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venerdì 12 ottobre 2012

Cairo Montenotte - Melgrati l'altra sera alla Soms alla assemblea contro la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale

Marco Melgrati consilgiere regionale e Capogruppo del PdL durante il suo intervento ieri sera alla Soms di Cairo, sempre in prima fila da ormai un anno per cercare di salvare i Pronto Soccorso di Cairo e Albenga, ma anche le loro strutture ospedaliere  

Melgrati: "Non ci accontentiamo del Punto di Primo intervento… non possiamo aspettare “il morto” per capire l’importanza della rete dei Pronto Soccorso rispetto alle vallate della Valbormida e dell’Albenganese

"Nella sua partecipazione alla assemblea di ieri sera presso la Soms di Cairo, insieme al consigliere Comunale di Alassio e membro del Direttivo Regionale ANCI Fabio Lucchini, alla presenza del Consigliere Regionale del Pd Michele Boffa in evidente difficoltà a spiegare ai cittadini della Valbormida che devono fare a meno del Pronto Soccorso, e accontentarsi, per ora di un Punto di Primo intervento, che per grazia ricevuta sarà aperto 24 ore su 24, come quello di Albenga, Melgrati ha ribadito con forza alcuni concetti condivisi dalla popolazione


Indisponibilità a rinunciare al Pronto Soccorso. Ci dicono che cambierà solo il nome, ma sappiamo tutti che non è vero! Punto di Primo intervento che per Legge non può effettuare ricoveri; immaginatevi un paziente che arriva a Cairo o ad Albenga al Punto di Primo intervento, dove al massimo può trovare un medico di turno e un infermiere, e viene dirottato a Savona o al Santa Corona; e se è nevicato? E se c’è ghiaccio? E poi, se a Savona o a Pietra Ligure decidono che è da ricoverare, possono “rimbalzare” il paziente per il ricovero di nuovo a Cairo o ad Albenga…e quanto costeranno i trasferimenti da e per questi ospedali in un anno, con interventi che triplicheranno i tempi abituali? E ci saranno i militi delle Croci disponibili? E fino a quando?  E soprattutto a luglio cosa succederà? Toglieranno anche questa “caramellina” a tempo del Punto di Primo intervento aperto 24 ore su 24 per “intortare” l’opinione pubblica e calmare gli animi? Il fatto vero è che non possiamo accontentarci di questa “mediazione”, come l’ha chiamata qualcuno della maggioranza che aveva alzato la testa, già rimesso al suo posto da Burlando!!!
 
E come mai non si parla degli sprechi nella Sanità, come il fatto che esistono 15 reparti di medicina generale nei vari ospedali di Genova, nessuno (tranne 1, che arriva a 15 posti letto) rientra nei parametri dell’agenzia AGENAS, cioè almeno 15 letti e fino a 25; alcuni reparti non raggiungono i 6 porti letto; però ci sono fisicamente 15 reparti, 15 primari, 15 vice primari, staff di assistenti, infermieri, oss, tutto quanto serve per una struttura complessa
E se parliamo di sprechi come non citare il milione e mezzo di euro sprecato per la realizzazione del reparto di Neonatologia e Ostetricia di Albenga, reparto attrezzato con sale operatorie, vasche per il parto in acqua ecc…e poi, dopo le elezioni regionali, smantellato completamente e cancellato.  

E i doppioni, i reparti inutili, il proliferare di nuovi primariati, specialmente a ridosso delle elezioni, in maniera clientelare, l’eccessivo uso della creazione e del mantenimento di strutture complesse, specialmente quelle non strettamente connesse con la medicina, cioè quelle amministrative, che in termini di personale rappresentano il 60 per cento dei numeri di tutta la Sanità in Liguria, da me evidenziato più volte in Consiglio Regionale? 
In un momento in cui, dopo una manifestazione in  Piazza de Ferrari a Genova, sotto il palazzo della Regione, sono saltati fuori dal cilindro dell’assessore Montaldo 5 milioni di euro per la piastra ambulatoriale di Pegli, davanti all’ex ospedale Martinez, e il prossimo anno dovrebbero arrivare anche i fondi necessari alla piastra di Voltri, si chiudono i Pronto Soccorso di Cairo Montenotte e Albenga, con un costo che si aggira, a detta dell’assessore, tra i 300.000 e i 500.000 euro l’anno.
Chi firmerà questo provvedimento di riorganizzazione della rete delle emergenze, firma di fatto la condanna a mortedi qualche cittadino dell’entroterra della Valbormida o delle valli dell’Albenganese!!! 
E noi lo metteremo in evidenza, e pubblicheremo i nomi di tutti quanti i consiglieri Regionali e di tutti i Partiti che avranno messo la pietra tombale sui Pronto Soccorso di Albenga e Cairo Montenotte! Come sempre, per accorgersi che si sta sbagliando, ci dovrà scappere il morto, in questa nostra Italia". 

Marco Melgrati Consigliere Regionale Capogruppo PdL 

Da www.Savonanews.it del 11 Ottobre 2012

 

domenica 23 settembre 2012

Cairo Montenotte - Ospedale: PD contro PD

Il sindaco di Cairo Montenotte Fulvio Briano e alle sue spalle il consigliere 

regionale Marco Melgrati

Grande successo della manifestazione in favore dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo e del mantenimento della rete delle emergenze (Pronto Soccorso) di Cairo e Albenga. 

I sindaci della Valbormida in prima fila per difendere il Pronto Soccorso 

dell'Ospedale San Giuseppe 

Melgrati: se questo piano di tagli indiscriminati dovesse passare faremo i manifesti con i nomi di tutti i politici e di tutti i partiti che lo hanno votato in Consiglio Regionale

 

  La lunga fila di cittadini che hanno partecipato numerosi al corteo della manifestazione, snodatosi per le vie della città

Così Melgrati in una nota


"Questa mattina grande presenza di  cittadini e  di Sindaci del comprensorio valbormidese a Cairo Montenotte  alla manifestazione di piazza in difesa dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte.

I tagli indiscriminati alla sanità stanno facendo venire meno l’offerta sanitaria nel Ponente e nella Val Bormida; quest’ultima in particolare presenta anche notevoli complessità sotto il profilo della morfologia del territorio e dei collegamenti, soprattutto in inverno, con neve, gelo e nebbia. 

Lo striscione della Rappresentanza Sindacale Unitaria dell' Asl n. 2 savonese 

Vogliamo aspettare il morto per capire che è necessario un Pronto Soccorso operativo in Val Bormida?
E se è vero, come confermato dall’assessore Montaldo, che tenere aperti i pronto Soccorso di Albenga e Cairo costa “solo” 300.000 euro in più alla sanità ligure, a fronte di un buco economico nel bilancio regionale di 18 milioni di euro l’anno scorso solo per la provincia di Savona, viene spontanea una domanda: ma non si possono fare altri risparmi?
E siamo sicuri che i costi di viaggio di ambulanze e auto medicale, avanti e indietro da Savona, risultino inferiori a questa cifra? E se ci fossero più codici rossi contemporaneamente, e non fossero disponibili ambulanze perché quelle in servizio sono già in viaggio per Savona? 
 
                        Il consigliere regionale MarcoMelgrati con il cardiologo Attilio Biagini
E’ stato importante far sentire il grido di dolore della Val Bormida, dopo quello del comprensorio Albenganese…ci auguriamo che arrivi fino a Genova. Se non bastasse organizzeremo altre manifestazioni, sotto le finestre della Regione, sotto l’ufficio in piazza De Ferrari di Burlando e Montaldo! 
 

Questa mattina alla manifestazione è stata notata l’assenza dei Consiglieri Regionali del P.D. e letti in provincia di Savona, da Michele Boffa, a Antonino Miceli alla Lorena Rambaudi.
Noi speriamo di no, ma se questo piano dovesse passare, farò a mie spese un manifesto con i nomi e cognomi dei consiglieri Regionali e i Loro partiti di appartenenza che avranno alzato la mano per approvare questo provvedimento, e lo diffonderò in tutta la provincia di Savona, ed in particolare in tutte le città e paesi della Val Bormida e del comprensorio Albenganese! 
 
 
Così i cittadini sapranno chi dovranno ringraziare, e alle prossime elezioni, nazionali e Regionali, si comporteranno di conseguenza! Se i Consiglieri di maggioranza eletti nel P.D. in provincia di Savona e l’I.d.v. voterà contro questo piano, non passerà!
Il voto contrario della minoranza è scontato! Il mio voto contrario è sicuro!
 


 
Il corteo sfila davanti all'ingresso del Pronto Soccorso

 E come avevo gridato ad Albenga per l’Ospedale Santa Maria di Misericordia, anche oggi ho gridato forte: “Compagni Burlando e Montaldo, giù le mani dall’Ospedale di Cairo Montenotte”!

Marco Melgrati Consigliere Regionale gruppo P.d.L.
 
Il consigliere regionale Marco Melgrati con il consigliere Fabio Lucchini 
e la presidente del Ceda Anna Borello

 
 Melgrati con Anna Borello e Aldo Giardini noto personaggio della politica alassina

 Il dott. Botta per anni responsabile del Pronto Soccorso di Cairo

 Il sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano, durante il suo intervento pubblico



Il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza mentre rilascia una intervista 
ai giornalisti presenti


 I militi ritratti mentre scaricano una barella da una ambulanza

Conferenza stampa dei sindaci della Valbormida condotta dal sindaco di Cairo 
Briano alla presenza del consigliere regionale Marco Melgrati e del presidente 
della Provincia Angelo Vaccarezza

             

venerdì 21 settembre 2012

Cairo Montenotte - Tutti in piazza domani alle 10 a Cairo Montenotte per difendere il Pronto Soccorso e l’Ospedale S.Giuseppe dai tagli indiscriminati della triade Burlando - Montaldo - Neirotti!


 

 Marco Melgrati consigliere regionale PdL molto impegnato da mesi e mesi 
nella lotta per salvare i Pronto Soccorso 
di Albenga e Cairo Montenotte


Melgrati: dopo la grande manifestazione di Albenga difendiamo i diritti dei cittadini della Val Bormida.
A Cairo invito domani i cittadini e i Sindaci del comprensorio albenganese ! E’ una battaglia da vincere TUTTI INSIEME !!!
Domani alle 10 invito tutti i cittadini e i Sindaci del comprensorio albenganese a essere presenti alle 10 di mattina a Cairo Montenotte per la grande manifestazione in difesa dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte. E’ importante far sentire il grido di dolore della Val Bormida, dopo quello del comprensorio Albenganese …ci auguriamo che arrivi fino a Genova.
Ho partecipato martedì sera ad una assemblea a Piana Crixia, presenti le rappresentanze delle pubbliche assistenze della vallata; i cittadini e gli operatori sono terrorizzati da questa eventualità ormai annunciata come inevitabile, ma che dovrà passare in Consiglio Regionale entro la fine di ottobre .
Se questo piano passerà, farò un manifesto con i nomi e cognomi dei consiglieri Regionali e i Loro partiti di appartenenza che avranno alzato la mano per approvare questo provvedimento, e lo diffonderò in tutte le città della Val Bormida e del comprensorio albenganese!!! Così i cittadini sapranno chi dovranno ringraziare, e alle prossime elezioni, nazionali e Regionali, si comporteranno di conseguenza!

Se i Consiglieri di maggioranza eletti nel P.D. in provincia di Savona e l’I.d.v. voterà contro questo piano, non passerà! Il voto contrario della minoranza è scontato!
Siamo molto allarmati  rispetto a questa dissennata decisione; i tagli alla sanità stanno facendo venire meno l’offerta sanitaria nel Ponente e nella Val Bormida, quest’ultima in particolare presenta anche notevoli complessità sotto il profilo della morfologia del territorio e dei collegamenti, soprattutto in inverno, con neve, gelo e nebbia. Vogliamo aspettare il morto per capire che è necessario un Pronto Soccorso operativo in Val Bormida? E se è vero, come confermato dall’assessore Montaldo, che tenere aperti i pronto Soccorso di Albenga e Cairo costa “solo” 300.000 euro in più alla sanità ligure, a fronte di un buco economico nel bilancio regionale di 18 milioni di euro l’anno scorso solo per la provincia di Savona, viene spontanea una domanda: ma non si possono fare altri risparmi ? E siamo sicuri che i costi di viaggio di ambulanze e auto medicale, avanti e indietro da Savona, risultino inferiori a questa cifra? Per questo vogliamo approfondire la questione, per la Sanità del nostro territorio questa è una bella botta: non possiamo accettarla anche  perchè a farne le spese sono esclusivamente  i cittadini”. Questo piano è irricevibile, e va rivisto. Consiglio i Sindaci di appoggiarsi ai sindacati dei medici ospedalieri per far redarre un piano alternativo a quello nefasto di Neirotti, che prevede la farsa dell’apertura 24 ore su 24 di un punto di primo intervento a Cairo Montenotte, per curare i mal di pancia o i taglietti sulle dita …come da copione…nonostante i 12 mila accessi rilevati al Pronto Soccorso del San Giuseppe di Cairo Montenotte nel corso del 2011, con 52 interventi in Codice Rosso.

Mentre a Cairo si spendono due milioni e mezzo per due sale operatorie nuove (si sarebbero potute ristrutturare una per volta le due sale operatorie esistenti, con minori costi!), all’Ospedale di  Cairo viene  cancellata la Medicina Interna

Se questi sono i manager, allora questo lavoro lo possono fare tutti…se questi sono i politici, allora è meglio che se ne vadano a casa…comunque, domani mattina alle 10 a Cairo,  io ci sarò, e ancora una volta griderò forte “Compagni Burlando e Montaldo, giù  le mani dall’Ospedale di Cairo Montenotte”!!!

 
                                                         Marco Melgrati Consigliere Regionale gruppo P.d.L.

lunedì 23 luglio 2012

Alassio - Genova - Interrogazione sul reparto di ORTOPEDIA del GSL - Gruppo Sanità Ligure - di ALBENGA – visita al reparto presso l’Ospedale Santa Maria di Misericordia del Consigliere Regionale Marco Melgrati.

Il consigliere Marco Melgrati (PdL) contro i tagli lineari della Sanità pubblica operati dalla 
Giunta regionale guidata da Claudio Burlando (Pd) , in difesa delle eccellenze mediche
presenti sul territorio  a salvaguardia della salute dei cittadini


Melgrati: reparto di eccellenza, ma si può fare di più e meglio; presenterò una interrogazione all’Assessore Montaldo

Venerdì il Consigliere Regionale Marco Melgrati ha visitato il reparto di Ortopedia del GSL, privato ma totalmente convenzionato con l’ASL n. 2 Savonese  presso l’Ospedale Santa Maria di Misericordia
Come già in precedenza i miei colleghi Quaini e Rosso ho potuto notare l’alto grado di professionalità ed efficienza di questo reparto, che annovera alcune delle migliori Equipe ortopediche di chirurgia artroscopica e protesica. Questo reparto è nato proprio per evitare le “fughe”. Difatti i pazienti che afferiscono in questo reparto sono pazienti visti da medici specialisti che prima dell’apertura di questo reparto  procuravano le fughe e se li portavano a operare in Lombardia e Piemonte, privatamente o con convenzione Asl.. Il reparto è attualmente autorizzato ad operare pazienti liguri con impegno esclusivo da parte dei chirurghi per quelli dell’Asl 2 e qualora la struttura sia ricettiva anche i pazienti della altre Asl. Recentissimamente c’è stato un aumento di budget per coprire quasi per la totalità anche le richieste dell’Asl 1 che sono molto numerose. Per il futuro, con il prossimo arrivo del Dottor Federici  da settembre ci saranno ulteriori richieste di genovesi estendendo il servizio.
Il primo vero problema, che sarà oggetto del primo punto della mia interrogazione all’ass.re Montaldo, è che negli spazi dell’Ospedale non esiste un ambulatorio divisionale per ricevere i pazienti, all’interno del  Sistema Sanitario Regionale, cioè gratis o con ticket, che invece al momento devono rivolgersi agli specialisti che operano in questa struttura con visita privata a pagamento. Le motivazioni possono essere tante.  Non è una questione di costo perché la struttura metterebbe a disposizione per le visite gli Ortopedici. Potrebbe essere, come preoccupazione e filosofia dell’Assessore e del Direttore Generale, un rapporto conflittuale, di concorrenza con il Santa Corona. Credo che questa non possa essere una preoccupazione seria, anche perché in questo reparto non si può operare tutto, per esempio, un piede o le mani, perché non sono patologie che generavano la “fuga” e non sono previste nel contratto.
Da noi sarebbero  venuti con l’impegnativa del medico. La disponibilità esiste, è stata fatta la richiesta, si attende la risposta, che io solleciterò.
Altro problema, che sarà il secondo punto della mia interrogazione, è che se oltre a evitare le fughe, si volesse anche fare chirurgia di attrazione dalle altre Regioni, come fanno gli altri nei nostri confronti, cosa che porterebbe anche un indotto di “turismo sanitario”, è che qui non si è autorizzati ad operare pazienti da fuori Regione. Si potrebbero anche operare, ma l’Asl non li pagherebbe. Se si aumentassero i posti letto e si avesse l’autorizzazione alla convenzione potrebbe essere una soluzione. Attualmente, fino a fine luglio, ci sono 20 posti letto.  Da settembre aumenta la dotazione di 6 posti letto, perché viene spostato l’ ambulatorio di ginecologia al quarto piano. Ma ci sarebbe bisogno di altri spazi nell’ospedale, di sale operatorie e di letti.
E da qui il terzo punto dell’interrogazione: avevo già da tempo, e su questo concordava anche il Presidente della Commissione Regionale Sanità Styefano Quaini, espresso perplessità sulla sistemazione, all’interno di un plesso Ospedaliero per acuti, della R.s.a., Residenza Sanitaria Assistita; un assurdo unico in tutta Italia, presente solo qui ad Albenga.  E’ stata nel breve una soluzione forzata, ma chiederò all’assessore Claudio Montaldo se è Sua intenzione spostare in altra sede la R.s.a.. Ci sarebbero già due soluzioni: una nell’immediato, con la disponibilità di utilizzo di un piano della nuova struttura del Trincheri di Albenga; in un futuro ci sarebbe l’opportunità del ritorno ad Alassio, visto il piano delle valorizzazioni che prevede, all’interno del contratto per la vendita, la trasformazione dell’ex Ospedale di Alassio e della palazzina della ex Dialisi, sempre ad Alassio, per il cambio di destinazione d’uso in seconde case di lusso, la realizzazione di mq. 450 a destinazione R.s.a. che dovrebbe rimanere in proprietà al Comune di Alassio, come bonus per la valorizzazione. La domanda all’assessore Montaldo nell’interrogazione sarà:  è intenzione dell’Amministrazione Regionale trovare una soluzione alternativa alla collocazione della R.s.a., nel breve o nel medio-lungo periodo, e in  caso affermativo come mai non è stato sottoscritto con il Comune di Alassio un atto di impegno della Regione e dell’A.s.l. 2 per riportare la R.s.a. ad Alassio? Appare ovvio che una destinazione d’uso siffatta, senza l’impegno della Regione, metterebbe in serio imbarazzo l’Amministrazione Comunale di Alassio, che si troverebbe a far allestire una struttura per lungodegenti per poi non vederla occupare dall’A.s.l. 2, ma si sa, quando si vuol vendere si promette di tutto…poi in quanto a mantenere…
Inoltre, e questo sarà il quarto punto dell’interrogazione, chiederò all’Assessore Montaldo, vista la disponibilità del G.s.l. - Gruppo Sanità Ligure, nel caso di mantenimento del Pronto Soccorso Albenganese, come tutti ci auguriamo vivamente, se sia intenzione dell’Assessore di usufruire della disponibilità del G.s.l. ad  implementare con l’opzione di  Ortopedia il Pronto Soccorso di Albenga, in caso di ricoveri in emergenza, che richiedano l’intervento di Ortopedici, in collaborazione con il reparto “pubblico” del MIOA.
Il  reparto MIOA dotato di uno Staff di eccellenza che già oggi opera su protesi infettate, vanta ben quattro chirurghi Ortopedici in servizio attivo, che pare avrebbero già dato la loro disponibilità, creando una sinergia con i privati del G.s.l. a costo zero per la Regione Liguria.
Per salvare il Pronto Soccorso di Albenga, risorsa e patrimonio del territorio, ogni idea è buona. Se poi si vuole mettere a sistema la disponibilità del gruppo privato Gsl con le risorse del pubblico, per operare dei risparmi di scala, mantenendo l’efficienza del Pronto Soccorso, sarebbe  ancora meglio, per i numeri, per la qualità e per la opportunità di reperibilità di Medici specializzati, per coprire il servizio.

                                         Marco Melgrati Consigliere Regionale gruppo P.d.L.