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martedì 26 ottobre 2010

Il Giornale - L’«altro» Scajola


 
 L'on. Claudio Scajola in un'immagine di repertorio

di Sergio Maifredi 
 
Sono con Claudio Scajola. Credo in poche regole in compenso fisse: non si colpiscono gli avversari a terra, non si lasciano i propri feriti sul campo. 
Credo, come scriveva il giudice Falcone, che si muoia generalmente perché si è soli, perché si è lasciati soli.
In momenti come questi la prudenza, la strategia politica, imporrebbe un silenzio discreto. 
Forse ho una concezione masochista della politica. Quando nessuno puntava un soldo sulla vittoria del centro destra alle amministrative del 2007, ho deciso che era giusto metterci la faccia, metterci la faccia in un mondo, quello culturale, in cui oggi come allora, non unirsi agli sberleffi verso Berlusconi è già un atteggiamento sospetto. 
E ho deciso di candidarmi per la fiducia che ho in Claudio Scajola. Lo conosco dal 2003, da distante ovviamente, e ho sempre apprezzato la sua attenzione e il suo schietto entusiasmo per le mie più incoscienti idee artistiche. 
Dalla volta in cui inventai insieme al Teatro della Tosse uno spettacolo con oltre cento attori a bordo di una nave traghetto che da Imperia raggiunse in sette tappe Palermo, a quando feci attraversare piazza Dante a Oneglia da un funambolo in equilibrio a trenta metri di altezza. 
Pensai che candidarmi ave­va la stessa forza simbolica di un tatuaggio, un rito di passaggio a cui era vile e opportunista sottrar­si.
Dedicai, in cuor mio, a Clau­dio Scajola quella fatica e quel che ne conseguì. Ricordo due incontri. Il primo, formale, nel suo stu­dio di Imperia: sono sorpreso di sentirmi assolutamente a mio agio, i suoi occhi, mentre gli rac­conto i miei progetti per il Ponen­te Ligure, sono sorridenti, curio­si, infondono energia. 
La sua vo­ce ferma, decisa; le sue parole, da ligure, essenziali come montalia­ni ossi di seppia.  
Il secondo, casuale, in una asso­lata Oneglia d'agosto: è alla gui­da della sua macchina ed io ar­ranco verso la stazione, schianta­to dal caldo. Mi chiede che ci fac­cio io lì.
Fermi a parlare non ci si può stare, per via del sole a picco. Mi dice di salire e mi accompa­gna in stazione. Tutto qui, semplicemente. 
Credo che gli uomini si ricono­scano nella dignità con cui san­no affrontare il dolore, la caduta. 
E da judoista so che non importa quante volte cadi, l'importante è quanto in fretta ti rialzi. 
Sono con Claudio Scajola. 

Da www.ilGiornale.it  del  26 Ottobre 2010 

venerdì 5 febbraio 2010

ELEZIONI REGIONALI - Marco Scajola inaugura il point elettorale di Arma, domani tocca a Vallecrosia

 
Marco Scajola attorniato da due supporters 

Taggia - Il problema del centrodestra è l'astensionismo, convincete le persone ad andare a votare. 
C'è bisogno del voto di tutti per cambiare le cose in Regione. 
La giunta di sinistra è sempre stata avversa alla nostra Provincia, che non ha lo stesso colore.

Marco Scajola, candidato del PDL al consiglio regionale, ha inaugurato questo pomeriggio il suo quarto point elettorale (nei giorni scorsi ne ha aperto a Oneglia, Porto Maurizio e Sanremo). Domani sarà la volta del quinto, questa volta a Vallecrosia.
“Voglio essere il più vicino possibile alla gente, ho aperto point in tutte le arie di riferimento per incontrare chiunque voglia parlarmi. Io sono psicologo, quindi anche per deformazione professionale mi piace ascoltare. Faccio politica proprio perché amo essere vicino alla gente. 
Il problema del centro-destra spesso è l'astensionismo, convincete le persone ad andare a votare. C'è bisogno del voto di tutti per cambiare le cose in Regione. 
La giunta di sinistra è sempre stata avversa alla nostra Provincia, che non ha lo stesso colore politico. Ve lo può dire qualunque amministratore del Ponente, di qualunque partito. 
Io da tempo sono amministratore ad Imperia e vi posso garantire che molte delle belle cose che abbiamo fatto in questi ultimi anni, museo navale, palazzetto dello sport, eccetera, le abbiamo realizzate grazie a stanziamenti provinciali che risalgono all'era Biasotti, anche se Burlando e i suoi ogni tanto provano a prendersi i meriti
Biasotti al tempo della sua amministrazione ha avuto il torto di lavorare tanto senza pubblicizzare a sufficienza quanto fatto, cosa che invece riesce benissimo all'attuale governatore. 
Le Regioni, visto le riforme in corso, avranno sempre più potere, dobbiamo avere una Regione amica, quindi è indispensabile votare per Sandro Biasotti. Qualcuno lo accusa di non venire abbastanza da queste parti, ma è bene che Sandro si faccia vedere dove più conta, a Genova e La Spezia, dove la concorrenza è più agguerrita. La Provincia di Imperia comunque sarà fondamentale ai fini della vittoria.

Giorgio Giordano

Da www.Riviera24.it  del 05 Febbraio 2010