i colloqui politici in corso in queste ore a Gerusalemme.
Da www.ilSecoloxix.it del 02 Febbraio 2010
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