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sabato 14 agosto 2021

Italia - Vittorio Colao: certificati online per tutti i residenti. La sfida digitale? Vinceremo, come alle Olimpiadi

Ha contribuito a creare e poi ha guidato il maggior gruppo telefonico globale. E da sei mesi sta tentando di traghettare uno dei Paesi a più alta burocrazia e complicazione al mondo, la nostra Italia, verso un luogo più semplice da vivere e più in grado di competere con le altre nazioni. Il tutto grazie a quella parola magica frequente quanto spesso mal compresa e sottovalutata che si chiama «tecnologia» sposata all’altra ancora più usurata che è «digitale». Vittorio Colao fa parte di quelle persone che non possono essere definite generazione digitale per questioni di età, ha 59 anni, ma è stato ed è uno dei protagonisti dell’hi tech mondiale. Racconta a volte con autoironia quando si trovò a fare anticamera da Steve Jobs, pur essendo uno dei maggiori clienti al mondo di Apple. O quando negoziava accordi ma duellava sulle regole con i giovani creatori di Google e Facebook, Larry Page e Mark Zuckerberg. Oggi il compito è, se possibile, ben più difficile. Fare in modo che la tecnologia sia il compagno di viaggio che semplifica la vita ai cittadini, che il digitale faccia da motore allo sviluppo in un Paese che ha tante eccellenze ma fa fatica a farle diventare sistema e che l’innovazione non sia più guardata con sospetto. A rendere concreto il fatto che la tecnologia se ben guidata è il cuore del nostro vivere quotidiano. E quando ci sono di mezzo cittadini e imprese la concretezza è tutto.  

sabato 24 marzo 2012

Il Sole 24 ore - Se Apple fosse italiana in cassa avrebbe 25 miliardi in meno (per le tasse)... E gli Usa sarebbero sbarcati su Marte

Se Apple fosse un'azienda italiana la sua cassa sarebbe meno pingue. Ai 97,6 miliardi di dollari annunciati ieri dall'ad Tim Cook dovrebbe sottrarre 24,7 miliardi. E la differenza andrebbe in un'altra cassa, quella del fisco italiano.
Le tasse pagate da Apple negli ultimi cinque anni
Dai dati di bilancio di Apple è emerso che negli ultimi cinque anni l'azienda fondata da Steve Jobs ha versato in tasse 20,9 miliardi di dollari. Pagando aliquote comprese tra il 24,2% e 31,75% (vedere la tabella allegata per i dettagli). Riuscendo a pagare un'aliquota inferiore rispetto a quella media degli Stati Uniti, che si attesta intorno al 35%.

Grafici

I numeri di Apple

Quanto avrebbe pagato in Italia
E se Apple fosse stata un'azienda italiana, con sede a Roma anziché a Cupertino? Le cose sarebbero state sensibilmente diverse. Applicando l'aliquota media calcolata da Confindustria relativa alla pressione fiscale sulle aziende italiane pari al 58% nel 2011 Apple avrebbe dovuto versare, solo negli ultimi cinque anni, ben 24,7 miliardi di dollari in più.
Se poi si considera la stima ancor più gravosa per le imprese elaborata dalla Cga di Mestre e pari al 68,5% la Mela si troverebbe oggi in cassa 33 miliardi in meno, quasi quanto la manovra salva-Italia.
Il risparmio fiscale rispetto alla situazione italiana emerge anche dal confronto diretto con Eni, la prima società nostrana per capitalizzazione di Borsa, che dagli utili deve sottrarre il 44% di tasse. Se Apple avesse pagato la stessa aliquota avrebbe versato all'Erario di Washington quasi 14 miliardi di dollari in più.
Paradossi fiscali
Continuamo a ragionare per paradossi fiscali, cosa avrebbe potuto fare Obama con i 24 miliardi di dollari in più che un'Apple tassata secondo il regime italiano avrebbe dovuto versare? Avrebbe certamente avuto vita più facile nel varare il piano taglia-deficit. Risparmiando sui tagli sociali alla sanità e alla difesa. Oppure non avrebbe dovuto tagliare la missione della Nasa su Marte.


Da www.ilSole24ore.it del 20 Marzo 2012

mercoledì 7 marzo 2012

USA - Apple, ecco il nuovo iPad 3 : sarà HD e ad "alta velocità". In Italia dal 23 marzo




 Il nuovo iPad 3 presto sul mercato anche italiano



La lunga attesa dei fan della "mela" più famosa del mondo è finita. Sul palco dello Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, il Ceo della Apple Tim Cook ha presentato il nuovo iPad. tante le novità, ma in realtà nessuna rivoluzione. 
E' ad altissima definizione, un milione di pixel in più della migliore tv. Oltre a un display retina con una risoluzione migliore, 2048 x 1536 pixel o 264 pixel per police, il nuovo tablet avrà anche un microprocessore A5X quad-core, una nuova fotocamera da 5 megapixel, connettività 4G e una nuova funzione di riconoscimento vocale che grazie a un bottone "microfono" sulla testiera virtuale darà all'utente la possibilità di dettare (ma, al momento, non in italiano).
Uscirà in Italia il 23 marzo - Il nuovo iPad si potrà acquistare negli Usa dal 16 marzo e in Italia dal 23 marzo. Supporto 4 G compatibile con le reti At&T e Verizon e dettatura locale con il pulsante sul dislpay. Fotocamera da 5 megapixel usando la tecnologia dell'iPhone 4S. Colori in bianco e nero, tra le caratteristiche del prodotto. Il gadget avrà gli stessi prezzi dell'ipad 2 nelle versioni da 16,32 e 64 giga.
Cook: "Guidiamo la rivoluzione post pc" - "Apple guida la rivoluzione post Pc. Noi abbiamo tre strumenti post-Pc. Altre aziende sarebbero felici di averne uno", ha detto Tim Cook aprendo la presentazione dei nuovi prodotti a san Francisco. "Siamo i pionieri della rivoluzione post Pc", ha proseguito, parlando di 172 milioni di dispositivi venduti tra iPod, iPhone e iPad. "Il 76 per cento dei proventi Apple vengono da prodotti post Pc".
Dall'era Jobs al dopo Jobs - Sono passati cinque mesi e all'evento "'vedi e tocca" all'Yerba Buena Center nel centro di San Francisco l'era post Jobs è veramente cominciata. Non tanto nelle caratteristiche del prodotto, che continuano a distillare scintille del suo genio, quanto nella direzione che il marchio della 'mela col morso' intraprenderà da domani in un mercato sempre più agguerrito. Il nuovo iPad è una prova di maturità non solo per Tim Cook, già Ceo all'ultima presentazione, ma anche per i fan, costretti a navigare. Per Apple - e per Cook - è un test importante. 
La concorrenza è agguerrita - Gli eredi del defunto profeta dell'informatica devono fronteggiare una concorrenza molto più agguerrita rispetto al lancio delle prime due versioni. Apple sta perdendo quote di mercato rispetto ad altri tablet come il meno costoso Kindle Fire che usano versioni di Android. E se è vero che Jobs ha avuto voce in capitolo nello sviluppo del terzo aggiornamento, il lancio di oggi è stato universalmente giudicato un banco di prova: "Meno un test sulla mistica del prodotto e più della capacità di Apple di mantenere la promessa legata al suo brand", ha commentato Hayes Roth, un esperto di marchi.
Il mercato dei tablet in continua ascesa - Secondo le previsioni della società di analisi Forrester, entro il 2016 almeno 112,5 milioni di cittadini statunitensi (il 34 per cento della popolazione adulta) avranno acquistato una "tavoletta digitale" (tablet). L'Europa seguirà a breve distanza, con 105 milioni di utenti, circa il 30 per cento dei cittadini. Considerando che in media ciascun utente cambierà tablet ogni due anni, per il solo mercato statunitense sono previste vendite per quasi 300 milioni di unità nel periodo dal 2010 al 2016. A dominare il mercato, secondo Forrester, sarà ancora Apple con l'iPad, almeno per alcuni anni, anche se i dispositivi con il sistema operativo di Google, Android, continueranno a crescere di numero. Il merito tuttavia non è da attribuire a produttori quali Samsung o Motorola, bensì ad aziende come Amazon e Barnes and Noble, che hanno consentito alla piattaforma targata Google di poter annoverare dispositivi capaci di raggiungere un buon livello di vendita grazie a prezzi sensibilmente più bassi rispetto alle altre soluzioni in commercio.

Da www.Tiscali.it del 07 Marzo 2012 

giovedì 6 ottobre 2011

USA - Obama: "Jobs un visionario, ha cambiato il nostro mondo"



Il volto di Steve Jobs in atteggiamento riflessivo nel monitor di un pc Apple
la sua creatura

L'omaggio del presidente Usa: "E' stato un grande innovatore"
Giù in Borsa il titolo Apple

 

NEW YORK

Il mondo rende omaggio a Steve Jobs. Da Obama a Bloomberg, fino ai rivali Zuckerberg e Bill Gates, un diluvio di dichiarazioni accoglie la morte del visionario di Apple. «Era coraggioso abbastanza da credere di poter cambiare il mondo. Aveva il talento sufficiente per farlo», è il ricordo del presidente Usa che parla di un simbolo «della genialità» americana.

«Facendo personal computer e mettendo internet nelle nostre tasche, ha reso la rivoluzione dell’informazione - continua Obama - non solo accessibile a tutti, ma divertente e intuitiva. E volgendo il suo talento nel raccontare storie ha reso felici milioni di grandi e bambini».  
Steve, aggiunge Obama, era solito dire che «viveva ogni suo giorno come se fosse l’ ultimo. E c’è riuscito, trasformando le nostre vite, ridefinendo l’intera industria e raggiungendo una delle più rare imprese della storia umana: ha cambiato il modo in cui noi stessi vediamo il mondo».

L'omaggio del presidente Usa è sentito: «Era tra i più grandi innovatori americani, e noi siamo rattristati dalla notizia della sua morte. Il mondo ha perso un visionario. E non ci può essere maggior tributo al successo di Steve che ricordare che la maggior parte del mondo ha saputo la notizia della sua scomparsa sui computer che lui stesso ha inventato». 
Per il sindaco di New York, Michael Bloomberg, «gli Stati Uniti perdono un genio che sarà ricordato assieme a Edison e Einstein, le cui idee condizioneranno il mondo futuro per generazioni».

Non mancano i messaggi degli storici "rivali": «Grazie per essere stato stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che cio» che tu costruisci puo« cambiare il mondo. Mi mancherai», ha scritto Mark Zuckerberg su Facebook. La Samsung Electronics ha voluto unirsi al cordoglio internazionale per la morte del fondatore della Apple Steve Jobs, attraverso un comunicato diffuso dalla società coreana, nel quale Jobs è descritto come «grande imprenditore», nonostante le battaglie legali fra le due aziende. «Mi mancherà immensamente», dice Bill Gates commentando a caldo la morte del grande amico-rivale. «Steve e io ci siamo conosciuti 30 anni fa e siamo stati colleghi, concorrenti e amici, per la maggior parte della nostra vita. Il mondo - prosegue il fondatore di Microsoft - raramente vede qualcuno che ha avuto l’impatto profondo che Steve ha avuto, gli effetti del suo lavoro saranno sentiti per molte generazioni a venire. Per quelli di noi che sono stati fortunati abbastanza da lavorare con lui, tutto cio» è stato un incredibile grande onore. Steve mi mancherà immensamente».

La scomparsa del fondatore di Apple Steve Jobs pesa sul titolo del gruppo di Cupertino. A Francoforte, dove la società è quotata, le azioni della Apple cedono in avvio di seduta il 3,7% a 272,5 euro.


Da www.laStampa.it  del 06 Ottobre 2011

USA - Cupertino, tutto il mondo della tecnologia e degli appassionati di informatica in lutto per la morte di STEVE JOBS, genio della Apple, grande inventore ed innovatore





Da www.ilSecoloxix.it del 06 Ottobre 2011

martedì 8 giugno 2010

USA - Apple, ecco il nuovo iPhone 4 . È più “magro” e costa meno



 Steve JOBS con la sua ultima creatura : l' iPhone 4


L’iPhone ha un nuovo design, con un’elegante sezione in acciaio satinato, un super-schermo ad alta definizione e una super-telecamera da 5 milioni di pixel, permette ora il multitasking e anche di “chattare” con audio e video, grazie al nuovo programma FaceTime. 
Sono queste alcune delle novità dell’iPhone 4, quello di quarta generazione, presentato a San Francisco da un Steve Jobs, il numero uno della Apple, in gran forma, nonostante la sua ormai proverbiale magrezza.
Vestito con il tradizionale girocollo nero sui jeans slavati, entusiasta delle novità legate al nuovo iPhone, tra una presentazione e l’altra, quasi come un bambino, Jobs ha inserito ogni volta aggettivi come «cool», «amazing» e «nice» a ogni novità: dalla batteria, che grazie al processore A4 (lo stesso dell’iPad) durerà il 40% più a lungo, al programma di montaggio iMovie per l’iPhone, che permette di montare i filmati ad alta definizione 720p del nuovo iPhone. Non solo, visto che ora il telefonino della Apple diventa anche un mini iPad, il tablet di cui la casa di Cupertino ha venduto due milioni di esemplari in meno di due mesi: grazie al nuovo schermo da 320 pixel per pollice, più di quanto possa percepire l’occhio umano, la lettura di libri e quotidiani è più agevole, e offre l’accesso a iBook, la libreria virtuale della Apple, che in poche settimane ha conquistato oltre il 20% del mercato Usa, partendo praticamente da zero.


Jobs è apparso decisamente entusiasta alla fine del suo “keynote” di due ore, il tradizionale discorso che apre la cinque giorni dedicata agli sviluppatori, la Wwdc, quando ha presentato FaceTime: due iPhone 4 saranno in grado di comunicare tra loro, con video e suono, grazie alla nuova telecamera frontale e al nuovo microfono che cancella l’audio ambiente, senza dovere scaricare nessun programma particolare. Occorre semplicemente un collegamento wi-fi.
I prezzi
Nonostante le tante novità, il nuovo iPhone di quarta generazione sarà venduto a un prezzo decisamente competitivo, lo stesso prezzo di quello di terza negli Usa con un contratto di due anni con la At&t: 199 dollari per la versione da 16 Gb, 299 per quella da 32, e sarà disponibile sia in nero sia in bianco; contemporaneamente, l’iPhone 3Gs sarà reso disponibile solo in versione da 8 Gb e costerà 99 dollari. Tutti questi prezzi, chiaramente, non comprendono il fisso mensile che si deve pagare per tutta la durata dell’abbonamento. Comprato da solo, negli States l’iPhone 4 da 16 Gb sarà disponibile al prezzo di 599 dollari, mentre il modello da 32 Gb ne costerà 699; l’iPhone 3GS da 8 Gb costerà 499 dollari. In America il nuovo “melafonino” sarà in vendita a partire dal 24 giugno. In Italia arriverà alla fine di luglio, secondo quanto precisato dallo stesso Jobs. 



Tra le altre novità odierne - incentrate praticamente tutte sull’iPhone di quarta generazione - Jobs ha in particolare insistito sul nuovo sistema operativo iOs4, comune a iPhone, iPod Touch e iPad, e che permetterà il multitasking: sarà disponibile gratuitamente per chi già possiede un iPhone dal 21 giugno e si potranno per esempio controllare le e-mail (con un programma migliorato) senza smettere di ascoltare la musica.
Il numero uno della casa di Cupertino ha poi annunciato per il primo luglio il lancio del programma iAd, cioè la pubblicità mobile, un settore in cui la Apple intende fare concorrenza all’altro colosso della Silicon Valley sempre più presente nella telefonia mobile, Google. Numerose grandi aziende hanno già risposto positivamente, tra cui Disney, Chanel, Nissan, diverse assicurazioni e grosse società Usa della grande distribuzione. Agli sviluppatori, la Apple verserà il 60% dei proventi. Tra gli esempi presentati da Jobs sul palcoscenico del West Moscone Center, c’era un concorso della Nissan per vincere un’auto, scegliendo il colore agitando l’iPhone.

Da www.ilSecoloxix.it del 08 Giugno 2010