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martedì 27 gennaio 2026

Mondo - Giornata della Memoria, 15 immagini simbolo della Shoah: dai treni della morte a Auschwitz

Ogni anno, il 27 gennaio, viene ricordato lo sterminio perpetrato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale: ancora oggi sono presenti luoghi, pietre, mezzi e oggetti che ci ricordano quanto successo durante l'Olocausto 

sabato 27 gennaio 2024

Italia - Alassio, il Comune celebra il Giorno della Memoria

Il Comune di Alassio celebra il Giorno della Memoria, che ricorre il 27 gennaio – come la data del 1945 in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz –  attraverso le “Pietre della Memoria”, posizionate lo scorso anno presso il Monumento ai Caduti in ricordo dei deportati che ebbero come ultima dimora o luogo di arresto la città di Alassio.

giovedì 27 gennaio 2022

Italia - Shoah, la Giornata della Memoria 27 gennaio 2022. Un estratto dal libro "Fino a quando la mia stella brillerà" di Liliana Segre.

“Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare.
 
Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. 
 
Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. 
 
Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere. Ricordo la prima selezione. Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro. 
 
Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile. Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio. 
 
Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire. Janine non sarebbe tornata nel campo. 
 
Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere. Racconto sempre la storia di Janine. È un rimorso che mi porto dentro. 
 
Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo. 
 
Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano. Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.”
 
Tratto da "Fino a quando la mia stella brillerà", di Liliana Segre.
 
 

sabato 20 novembre 2021

Italia - Fabio Meroni, il leghista no vax e la frase choc su Liliana Segre: «Mancava lei, 75190». Poi le scuse: ho sbagliato

Fabio Meroni, consigliere provinciale della Lega, è stato due volte sindaco di Lissone e parlamentare del Carroccio. Su Facebook l’attacco alla senatrice, deportata a 13 anni ad Auschwitz (75190 era il suo numero). Lui prima si difende e poi si scusa: ho sbagliato, spero di avere l’onore di conoscerla. Cecchetti, coordinatore lombardo del Carroccio: subito provvedimenti

domenica 5 settembre 2021

Polonia - «Racconto Auschwitz dall’ufficio del Dottor Morte. Dio nei campi di sterminio c’era, l’ho capito così»

Jadwiga Pinderska Lech, presidente della Fondazione vittime di Auschwitz-Birkenau, ha ereditato la stanza di Eduard Wirths, capo di Mengele: s’affaccia sulla camera a gas e sulla forca che impiccò Hoss. «Smascherai un finto Sonderkommando. Dio? C’era, l’ho capito da un rosario di pane»

mercoledì 10 febbraio 2021

sabato 19 dicembre 2020

Italia - È morto Nedo Fiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah

Nato a Firenze, aveva 95 anni. Arrestato nel 1944 in quanto ebreo, fu deportato ad Auschwitz. Fu l’unico della famiglia a sopravvivere. Si è spento il 19 dicembre a Milano 

lunedì 1 ottobre 2012

Roma - Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti

 

 Shlomo Venezia, un grande testimone della Shoah, è morto quest'oggi



Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte a Roma lo scrittore ebreo Shlomo Venezia, 89 anni, uno dei sopravvissuti alla Shoah e protagonista dei 'Viaggi della Memoria'. Shlomo Venezia è stato un deportato sopravvissuto all'internamento nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau.
Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando, squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante gas. La sua esperienza ha spinto Roberto Benigni a chiamarlo come consulente, insieme a Marcello Pezzetti, per il film 'La vita è bella'. Venezia ha raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 dal titolo 'Sonderkommando Auschwitz'.
''Voglio esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz" si legge nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla signora Marica Venezia. "Ha saputo vivere con sobria dignità - si legge - la notorietà che gli portava l'essere divenuto uno dei simboli della tragedia ebraica, nata da secolari persecuzioni, che negli anni del nazismo e del fascismo raggiunsero inimmaginabili dimensioni''.
"La sua coraggiosa e infaticabile opera - è scritto nel messaggio inviato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna - continuerà ad ispirare la nostra società affinché non diminuisca mai l'impegno volto a rafforzare i valori della libertà e della democrazia, attraverso un'opera diretta a preservare la società dai rischi derivanti dal riaffacciarsi del razzismo, dell'odio etnico e religioso, del fanatismo''.
In un messaggio a Gattegna il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, si è detto ''profondamente colpito dalla scomparsa di Shlomo Venezia. Dobbiamo prendere tutti un impegno solenne, quello di preservare la memoria dello sterminio e tramandarlo alle giovani generazioni anche quando non ci saranno più testimoni diretti delle atrocità commesse dalla follia nazista".
"Era un uomo straordinario, che aveva vissuto la più terribile delle esperienze'' è il ricordo di Walter Veltroni . "Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, di diventare suo amico. Sono tornato con lui ad Auschwitz, assieme ai ragazzi delle scuole romane: mi impressionava la fermezza e la precisione con cui raccontava quell'inferno che aveva visto e toccato. Ecco Shlomo era davvero un testimone che sapeva restituire l'orrore dei campi e della Shoah. Era forse l'unico testimone che avesse vissuto lo sterminio come vittima e ingranaggio della macchina di morte. La condizione più disperata: per questo la sua morte provoca tanto dolore. Il suo racconto, questo possiamo promettere a Shlomo, non andrà perduto. E' il mio impegno, l'impegno di tutti quelli che ti hanno conosciuto'', conclude Veltroni.


 


''Lascia un vuoto e un grande dolore'' le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo ai terrificanti Sonderkommando: un'esperienza tremenda, annichilente per l'essere umano. Di questa tragedia, Venezia ci ha lasciato una testimonianza preziosa, il suo libro 'Sonderkommando Auschwitz', un pugno nello stomaco - sottolinea - in grado di porre a nudo le vette di crudeltà cui può giungere l'uomo quando abbraccia l'ideologia del male''. Per Alemanno occorre ''accelerare ancora di più sulla costruzione del Museo della Shoah proprio perché ci sia la possibilità di continuare quell'opera di formazione e trasmissione della memoria che Shlomo Venezia ha portato avanti in modo impareggiabile e con una grandissima umanità".
''Con Shlomo Venezia muore un grande testimone della tragedia della Shoah - afferma il leader Idv Antonio Di Pietro - I suoi racconti da sopravvissuto alla prigionia, nel campo di concentramento di Auschwitz, sono stati un importante contributo alla memoria storica e alla consapevolezza di quanto accadde durante l'Olocausto". "Sarà sempre - aggiunge - nei nostri cuori e la sua testimonianza continuerà a essere un monito alla politica e alle future generazioni, affinché non si dimentichi e non si ripeta una delle pagine più drammatiche di tutti i tempi''.
Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, è grazie a Shlomo Venezia, ''al suo infaticabile impegno per tenere accesa la fiammella della memoria, che tante generazioni hanno potuto conoscere l'orrore dei campi di sterminio". "Le sue parole e la sua spaventosa testimonianza personale - dice Cesa - resteranno scolpite in maniera indelebile nella mente di tutti noi e continueranno a essere un inestimabile insegnamento per i più giovani, perché capiscano a che punto possa arrivare la follia umana''.



sabato 10 marzo 2012

Genova - REGIONE: il Cons. Reg. Marco Melgrati presenta una interrogazione urgente per verificare la veridicità del “proclama” fatto dal Sindaco Avogadro sul ritorno della R.s.a. ad Alassio, in una porzione dei locali dell’ormai ex Ospedale Val d’Olivo


Una vista d'insieme della sala del Consiglio Regionale con tutti i Consiglieri riuniti
e il consigliere Melgrati (a sinistra), in piedi, durante il suo intervento



Melgrati: “sarei il più felice di tutti”…
Al ritorno del suo viaggio ad Auschwitz e Birkenau, dove ha rappresentato la Regione Liguria nella cerimonia commemorativa della "Shoah", e guidato, insieme ai Consiglieri Scialfa e Cavarra, gli studenti vincitori del concorso annuale per celebrare la Giornata della Memoria, il Consigliere Regionale Melgrati ha presentato una interrogazione Urgente per verificare se le informazioni diffuse dal Sindaco di Alassio sul ritorno della R.s.a. in una porzione dei locali ex Ospedale di Alassio corrispondono a verità.
Sarei il più felice di tutti se si concretizzasse questa opportunità, nonostante il tardivo interessamento dell’Amministrazione di Alassio, sia che rimanga in proprietà al Comune o anche se rimanesse in capo all’A.s.l, ma per questa doppia destinazione, con il vincolo a R.s.a. e Asilo del nonno; anche se un poco sono stupito…infatti l’intera proprietà dell’Ospedale di Alassio è già stata venduta all’Arte, e messa a bilancio Regionale la cifra corrispondente; l’Arte ha poi il compito di valorizzare con la ulteriore vendita e il cambio di destinazione in alloggi l’immobile, cedendo alla Regione il surplus di ricavi, con il 10% al Comune, percentuale che anche io in commissione ho contribuito ad aumentare dal 5% della prima stesura della legge.
Sono curioso di conoscere in quali termini avverrà quanto annunciato con tale sicurezza dal Sindaco di Alassio, e cioè che “l’immobile sarà ristrutturato dalla ditta che compirà l’intervento immobiliare nella vecchia Rsa e ospiterà, oltre alla nuova residenza sanitaria di lungodegenza gestita dall’Asl anche il centro diurno per anziani, il cosiddetto “Asilo del Nonno”. Il numero dei posti nella nuova Rsa sarà intorno alle venti unità mentre quelli del centro diurno resteranno gli attuali”.
Dispiace che questo intervento sia stato fatto in ritardo, nonostante gli avvertimenti del Consigliere Regionale Marco Melgrati, privando per anni, necessari alla ristrutturazione dei locali, i cittadini di Alassio e del Comprensorio dei servizi dati da due strutture essenziali quale la R.s.a. e l’Asilo del nonno, senza trovare una soluzione intermedia che evitasse il disagio, come invece risolto dalla amministrazione di centro destra con Poggiofiorito, realizzato a costo zero e senza interruzione di servizio per gli ospiti.
Stupisce che Avogadro e Bogliolo abbiano incontrato il vice presidente regionale Marylin Fusco, alla quale è indirizzata la mia interrogazione, e non l’assessore alla Salute Montaldo o l’assessore al Bilancio Rossetti, più competenti in materia.
Esprimo peraltro preoccupazione sul fatto che l’Amministrazione voglia acquistare da Arte “uno o più locali tra quelli posti in via Mazzini”, per destinarli alla sede dell’Arci Brixton, da “rumors” di palazzo. Sarebbe un passo in avanti perché vorrebbe dire che si è abbandonata la infelice e pazza idea di collocare questa associazione privata nella caffetteria di Villa Fisk, aquisita dalla amministrazione di centro destra insieme al parco per destinarla a scopi sociali (la sezione primavera della scuola materna e i laboratori per la scuola elementare di via Neghelli), ma si porrebbe il problema del “casino” dei concerti dell’Arci Brixton in pieno centro di Alassio. Se assegnati all’Arci Brixton non sarà certo “una struttura utile alla collettività alassina”, come dichiarato dal Sindaco.
                                                                                   
Marco Melgrati Consigliere Regionale

venerdì 27 gennaio 2012

Italia - Shoah : Napolitano cita Merkel: l'Europa è la risposta







Roma (TMNews) - L'Europa è la risposta alla tragedia della Seconda Guerra mondiale. 

Nel Giorno dela Memoria il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha citato anche Angela Merkel.

Italia - Napolitano nel Giorno della Memoria "Stroncare subito rigurgiti antisemiti"

Il premier Mario Monti

Il Capo dello Stato: «Vigilare contro il negazionismo». 

Monti «Attenti alla xenofobia, Europa
unita antidoto all'intolleranza»

Roma


"Una scuola di memoria. Questo impegno rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza a di violenza che per quanto marginali sono da stroncare sul nascere". Lo afferma Giorgio Napolitano, intervenendo alla cerimonia del "Giorno della memoria" al Quirinale.

Nel suo discorso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dedicato un sostanzioso passaggio alle parole pronunciate ieri "in una importante intervista" dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Merkel, ha detto il presidente della Repubblica, ha parlato "in termini che condivido e apprezzo, della sua visione dell'Europa come unione politica".

E di Europa ha parlato questa mattina anche Mario Monti. L'unità dell'Europa, quell'Europa immaginata da De Gasperi e dagli altri padri fondatori, è , secondo il presidente del Consiglio, il vero antidoto al fascismo e al nazismo e ad ogni altra forma di autoritarismo antidemocratico.

''Durante l'anno appena trascorso l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni e' stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunita' ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti. Con il nuovo anno -afferma Monti nel suo messaggio per il Giorno della Memoria - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunita' ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalita' nazista che ha generato la tragedia della Shoah''.

''Così come il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia, secondo le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e' stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza civile e sulla credibilita' delle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio offre l'occasione -scrive Monti- per ancor piu' ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo''.

''E' proprio nell'Europa unita che Alcide de Gasperi e i Padri fondatori hanno visto l'unica possibilita' di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l'avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani. Per approfondire questi aspetti la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane hanno organizzato insieme una Tavola Rotonda sul tema: La Shoah e l'identità europea. Non a caso -afferma ancora Monti- molti altri Paesi europei celebrano il 27 gennaio, giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, che l'Italia onora con le sue massime Istituzioni e con la partecipazione corale della società civile".

Da www.laStampa.it del 27 Gennaio 2012

 

giovedì 4 febbraio 2010

Politca Internazionale: LA MISSIONE DEL GOVERNO - Berlusconi “L’attacco a Gaza giusta reazione”

 
Alla Knesset Berlusconi seduto accanto al presidente del parlamento 
israeliano Reuven Rivlin ascolta il discorso di benvenuto 
del primo ministro Benjamin Netanyahu

 Il presidente del Consiglio interviene alla Knesset
Da AbuMazen: vittime uguali a quelle della Shoah

Amedeo La Mattina - Inviato Speciale a Gerusalemme

Parlando alla Knesset, Berlusconi ha entusiasmato Netanyahu, Peres e tutti i parlamentari sia di maggioranza che di opposizione. Ha però deluso il presidente dell’Anp Abu Mazen. Scambio di parole affettusose, 12 applausi e standing ovation finale degli israeliani per il discorso del premier italiano.
L’applauso che più lo ha commosso è stato quando Netanyahu ha raccontato che la madre dell’ospite, mamma Rosa, salvò la vita ad una donna ebrea durante l’occupazione nazista. Freddezza invece da parte palestinese. Non poteva finire diversamente visto che Berlusconi si è fatto il primo paladino mondiale delle ragioni di Gerusalemme, al punto che ieri ha definito la seconda Intifada «un’ondata terroristica » e l’operazione «Piombo fuso» su Gaza una «giusta reazione» di Israele ai razzi di Hamas. Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici di Abu Mazen, ha commentato infastidito che «le parole di Berlusconi non cambiano la realtà: quella degli israeliani a Gaza fu un aggressione. C’è un rapporto in tal senso che si chiama Goldstone». In serata però la precisazione ufficiale di Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Anp, che ha espresso gratitudine per il sostegno italiano al processo di pace e per gli aiuti che da sempre l’Italia garantisce all’Autorità palestinese.
In questo clima, e con Teheran che ha protestato per le sue parole di sostegno all’opposizione iraniana, il premier italiano è arrivato a Betlemme per incontrare Abu Mazen. E qui in parte ha corretto il tiro rispondendo alla domanda di un giornalista palestinese. «Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità ed il rapporto tra gli uomini». Poi però ha commesso una gaffe. Gli è stato chiesto da un corrispondente italiano cosa aveva provato, arrivando a Betlemme, nel vedere il muro costruito da Israele in Cisgiordania.
«Non me ne sono accorto in quanto stavo prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente Abu Mazen». Il premier italiano ha un po’ riequilibrato il suo afflato verso Israele ribadendo la necessità di fermare l’espansione degli insediamenti coloniali (senza però mai citare quelli di Gerusalemme Est).
Al presidente dell’Anp che aveva accanto durante una conferenza stampa molto formale e frettolosa ha chiesto di ritornare presto al tavolo delle trattative. Ma l’Italia ritiene giusta la creazione di un Stato palestinese entro i confini del ’67? 
Per Berlusconi «è un’ipotesi positiva e concretamente accettabile». Di tutt’altro tenore il clima e il discorso solenne alla Knesset, il primo di un presidente del Consiglio italiano davanti ai deputati israeliani. Berlusconi è tornato a invocare per Teheran «sanzioni efficaci». «Non è accettabile l’armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimità dello Stato ebraico». Il premier italiano considera il popolo ebraico come «un fratello maggiore» e Israele «unico esempio di democrazia in Medio Oriente». E’ necessaria però la creazione di uno Stato palestinese che viva accanto a quello israeliano «in pace e in sicurezza».
Grande entusiasmo dei parlamentari per la rievocazione dell’ «infamia delle leggi razziali» di cui l’Italia si macchiò nel ‘38, ma da cui trovò la forza di riscattarsi attraverso «la lotta di liberazione dal nazifascismo». «Mi sento davvero uno di voi. Mi sono sentito davvero uno di voi il giorno in cui ho visitato Auschwitz. 
Quel giorno ha cambiato la mia vita».

Da www.laStampa.it  del 04 Febbraio 2010

mercoledì 27 gennaio 2010

SHOAH: BERLUSCONI, MEMORIA E STORIA SIANO MONITO PER I GOVERNANTI


Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi

(IRIS) - ROMA, 27 GEN - "Il ricordo e' un dovere, perche' tutto cio' non possa piu' accadere".
Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio nel giorno della memoria. 
"Quest'anno ricorre il decennale della legge n. 211 del 2000, che ha previsto l'Istituzione del 'Giorno della Memoria' in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Un'iniziativa importante del Parlamento italiano, che ha portato all'attenzione dello Stato e di tutto il Paese il ricordo di un evento fino a quel momento coltivato prevalentemente dalla comunita' ebraica, che ne e' stata vittima". 



"Grazie a questo provvedimento, il ricordo della Shoah e' uscito dallo stretto ambito privato ed e' stato affidato alle Istituzioni il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall'odio razziale", ricorda Berlusconi.
"Sono quindi 10 anni ormai che ogni 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, tutte le Istituzioni, in particolare quelle scolastiche, ricordano il disegno criminale nazista che si e' concluso con lo sterminio di ebrei, Rom e Sinti, omosessuali e oppositori politici. Il ricordo e' un dovere - aggiunge il Premier -  perche' tutto cio' non possa piu' accadere". 

 
"Nel celebrare questa giornata - ricorda il premier - voglio in primo luogo ricordare l'eloquente gesto di Sua Santita' Papa Benedetto XVI, il quale, nel corso della recente visita alla Sinagoga di Roma, ha reso omaggio ai superstiti dei campi di sterminio nazisti. Uno dei momenti piu' commoventi della cerimonia. Quello sparuto gruppo di persone ormai anziane - sottolinea il Premier -  ma attente e consapevoli della solennita' del momento, ha toccato il cuore di tutti"."
"Tra le numerose iniziative organizzate per il giorno della Memoria 2010 di cui molte patrocinate dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, va sottolineata  - ha voluto ricordare Berlusconi ancora nel messaggio - la Mostra 'Auschwitz-Birkenau', allestita presso il Complesso monumentale del Vittoriano, che espone documenti ufficiali, oggetti personali a lungo gelosamente custoditi nel privato di molte famiglie italiane, messi a disposizione, alcuni per la prima volta,  perche' diventassero testimonianze di un evento storico, che nessuno deve piu' osare mettere in discussione".
  "Invito tutti, ma soprattutto i giovani, avisitare questa Mostra. Vorrei rivolgermi in particolare agli studenti, che sempre piu' numerosi visitano i luoghi di sterminio, grazie all'iniziativa di docenti e amministratori sensibili e impegnati, accompagnati spesso anche dagli stessi sopravvissuti". "Vorrei dire loro -prosegue- che non sono soli, che i sentimenti d'indignazione e di ribellione che provano in quei momenti di grande emozione, di fronte alle prove di un cosi' orribile crimine, sono raccolti da chi ha responsabilita' di governo e trasformati in spinta positiva per costruire una societa' moderna e democratica nella quale tutti, indistintamente, possano convivere in serenita' ed armonia", ha detto il presidente del Consiglio. 




"Memoria e Storia della Shoah diventano quindi un monito per governanti e privati cittadini, giovani e adulti, perche' il comportamento di ciascuno sia sempre ispirato al rispetto degli altri, al rispetto dei diritti umani, della dignita' della persona, dei valori di uguaglianza, di liberta' e di giustizia", si legge nel messaggio del Premier.
"Le iniziative che ho ricordato, insieme a molte altre organizzate in tutto il Paese, concorrono a mantenere viva questa ricorrenza che, sfuggendo alla ritualita' e alla retorica, deve rimanere un'occasione per approfondire la conoscenza di come abbia potuto attuarsi il genocidio di un popolo, come l'affermazione di un'ideologia razzista abbia potuto tradursi in organizzazione del piu' colossale piano di sterminio che la storia dell'umanita' abbia conosciuto, come persone 'normali' abbiano potuto accettare m- dice Berlusconi -  di essere carcerieri e 'carnefici".
"Tutto cio' deve indurre a riflettere e a fare si' che, in una societa' globalizzata, le situazioni di discriminazione, di conflitto e di deficit di democrazia del nostro tempo non si traducano in sopraffazioni e persecuzioni degli uni sugli altri; le persone e i popoli differenti per lingua, per religione, per usanze e per livello di sviluppo, devono convivere e collaborare per il bene dell'intera umanita', nel presente e nel futuro", conclude Berlusconi.

T.San


Da www.irispress.it  del 27 Gennaio 2010