Visualizzazione post con etichetta Sandro Biasotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sandro Biasotti. Mostra tutti i post

venerdì 5 novembre 2021

Italia - Genova, Sandro Biasotti indagato per falso in bilancio

Il provvedimento nei confronti dell’ex presidente della Regione Liguria è arrivato al termina di una maxi-inchiesta nata per far luce su una presunta frode fiscale sulla compravendita di automobili

lunedì 6 maggio 2013

Alassio - Genova - Nomina di Biasotti al coordinamento Regionale. Melgrati: io e Valle non litighiamo, anzi, siamo sulla stessa lunghezza d’onda.


                       Marco Melgrati, presidente del Gruppo Consiliare PdL in Regione Liguria

Marco Melgrati, capogruppo del P.d.L. inRegione: la mia era una evidente provocazione per smuovere le acque. Comunque, la mia stima per Biasotti rimane alta. 
Sono contento che Valle si dichiari, come me, perfettamente d’accordo sull’utilità di avviare il più presto possibile la stagione dei congressi comunali. E che concordi sul fatto che lo richiedono a gran voce gli iscritti, i militanti e i tanti amministratori del territorio. Come tutti nel P.d.L. sappiamo era una promessa fatta all’indomani dei congressi provinciali ma del regolamento nazionale,necessario per indire le elezioni cittadine dei direttivi nessuna traccia.
E che sia un problema, o che rischi di diventarlo, o che qualcuno lo strumentalizzi; lo stiamo vivendo ad Alassio dove si è dovuto commissariare il partito per avere una strategia unitaria. Non discuto in alcun modo e non intendo entrare nel merito circa il lavoro svolto dal Presidente della Provincia Vaccarezza (ubi major),che ha una conoscenza abbastanza profonda del tessuto cittadino, ma sicuramentese la scelta dei candidati fosse stata fatta dal direttivo comunale del P.d.L., perlomeno per la parte degli iscritti che fanno parte della lista civica, non si sarebbe offerto il destro a chi, in mala fede, sostiene sui blog, sempre informa anonima, che Vaccarezza condizioni l’elezione di Alassio. 
E a scanso di equivoci voglio ribadire che il Candidato della Lista Civica Canepa Sindaco, Enzo Canepa, gode di tutta la mia stima e del mio appoggio incondizionato.
Voglio però ricordare a Valle che per statuto del Partito il coordinatore Regionale è scelto dal segretario nazionale. Nel passato è sempre stato così, e dire che il partito ligure ha ampiamente dimostrato di non digerire le scelte calate dall’alto lascia il tempo che trova.
E sicuramente Sandro Biasotti, in quanto equidistante, in quanto unico parlamentare ligure rimasto (a proposito di scelte calate dall’alto, e penso a Minzolini e Lainati), in quanto ex Presidente di Regione, potrebbe essere la persona più autorevole e giusta per guidare il rinnovamento del partito inaugurando una stagione dove una scelta partecipativa,meritocratica e che tiene conto del consenso elettorale personale si sostituisca alle nomine appunto calate dall’alto, qualunque siano.

                                                         Marco Melgrati, Presidente Gruppo P.d.L.
                                                                                Regione Liguria

lunedì 28 febbraio 2011

Genova, Biasotti su elezioni 2012: “Fare il sindaco è sempre stato il mio sogno”

 
 L'on. Sandro Biasotti del Pdl, 
sarà il prossimo candidato Sindaco a Genova ?

Genova. Sandro Biasotti prossimo candidato alle elezioni comunali 2012?Fare il sindaco di Genova è sempre stato il mio sogno, ma credo che per il rilancio di questa cittá ci sia bisogno di una figura nuova”.

E’ stata questa la risposta dell’onorevole del Pdl Biasotti, intervenuto questa mattina a Primocanale News Mattina, nel giorno in cui si riunisce il direttivo genovese del Pdl.

Elaboreremo un documento congiunto – ha dichiarato Biasotti – in favore dell’unitá, ma per il nome del candidato a sindaco a Genova bisognerá aspettare ancora un mese”.


Da www.Genova24.it  del 28 Febbraio 2011


giovedì 17 febbraio 2011

Popolo della Libertà - Un anno fà Sandro Biasotti rese noti i suoi test antidroga, e Cristina Barabino si complimentò così: "Ha dato il buon esempio"


PDL imperiese - Cristina Barabino 

Sanremo - "Desidero esprimere tutto il mio apprezzamento 
per la decisione del candidato alla presidenza della Regione
Sandro Biasotti di rendere noti i risultati del suo esame tossicologico" dice la Barabino

( ndr Alassio Futura:
Ricordando con stima e grande rispetto l'esempio di circa un anno addietro dato dal candidato del Popolo della Libertà dott. Sandro BIASOTTI che si era sottoposto volontariamente al test anti-droga, suggeriamo quale tratto distintivo, che tutti coloro che si candideranno alle Elezioni Comunali di Alassio della prossima primavera, dovrebbero dare altrettanto esempio di trasparenza e chiarezza personale sottoponendosi allo stesso tipo di test e rendendone pubblico l'esito ).


In riferimento alla decisione di Sandro Biasotti, candidato alla presidenza alla Regione Liguria per PDL e Lega Nord, di rendere noti i suoi test antidroga, Cristina Barabino, candidata PDL alle elezioni regionali, così interviene: “Desidero esprimere tutto il mio apprezzamento per la decisione del candidato alla presidenza della Regione Sandro Biasotti di rendere noti i risultati del suo esame tossicologico. Sono stata la prima in provincia di Imperia a sottopormi a tale test. Ritengo che ogni amministratore pubblico o, comunque, chiunque si candidi ad amministrare la cosa pubblica abbia il dovere di rapportarsi ai propri cittadini con trasparenza e chiarezza. Ciascuno di noi è chiamato a dare il buon esempio”.


di Mario Guglielmi

Da www.Riviera24.it  del 04 febbraio 2010

venerdì 11 febbraio 2011

Genova - Nasce «Liguria Moderata»


I costituenti  di "Liguria Moderata"

Un nuovo modo di fare politica.    
Certo l’affermazione non è proprio la novità assoluta perché ogni movimento che si affaccia alla ribalta questa frase la utilizza. 
I genovesi capiranno presto se «Liguria moderata - Movimento Cristiano Liberale» sarà l’ennesima patacca oppure un gruppo di persone che davvero hanno idee nuove per una città vecchia. 
Soprattutto impareranno a conoscere la quindicina di attivisti che hanno messo in piedi la nuova realtà all’interno della quale trovano posto diversi ex attivisti del movimento di Sandro Biasotti e due eletti nelle liste arancioni: il presidente del Municipio Centro Est Enrico Cimaschi e il consigliere provinciale Massimo Pernigotti. Presidente di Liguria Moderata è Andrea Cambiaso che presenta i 12 punti dei moderati: «Famiglia, rispetto della vita, sostegno alle piccole realtà imprenditoriali e integrazione fondata su diritti e doveri per gli extracomunitari sono i punti principali della nostra azione - spiega Cambiaso - .  Non saremo una lista civica ma un movimento politico che discuterà di temi e proposte a carattere regionale». 
Il simbolo ha un colore arancione sbiadito che tende al giallo (ogni riferimento agli ex arancioni è puramente voluto) con le tre caravelle al centro e la Liguria disegnata in basso: «Con le caravelle di Colombo vogliamo far partire il nostro viaggio - racconta Andrea Cevasco, responsabile dei rapporti con i mass media - . Non sapremo dove ci porterà, sappiamo solo di essere pronti a ragionare con chi condivide con noi valori, idee e problemi». 
Sulla barca di Liguria Moderata anche diversi giovani che saranno coordinati da Giuseppe D’Alascio mentre le donne troveranno il loro punto di riferimento in Alessandra Aonzo e i seniores in Francesco Tappani. 
A ponente si muoverà Giacomo Pronzalino, mentre il levante della regione è stato assegnato a Massimo Pernigotti.
A dare il benvenuto alla nuova realtà anche due esponenti illustri del Popolo della Libertà. 
Da Strasburgo l’onorevole Mario Mauro che in una lettera «benedice» l’associazione: «È fondamentale per chi fa politica riuscire a reagire in maniera propositiva al risentimento e al pessimismo che crescono all’interno della società italiana - scrive l’europarlamentare - . Il nostro impegno e la nostra missione da cattolici devono essere sempre testimoni: la difesa della vita, della famiglia, della dignità della persona». 
Da Roma anche il telegramma di Roberto Cassinelli che auspica un rapporto diretto tra il movimento e il Pdl.  
Ma su quali posizioni tenere al momento di tornate elettorale gli aderenti non si sbilanciano: «Siamo pronti a dialogare con tutti quelli che si riconoscono nei nostri 12 punti - prosegue Cambiaso -. Non saremo noi a cercare liste dove collocarci ma i partiti a dover cercare un dialogo costruttivo con noi». 
Contestualmente Cimaschi ha annunciato che il 3 marzo presenterà le dimissioni da presidente del Centro Est: «Non è una resa ma una dimostrazione che la nostra idea è quella di spersonalizzare la politica. Cerchiamo, se possibile, altre soluzioni per far lavorare il Municipio». 

Federico Casabella
Da www.ilGiornale.it  del 11 Febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011

Provincia, Penigotti (Lista Biasotti): “La sanità ligure e i pentiti dell’ultima ora”

 
 
Genova. Il consigliere provinciale Massimo Pernigotti (Lista Biasotti), commenta le dichiarazioni dell’onorevole Gabriella Mondello sulla sanità, anche del Levante ligure e sulle problematiche da risolvere.
Sono fortemente stupito che a distanza di svariati anni dal mandato di Sandro Biasotti quale Governatore della Liguria, in cui tra l’altro l’onorevole Gabriella Mondello era in maggioranza e autorevole rappresentante ed esponente di Forza Italia, oggi si lasci andare a considerazioni di basso cabotaggio attribuendo colpe e vergogne a chi tra l’altro ha sostenuto da inizio a fine”.

Non dimentichiamoci degli investimenti che Biasotti ha effettuato per l’ospedale di Recco, per il nuovo ospedale di Rapallo, per le strutture ospedaliere delle altre    provincie liguri come per  l' ospedale di Levanto e San Paolo di Savona, per l’implementazione delle strutture cittadine genovesi, tra le quali hanno visto ristrutturazioni ed ampliamenti ospedali come il Villa Scassi, il San Carlo di Voltri, l’ospedale di Sestri Ponente e il S. Martino. 
Infine, non da ultimo, l’esperienza della Casa della Salute sorta in zona Fiumara, eredità che pare non dispiaccia alla Giunta Burlando. Non dimentichiamoci di nulla per piacere”.
Sarebbe opportuno che chi governa e ha cambiato indirizzo politico strada facendo, peraltro legittimamente, si occupasse dei problemi della Liguria e del territorio cercando delle soluzioni ai disagi, senza andare a rivedere quello che è accaduto sette od otto anni prima e per giunta con il proprio avvallo politico e con il proprio sostegno personale”.

1 febbraio 2011

Pernigotti Massimo

Da www.Genova24.it  del 01 Febbraio 2011

domenica 12 dicembre 2010

Scajola torna e riaccende l’orgoglio del Pdl


L'on. Claudio Scajola sul palco della manifestazione durante il suo appassionato
intervento politico

Ma qui, a Genova, dove si sono radunati in massa dirigenti e simpatizzanti da tutta la Liguria, l’entusiasmo, lo sventolio di bandiere di partito, il tripudio, ed anche - perché non dirlo, se c’era, e sì che c’era - un pizzico di commozione, virano fin da subito in uno specialissimo «bentornato» a Scajola 
A dettare i tempi dei relatori - consiglieri regionali, provinciali e comunali, sindaci, presidenti di Provincia, che vengono prima degli interventi dei parlamentari - è l’onorevole Michele Scandroglio, coordinatore regionale del partito, qui in funzione di regista e maestro di cerimonie. A proposito: troppo buono. Non gli riesce quasi mai di farsi ubbidire, se si tratta di restare nei tempi previsti per occupare il podio. Ma il pubblico è più che indulgente, è disponibile persino a perdonare gli irriducibili appassionati della ribalta e di quel po’ po’ di marea di spettatori.
Dato al presidente del Consiglio, che appare in un videomessaggio, quello che gli spetta, e quindi il giusto spazio e il totale appoggio in vista della votazione di fiducia di martedì, è comunque sull’ex ministro e tuttora leader del Popolo della libertà in regione - come confermano unanimi i colleghi di partito e la «piazza» -, è su di lui, dunque che si concentra l’attenzione, è Scajola di cui si auspica, si invoca, si pretende quasi il ritorno a tempo pieno nell’arena della politica attiva che più attiva non si può, proprio ora che c’è ansia da terremoto.
Quella di ieri mattina, del resto, è la prima uscita ufficiale dell’ex ministro dopo l’amarezza delle dimissioni, dopo le polemiche sulla casa acquistata vicino al Colosseo. Ecco perché la presenza sul palco, al microfono, in mezzo alla gente, diventa una sorta di «dove eravamo rimasti?» che riprende le fila del discorso mai definitivamente interrotto.
Certo Scajola, quando prende la parola, pare che sia ancora sopraffatto dal sentimento. Attacca con un’analisi lucida, rigorosa, sulle realizzazioni del governo, ricorda in particolare l’impulso dato alla ripresa del Paese specialmente in campo energetico, lui che è stato titolare dello Sviluppo economico e protagonista del ritorno al nucleare. 
 Poi passa ai temi di partito: «Ci vuole una struttura efficiente, e per questo bisogna scegliere i dirigenti». Deve chiudersi, par di capire, la parentesi dedicata alle nomine dall’alto. E inoltre: «Sono convinto che si apra una fase interessante di consolidamento del Pdl proprio su questo nuovo elemento che sarà la fiducia al governo. Su questa base dovremo costruire un partito che passi dalla provvisorietà alla organicità».
Svolta indispensabile anche a livello nazionale: l’onorevole Scajola, che ben conosce come funziona e ci si muove in parlamento, dà un messaggio di ragionevole ottimismo sull’esito del confronto maggioranza-opposizione: «Il 13 e il 14 avremo la fiducia, anche se forse non con i numeri dell’ultima volta. Ma se non ci sono i numeri sufficienti, allora si va al voto subito, perché - insiste l’ex ministro, finalmente in crescendo - il potere è del popolo, non di certe istituzioni che vogliono vincere con sistemi antidemocratici!». Ancora: «Sarebbe un attentato alla Costituzione se chi ha perso le elezioni governasse il Paese».
Non fa nessun nome. Ma non c’è dubbio sull’oggetto (più che «soggetto») del riferimento: quel Gianfranco Fini che di lì a poco nel pomeriggio - con un pubblico dimezzato rispetto al mattino - si sarebbe trovato ospite della stessa sala. A parlare di alcolismo. Dopo aver ubriacato la coerenza.

Ferruccio Repetti
Da www.ilGiornale.it  del  12 Dicembre 2010

PDL - Genova - Manifestazione a Palazzo Ducale - Sala del Maggior Consiglio - L'intervento dell'on. Claudio Scajola

A coronamento della riuscita manifestazione del Popolo della Libertà della Liguria a Genova è giunto l'intervento dell'on. Claudio Scajola, applauditissimo al suo rientro sulla scena pollitica regionale e nazionale.
Grande consenso ed ovazioni dai presenti, in questa sala gremita di personaggi politici di spicco, di attivisti e sostenitori / elettori, per i temi trattati da Scajola in un crescendo che ha coinvolto emotivamente tutta la platea. 
Grandi riconoscimenti di leadership e lealtà a Claudio Scajola dai politici presenti e non ultimo quello del sen. Grillo. 

(qualora il TG in diretta di Sky dovesse disturbare l'ascolto del video, si prega voler interrompere 
                 Sky sulla colonna di destra, premendo il bottoncino nero sotto il riquadro TV)

Cento voci per dire «sì» al governo e «no» ai traditori


Sandro Biasotti durante l'intervento a sostegno del Governo Berlusconi

A dare il «la» e accendere l’entusiasmo ci pensano subito loro, le «quote rosa»:  
Lilli Lauro, consigliere comunale e grazia da vendere con un temperamento da mastino napoletano in tacco dodici.
E poi Renata Oliveri, già candidata alla presidenza della Provincia e riconosciuta manager di vaglia.
Le due apripista sono seguite a ruota da Roberta Gasco, consigliere regionale in attesa di bebé, orgogliosamente presente in prima fila e in ottima forma: «Sono qui a rappresentare le donne, le mamme, i giovani»; 
infine Raffaella Della Bianca, anche lei consigliere regionale in grande spolvero, particolarmente risoluta nell’opposizione alla squadra e alla maggioranza di Burlando: «Il governo e il Pdl hanno difeso i valori della famiglia e della vita. Oltre c’è il buio». 
Tutte e quattro prendono fra i primi la parola ieri mattina alla manifestazione del Pdl al Ducale e accomunano nelle lodi Berlusconi e Claudio Scajola, trascinando il pubblico alla prima delle standing ovation per l’ex ministro che torna in campo. 
Ma è solo l’inizio: mentre l’onorevole Michele Scandroglio, in veste di coordinatore-regolatore degli interventi al microfono, irride «chi dubitava del successo della nostra iniziativa» e si compiace di vedere fra il pubblico l’«arancione» Massimo Pernigotti - «questa è la sua casa» -,
Paolo Strescino, sindaco di Imperia, e l’omologo di Ventimiglia Gaetano Scullino rivendicano l’appartenenza a «una provincia mai occupata» dalla sinistra. 
Raccoglie la sfida Angelo Vaccarezza, al vertice dell’amministrazione provinciale di Savona, che parla a sua volta di «provincia liberata». Ma aggiunge: «Senza avere sulla scheda, col mio nome, il simbolo che richiamava Berlusconi non sarei diventato presidente, ma senza Scajola non sarei diventato nemmeno sindaco». 
Si accende Marco Melgrati, robusto consigliere regionale, riferendosi al Fli: «Chi ha tradito è un infame». 
Intervengono anche i colleghi Luigi Morgillo e Roberto Bagnasco, che espone un manifesto con le effigi di Bersani, Vendola, Di Pietro e Granata: «L’arrampicata sugli specchi». 
Si associa un campionario di voci. A cominciare da quelle dei parlamentari. 
Roberto Cassinelli: «Martedì si deciderà il cammino delle riforme», e rivolto a Scajola: «Io con te verrei anche all’inferno, ma intanto mandiamoci i traditori all’inferno!». 
Luigi Grillo: «Siamo a un tornante della Storia, come sostiene Giulio Tremonti. Guardiamo avanti e, se dovessimo superare il Pdl, affidiamoci a Claudio e riconosciamoci nel Partito popolare europeo».
Giorgio Bornacin, durissimo contro il presidente della Camera dopo «40 anni di percorso politico e di vicinanza» condivisi anche con Gianni Plinio che è seduto in sala: «Ho la morte nel cuore. Come fa - sbotta Bornacin - uno come Fini a venire qui, oggi, a parlare di etica, dopo la vicenda della casa di Montecarlo? Ha dato un calcio ai valori, si vergogni!». 
Gabriele Boscetto: «Fini è incompatibile con le linee guida storiche del centrodestra». 
Franco Orsi: «Questa Italia non vuole tornare indietro». 
Rincara la dose Sandro Biasotti: «Sto con Silvio Berlusconi come presidente del Consiglio, ma anche come persona. Io che non l’avevo votato, nel 2000 ho capito che è un uomo straordinario, un extraterrestre, un vincente. Ha inventato il tifo in politica. Ma ve le ricordate le trasmissioni televisive ai tempi della Dc?». C’è anche spazio per un piccolo infortunio verbale, accolto dal pubblico con mormorii di simpatia, quando l’ex governatore della Liguria dichiara: «Io, da presidente della Repubblica, ho avuto modo di apprezzare Berlusconi, uno che fa cucù, ma è un cucù che porta soldi al Paese». 
L’apoteosi è ancora una volta per Scajola: «Se ci fossi stato tu, Claudio, questo casino di Fini non sarebbe successo». Alla fine i giovani del partito, guidati da Alessandra Luti, si stringono intorno al leader ritrovato. 
E Scajola si fa coinvolgere volentieri anche davanti a fotografi e telecamere. 
Era il giorno del sostegno al governo, ma è diventato anche un po’ il «suo» giorno e di chi non l’ha mai voluto abbandonare. 

Ferruccio Repetti
Da www.ilGiornale.it  del 11 Dicembre 2010

PDL - Si al Governo Berlusconi Genova 11 Dicembre 2010 - del Senatore Giorgio Bornacin

Grande intervento del Senatore Giorgio Bornacin, ex AN, oggi paladino del Popolo della Libertà, che ha rimebrato le tante vicissitudini politiche vissute assieme a Gianfranco Fini, ed oggi il rammarico e la presa di distanza dalle posizioni politiche di Fini, considerate scellerate.

(qualora il TG in diretta di Sky dovesse disturbare l'ascolto del video, si prega voler interrompere 
                 Sky sulla colonna di destra, premendo il bottoncino nero sotto il riquadro TV)

venerdì 10 dicembre 2010

GOVERNO - Domani Scajola a Genova per manifestazione a sostegno esecutivo

 
 L'on. Claudio Scajola

Genova, 10 dic. - (Adnkronos) - Sara' Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo Economico, a concludere la manifestazione ''Difendi il tuo voto difendi il tuo governo'', organizzata dal Pdl per domani mattina al Palazzo Ducale di Genova a sostegno del governo Berlusconi.
A partire dalle 10 si alterneranno sul palco della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale gli esponenti del Pdl ligure: 
Matteo Campora, Luigi Sappa, Fiammetta Maggio, Angelo Vaccarezza, Maurizio Zoccarato, MariaGrazia Frijia, Giuseppe Rotunno, Gaetano Scullino, Renata Oliveri, Sauro Mannucci, Mentore Campodonico, Paolo Strescino, Oreste Micacchi, Lilli Lauro,
i consiglieri regionali Roberto Bagnasco, Raffaella Della Bianca, Gino Garibaldi, Roberta Gasco, Marco Melgrati, Luigi Morgillo, Franco Rocca, Alessio Saso, Marco Scajola, Matteo Rosso e a seguire tutti 
i parlamentari liguri, Giorgio Bornacin, Gabriele Boscetto, Luigi Grillo, Franco Orsi, Sandro Biasotti, Roberto Cassinelli, Eugenio Minasso, Michele Scandroglio e Claudio Scajola. 
Gli interventi evidenzieranno le iniziative e le strategie del governo.

Da www.libero-news.it  del 10-12-2010

giovedì 9 dicembre 2010

Scajola sfida Fini nel salone di palazzo Ducale

 
 Da sin.: Minasso, Scandroglio, Cassinelli e Sandro Biasotti, ex governatore della Liguria

Il Pdl a livello nazionale per i prossimi 11 e 12 dicembre lancia una mobilitazione lunga due giorni: convegni e gazebo in tutte le città italiane per dire «Sì al governo Berlusconi». 
In Liguria oltre all’appuntamento genovese al quale parteciperanno simpatizzanti e militanti di tutte le province liguri, verranno distribuiti 150 gazebo in tutta la regione per raccogliere firme.
«Se Berlusconi non avesse la fiducia, immaginando che il sommo poeta Dante potesse scrivere un aggiornamento alla Divina Commedia, certamente in fondo agli inferi metterebbe i traditori degli italiani» incalza il deputato Roberto Cassinelli, mentre Eugenio Minasso aspetta al varco i «saltatori della quaglia » e Sandro Biasotti ricorda ancora come l’attuale crisi « sia personale e di potere, non politica ».
I deputati e i senatori liguri sono gli stessi che sabato prossimo daranno vita ad una maratona oratoria che si terrà dalle 10 al Salone del Maggior Consiglio di palazzo Ducale e le cui conclusioni saranno tratte da Claudio Scajola, in una giornata che sa tanto di derby.
A breve distanza di tempo, infatti, arriverà a Genova Gianfranco Fini, presidente della Camera che nel pomeriggio di quel giorno sarà nella stessa sala occupata dai pidiellini ospite di un’associazione genovese. 
Ovviamente i riflettori saranno puntati su quale dei due eventi otterrà maggiore successo di pubblico, se i sostenitori del Governo o il suo scardinatore: «Non vogliamo fare confronti, la scelta concomitante di sede è del tutto casuale. In molti andranno ad ascoltare Fini che è qui non in un contesto politico. Ho amici che volevano presentarsi per contestarlo ma invito tutti a non creare azioni di disturbo» ammonisce l’onorevole Scandroglio
La battaglia dei numeri sarà drastica anche se c’è chi, in Futuro e Libertà, si starebbe già lamentando perché Gianfranco Fini non avrebbe pensato ad un momento ufficiale per incontrare nello stesso giorno gli esponenti del suo partito che questa mattina a Genova si incontreranno allo Star Hotel di Corte Lambruschini e si dovranno accontentare di ascoltare Roberto Menia. 

Federico Casabella
Da www.ilGiornale.it del 05 Dicembre 2010

mercoledì 8 dicembre 2010

Il test «Per Genova girando in Mini»

      
Sandro Biasotti

C'è voluto un cacciatore di brand di prestigio come Sandro Biasotti, concessionario BMW e Mini nella sua nuovissima Autobi di Campi, per portare la Mini in tour a Genova. 
Otto tappe otto-città italiane per presentare la rinnovata gamma Mini, declinata tra design e motori e accessori. Che il tempo non s'è fermato allora, ma di quell'allora Mini s'è tenuta l'anima, cucendole addosso l'esuberante follia del nuovo millennio. 
Autobi si prende il marchio e Biasotti confessa: «Tempi duri, ma incontrando i manager BMW abbiamo deciso di iniziare con coraggio e ambizione. Che abbiano scelto Genova per questo esclusivo evento promozionale è significativo, considerato che spesso la nostra città viene esclusa da certi circuiti».
Lo conforta il brand manager di Mini Michele Fuhs che amplifica il contatto e lo riconduce in famiglia, quella di Mini, dove «l'auto non è solo un mezzo per spostarsi. Ma un modo di vivere». 
Dove puoi divertirti senza consumare molto e dove i prezzi oscillano tra i 17.000 e i 29.000 euro. 
È la nuova famiglia Mini in viaggio; ecco le otto tappe documentate nel backstage e nelle case private che si aprono a Mini per il lunch. Come quella di Ludovica Mantovani, la figlia di Paolo, il grande presidente della Samp dello scudetto. 

 
La nuova MINI Cooper

A Sant'Ilario, pennellata tra gli ulivi, tempestata di Mini in legno fatte da Ludovica e dalle Mini parcheggiate nella strada più stretta di Genova. Fuhs, la slide via l'altra di un'auto il cui muso-impronta non rinuncia al passato: «Abbiamo copiato talmente bene la vecchia da riprodurne anche i difetti - ironizza il direttore - Corretti subito naturalmente». 
La racconta nel suo essere Mini Clubman, Cabrio e Countryman (eccezionale crossover a trazione integrale), cui si aggiungono i tre modelli sportivi della John Cooper Works, tetto rosso su carrozzeria nera, «il nostro cavallo da corsa». 
Non resta che provarle: da Campi a Villa Mantovani, pioggia battente, ora di punta e vietata autostrada. Sola? Sola. Ne acchiappi una gialla, 1600 diesel con tettuccio. Interni in pelle nera e sedili design; al centro del cruscotto nero il tachimetro a prova di cieco intorno a mega navigatore a prova d'errore. Inserisci chiave, schiacci pulsante e la Mini scatta; ti fermi al semaforo, metti in folle, silenzio. Beh? È la tecnologia Minimalism che riduce il consumo, 3,8 litri per 100 chilometri, e le emissioni di CO2, 99 grammi al chilometro. 
Via per Sant'Ilario; perfetta, se fosse buio, per provare i nuovi fari rotondi che in curva, a mo' di occhio, seguono la strada. Smanetti sul cruscotto, lettore Cd che legge anche file mp3, un software che sintonizza le radio del mondo, il viva voce Bluethooth e la possibilità di analizzare costi-consumi-andamento con l'Iphone: un Mini Connected dove comunicazione e intrattenimento agganciano il tuo reale. 
Fino a Villa Mantovani sfacciata su quel mare grigio di pioggia, schizzata della colorata allegria Mini che si veste d'arancione e sbanca. Resoconti di performance, e il lungo viaggio italiano di Mini a fare famiglia. Da Genova per raccontare anche un po' Genova. 

Maria Vittoria Cascino
Da www.ilGiornale.it  del  08 Dicembre 2010

domenica 24 ottobre 2010

LA MANIFESTAZIONE A IMPERIA: a Scajola la solidarietà dei “fedelissimi” del Pdl savonese

 

L' on. Claudio Scajola durante il suo intervento conclusivo alla manifestazione 
di amicizia e solidarietà nei suoi confronti

Con il presidente della Provincia Vaccarezza
anche Melgrati, Schneck, Montaldo e Santi

IMPERIA. Il fronte per esprimere solidarietà all’ex ministro Claudio Scajola sul porto di Imperia, ha fatto registrare ieri decine di presenze di amministratori e iscritti al Pdl anche della provincia di Savona.
Tra i primi a raggiungere Calata Anselmi il presidente dell’amministrazione provinciale, Angelo Vaccarezza, e poi, tra quelli riconoscibili in mezzo alla folla, il sindaco di Alassio, Gianni Aicardi assieme all’ex Marco Melgrati ora consigliere regionale, il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Santiago Vacca, il vicesindaco di Albenga, Roberto Schneck, e gli assessori provinciali, Livio Bracco, Pietro Santis e il coordinatore Pdl di Albenga Silvano Montaldo.
«Siamo tutti figli di Scajola. Per questa terra ha fatto tanto e a lui dobbiamo essere riconoscenti comecittadini.Così è per me e così sarà anche per i miei figli. Ha lavorato per noi e non per le sue tasche. È stato un ministro, ma ha sempre conservato l’umiltà e la capacità amministrativa di un sindaco come è giusto che sia. Ci sono componenti politiche che sono invidiose per il suo `saper fare´». Ha detto Vaccarezza intervenuto sul palco.«Scajola è uomo capace e serio. Ha seguito opere, interventi e progetti per la sua gente e la  sua terra: dall’Aurelia Bis, all’aeroporto di Villanova d’Albenga e in questo caso ha lavorato per un approdo che può davvero fare la differenza con quelli della vicina Costa Azzurra e che può favorire il rilancio dell’economia non solo di un capoluogo di provincia. Un vanto per tutta la Liguria». 


 
 
L’ex sindaco di Alassio, oggi consigliere regionale del PdL, Marco Melgrati, sale sul palco con una grinta da rugbysta. 
«Come sindaco ho ricevuto ben 18 avvisi di garanzia ma non sono mai stato rinviato a giudizio, per ora, per un reato connesso con la pubblica amministrazione.
Ora i giudici della procura di Savona mi vogliono rinviare a giudizio per concorso morale in abuso edilizio sulla vicenda del
GrandHotel. Sono convinto che, da ministro dello Sviluppo Economico, Scajola si sia creato, suo malgrado, tante inimicizie. Scajola ha fatto molto, non solo per Imperia, ma anche per Alassio e la Liguria. Per la mia città ha trovato i fondi per l’Aurelia Bis, che era stata tracciata e quasi completata: sarebbe rimasta una grande incompiuta. Mi hanno dato del mafioso, su internet: l’unico legame che ho con la Sicilia è mia moglie, siciliana ».

Da www.ilSecoloxix.it  del 24 Ottobre 2010


domenica 20 giugno 2010

«SCELGO ROMA PER AIUTARE IL PDL LIGURE»




Biasotti: «Si può vincere. Ma il partito deve aprirsi»

«Ho chiesto consiglio rivela Biasotti anche all’ex ministro Scajola, che per me resta un punto di riferimento. Ora sono convinto di avere fatto la scelta giusta. Continuerò a fare politica con entusiasmo, perché me lo chiedono tanti sostenitori che mi fermano per strada.Vorrà dire che mi dividerò tra Roma e Genova. Tre giorni là, quattro qua». Biasotti, meglio onorevole che consigliere? «No, la scelta è conseguente a una domanda: dove sarò più utile per la mia terra? Restare a Genova sarebbe stato più comodo: una pensione garantita dopo cinque anni sicuri da consigliere regionale, la possibilità di restare vicino alla mia famiglia e alla mia azienda. Ma a Roma si prendono le decisioni. Lo dice anche Berlusconi, che ha ben presente la situazione del Pdl in Liguria e che mi ha chiesto di presentargli un dossier per capire come può intervenire».
Cosa scriverà nel rapporto Liguria che sta preparando per il Cavaliere?
«Gli parlerò soprattutto degli obiettivi possibili da raggiungere. Partendo da una premessa: a me interessa vincere. Alle Regionali in Liguria abbiamo perso una battaglia ma siamo usciti a testa alta, con il 48 per cento dei voti. Questo significa che, in una regione storicamente di centrosinistra, le coscienze si stanno risvegliando. E sono sicuro che potremo vincere la guerra non appena i nodi del centrosinistra verranno al pettine.
Tra un anno si vota a Savona, tra due a Genova. Se non commettiamo errori, abbiamo grandi possibilità».
Quali sono gli errori che il Pdl non deve rifare? «Dobbiamo lavorare per includere, non per escludere. Questo significa accettare l’esistenza nella coalizione anche di partiti più piccoli. La politica di Burlando è stata vincente: lui ha preso tutti. Noi invece abbiamo avuto un po’ di puzza sotto il naso, abbiamo pensato che si poteva rinunciare a chi non era di estrazione Forza Italia. Abbiamo fatto terra bruciata intorno all’Udc, a personaggi conosciuti e votati come Mondello e a Boitano. Dimenticando che non siamo in Lombardia o in Veneto. In Liguria questa coalizione ha vinto quando ha aperto le sue porte, nel 2000 e nel 2008».
Oggi non succede più? «Quando sento che qualcuno si “schifa” perché accettiamo il contribuito di ex del centrosinistra come Facco e Ghio, mi dico che andiamo nella direzione sbagliata». A Genova ci sono polemiche anche per il movimento dei suoi “arancioni”. Dicono che devono fare la tessera del Pdl. E a Genova, nel municipio Centro Est, è stato sfiduciato il presidente Aldo Siri, candidato regionale nella sua lista.
«Io penso che il Pdl sia un partito di libertà e di emozioni, non un partito fatto di tessere. Gli arancioni, come quelli che provengono da An e altri ancora, sono alleati, non avversari.
E la gente va avvicinata al partito, non mandata via perché non ha una tessera in tasca. Non siamo mica in Russia.Ci vuole più lungimiranza e più generosità. Scajola, da questo punto di vista, era un esempio». Quanto manca Scajola, al Pdl ligure?
«Lui con me è stato leale e io gli sarò sempre vicino. Non posso dire molto della sua vicenda, tranne che ho fiducia in lui: è un uomo troppo intelligente per avere commesso gli errori di cui lo si accusa. Ma, oltre all’aspetto personale, va detto che senza di lui siamo in difficoltà. Anche negli ultimi tempi ha risolto molti casi spinosi, in Liguria non c’è un leader che possa prendere il suo posto. Per questo sarebbe ancora più  necessario fare gruppo. Purtroppo non succede. E la mancanza di un riferimento nel governo non aiuta». A livello di governo la Liguria esprime già due sottosegretari: i leghisti Belsito e Viale.
«Io parlavo del Pdl. Gli alleati della Lega sono stati abili a trovare spazio. E devo dire che si stanno  comportando da gentiluomini.
Perché davanti alla porta hanno la coda di liguri, e se volessero potrebbero spostare molti voti. Ma non  è possibile che il Pdl non abbia un esponente nel governo. Non chiedo niente per me, ovviamente. Ma personalità come Grillo, Bornacin, Boscetto, Orsi potrebbero dare un contributo importante alla squadra di governo».
Pensa a un ligure come ministro alle Attività produttive? «No, quello è un ruolo delicatissimo, sceglierà  Berlusconi. E poi sarebbe anche poco elegante nei confronti di Scajola. Ma, per fare un esempio, vedrei bene Grillo come sottosegretario ai Trasporti».
E Musso? Pensa che non possa entrare nel governo? «Mi sembra che ci debba essere una priorità verso chi ha lavorato per anni. Musso secondo me resta il miglior candidato a sindaco di Genova». Veramente lui ha detto che vuole rinunciare a fare il sindaco.
«Ha fatto benissimo a dirlo, lo avrei fatto anch’io, c’erano troppe voci critiche. Però resta il candidato migliore. Io aggiungo una proposta: quello di lanciare in “ticket” con Musso anche Renata Oliveri: una persona indipendente e di grande capacità. Una buona abbinata è fondamantale per vincere». E il ruolo di Biasotti quale sarà? «Dire che farò il padre nobile mi sembra eccessivo, sono ancora giovane. Diciamo che sarò uno zio nobile. Faccio parte della direzione nazionale del partito, alla Camera sono nella Commissione trasporti. Metterò questo lavoro al servizio della Liguria».
Continuerà il dialogo aperto con Burlando? «Mi sembra che la maggioranza abbia rinunciato al dialogo quando, in una situazione gravissima per i conti della Sanità, ha confermato tutti i direttori generali delle Asl».

Andrea Castanini

Da www.ilSecoloxix.it  del 20 Giugno 2010

sabato 1 maggio 2010

Parlamentari liguri del Pdl a sostegno di Claudio Scajola

Liguria - “Lascia attoniti una azione 
così violenta nei confronti 
di un Ministro della Repubblica
e della sua famiglia.” 

Queste le parole dei senatori Giorgio Bornacin, Gabriele Boscetto, Luigi Grillo, Enrico Musso, Franco Orsi e i deputati Sandro Biasotti, Roberto Cassinelli, Eugenio Minasso e Michele Scandroglio.
“L’azione di Governo del Ministro Claudio Scajola sempre tesa alla difesa e al consolidamento degli interessi nazionali – continuano i parlamentari liguri - evidentemente cozza contro diverse logiche di potere i cui contorni non sono palesi.”
“Non mancherà mai al Ministro Claudio Scajola – concludono - il sostegno della sua terra e della sua gente che ne ha sempre apprezzato l’agire improntato a competenza e rettitudine.”

Redazione

Da www.cittadella spezia.com  del 30-04-2010

sabato 17 aprile 2010

Musso «scarica» Fini: «Dal Pdl non mi schiodo»

 
 Il senatore Enrico Musso resta nel Pdl. Punto. 
 
Lui, che i «rumors» indicavano fra i più accreditati papabili nella nuova, eventuale, possibile (o forse impossibile) formazione politica autonoma guidata da Gianfranco Fini, prende le distanze e fa sapere chiaro e forte di voler restare cardinale: oggi nel Popolo della libertà, e domani, magari, a Palazzo Tursi come sindaco.  
Le dichiarazioni ufficiali del senatore non lasciano scampo a chi lo aveva già aggregato fra i seguaci più fedeli del presidente della Camera: «Spero - scrive Musso in una nota ufficiale diffusa ieri - che non ci sia alcuna scissione all'interno del Pdl. Gli elettori del Pdl, con il loro voto del 13 e 14 aprile 2008, hanno indicato chiaramente di volere un forte partito, guidato da Silvio Berlusconi, per realizzare il programma di governo allora presentato. La scissione - sottolinea ancora Musso - indebolirebbe la capacità di governo del Pdl e metterebbe implicitamente in discussione il leader della coalizione e Presidente del Consiglio Berlusconi. Due cose che gli elettori hanno indicato con chiarezza di non volere». 
Proprio per questo, conclude il senatore, «è preferibile che le difficoltà sulla realizzazione del programma di governo presentato nel 2008 siano affrontate attraverso un dibattito aperto e trasparente all'interno del Pdl».
Perde, dunque, un «pezzo da novanta» l’esercito (si fa per dire) dei presunti finiani liguri, disposti a seguire la chimera della scissione dal Popolo della libertà. In questo esercito - che, sempre mutuando dal linguaggio militare, potrebbe rivelarsi un modesto plotone - sono già stati un po’ troppo frettolosamente intruppati anche Sandro Biasotti ed Eugenio Minasso, entrambi parlamentari eletti nel 2008. I quali peraltro non hanno per il momento avallato propositi separatisti dalla casa madre. Minasso ha concesso solo un: «Oggi come oggi non lo farei, ma vorrei vederci chiaro».
In attesa della definitiva chiarificazione a livello nazionale, il fermento politico a livello locale percorre altre strade... Quelle di Facebook, ad esempio, in cui il presidente del Municipio Valpolcevera Gianni Crivello, candidato (trombato) alle ultime regionali nella lista «Noi per Claudio Burlando», sta spopolando in quanto a numero di «amici». Peccato, starà pensando lui, che tutti questi sodali non abbiano dimostrato l’amicizia al momento del voto, visto che Crivello s’è dovuto accorgere di avere più amici che consensi elettorali. E già che siamo in tema di voti delle regionali, conviene riferire l’analisi specifica condotta - anche in veglie notturne, si presume - da Pier Giorgio Razeti sui risultati usciti dalle urne nei seggi del Lagaccio, dove più intensa era la sensibilità nei confronti del problema-moschea
Ebbene, risulta che i voti ottenuti dalle liste pro-moschea sono stati 7998 rispetto agli 11.109 ottenuti nel 2005, mentre l’area-no alla moschea ha ottenuto praticamente gli stessi consensi, 7989, ma in forte crescita rispetto ai 6151 delle scorse regionali. Ancora più accentuato il divario, a favore dei «no moschea», nel calcolo (che gentilmente vi risparmiamo) al netto delle astensioni. Smentendo, tanto per cambiare, Marta che aveva parlato di netta vittoria dei pro moschea al Lagaccio. 
 
Ferruccio Repetti

Da www.ilGiornale.it  del 17 Aprile 2010