Dal Corriere della Sera di oggi 27/01/2025
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lunedì 27 gennaio 2025
Mondo - Italia, oggi 27 gennaio 2025 ricorre la "Giornata della Memoria" per ricordare la Shoah ( termine ebraico che significa "tempesta devastante" preso dalla Bibbia ), la strage perpetrata contro il popolo ebraico, che eliminò milioni di persone: bambini, donne e uomini di religione ebraica
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giovedì 25 gennaio 2024
Italia - Shoah: il Giorno della Memoria e le iniziative in provincia di Savona
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz
Mondo - Italia, la SHOAH una «Tragedia fondata sull'odio immotivato perciò resta unica»
Marcello Flores, terrà domani l'orazione ufficiale a Genova, che avverte:"Mentre c'è ancora chi non riconosce le colpe del fascismo, sono proprio i Tedeschi a finanziare le ricerche in Italia".
martedì 23 gennaio 2024
Italia - Regione Liguria, Angelo Vaccarezza e la Giornata dell'Olocausto: la Shoah e una memoria che troppo spesso vacilla ...
Oggi Regione Liguria, ha ricordato in seduta solenne le vittime della Shoah con un relatore d'eccezione: Marcello Pezzetti, scrittore, storico, uno dei massimi studiosi italiani dell'Olocausto.
Unitamente alle celebrazioni sono stati premiati gli allievi delle scuole superiori liguri per i componimenti sul tema.
L'evento anticipa le celebrazioni nazionali del Giorno della Memoria, che avverranno sabato 27 Gennaio, anniversario della caduta dei cancelli di Auschwitz.
Una data da sempre accompagnata da un alone di profondo dolore, quest'anno ancor più difficile da affrontare per alcuni aspetti.
Il primo e più evidente, il rigurgito antisemita che da tempo oramai troviamo ovunque, rigurgito nutrito oltreché dai bui retaggi del secolo passato, anche dall'integralismo islamico che non è più "appannaggio" del mondo arabo, ma anche di buona parte dell' Europa, insieme a ideologismi terzomondisti e antioccidentali.
È proprio il mancato riconoscimento del pericolo diretto che ci impedisce di riconoscere la barbarie del 7 ottobre scorso, quando un attacco a sorpresa dell'organizzazione terroristica Hamas ha causato più di 1400 morti, 3000 feriti e 240 ostaggi nello stato ebraico: numeri paragonabili solo a quelli della notte dei cristalli, o dei peggiori pogrom antiebraici del passato con unico movente l'odio etnico e religioso.
Una mattanza di inaudito voluto sadismo, atti di ferocia gratuita su centinaia di donne.
Il tutto iniziato all'alba di un shabbat, per trovare gli Ebrei più indifesi, una caccia casa per casa, la violenza, il rastrellamento, la deportazione a Gaza.
Esattamente come una triste alba di quello shabbat di 80 anni fa, con il rastrellamento degli Ebrei di Roma.
È avvilente osservare anche la sudditanza del nostro Paese, che reagisce piegando la testa di fronte a quanto sta accadendo o, mostrando inconcepibile indifferenza per la sorte di innocenti con la sola colpa di essere Ebrei.
Triste vedere che l'Italia non sappia assumere
un maggiore e più attento impegno contro l'antisemitismo di vecchio e nuovo stampo, sostenendo e difendendo le ragioni di Israele avanti alla Corte dell'Aja, come ha fatto il governo tedesco, contro l'iniziativa di paesi del mondo in cui libertà, valori e diritti umani sono, da sempre, disconosciuti e che nessun altro obiettivo hanno se non distruggere l'unica vera democrazia del Medio Oriente per fare il posto al più radicale islam politico, per creare un nuovo violento califfato misogino, omofobo, liberticida.
D'altronde, fino a quando leggeremo che per scelta del consiglio d'istituto a un intero Istituto Superiore è stato negato di visitare una mostra che racconta gli orrori del 7 ottobre scorso fotografati dal reporter israeliano Ziv Koren, considerandola un'attività divisiva, il famoso "mai piu" perderà autenticità; come dire che andare a Marzabotto oppure a Sant' Anna di Stazzema sia un modo di schierarsi, anziché, un' occasione per approfondire, per conoscere.
Sarebbe bene che le Istituzioni, la società e la scuola, invece di fomentare divisione, imparassero l'impegno etico e civile riflettendo di nuovo sulle pagine più tristi della nostra storia, per non correre il rischio di riviverle.
lunedì 20 febbraio 2023
Italia - Alassio, Comune: comunicato stampa - " Pietre della Memoria davanti al Monumento ai Caduti "- (ndr AlassioFutura) Finalmente ! Fabio Lucchini esprime soddisfazione, dopo aver sollecitato più volte già 4 anni fa il sindaco pro tempore Marco Melgrati (siamo in vista delle Elezioni comunali del prossimo maggio) ed ecco che arrivano le "Pietre d'inciampo" o "Pietre della memoria" in ricordo dei deportati di religione ebraica da Alassio ai campi di sterminio nazisti, che non fecero più ritorno. Mi corre l'obbligo morale di ringraziare l'amico giornalista e scrittore Daniele La Corte, che per primo si impegnò con le sue ottime relazioni nell'aiutarmi a individuare le fonti per risalire ai nomi delle vittime della deportazione nazi-fascista ...
Qui sotto gli appunti di Daniele La Corte che, coadiuvato dal compianto Ferruccio Iebole, aveva iniziato ad individuare i nominativi delle povere vittime già nel 2020.
Il comunicato stampa del Comune di Alassio
Il 24 febbraio saranno posate le cinque pietre del Progetto Shoah portato avanti dagli studenti dell’Istituto Giancardi Galilei Aicardi. La sera in Sant’Ambrogio: Musik Macht Frei “Il Violino della Shoah”
Si terrà venerdì 24 febbraio alle ore 10,30 ad Alassio, presso il Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale la posa delle “Pietre della Memoria” del progetto triennale avviato dall'Istituto Alberghiero sulla Shoah; un'iniziativa che si colloca nell’ambito di un più vasto programma di salvaguardia della memoria storica della Shoah e di tutte le vittime delle persecuzioni naziste, che coinvolge gli istituti scolastici cittadini.
“Agli studenti, attraverso i dirigenti scolastici e i responsabili del Progetto Shoah – spiega Fabio Macheda, Assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Alassio che ha curato e supportato l’iniziativa - è stata rinvenuta la documentazione raccolta sui cittadini italiani arrestati in Alassio con l'accusa di appartenere alla "razza ebraica" e deportati nei campi di concentramento nazisti. A loro saranno dedicate le Pietre della Memoria che saranno posizionate nei pressi del Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale”.
Gli alunni, attraverso le pubblicazioni ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ISREC (Istituto Storico della Resistenza) e la piattaforma del Centro di Documentazione Ebraica – Digital Library hanno raccolto la documentazione inerente le indagini di polizia, i verbali di arresto e la confisca dei beni dei cittadini arrestati e hanno portando avanti, con la autorizzazione della Soprintendenza, il progetto per la posa delle “Pietre della Memoria” per onorare il ricordo delle persone decedute nei campi di concentramento nazisti e collegate ad Alassio, come ultima dimora ovvero luogo di arresto".
Queste le 5 pietre per le vittime che nel corso di una toccante cerimonia saranno posizionate nella mattinata del 24 febbraio: Colonna Palmira e Levi Elena (madre e figlia) arrestate in Alassio il 15 aprile 1944 deportate – la madre è deceduta ad Auschwitz, la figlia è sopravvissuta; Wollisch Roberto, arrestato ad Alassio il 15 aprile 1944, deportato e deceduto a Buchenwald; Fubini Rosetta e Sacerdote Teodoro (coniugi) arrestati in Alassio il 15 aprile del 1944 deportati e deceduti ad Auschwitz; Bachi Pia, arrestata in Alassio il 7 dicembre 1943 deportata e deceduta ad Auschwitz; Josz Aurelia, arrestata in Alassio il 15 aprile 194 deportata e deceduta ad Aushwitz il 30 giugno 1944.
Insieme alle istituzioni e ai rappresentati dell’Istituto Giancardi Galilei Aicardi, con gli studenti che hanno preso parte al progetto, sarà presente il Presidente ANED di Savona Simone Falco, Don Gabriele Corini, parroco della Parrocchia di Sant’Ambrogio, ma anche direttore dell’Ufficio di Curia per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, e Giuseppe Momigliano, rabbino capo della Comunità ebraica di Genova. Ad accompagnare la cerimonia la Alassio Casual Orchestra dell’Istituto Giancardi Galilei Aicardi diretta dai maestri Mauro Borri, Davide Di Carlo, Lavinia Carbone e Raffaele Esposto. Madrina dell’evento Nina Otrosdenova, famigliare di un deportato.
La giornata nel segno della memoria proseguirà presso la Parrocchia di Sant’Ambrogio dove grazie alla direzione artistica di ParoleSuoni APS, alle ore 21 si terrà il concerto spettacolo Musik Macht Frei – Il Violino della Shoah, spettacolo scritto e diretto da Davide Nochi con la partecipazione della violinista Alessandra Sonia Romano che suonerà il “Violino della Shoah”; di Zoe Nochi nel ruolo di Eva Maria Levy e con l’esclusiva partecipazione di Arianna Becheroni.
Alessandra Del Mastro ha curato la direzione musicale, Ilaria Suss le coreografie di uno spettacolo che saprà toccare l’anima dei presenti.
Ingresso libero
venerdì 27 gennaio 2023
Italia - Savona, ricorda la Shoah con musica, spettacoli e conferenze nelle scuole
Le principali iniziative e manifestazioni nella provincia savonese si protrarranno da oggi al 4 febbraio
martedì 19 aprile 2022
Italia - Disabili fatti scendere dal treno, l’amarezza di Nicola che rievoca la Shoah: “Il periodo del triangolo nero è finito”
Lo sfogo del referente genovese dell’Associazione nazionale Spazio Solidale: “L’integrazione è sulla carta, ma poco nei fatti"
giovedì 27 gennaio 2022
Italia - Imperia, posata la prima Pietra d'Inciampo alla presenza del Sindaco Claudio Scajola, che dice: "Questa mattina abbiamo provato tutti una sincera commozione durante la posa della prima 'pietra d'inciampo' a Imperia".
È stata posata davanti al portone di casa di Elena Caterina Moraglia, che ha varcato la soglia della sua abitazione senza farvi mai più ritorno. Come lei, altri 18 imperiesi.
È stata posata davanti al portone di casa di Elena Caterina Moraglia, che ha varcato la soglia della sua abitazione senza farvi mai più ritorno. Come lei, altri 18 imperiesi.
Elena Caterina è morta, anzi è stata assassinata, in un campo nazista, nell'aprile 1945.
Elena Caterina è morta, anzi è stata assassinata, in un campo nazista, nell'aprile 1945.
Queste pietre impongono a tutti noi una riflessione per la sofferenza che emanano. Ci impongono di non dimenticare una delle pagine più vergognose della storia dell'uomo e insegnano alle nuove generazioni l'importanza di costruire un mondo fatto di tolleranza e coesione sociale.
Queste pietre impongono a tutti noi una riflessione per la sofferenza che emanano. Ci impongono di non dimenticare una delle pagine più vergognose della storia dell'uomo e insegnano alle nuove generazioni l'importanza di costruire un mondo fatto di tolleranza e coesione sociale.
Italia - Shoah, la Giornata della Memoria 27 gennaio 2022. Un estratto dal libro "Fino a quando la mia stella brillerà" di Liliana Segre.
“Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare.
Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata.
Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno.
Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere. Ricordo la prima selezione. Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro.
Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile. Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio.
Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire. Janine non sarebbe tornata nel campo.
Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere. Racconto sempre la storia di Janine. È un rimorso che mi porto dentro.
Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo.
Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano. Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.”
Tratto da "Fino a quando la mia stella brillerà", di Liliana Segre.
Italia - Shoah, 27 gennaio 2022, la "Giornata della Memoria" per non dimenticare quei valori che forgiano la nostra coscienza. Lo sterminio del popolo ebraico vittima del genocidio nazista. Il disinteresse dell'amministrazione "Melgrati ter", che seppure più volte sensibilizzata su questo tema, latinta in maniera imbarazzante
Fabio Lucchini: è dal dicembre 2018 che ho sollecito più volte il sindaco Marco Melgrati a organizzare la posa di "pietre d'inciampo" per ricordare e in qualche modo rendere più tangibile e permanente anche nella nostra cittadina il ricordo dello sterminio del popolo ebreaico avvenuto con l'Olocusto, ma il primo cittadino Melgrati è troppo impegnato tra realizzazioni edilizie e manifestazioni con spettacoli a tutto tondo organizzati da agenzie del torinese, per trovare il tempo per un atto dovuto. Mi auguro che i cittadini alassini sappiano stigmatizzare nel dovuto modo questa imperdonabile latitanza dell'Amministrazione comunale a guida Melgrati ter, troppo distratta dalla promozione di altri interessi più, come dire, terreni...
Da www.laStampa.it del 27 gennaio 2022
domenica 31 ottobre 2021
Mondo - La Storia: la Danimarca fu l’unico paese europeo occupato dall’esercito di Hitler ad opporsi alle leggi razziali naziste. Furono solo 120, infatti, gli ebrei danesi che morirono nella Shoah.
I danesi non si piegarono. Quando i nazisti imposero la stella di David agli ebrei, tutti scesero in piazza indossandola.La indossarono anche re Christian X e sua moglie. A dimostrazione che non tutti chinarono la testa senza ribellarsi.
I danesi non si piegarono. Quando i nazisti imposero la stella di David agli ebrei, tutti scesero in piazza indossandola.
La indossarono anche re Christian X e sua moglie. A dimostrazione che non tutti chinarono la testa senza ribellarsi.
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domenica 10 ottobre 2021
Italia - Roma, le frasi sulla Shoah e le scuse del candidato sindaco di Roma Michetti: «Imperdonabile leggerezza»
«Massimo rispetto per chi è stato trucidato da barbari assassini ma perché la stessa pietà non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe» scriveva Enrico Michetti
mercoledì 10 febbraio 2021
Italia - Un esule istriano senatore a vita
Nominare senatore a vita un esule istriano. Un testimone delle foibe, così come è stato fatto per Liliana Segre e la Shoah
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mercoledì 27 gennaio 2021
Mondo - Shoah : Roma e il virus inventato da tre medici per salvare i bambini dalla Shoah
Lo chiamavano il "Morbo di K", un nome spaventoso, adatto a un virus letale e altamente contagioso, che però non è mai esistito. Fu l'invenzione di tre medici romani che voleva salvare i bambini ebrei dalla deportazione
domenica 27 gennaio 2013
Mondo - SHOAH : 27 Gennaio, " giorno della memoria " perchè non si possa mai dimenticare la tragedia dell' Olocausto
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lunedì 1 ottobre 2012
Roma - Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti
Shlomo Venezia, un grande testimone della Shoah, è morto quest'oggi
Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte a Roma lo scrittore ebreo Shlomo Venezia, 89 anni,
uno dei sopravvissuti alla Shoah e protagonista dei 'Viaggi della
Memoria'. Shlomo Venezia è stato un deportato sopravvissuto
all'internamento nel campo di concentramento nazista di
Auschwitz-Birkenau.
Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando,
squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento
e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante gas. La sua
esperienza ha spinto Roberto Benigni a chiamarlo come consulente,
insieme a Marcello Pezzetti, per il film 'La vita è bella'. Venezia ha
raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 dal
titolo 'Sonderkommando Auschwitz'.
''Voglio esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di
Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al campo di sterminio
di Auschwitz" si legge nel messaggio inviato dal presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano,
alla signora Marica Venezia. "Ha saputo vivere con sobria dignità - si
legge - la notorietà che gli portava l'essere divenuto uno dei simboli
della tragedia ebraica, nata da secolari persecuzioni, che negli anni
del nazismo e del fascismo raggiunsero inimmaginabili dimensioni''.
"La sua coraggiosa e infaticabile opera - è scritto nel messaggio inviato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini,
al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo
Gattegna - continuerà ad ispirare la nostra società affinché non
diminuisca mai l'impegno volto a rafforzare i valori della libertà e
della democrazia, attraverso un'opera diretta a preservare la società
dai rischi derivanti dal riaffacciarsi del razzismo, dell'odio etnico e
religioso, del fanatismo''.
In un messaggio a Gattegna il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi,
si è detto ''profondamente colpito dalla scomparsa di Shlomo Venezia.
Dobbiamo prendere tutti un impegno solenne, quello di preservare la
memoria dello sterminio e tramandarlo alle giovani generazioni anche
quando non ci saranno più testimoni diretti delle atrocità commesse
dalla follia nazista".
"Era un uomo straordinario, che aveva vissuto la più terribile delle esperienze'' è il ricordo di Walter Veltroni .
"Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, di diventare suo amico. Sono
tornato con lui ad Auschwitz, assieme ai ragazzi delle scuole romane: mi
impressionava la fermezza e la precisione con cui raccontava
quell'inferno che aveva visto e toccato. Ecco Shlomo era davvero un
testimone che sapeva restituire l'orrore dei campi e della Shoah. Era
forse l'unico testimone che avesse vissuto lo sterminio come vittima e
ingranaggio della macchina di morte. La condizione più disperata: per
questo la sua morte provoca tanto dolore. Il suo racconto, questo
possiamo promettere a Shlomo, non andrà perduto. E' il mio impegno,
l'impegno di tutti quelli che ti hanno conosciuto'', conclude Veltroni.
''Lascia un vuoto e un grande dolore'' le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
''Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo ai
terrificanti Sonderkommando: un'esperienza tremenda, annichilente per
l'essere umano. Di questa tragedia, Venezia ci ha lasciato una
testimonianza preziosa, il suo libro 'Sonderkommando Auschwitz', un
pugno nello stomaco - sottolinea - in grado di porre a nudo le vette di
crudeltà cui può giungere l'uomo quando abbraccia l'ideologia del
male''. Per Alemanno occorre ''accelerare ancora di più sulla
costruzione del Museo della Shoah proprio perché ci sia la possibilità
di continuare quell'opera di formazione e trasmissione della memoria che
Shlomo Venezia ha portato avanti in modo impareggiabile e con una
grandissima umanità".
''Con Shlomo Venezia muore un grande testimone della tragedia della Shoah - afferma il leader Idv Antonio Di Pietro -
I suoi racconti da sopravvissuto alla prigionia, nel campo di
concentramento di Auschwitz, sono stati un importante contributo alla
memoria storica e alla consapevolezza di quanto accadde durante
l'Olocausto". "Sarà sempre - aggiunge - nei nostri cuori e la sua
testimonianza continuerà a essere un monito alla politica e alle future
generazioni, affinché non si dimentichi e non si ripeta una delle pagine
più drammatiche di tutti i tempi''.
Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa,
è grazie a Shlomo Venezia, ''al suo infaticabile impegno per tenere
accesa la fiammella della memoria, che tante generazioni hanno potuto
conoscere l'orrore dei campi di sterminio". "Le sue parole e la sua
spaventosa testimonianza personale - dice Cesa - resteranno scolpite in
maniera indelebile nella mente di tutti noi e continueranno a essere un
inestimabile insegnamento per i più giovani, perché capiscano a che
punto possa arrivare la follia umana''.
sabato 10 marzo 2012
Genova - REGIONE: il Cons. Reg. Marco Melgrati presenta una interrogazione urgente per verificare la veridicità del “proclama” fatto dal Sindaco Avogadro sul ritorno della R.s.a. ad Alassio, in una porzione dei locali dell’ormai ex Ospedale Val d’Olivo
Una vista d'insieme della sala del Consiglio Regionale con tutti i Consiglieri riuniti
e il consigliere Melgrati (a sinistra), in piedi, durante il suo intervento
Melgrati: “sarei il più felice di tutti”…
Al ritorno del suo viaggio ad Auschwitz e Birkenau, dove ha rappresentato la Regione Liguria nella cerimonia commemorativa della "Shoah", e guidato, insieme ai Consiglieri Scialfa e Cavarra, gli studenti vincitori del concorso annuale per celebrare la Giornata della Memoria,
il Consigliere Regionale Melgrati ha presentato una interrogazione
Urgente per verificare se le informazioni diffuse dal Sindaco di Alassio
sul ritorno della R.s.a. in una porzione dei locali ex Ospedale di
Alassio corrispondono a verità.
Sarei il più felice di tutti se si concretizzasse questa opportunità,
nonostante il tardivo interessamento dell’Amministrazione di Alassio,
sia che rimanga in proprietà al Comune o anche se rimanesse in capo
all’A.s.l, ma per questa doppia destinazione, con il vincolo a R.s.a. e
Asilo del nonno; anche se un poco sono stupito…infatti
l’intera proprietà dell’Ospedale di Alassio è già stata venduta
all’Arte, e messa a bilancio Regionale la cifra corrispondente; l’Arte
ha poi il compito di valorizzare con la ulteriore vendita e il cambio di destinazione in alloggi l’immobile, cedendo alla Regione il surplus di ricavi, con il 10% al Comune, percentuale che anche io in commissione ho contribuito ad aumentare dal 5% della prima stesura della legge.
Sono
curioso di conoscere in quali termini avverrà quanto annunciato con
tale sicurezza dal Sindaco di Alassio, e cioè che “l’immobile sarà
ristrutturato dalla ditta che compirà l’intervento immobiliare nella
vecchia Rsa e ospiterà, oltre alla nuova residenza sanitaria di
lungodegenza gestita dall’Asl anche il centro diurno per anziani, il
cosiddetto “Asilo del Nonno”. Il numero dei posti nella nuova Rsa sarà
intorno alle venti unità mentre quelli del centro diurno resteranno gli
attuali”.
Dispiace che questo intervento sia stato fatto in
ritardo, nonostante gli avvertimenti del Consigliere Regionale Marco
Melgrati, privando per anni, necessari alla ristrutturazione dei locali,
i cittadini di Alassio e del Comprensorio dei servizi dati da due
strutture essenziali quale la R.s.a. e l’Asilo del nonno, senza trovare
una soluzione intermedia che evitasse il disagio, come invece
risolto dalla amministrazione di centro destra con Poggiofiorito,
realizzato a costo zero e senza interruzione di servizio per gli ospiti.
Stupisce
che Avogadro e Bogliolo abbiano incontrato il vice presidente regionale
Marylin Fusco, alla quale è indirizzata la mia interrogazione, e non
l’assessore alla Salute Montaldo o l’assessore al Bilancio Rossetti, più
competenti in materia.
Esprimo peraltro preoccupazione sul fatto
che l’Amministrazione voglia acquistare da Arte “uno o più locali tra
quelli posti in via Mazzini”, per destinarli alla sede dell’Arci Brixton, da “rumors” di palazzo. Sarebbe un passo in avanti perché vorrebbe dire che si è abbandonata la infelice e pazza idea di collocare questa associazione privata nella caffetteria di Villa Fisk, aquisita dalla amministrazione di centro destra insieme al parco per destinarla a scopi sociali
(la sezione primavera della scuola materna e i laboratori per la scuola
elementare di via Neghelli), ma si porrebbe il problema del “casino”
dei concerti dell’Arci Brixton in pieno centro di Alassio. Se assegnati
all’Arci Brixton non sarà certo “una struttura utile alla collettività
alassina”, come dichiarato dal Sindaco.
Marco Melgrati Consigliere Regionale
domenica 29 gennaio 2012
Albenga - La pioggia non ferma la fiaccolata per la Shoah. Il consigliere legista Mauro Aicardi tanto atteso non si è visto mentre il sindaco Rosy Guarnieri si è scagliata, nel suo intervento, contro il nazismo
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